INTRODUZIONE
La fisiologia è la scienza che studia il funzionamento degli organismi viventi. È una scienza sperimentale che cerca di
spiegare i vari avvenimenti che si verificano nel corpo umano tramite leggi fisiche, chimiche, biologiche…
L’organismo vivente nella forma più elementare è costituito da diversi livelli di struttura, dalla più semplice alla più
complessa. Partendo dall’elemento più semplice riconosciamo quindi cellule, tessuti, organi e sistemi di organi o
apparati.
Le cellule possono essere raggruppate in quattro gruppi principali:
I neuroni: sono cellule specializzate nel trasmettere le informazioni sotto forma di impulsi elettrici, sono
capaci di ricevere stimoli dall'ambiente esterno, sono capaci di portare segnali e comandi agli organi
effettori. Per organo effettore si intende qualsiasi struttura capace di compiere un'azione (esempio
ghiandole, muscoli…)
Le cellule muscolari: sono cellule capaci di contrarsi e pertanto di produrre forze e, in caso siano collegate
meccanicamente a strutture capaci di muoversi, di produrre movimenti.
La cellula muscolare è solo capace di contrarsi, non di allungarsi; perché ritorni alla sua lunghezza iniziale
occorre che succeda qualcos’altro. La maggior parte dei muscoli è disposta a coppie agonista-antagonista
(esempio bicipite-tricipite del braccio): se contraggo il muscolo bicipite provoco la flessione del braccio
sull’avambraccio, se però voglio riportare braccio nella sua posizione iniziale devo contrarre i muscoli
antagonisti, ovvero il tricipite che, contraendosi, estende l’avambraccio sul braccio riportandolo quindi alla
posizione iniziale. Il bicipite non è capace di spingere il braccio nella condizione di partenza.
Le cellule muscolari possono avere o meno un controllo volontario: io posso volontariamente muovere un
braccio ma non posso volontariamente far contrarre il muscolo cardiaco,
Le cellule epiteliali hanno forma e dimensioni molto varia e formano gli epiteli, cioè i tessuti di rivestimento.
Hanno la caratteristica di poggiare sopra la membrana basale e di essere strettamente interconnesse le une
con le altre. Possono presentarsi in un solo strato o essere pluristratificate.
Esse hanno la funzione di isolare un versante dell’epitelio rispetto all'altro e in molti casi si specializzano in
particolari funzioni, per esempio nella secrezione.
Le cellule connettivali rappresentano la categoria più differenziata. Connettono diverse strutture
dell’organismo: sia in senso di comunicazione (come le cellule del sangue), che in senso strutturale fornendo
supporto alle altre cellule(come le cellule delle ossa e della cartilagine). La maggior parte di queste cellule
sono contenute in una matrice liquida che contiene proteine strutturali come il collagene e l’elastina.
Le cellule tendono a raggrupparsi formando un tessuto formato da un gruppo di cellule che svolgono funzioni simili.
(esempio: tessuto muscolare, tessuto epiteliale…)
I vari tessuti si combinano formando gli organi: strutture composte da più tessuti che svolgono una data funzione.
(esempio: l’organo cervello è composto prevalentemente da tessuto nervoso, l'organo cuore è composto da tessuto
muscolare…)
I vari organi si raggruppano in apparati o sistemi di organi: strutture formate da diversi organi che collaborano tra di
loro allo scopo di svolgere la funzione propria dell’apparato a cui appartengono.
(esempio il sistema cardiovascolare comprende il cuore, i vasi sanguigni, il sangue e tutti questi organi collaborano
per svolgere le funzioni proprie di questo apparato…)
La maggior parte degli apparati sono formati da organi fisicamente connessi gli uni agli altri (esempio il sistema
respiratorio, il sistema cardiocircolatorio, contenuti in zone particolari del corpo e gli organi sono in contatto gli uni
con gli altri), oppure gli organi che li compongono sono molto lontani l’uno dall’altro e non sono interconnessi
(esempio un esempio è il sistema endocrino).
L’organismo è nettamente separato dall'ambiente esterno da un rivestimento epiteliale detto cute, poi riconosciamo
i principali apparati necessari alla vita di questo organismo (esempio un sistema circolatorio che permette il
trasporto e gli scambi di sostanze dalle diverse parti dell’organismo stesso...); Abbiamo poi le varie strutture che
permettono all’organismo di svolgere le proprie funzioni (muoversi, riprodursi…)
Quindi:
1. Sono poche le cellule a diretto contatto con l'ambiente esterno
2. Le cellule direttamente a contatto col sistema digestivo sono altrettanto poche e sono poche anche le cellule
a diretto contatto col sangue.
