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Fisiologia generale - componenti del filtro glomerulare Appunti scolastici Premium

Appunti di Fisiologia generale sulle componenti del filtro glomerulare. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'endotelio capillare, la membrana basale glomerulare, lo strato dei podociti, l'ultrafiltrazione glomerulare, il flusso ematico renale, le pressioni nel circolo renale, la permeabilità del filtro... Vedi di più

Esame di Fisiologia generale docente Prof. M. Toselli

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DINAMICA DELL’ULTRAFILTRAZIONE GLOMERULARE

L’ultrafiltrazione glomerulare avviene, come detto, per effetto delle stesse forze che sono responsabili

della filtrazione di liquido attraverso qualsiasi altro capillare ad alta pressione dell’organismo. Quindi,

l’ultrafiltrazione dipende dal bilancio tra le forze che la favoriscono da una parte e quelle che la

ostacolano dall’altra. Analizziamo, ora, tali forze.

1. È la pressione ematica che mediamente vige

Pressione idrostatica dei capillari glomerulari.

all’interno dei capillari glomerulari; questa pressione promuove la filtrazione attraverso la

membrana glomerulare. È stata misurata direttamente soltanto nel ratto, in cui il valore medio è

di 45 mmHg. Da varie misurazioni indirette, nel cane, è stata calcolata tra i 55 ed i 70 mmHg.

Nell’uomo, tenuto conto della mole corporea, si può quindi assumere, come valore medio

approssimato, quello di tenendo tuttavia presente che questo valore può, come

60 mmHg,

vedremo, aumentare o diminuire considerevolmente in differenti condizioni.

2. Anche questa pressione promuove la

Pressione colloidosmotica nella capsula del Bowman.

filtrazione glomerulare; tuttavia, normalmente una quota molto piccola di proteine passa nel

filtrato glomerulare e quindi questo fattore non ha alcun effetto significativo e viene di solito

considerato pari a zero.

3. Questa pressione si oppone alla filtrazione. In

Pressione idrostatica della capsula del Bowman.

animali da esperimento sono state eseguite sue misurazioni mediante micropipette. In base a

queste ricerche, si valuta che la pressione capsulare nell’uomo sia di circa 18 mmHg.

4. Anche questa pressione si oppone alla

Pressione colloidosmotica delle proteine plasmatiche.

filtrazione. Poiché all’incirca un quinto del plasma dei capillari glomerulari filtra nella capsula del

Bowman, nel passaggio del sangue da un’estremità all’altra del glomerulo la concentrazione

plasmatica delle proteine aumenta di circa il 20%. Se, quindi, la pressione colloidosmotica del

sangue che entra nei capillari è, come di norma, pari a 28 mmHg, quando il sangue raggiunge

l’estremo terminale dei capillari essa risulta aumentata a circa 36 mmHg; perciò la pressione

colloidosmotica media nei capillari glomerulari può essere valutata intorno a 32 mmHg.

La pressione di filtrazione (P ) è, quindi, il valore netto della pressione che spinge il liquido attraverso la

f

membrana glomerulare ed è pari alla pressione glomerulare (P ) meno la somma della pressione

g

π

colloidosmotica glomerulare ( ) e della pressione capsulare (P ):

g c

π ⇒

P = P - ( + P ) P = 60 – (32 + 18) = 10 mmHg

f g g c f

La normale pressione di filtrazione è, quindi, di circa (Fig.13).

10 mmHg

VELOCITÀ DI FILTRAZIONE GLOMERULARE

Per velocità di filtrazione glomerulare si intende la quantità di filtrato che si forma in un minuto in tutti

i nefroni di entrambi i reni. Questo valore dipende non solo dalla pressione di filtrazione, ma anche dalla

superficie glomerulare filtrante (numero di glomeruli funzionanti) e dalla permeabilità della membrana

filtrante (membrana basale). In condizioni fisiologiche l’una e l’altra sono costanti e possono, quindi,

essere rappresentate da una costante (K ) detta Perciò la velocità di

coefficiente di ultrafiltrazione.

f

filtrazione glomerulare (VFG) risulta uguale al prodotto della pressione di filtrazione glomerulare per il

coefficiente di ultrafiltrazione: P = 125 ml/min

VFG = K X

f f

quindi 180 litri al giorno (vedi il paragrafo successivo per la spiegazione su come si calcola la VFG).

