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Finanza aziendale - i fondamenti di analisi tecnica

Appunti di Finanza aziendale con analisi dei seguenti argomenti trattati: i fondamenti di analisi tecnica, la teoria di Dow, lo sconto da parte degli indici, il trend primario, la durata del ciclo di mercato, l'accumulazione, la fase intermedia, la distribuzione.

Esame di Finanza aziendale docente Prof. L. Faccincani

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I cunei sono figure simili al triangolo, ma si differenziano da questi in quanto

entrambi i lati risultano avere uguale inclinazione, verso l'alto oppure verso il

basso.

Possiamo avere due tipi diversi di cuneo, di continuazione o di inversione del

trend in atto.

Cuneo come figura di continuazione: si sviluppa con inclinazione opposta al trend

dal quale ha avuto origine.

Cuneo come figura di inversione: si sviluppa con la stessa inclinazione del trend

dal quale ha avuto origine.

Solitamente queste figure si completano in un arco temporale abbastanza

ristretto, da due settimane fino ad un massimo di due mesi.

cuneo di continuazione in trend rialzista

cuneo di inversione in trend rialzista

Solitamente l'andamento volumetrico presenta bassi scambi durante la

formazione della figura, mentre alla rottura della figura gli scambi aumentano

molto rapidamente.

L'obiettivo prezzo di queste figure si calcola proiettando l'ampiezza della base del

cuneo dal punto di rottura.

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Molto spesso quando troviamo un cuneo, indipendentemente dalla sua

inclinazione, dopo un forte rialzo (ribasso) preannuncia la conclusione del trend

in atto, anticipando quindi una possibile inversione di tendenza.

In ogni caso, al di là del momento in cui il cuneo si presenta (alla fine del trend o

alla metà di un trend definito), in linea generale possiamo affermare che: un

cuneo rivolto verso l'alto (rising-wedge) è una figura orso (bearish), mentre un

cuneo rivolto verso il basso (falling-wedge) è una figura toro (bullish).

A differenza del triangolo, nel cuneo spesso i prezzi rimangono rinchiusi nella

figura fino in prossimità dell'apice.

4.4 PENNAT (Pennello) e FLAG (Bandiera)

Il pennant è una figura tecnica molto simile al cuneo: è caratterizzato dall'essere

molto corto e stretto. E' una figura di continuazione del trend in atto che ha una

durata massima di alcune settimane ed inclinazione contraria al trend.

Di norma una volta conclusa la figura, il break out è caratterizzato da un deciso

aumento dei volumi scambiati. Il target della figura si determina ribaltando dal

punto di rottura tutto il rialzo (o ribasso) precedente: tale escursione delle

quotazioni viene definita "Asta"

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Il "pennat" è secondo la teoria classica una figura molto affidabile. Per essere

sicuri di non confonderla con altre figure si devono verificare alcune condizioni:

• Il "pennat" ha luogo dopo un movimento estremamente repentino e violento

• Durante la figura i volumi continuano a contrarsi fino alla rottura della

figura

• La figura deve essere un Continuation Pattern, ovvero il grafico deve

continuare nella medesima direzione precedente

• La durata della figura deve essere breve, mai oltre le quattro settimane

Bandiera

Queste particolari figure di continuazione si verificano dopo un violento

movimento e tendono a far sì che i prezzi si sviluppino all'interno di un canale di

direzione contraria a quella del trend principale. Solo dopo la perforazione del lato

del canale che funge da resistenza ( nel caso di trend rialzista) /supporto (nel

caso di trend ribassista) si ha la ripresa del trend principale. A differenza del

pendant, la bandiera (flag) presenta lati della figura tra loro paralleli. Tutte le

considerazioni espresse per i pennant valgono anche per le bandiere.

CAPITOLO 5: LE FIGURE DI INVERSIONE

Le figure di inversione sono particolari figure grafiche che preannunciano una

inversione del trend in atto. Tra queste figure le più ricorrenti sono: il "Testa e

Spalle", il "Testa e Spalle Rovesciato", "Doppio Massimo" e "Doppio Minimo",

"Triplo Massimo" e "Triplo Minimo", gli "Spike" ed il "Diamante".