3. La maggior parte delle cellule si trova immersa in un liquido che è in diretto contatto col sangue col quale
scambia continuamente sostanze e gas, questo fluido che avvolge tutte quante le cellule sono immerse
prende il nome di mezzo interno. Noi possiamo vivere soltanto ed esclusivamente se il mezzo interno è
preservato dalle variazioni dell’ambiente esterno e da eccessive variazioni dell’ambiente interno stesso.
4. La maggior parte del lavoro svolto quotidianamente dal nostro corpo è indirizzata proprio a mantenere
costante il mezzo interno.
L’organismo è separato dall'ambiente esterno, ma questa separazione non è assoluta: in ogni momento della nostra
vita scambiamo sostanze tra interno ed esterno del corpo e tra le diverse parti del corpo stesso.
Questi scambi avvengono in maniera strettamente controllata, proprio per garantire la costanza e la composizione
del mezzo interno.
I continui scambi di sostanza avvengono prevalentemente a livello polmonare, gastroenterico, renale e capillare.
Il mezzo interno è un liquido nel quale sono disciolte varie sostanze e che bagna tutte le cellule presenti
dell'organismo, il suo componente principale è l'acqua che agisce come solvente dei vari saluti presenti nella
soluzione.
Quest’acqua si può dividere in diversi compartimenti:
- l'acqua corporea totale, cioè il volume di fluido contenuto all’interno dello strato epiteliale di rivestimento
del corpo, un adulto di 70 kg ammonta a circa 42-45 litri;
- la corporatura totale si può suddividere in diversi compartimenti:
1. Liquido intracellulare, che rappresenta circa i 2/3 del totale
2. Liquido extracellulare, che rappresenta circa 1/3 del totale è il cui 20% si trova nel sangue e ne costituisce il
plasma
La suddivisione di questi compartimenti (intracellulare ed extracellulare) ha fondamentale importanza perché questi
liquidi hanno composizione diversa. Bisogna mantenere la composizione diversa di questi liquidi, in particolare:
1. il liquido intracellulare è ricco di proteine e di potassio
2. il fluido extracellulare è povero di proteine ed è ricco di sodio
3. il plasma ha un contenuto alto di proteine.
Queste differenze di composizione sono indispensabili per la vita: il sistema nervoso e quello muscolare, per
esempio, possono funzionare solo e soltanto se queste differenze vengono mantenute. Variazioni, anche piccole, dei
liquidi intra ed extracellulare sono incompatibili con la vita, è quindi indispensabile l’esistenza di un sistema di
controllo del mezzo interno.
Questa capacità dell’organismo di mantenere costante il mezzo interno ha un nome e si chiama omeostasi: indica la
capacità dell'organismo di adattarsi all'ambiente esterno mantenendo praticamente invariata la situazione interna;
mantenendo la composizione del mezzo, la propria temperatura, e il proprio volume.
(Ci sono animali che non sono omeostatici, per esempio i rettili non sono capaci di mantenere la temperatura interna costante:
al variare della temperatura esterna, la temperatura interna varia allo stesso modo quando fa troppo freddo la temperatura
interna diminuisce e questo determina la riduzione della capacità metaboliche che, a sua volta, comporta con la riduzione di
attività.)
Perché sia possibile parlare di omeostasi occorre che esista un sistema di regolazione composto da:
un sistema di sensori, i recettori, che valutano lo stato del mezzo interno
un sistema attraverso il quale le informazioni raccolte arrivano al centro di controllo
un centro di controllo che confronta le informazioni e comanda i provvedimenti necessari
un gruppo di cellule o di organi che, dopo aver ricevuto le istruzioni dal centro di controllo, agiscono in modo
tale da riportare le condizioni che sono variate alla loro situazione precedente.
Variabili regolate= variabili che possono modificarsi per effetto del mondo esterno ma che sono tenute sotto stretto
controllo da parte dei meccanismi di controllo omeostatici. (esempio temperatura, pH e glicemia)
La maggior parte di questi sistemi di controllo, agisce secondo un meccanismo che è detto feedback negativo= se la
variabile regolata aumenta il sistema la fa diminuire, se la variabile diminuisce il sistema la fa aumentare.
La maggior parte dei meccanismi di regolazione omeostatici interviene quando esistono differenze tra il valore
attuale di una variabile regolata ed un valore di riferimento che viene chiamato set point.
