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Fisiologia umana

Riassunto delle lezioni di fisiologia umana cardiovascolare, respiratoria, renale, neuromuscolare, gastrointestinale, endocrina, riproduttiva basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Cavallari dell’università degli Studi di Milano - Unimi. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Fisiologia umana docente Prof. P. Cavallari

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• 

↑velocità ↓

La viscosità de sangue dipende dalla velocità di scorrimento: (aumenta la tendenza dei GR all’accumulo

↓velocità ↑

assiale); (aggregazione di GR in rouleaux o pila di monete).

• Le resistenze al flusso nel sistema circolatorio dipendono da: Calibro dei vasi; Tipo di scorrimento (laminare o turbolento);

Viscosità del sangue; Disposizione dei vasi in serie e in parallelo.

o Resistenze in condotti in serie: R = R1 + R2 + R3 R è maggiore della resistenza dei singoli segmenti.

t t 

o Resistenze in condotti in parallelo: 1/ R = 1/R1 + 1/R2 + 1/R3 R è inferiore alla resistenza dei singoli segmenti.

t t

Nel sistema circolatorio, i vasi che offrono maggior resistenza al flusso sono le arteriole e non i capillari (pur essendo in

assoluto i vasi con diametro minore), poiché questi sono disposti in parallelo ed il loro numero è > a quello delle arteriole.

• 

∆P

Pressione di propulsione: = Pa – Pv responsabile del flusso.

• Pressione transmurale: differenza tra la pressione interna (= P di riempimento) e la pressione esterna (= P tissutale) al vaso.

La parete di un vaso sanguigno è in equilibrio quando la forza distendente (= pressione transmurale, P) è bilanciata dalla

tensione (in parte elastica-passiva, in parte muscolare-attiva); ciò viene espresso dalla legge di Laplace: T = P r/d.

Legge di Laplace applicata ai vasi ematici spiega perché: i vasi di piccolo calibro (capillari) possono sostenere pressioni

 ↓d ↑↑T).

intravasali relativamente elevate senza rompersi; si può verificare rottura di un aneurisma arterioso (↑r,

• La distensibilità delle pareti dei vasi rende il circolo dipendete dalla forza di gravità. La P esercitata da una colonna di liquido

∆P ρ

aumenta con l’altezza secondo la relazione: = g h (legge di Stevino). Effetti della pressione idrostatica nel passaggio da

posizione supina a posizione eretta, assumendo il cuore come piano di indifferenza idrostatica:

o ↑

Nei vasi al di sotto del cuore (∆P tra cuore e piedi = 80-100mmHg): P. Il RV è comunque assicurato da valvole venose,

pompa muscolare e venocostrizione.

o ↓P

Nei vasi al di sopra del cuore: (∆P tra cuore e cervello = 25mm Hg). Il flusso è comunque assicurato da meccanismi di

regolazione cardiocircolatori.

• Relazione pressione-flusso in vasi rigidi e in vasi elastici:

o ∆P/F

Nei vasi elastici la relazione non è lineare: esiste un valore minimo di P (= Pc, pressione critica di chiusura), sotto la

↑P ↑F

quale il vaso tende a chiudersi. Quando il vaso è aperto, in modo maggiore rispetto ad un vaso rigido, perché il

raggio aumenta in seguito alla distensione delle pareti con conseguente riduzione della resistenza.

o ∆P/F

Nei vasi elastici la relazione è lineare

• Relazione pression-flusso in vasi passivi e in vasi reattivi:

o ↑F ↑P

Vasi tipo passivo (vasi polmonari): = andamento tipico dei vasi elastici.

o Vasi tipo reattivo (vasi renali): dopo iniziale aumento, F tende a stabilizzarsi il vaso reagisce all’aumento di P

  

↓raggio ↑resistenza

costringendosi flusso costante = andamento tipico dei vasi muscolari.

• Differenze tra circolo sistemico e polmonare (URP = Unità di Resistenza Periferica):

 

o ∆P

Circolo sistemico: elevata R (0.02URP) richiesto = 100mmHg elevata Pa (100mmHg).

∆P 

o Circolo polmonare: bassa R (0.002URP) richiesto = 10mmHg bassa Pa (15mmHg).