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L'importanza delle figure dipende dalla dimensione e dalla durata della stessa:

più tempo una figura impiega per completarsi, maggiore sarà la capacità

previsionale, l'affidabilità, cioè, di anticipare l'inversione del trend in atto.

Data la loro caratteristica di figure di inversione (reversal pattern), si formano in

prossimità di livelli di massimo di un trend rialzista, o, viceversa, in

corrispondenza di valori di minimo.

Nel primo caso si è in presenza di zone di distribuzione. Nel caso, invece, di zone

di accumulazione.

5.1 Testa e Spalle (Head & Shoulder)

E', tra le figure di inversione, una delle più conosciute e ritenute affidabili dagli

esperti di analisi tecnica.

L'Head & Shoulder (H&S) si presenta al culmine di un trend rialzista: le

quotazioni disegnano sul grafico un primo massimo (la spalla sinistra) seguita da

una rapida inversione di tendenza. Successivamente, le quotazioni riprendono a

salire segnando un nuovo massimo superiore al precedente (la testa) per poi

effettuare un minimo di periodo che, in genere, viola la trend line rialzista che ha

sostenuto il rialzo sino a questo momento. Una volta terminato questa fase le

quotazioni hanno un' ultimo rialzo (pull back) fino a disegnare un terzo picco (la

spalla destra) più basso della testa, prima di ripiegare segnando nuovi minimi di

periodo.

Si traccia, successivamente, la retta che unisce i due minimi che hanno dato

inizio alla figura, denominandola Neck Line. La discesa delle quotazioni al di sotto

di questa retta decreta il completamento del Testa e Spalle, dando inizio ad un

nuovo trend ribassista.

La rottura solitamente si accompagna ad un sostanzioso incremento dei volumi

scambiati. Non è raro dopo la rottura della figura assistere ad un ritorno

temporaneo delle quotazioni (Pull back) presso il livello della neck line (livello che

da supporto si è tramutato in resistenza) a cui fa seguito il definitivo inizio del

trend ribassista.

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Una fondamentale importanza si deve attribuire all'analisi volumetrica. Nel Testa

e Spalle i volumi si comportano come di seguito descritto:

- aumentano durante la formazione della spalla sinistra e della testa

- si contraggono durante le discese verso la neck-line dopo i primi due massimi

relativi

- durante la formazione della spalla destra, i volumi risultano estremamente

modesti

- esplosione degli scambi in coincidenza con la rottura della figura

L'obiettivo di questa figura si ottiene calcolando la distanza tra la neck-line e

l'apice della testa, proiettando tale distanza a partire dal punto di rottura.

Spesso l'obiettivo del ribasso (dato dal ribaltamento della ampiezza della testa)

viene ampiamente raggiunto e superato durante la discesa delle quotazioni. In tal

caso un possibile secondo target ribassista si ottiene proiettando dal punto di

rottura della neck line, oltre all' ampiezza della testa anche quella della spalla

sinistra.

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Può accadere che i prezzi formino una figura di testa e spalle senza che avvenga,

però, la rottura della neck-line. Siamo in presenza, in tal caso, di un testa e spalle

fallito che avviene quando i prezzi superano al rialzo la retta che unisce i massimi

relativi che hanno dato origine alle due spalle.

Un testa e spalle fallito ha la stessa violenza che avrebbe se la figura non fallisse.

5.2 Testa e Spalle Rovesciato

Questa figura grafica è perfettamente speculare al "testa e spalle" ma a differenza

dello stesso lo troviamo al termine di una tendenza ribassista e presuppone,

perciò, la conclusione del trend ribassista precedente e l'inizio di un trend

rialzista. Da qui la denominazione di "testa e spalle rovesciato".

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Anche in questa figura grafica la rottura con forti volumi della neck-line (punto di

breakout) genera un forte movimento contrario al trend precedente, sancendo

quindi l'inizio di un trend rialzista. La tecnica per misurare i target rialzisti della

figura è identica a quella analizzata nel Testa e Spalle.