La differenza tra valore reale misurato e il set point costituisce un messaggio di errore che il sistema cerca di
correggere. Il set point è presente fin dalla nascita, ed è contenuta nel codice genetico (esempio: un eschimese che
vive al Polo Nord e un africano che vive ai tropici hanno esattamente lo stesso set point per la temperatura,
entrambi infatti hanno la temperatura di 37°; lo stesso discorso vale per la pressione arteriosa, per il pH, la glicemia).
RICHIAMI DI CHIMICA E BIOCHIMICA
Le biomolecole sono molecole utilizzate e/o prodotte dagli organismi viventi ed hanno la caratteristica di contenere
uno o più atomi di carbonio.
Ogni atomo di carbonio, per la sua struttura chimica, è capace di legarsi ad altri quattro atomi; gli atomi che
troviamo con maggior frequenza sono: l'ossigeno O, l'idrogeno H, l'azoto N, oppure altri atomi di carbonio.
La presenza di quattro possibili legami fa sì che il carbonio partecipi alla formazione di molecole che possono essere
particolarmente complesse. Queste molecole possono avere una struttura a catena lineare, ma molto spesso si
tratta di strutture ad anello.
Delle tante molecole che il carbonio può formare, le 4 che ci interessano e che vengono indicate come biomolecole
sono: i carboidrati (cioè zuccheri), i lipidi (cioè grassi), le proteine e i nucleotidi. Alcune molecole sono polimeri, cioè
sono molecole formate dalla ripetizione di un gran numero di subunità che si chiamano monomeri (esempio le
proteine sono formate dall'unione di tanti aminoacidi o il glicogeno è formato dall’unione di tante molecole di
glucosio).
Le varie molecole si differenziano per la presenza di
gruppi funzionali: quella parte della molecola che
determina le proprietà della molecola stessa. In
particolare, alcuni gruppi sono definiti come polari, e la
presenza di questi gruppi polari determina la solubilità di
una molecola in acqua (se la molecola contiene solo
gruppi non polari non sarà solubile in acqua).
Altri gruppi determinano altre caratteristiche della
molecola, per esempio determinano se le molecole sono
acide o basiche.
Alcuni atomi, essendo relativamente grossi tengono molto vicini al nucleo gli elettroni condivisi. In questo modo le
cariche elettriche della molecola che resta neutra nel suo insieme si trovano più facilmente dal lato dell'ossigeno e
meno facilmente dal lato dell'idrogeno: in questo modo è come se la molecola fosse lievemente negativa dove c'è
l'ossigeno e lievemente positiva dove c'è l'idrogeno (delta + o delta -).
Due cariche opposte si attraggono e due cariche uguali si respingono, quindi le varie molecole d'acqua restano legate
l’una all’altra per la presenza di questa distribuzione di carica elettrica. Questo legame tra le molecole si chiama
legame idrogeno: è un legame debole, infatti l'acqua non ha forma propria. La sostanza si può sciogliere in acqua
solo se contiene a sua volta una carica elettrica, ha cioè un gruppo polare; se non c'è una carica elettrica, la molecola
non è polare, e quindi non si scioglie. Le sostanze solubili in acqua si chiamano idrofile, quelle non solubili si
chiamano idrofobe.
CARBOIDRATI: sono formati da carbonio, idrogeno e ossigeno sempre nel rapporto 1-2-1 cioè carbonio, due idrogeni
e ossigeno. La presenza di molti gruppi ossidrili, OH-, che sono carichi negativamente, rende gli zuccheri facilmente
solubili in acqua.
La molecola di base per tutti gli zuccheri ha una struttura ad anello e quelli che ci interessano sono gli anelli a 5 o 6
atomi di carbonio: lattosio e galattosio hanno sei atomi di carbonio e il fruttosio ne ha 5. A seconda di come si
presentano questi zuccheri avremo: monosaccaridi, che sono glucosio, galattosio e fruttosio e disaccaridi che sono
due monosaccaridi legati insieme (esempio: il saccarosio è formato da glucosio e fruttosio o il lattosio è formato da
galattosio più glucosio).
Potremmo avere anche dei polimeri= una molecola composta da tante subunità che si ripetono e di questi polimeri i
più importanti sono amido e glicogeno.
Un concetto importante che ritroviamo sia a livello molecolare sia a livello di organo e apparato è come sono fatte le
molecole di glucosio e galattosio: entrambe hanno 6 atomi di carbonio, entrambe rispettano la formula generale
degli zuccheri 1-2-1, quindi entrambe hanno la formula C6H12O6, si tratta però di zuccheri diversi.