• 

Pressione sanguigna: corrisponde alla forza che il sangue esercita sulle pareti dei vasi sanguigni P = F/A.

FILTRAZIONE CAPILLARE

• ∆P

Il flusso attraverso la parete capillare dipende dalle forze di Starling: = (P - P ) − (π - π ).

F c i c i

o Pressione idraulica capillare (P ): valore medio = 17 mmHg. È influenzata dalla gravità.

c

o Pressione oncotica capillare (π ): è la pressione osmotica esercitata dalle proteine (>albumina); VN = 21-29 mmHg.

c

o Pressione idraulica tissutale o interstiziale (P ): VN = −7mmHg.

i

o Pressione oncotica tissutale o interstiziale (π ): varia a seconda del tipo di tessuto; valore medio = 4.5-8mm Hg.

i

• 

Quando ∆P è positivo, si ha filtrazione capillare verso l’interstizio (estremità arteriolare) P = (30 + 3) - (28 - 8) = 13mmHg.

F

• 

Quando ∆P è negativo, si ha assorbimento verso il lume vascolare (estremità venulare) P = (10 + 3) - (28 - 8) = -7mmHg.

F

• Oltre alle forze di Starling, altri fattori contribuiscono a determinare la formazione di liquido interstiziale: permeabilità

capillare e riassorbimento mediato dai capillari linfatici.

REGOLAZIONE OMEOSTATICA DELLA PRESSIONE ARTERIOSA

• Riflesso barocettivo: le sedi barocettive sono princialmente due.

   

o Seno carotideo n. del seno o di Hering ganglio petroso n. glossofaringeo NTS.

   

o Arco dell’aorta n. dell’arco aortico o depressore ganglio nodoso n. vago NTS.

Via del riflesso barocettivo (l’attivazione di una via inibisce l’altra)

   

 Nucleo motore dorsale del Gangli del plesso cardiaco

PA frequenza FC, forza di contrazione,

vago

di scarica vasodilatazione PA

   

NTS

 Nucleo intermedio Gangli della catena

PA frequenza FC, forza di contrazione,

laterale del midollo paravertebrale

di scarica vasocostrizione PA

• ↓PO

Riflesso chemocettivo: se , si attivano i chemocettori dei glomi aortici che inducono vasocostrizione.

2

• Riflesso volocettivo: meccanocettori atriali modificano FC e dunque PA a seconda del riempimento atriale.

• Risposta endocrina: ANP; ADH; SRAA; cortisolo.

•  

↑PA ↓SRAA; ↓PA ↑SRAA.

Risposta renale:

CUORE

• 

Impulso cardiaco: NSA (60-100 bpm) fasci internodali (anteriore o di Bachmann, medio o di Wenckebach, posteriore o di

   

Thorel) NAV fascio di His branca dx e branca sn ( ramo ant. e ramo post.) fibre di Purkinje.

• PDA miocardio specifico o di conduzione (da -60 mV a -40 mV):

+ 2+

o Fase 0 – depolarizzazione lenta (I = Na e Ca in)

f

2+

o Fase 1 – ascendente (Ca in) attraverso canali T (tiny and transient) o LVA (Low Voltage Activated).

2+

o Fase 2 – spike e PDA (Ca in) attraverso canali L (large and lasting) o HVA (High Voltage Activated).

+

o Fase 3 – discendente (K out) + 2+

o Fase 4 – depolarizzazione lenta (I = Na e Ca in)

f

• PDA miocardio comune o di lavoro (da -90 mV a +30 mV):

+

o Fase 0 – depolarizzazione rapida (Na in)

+

o Fase 1 – ripolarizzazione lenta (K out) 2+

o Fase 2 – plateau e contrazione cardiaca (Ca in, da tubuli T e reticolo sarcoplasmatico)

+

o Fase 3 – ripolarizzazione rapida (K out)

+ 2+ +

o Fase 4 – ripristino (Na e Ca out, K in)

• Substrati del tessuto cardiaco: acidi grassi (75%), glucosio (20%), acido lattico (5%).

• Elettrocardiogramma (ECG): registrazione grafica dei potenziali elettrici cardiaci mediante elettrodi metallici.