5.3 Doppio massimo e doppio minimo

Il "doppio massimo" è una figura composta da due massimi relativi intervallati da

un ribasso temporaneo delle quotazioni; si presenta nella fase conclusiva di un

trend rialzista ed è caratterizzata da una contrazione dei volumi durante la

formazione del secondo massimo rispetto al primo.

Solitamente queste figure forniscono segnali sufficientemente attendibili.

L'analisi volumetrica ci permette di distinguere eventuali false figure di doppio

massimo che potrebbero generare falsi segnali di inversione.

Come per la maggior parte delle figure di analisi tecnica, l'uscita dalla figura (che

avviene con la perforazione della linea che collega i due minimi relativi) è

accompagnata da un notevole incremento degli scambi.

Come nel caso del Testa e Spalle, spesso dopo la rottura della linea è possibile

assistere ad un ritorno delle quotazioni fino al test sulla suddetta linea (questo

temporaneo rimbalzo è caratterizzato da volumi scarsi).

L'obiettivo teorico della figura si ottiene calcolando la distanza tra uno dei due

massimi e la linea che congiunge i due minimi relativi, e proiettando tale

ampiezza dal punto di break-out della figura.

Il "doppio minimo" è la figura speculare al doppio massimo. Operativamente il

calcolo del target rialzista è il medesimo del caso del "doppio massimo" (è

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sufficiente proiettare l'ampiezza tra uno dei due minimi ed il massimo dal punto

di rottura) .

Anche nel doppio minimo gli scambi sono alti durante la formazione del primo

minimo, si contraggono nel momentaneo rialzo e durante la formazione del

secondo minimo.

Nel rialzo finale si assiste ad un progressivo aumento fino alla esplosione dei

volumi in coincidenza con la rottura della resistenza passante per il massimo

relativo.

5.4 Triplo massimo e triplo minimo

Il triplo massimo (e specularmene il Triplo Minimo) è una variante del 'Testa e

Spalle' ove il secondo massimo è allo stesso livello degli altri due top.

Durante la formazione della figura i volumi tendono a scendere dopo il primo

picco.

Anche in questo caso, la rottura della linea che congiunge minimi di reazione

decreta la conclusione della figura.

L'obiettivo ribassista del triplo massimo (rialzista nel caso di triplo minimo) è

calcolabile proiettando dal punto di rottura l'altezza massima della figura

Nel triplo minimo i volumi iniziano a crescere già in corrispondenza con l'inizio

dell'ultimo picco.

5.5 Spike (Top e Bottom Reversal) o formazione a V

Queste particolari figure tecniche sono caratterizzate dalle seguenti proprietà:

- Si completano in un periodo di tempo estremamente contenuto

- Solitamente hanno luogo al termine di un trend secondario

- Sono caratterizzati da un vistoso aumento dei volumi

Il Top Reversal è una figura che prevede un improvviso rialzo delle quotazioni fino

al raggiungimento di un target rialzista. Immediatamente dopo il raggiungimento

del target il grafico cambia improvvisamente direzione riportando con la stessa

velocità le quotazioni al valore iniziale.

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Per analogia il Bottom Reversal (figura più frequente rispetto al Top Reversal) è

caratterizzato da una veloce discesa delle quotazioni fino al raggiungimento di un

minimo relativo, prima di un improvviso cambio di trend. Anche in questo caso si

assiste ad una rapida esplosione dei volumi intermediati.

5.6 Diamante

Il diamante è una figura tecnica di inversione del trend in atto. Graficamente si

presenta come una figura di espansione a cui segue un triangolo simmetrico.

Può presentarsi sia al termine di un trend rialzista che al termine di un trend

ribassista; nel primo caso prende il nome di "Diamond Top", viceversa ci

troveremmo di fronte ad un "Diamond Bottom".

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L'obiettivo di prezzo del diamante è calcolabile proiettando dal punto di rottura

(break out) della figura l'ampiezza massima della ediana del diamante.