Sono tanto diversi che se il fegato non converte il galattosio in glucosio noi non possiamo utilizzarlo. L'unica
differenza fra le 2 molecole è l'estremità sinistra dove il gruppo ossidrile OH e l’idrogeno sono invertiti: questa lieve
differenza della struttura chimica comporta una diversa forma della molecola.
I sistemi biologici funzionano rispettando strettamente il principio del rapporto forma-funzione, perché una
sostanza, un organo o un tessuto svolga correttamente la sua funzione è necessario che abbia una determinata
forma.
Esiste un altro polimero dei carboidrati che si chiama cellulosa e differisce dagli altri per il tipo di legame che si forma
tra i diversi zuccheri: il diverso legame conferisce forma diversa al polimero e quindi i nostri enzimi non sono capaci
di scinderlo, cioè digerirlo, e non lo possiamo utilizzare. Oltre al ruolo alimentare i polisaccaridi hanno ruolo
strutturale: nelle piante rappresentano lo scheletro, nei mammiferi sono i costituenti delle membrane cellulari.
LIPIDI: sono formati da legami covalenti non polari tra atomi di carbonio e idrogeno; sono insolubili in acqua.
Molti di essi contengono atomi di ossigeno e gruppi fosfato, cioè gruppi HPO4-, che sono polari e quindi solubili in
acqua. Una molecola che contiene sia gruppi polari che gruppi non polari si chiama anfipatica.
I principali lipidi sono:
- I trigliceridi sono i grassi comuni. Sono formati da un alcol detto glicerolo e da tre molecole di acidi grassi. Il
glicerolo forma lo scheletro su cui si attaccano catene più o meno lunghe di atomi di carbonio e termina con
un gruppo carbossilico (COOH-) che dà le caratteristiche di acidità alla molecola. Gli acidi grassi hanno in
genere un numero pari di atomi di carbonio.
Possono essere saturi o insaturi: per saturo si intende che tutti gli atomi di carbonio sono legati al carbonio
successivo da legami semplici, mentre per insaturo si intende uno o più atomi di carbonio legati al successivo
con un doppio legame. Il grado di saturazione determina molte delle caratteristiche biochimiche e
fisiologiche di tali acidi grassi: gli acidi grassi saturi sono solidi (burro), mentre gli acidi grassi insaturi sono
liquidi (olio). I trigliceridi sono molecole non polari, non si sciolgono in acqua, e sono idrofobiche.
- I fosfolipidi sono formati da due acidi grassi attaccati al glicerolo e il terzo carbonio è legato a un gruppo
fosfato. Gli acidi grassi non sono polari mentre il gruppo fosfato si, le molecole che presentano regioni non
solubili e regioni solubili sono dette amfipatiche: in acqua, le regioni non polari idrofobe, tendono a
raggrupparsi insieme allontanando le molecole di acqua, mentre le molecole polari idrofile si orientano verso
l'acqua.
Possiamo quindi ottenere due strutture fisiologicamente molto importanti e cioè il doppio strato lipidico e le
micelle. Il doppio strato lipidico è la struttura base delle membrane cellulari, mentre la micella è una
struttura sferica a singolo strato che viene utilizzata dagli organismi per trasportare molecole non solubili in
acqua. In entrambe le strutture le teste (i gruppi fosfato) dei fosfolipidi sono rivolte verso l'ambiente
acquoso, mentre le code (gli acidi grassi) sono rivolte verso l'interno.
- Le eicosanoidi sono acidi grassi modificati: contengono una struttura ad anello formato da 5 atomi di
carbonio e derivano da un acido grasso a 20 atomi di carbonio. Sono importanti per le comunicazioni intra ed
extracellulari. Le eicosanoidi più importanti sono prostaglandine, trombossani e leucotrieni.
- Gli steroidi sono formati da una struttura complessa fatta da tre anelli a sei atomi di carbonio collegati ad un
anello a 5 atomi di carbonio. Questa struttura è nota con il nome di ciclo-pentano-peridrofenantrene.
Lo steroide più comune è il colesterolo, che è un importante costituente delle membrane cellulari. Si tratta
di una molecola debolmente anfipatica per la presenza di un gruppo ossidrile OH- all'estremità. Il colesterolo
è il precursore di tutti gli altri steroidi presenti nell’organismo come gli ormoni sessuali (esempio il
testosterone…)
PROTEINE: sono polimeri di amminoacidi. Gli aminoacidi sono costituiti da un atomo di carbonio legato all’idrogeno
e ad un gruppo carbossilico COOH ed un radicale R. Esistono circa 20 amminoacidi.
È il radicale che conferisce ad ogni aminoacido le rispettive proprietà chimiche. Gli aminoacidi sono importanti
perc
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