Se l’onda di depolarizzazione si dirige verso il polo positivo si registra una deflessione positiva, se si dirige verso il polo

negativo si registra una deflessione negativa, se è perpendicolare all’asse di derivazione, si registra una deflessione bifasica.

• Derivazioni: differenze istantanee di potenziale tra due elettrodi.

o Derivazioni Bipolari Standard: si usano 3 coppie di elettrodi, disposte secondo il triangolo di Einthoven, così da definire

− +; − +; − +.

3 derivazioni: I o D1→ polso dx e polso sn II o D2→ polso dx e caviglia sn III o D3→ polso sn e caviglia sn

o Derivazioni Unipolari Aumentate: si usa la giunzione tra 2 derivazioni bipolari come elettrodo di riferimento. aVF→

punto centrale di D1 e caviglia sn; aVR→ punto centrale di D3 e polso dx; aVL→ punto centrale di D2 e polso sn.

o Derivazioni Precordiali Unipolari: si usano 1 elettrodo di riferimento e 6 elettrodi esploranti. V1: 4° spazio intercostale -

linea parasternale dx; V2: 4° spazio intercostale - linea parasternale sn; V3: tra V2 e V4; V4: 5° spazio intercostale - linea

emiclaveare sn; V5: 5° spazio intercostale - linea ascellare ant. sn; V6: 5° spazio intercostale - linea ascellare med. sn.

o Derivazioni Aggiuntive: V3R, V4R: derivazioni precordiali per esplorare il cuore dx; V7: 5° spazio intercostale - linea

ascellare post.; V8: 5° spazio intercostale - linea angolo-scapolare; V9: 5° spazio intercostale - linea paravertebrale.

• Territori esplorati: laterale alta = D1, aVL; laterale bassa = V5, V6; inferiore = aVF, D2, D3; setto = V1, V2; anteriore = V3, V4.

• Tracciato dell'ECG: 1mm in senso verticale = 0.1 mV; 1mm in senso orizzontale = 0.04 s (0.5 cm in orizzontale = 0.2 s).

• 

0.2

Calcolo della FC su ECG: x 4 (n° quadrati da 0.5mm tra 2 picchi) = 0.8 s (tempo tra 2 picchi) 60 \ 0.8 = 75 bpm;

60 \ 0.2 = 300 (n° di quadrati su cui l’ECG è registrato in 1 min.) 300 \ 4 (n° quadrati da 0.5mm tra 2 picchi) = 75 bpm.

• Lettura ECG:

o Onda P (100-120ms; <2.5mm): depolarizzazione atriale. È positiva in tutte le derivazioni standard e precordiali + aVF e

aVL; è negativa in aVR. Può essere bifasica (depolarizzazione RA positiva + depolarizzazione LA negativa) in V .

1

o Segmento PR: tratto isoelettrico compreso tra la fine dell’onda P e l’inizio del complesso QRS (atri depolarizzati).

o Intervallo PR (120-200 ms): tempo di conduzione atrio-ventricolare. La durata è correlata alla FC.

o Complesso QRS (100-110ms; <35mm): depolarizzazione ventricolare (+ ripolarizzazione atriale mascherata). La prima

deflessione negativa è indicata come Q, la prima deflessione positiva come R (lettere minuscole se il voltaggio è basso).

Nelle derivazioni precordiali, QRS è prevalentemente negativo in V1 e V2, bifasico in V3 e V4, positivo in V5 e V6.

L’onda R è positiva in tutte le derivazioni standard e negli elettrodi che esplorano il lato sn del torace (V4, V5, V6, aVL,

aVF), mentre è negativa negli elettrodi che esplorano il lato dx del torace (V1, V2, V3, aVR).

o Segmento ST: tratto isoelettrico compreso tra la fine del complesso QRS e l’inizio dell’onda T (ventricoli depolarizzati).

o Intervallo ST (300 ms): intervallo compreso tra la fine del complesso QRS e la fine dell’onda T.

o Onda T (180-200 ms): ripolarizzazione ventricolare. È positiva in tutte le derivazioni standard e precordiali + aVF; è

negativa in aVR e aVL. È asimmetrica (branca ascendente più lenta).

o Intervallo QT (350-450 ms): è inversamente proporzionale alla FC (formula di Bazett: QTc = QT/√


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (6 anni)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fedeari91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Cavallari Paolo.

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