Il "Diamond Top" è più frequente rispetto al Diamond Bottom, anche se queste

figura si trovano piuttosto raramente nella pratica

CAPITOLO 6: ANALISI DINAMICA ED ALGORITMICA

Per media Mobile si intende una media calcolata su un numero definito di dati

(ad esempio 7, 14, 55, 100, 200 rilevazioni) che periodicamente viene aggiornata

sostituendo al dato più lontano l'ultima rilevazione in ordine di tempo.

Per questo motivo, ogni giorno che passa (nel caso di media mobile giornaliera),

sarà necessario aggiungere il nuovo valore e procedere al ricalcalo della media.

La media mobile, per come viene costruita, ha alcune caratteristiche:

• è tanto più sensibile quanto minore è il numero di rilevazioni che la

compongono (evidentemente una media breve, ad esempio a 14 rilevazioni,

è molto più sensibile rispetto ad una media di lungo periodo, ad esempio a

200 rilevazioni).

• le indicazioni che vengono fornite sono ritardate: è evidente che l'inizio o la

fine di una tendenza viene segnalato in ritardo, e questo

indipendentemente dalla base di calcolo.

• ha la tendenza ad eliminare possibili falsi segnali: la media mobile riesce ad

eliminare parte della erraticità delle quotazioni dovute a fattori esogeni del

mercato.

Le medie mobili possono essere di tre tipi:

Semplice : si ottiene dividendo la somma delle quotazioni degli ultimi n-giorno per

il numero delle rilevazioni (n) presi a riferimento.

Ponderata : si ottiene attribuendo ai valori più lontani dalla data odierna un peso

decrescente.

Il valore del singolo giorno nel calcolo della media assume quindi più peso quanto

più è vicino all'ultima rilevazione in ordine di tempo.

Esponenziale : Simile alla media ponderata, la media esponenziale si ottiene

moltiplicando la media semplice per una costante X1 (compresa tra 0 ed 1) e

moltiplicando il valore ottenuto per una costante X2 (calcolata come 1-X1).

La caratteristica di questo tipo di media è quello di mantenere in memoria tutta la

storia del titolo. Scegliendo un X1 > X2 daremo un maggior peso per il calcolo

della media al passato. Se X1 < X2 daremo un maggior peso alla nuova

rilevazione.

La media esponenziale (probabilmente la più utilizzata dai trader) ha il pregio di

eliminare gli sbalzi repentini tipici della media aritmetica, dovuta essenzialmente

al fenomeno dell'eliminazione del dato più antico.

Segnali operativi forniti dalle Medie Mobili

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Le medie mobili sono strumenti utilizzati per capire quale sia la tendenza media

dell'andamento dei prezzi. Nel momento in cui le quotazioni dei titoli si avvicinano

alla media mobile scelta come riferimento, queste possono fungere da supporto

(nel grafico evidenziato con le frecce verdi) o da resistenza (frecce arancioni) a

seconda che le quotazioni si trovino al di sopra od al di sotto della media mobile

stessa.

Operativamente, la rottura da parte delle quotazioni di un titolo della propria

media dal basso verso l'alto fornisce un segnale di input, di acquisto. Viceversa la

rottura dall'alto verso il basso della media fornisce un segnale di vendita.

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I segnali operativi dati dalle medie mobili forniscono performance interessanti nei

periodi di tendenza (trend) fortemente definita: viceversa nei periodi poco

direzionali (assenza di trend), considerato il ritardo nelle segnalazioni, spesso i

segnali che se ne ottengono risultano essere poco performanti, in particolare

quando i prezzi continuano ad oscillare sopra e sotto la media stessa. Per ovviare

a questo inconveniente alcuni operatori utilizzano una configurazione di più

medie mobili sullo stesso grafico: una fra le più utilizzate è la configurazione che

utilizza tre medie calcolate a 14-55-200 periodi.

L'intersecazione di più medie fra di loro è un segnale di conferma di inversione del

trend in atto.

