Luce e natura corpuscolare
Einstein e l'effetto fotoelettrico
Quando si espone sotto vuoto la superficie di un metallo ad una radiazione elettromagnetica di E = hν, si ha emissione di elettroni dalla superficie del metallo.
Effetto fotoelettrico
La superficie di un metallo è esposta ad una radiazione elettromagnetica di E = hν.
La luce deve essere composta da particelle di massa m. Fotoni, colpendo la superficie del metallo, riescono per urto a strappare l'elettrone. I fotoni sono particelle di energia hν.
Intensità della radiazione
Maggiore è l'intensità della radiazione, maggiore è il numero di fotoni, maggiore è il numero di elettroni emessi. E = hν è l'energia di soglia sotto la quale non si osserva emissione.
- E < E: no emissione
- E > E: emissione
Maggiore è ν della radiazione, maggiore è E del fotone, maggiore è E di elettroni emesso-cin.
Equivalenza tra massa e energia
La formula E = mc² e E = hν mostrano che la luce può essere considerata costituita da particelle di massa hν/c² chiamate fotoni. L'intensità della radiazione è data dal numero di fotoni.
Spettri e componenti della radiazione
È possibile scomporre nei singoli componenti la radiazione emessa o assorbita da ciascun elemento sotto forma di righe spettrali che sono caratteristiche di ciascun elemento.
- Chi è responsabile dell'assorbimento selettivo (solo determinate λ assorbite) di radiazione luminosa?
- Chi è responsabile dell'emissione selettiva (solo determinate λ emesse) di radiazione luminosa?
Gli atomi e gli elettroni sono responsabili di tali fenomeni.