In linea teorica la VFG può variare al variare di ognuna delle grandezze rappresentate nella formula:

superficie filtrante, permeabilità dei glomeruli, pressione idrostatica intraglomerulare, pressione

colloidosmotica plasmatica e pressione intracapsulare. In condizioni fisiologiche, però, le grandezze che

possono variare influenzando direttamente la VFG sono nell’ordine: la pressione idrostatica

intraglomerulare (in pratica la pressione arteriosa sistemica), il flusso plasmatico renale e l’area della

superficie filtrante. CALCOLO DELLA VELOCITÀ DI FILTRAZIONE GLOMERULARE

La misura della VFG permette di valutare la funzionalità glomerulare: ha pertanto una importanza pratica

notevole. Per la sua determinazione si usano metodi indiretti, basati sulle seguenti considerazioni.

Se nel plasma arterioso è presente una qualunque sostanza alla concentrazione P (mg/ml), la velocità V f

(mg/min) con cui questa sostanza viene filtrata dal glomerulo in un minuto (carico è data

filtrato),

ovviamente dal prodotto della sua concentrazione plasmatica arteriosa per il volume di plasma filtrato in

un minuto, cioè per la VFG. Perciò: V = P X VFG

f

Analogamente la velocità di escrezione (V ) della stessa sostanza con le urine (carico è data dal

escreto)

e

prodotto della sua concentrazione urinaria U (mg/min) per il flusso urinario F (ml/min). Perciò:

V = U X F

e

Se la sostanza in questione ha la proprietà di venir filtrata completamente, ma di non venir né riassorbita

né secreta dal tubulo, allora tutta quella filtrata in un minuto viene, in pari tempo, escreta con le urine:

cioè, la velocità della sua filtrazione è uguale a quella della sua escrezione:

V = V P X VFG = U X F

f e

da cui: VFG (ml/min) = U x F / P

Questa formula permette, quindi, di calcolare la velocità di filtrazione glomerulare soltanto se la sostanza

impiegata viene completamente filtrata, ma non riassorbita né secreta a livello tubulare e tutta escreta.

Non ci sono sostanze endogene nel nostro organismo che rispondono in maniera completa a queste

caratteristiche. Dobbiamo, quindi, prendere in considerazione una sostanza esogena. La sostanza che di

solito viene utilizzata a tal fine è l’inulina. Questa sostanza è un polimero del fruttosio; ha dimensioni

molecolari (5.200 circa) tali da passare liberamente attraverso il filtro glomerulare, non è riassorbita in

maniera significativa dai tubuli, né secreta. Di conseguenza, essa viene a trovarsi nel filtrato glomerulare

alla stessa concentrazione che nel plasma arterioso e passando nei tubuli viene interamente eliminata

nelle urine.

Si supponga, per esempio, che la concentrazione di inulina del plasma sia pari a 0,1 g/100 ml e che 0,125

g di inulina passino per ogni minuto nell’urina. Quindi, secondo l’ultima formula analizzata, dividendo

0,125 per 0,1 si ricava che ad ogni minuto si formano 125 ml di filtrato glomerulare, perché nelle urine

possa essere eliminata la suddetta quantità di inulina. In altre parole, ad ogni minuto si formano 125 ml di

filtrato glomerulare e questo volume corrisponde anche al valore della clearance plasmatica dell’inulina .

Perciò la velocità di filtrazione glomerulare nell’uomo è considerata pari a 125 ml/min.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Fisiologia generale sulle componenti del filtro glomerulare. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'endotelio capillare, la membrana basale glomerulare, lo strato dei podociti, l'ultrafiltrazione glomerulare, il flusso ematico renale, le pressioni nel circolo renale, la permeabilità del filtro glomerulare.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in neurobiologia
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Toselli Mario Giuseppe.

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