Uno scenario in cui la media a breve periodo (14 rilevazioni) è superiore a quella a

medio (55 rilevazioni) che a sua volta è superiore a quella di lungo (200) configura

uno scenario estremamente rialzista (nella figura punto 1). Viceversa, quando la

media di lungo periodo sta sopra a quella di medio la quale sta sopra a quella di

breve prefigura uno scenario estremamente ribassista (2).

6.1.2 Bollinger Band

Le Bollinger Band sono calcolate come deviazioni standard di una media mobile.

Graficamente si presentano come un paio di linee che avviluppano il grafico dei

prezzi delineando la volatilità del titolo.

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Per costruire la Bollinger Band è necessario specificare il parametro delle

rilevazioni della media e la percentuale della deviazioni standard da utilizzare.

Molti analisti utilizzano una media a 20 rilevazioni con una deviazione standard

del 2%. In questo caso la banda superiore è calcolata moltiplicando il valore della

media mobile per 1 + la deviazione standard prescelta (nell'esempio 1+0.02 =

1.02); la banda inferiore per simmetria è calcolabile moltiplicando per il fattore 1-

deviazione standard (0.98).

Le bollinger band così ottenute servono per misurare la volatilità del mercato: un

aumento della ampiezza delle bande rappresenta un aumento della volatilità e

viceversa.

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A livello operativo, quotazioni che si muovono lambendo la banda superiore

(upper band) indicano una buona forza del trend rialzista. Viceversa quotazioni

che si muovono in prossimità della "lower band" indicano una grande debolezza

del titolo.

Prezzi che si muovono al di fuori delle bande indicano notevole forza del trend in

atto. Quando i prezzi sono in prossimità di una delle bande, è probabile che

l'obiettivo prezzo si proietti verso la banda opposta.

Spesso, dopo un periodo di bassa volatilità (nel quale le bande si avvicinano) è

possibile assistere ad un' aumento della volatilità stessa (nel quale le bande si

allontanano) con un violento movimento verso l'alto o verso il basso in quanto

bande molto strette spesso coincidono con fasi di accumulazione o distribuzione.

Frequentemente gli operatori associano lo studio delle Bollinger Band all'analisi

di alcuni oscillatori come l'Rsi: in tal caso l'analisi abbinata delle informazioni,

con particolare riferimento alle divergenze dell'oscillatore, spesso fornisce validi

segnali operativi.

6.2 Analisi algoritmica

L'analisi algoritmica si basa sullo studio di oscillatori ed indicatori che

elencheremo più avanti e che possono fornire utili informazioni circa l'andamento

del titolo oggetto di studio.

Gli oscillatori vengono rappresentati da curve che oscillano (proprio da questa

caratteristica prendono il loro nome) intorno ad un valore centrale.

Il ragionamento alla base di questi oscillatori presuppone che più ci si allontana

dalla retta centrale, più diventa probabile che il grafico torni nuovamente in

prossimità della stessa.

Gli oscillatori si muovono fra un valore massimo (top) ed un minimo (bottom) che

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evidenziano le fasi di eccesso del mercato: in particolare si dice che un titolo è in

"ipercomprato" quando gli oscillatori sono vicini al massimo della banda;

viceversa un titolo risulta "ipervenduto" quando gli oscillatori sono prossimi al

minimo della banda.

Fra gli innumerevoli oscillatori che sono proposti dai classici manuali di analisi

tecnica, volgeremo la nostra attenzione su: Rsi, Momentum, Macd, Stocastico ed

Obv.

6.2.1 RSI: Relative Strenght Index

E' probabilmente l'indicatore più conosciuto e utilizzato dai trader in tutto il

mondo. L'Rsi, o indicatore di forza relativa, viene utilizzato per evidenziare

condizioni di ipercomprato o ipervenduto su un particolare titolo.

Ideato da Wells Wilder, l'Rsi viene calcolato con la seguente formula:

RSI=100-[100/(1+MM)]

dove MM rappresenta il rapporto tra la media mobile delle chiusure al rialzo di n-

giorni e la media mobile delle chiusure al ribasso di n-giorni.

Il grafico dell'indicatore si muove all'interno di una banda compresa trai valori 0 e

100. Sul grafico vengono evidenziate con due rette orizzontali i valori 30 e 70 che

delimitano rispettivamente le fasce di ipervenduto ed ipercomprato del titolo,

mentre il valore 50 rappresenta la fascia di neutralità.

L'Rsi si basa sul presupposto che dopo una prolungata fase di rialzo o ribasso

delle quotazioni divenga più probabile un rallentamento del movimento in atto

finalizzato a "scaricare" gli eccessi di comprato o di venduto.

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Solitamente l'indicatore viene utilizzato con un parametro temporale pari a 14

periodi. In alternativa, alcuni operatori applicano un parametro di 22 periodi per

avere una analisi di medio periodo. Viene anche utilizzato un parametro di 9

periodi al fine di effettuare analisi di brevissimo periodo.

Risulta chiaro che riducendo l'ampiezza temporale dei periodi utilizzati per il

calcolo dell'Rsi si assisterà ad ampliamento ed ad un incremento delle oscillazioni

dell'indicatore, che segnalerà così un maggior numero di casi di ipercomprato ed

ipervenduto.

Particolarmente interessante il discorso delle divergenze: quando l'Rsi si muove in

modo contrario rispetto al trend principale del titolo non è infrequente assistere

ad una inversione del trend anticipato proprio dal segnale di divergenza segnalato

dall' oscillatore.

Le divergenze possono essere di tipo rialziste o ribassiste, a seconda della

direzione del trend. Il caso riportato nel grafico qui sopra è un classico esempio di

"divergenza sui massimi" che preannuncia una possibile inversione di trend del

titolo. Qui sotto riportiamo un esempio di "divergenza sui minimi" di periodo: in

particolare si noti come il nuovo minimo relativo segnato dal grafico del titolo

(punto A) non sia confermato da un nuovo minimo dall'RSI (punto B).

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6.2.2 Momentum

Il Momentum è un oscillatore utilizzato per individuare la velocità del trend di un

titolo. Il Momentum viene infatti calcolato come rapporto tra lo spazio percorso ed

il tempo impiegato per percorrere tale movimento. In altre parole il Momentum ci

indica quanta inerzia rimane ancora disponibile per sostenere il movimento in

atto.

Per calcolare il valore di Momentum a "n" periodi è sufficiente dividere il prezzo di

chiusura del titolo per il prezzo di "n" giorni prima, moltiplicando il tutto per 100.

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Il grafico risultante consta di una curva che oscilla intorno al valore di parità, pari

a 100. Operativamente, più il grafico del Momentum si allontana dal valore di

parità, maggiori diventeranno le probabilità che il grafico vi si riavvicini a quota

100.

L'oscillatore può generare in particolare due tipi di indicazioni:

• segnale di conferma: il momentum ed il trend del titolo si muovono nella

stessa direzione, confermando quindi la validità del segnale.

• segnale di allerta: quando si nota una divergenza tra il grafico del

momentum e quello del trend del titolo, segnale che può anticipare una

possibile inversione di tendenza del trend in atto ( analogamente a quanto

detto per l' Rsi) .

6.2.3 ROC: Rate of change

Il Rate of change (ROC) è un indicatore che esprime il rapporto tra la variazione

del prezzo degli ultimi n-periodi ed il prezzo degli n-periodi passati. Come il

Momentum, il Roc esprime il tasso di variazione dei prezzi, con la differenza che il

Momentum lo esprime in termini di rapporto, il Roc in termini percentuali.

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6.2.4 Stocastico

Questo tipo di indicatore indica la posizione assunta dal prezzo del titolo

all'interno di un intervallo di ampiezza pari alla differenza tra il prezzo massimo

ed il minimo registrato nel periodo di calcolo prescelto.

Sostanzialmente lo Stocastico indica a quale livello percentuale il prezzo corrente

si colloca rispetto all'intervallo massimo/minimo segnato nell'arco temporale

preso in analisi.

La formula per il calcolo del valore è la seguente:

Il grafico dello Stocastico è rappresentato quindi da una curva che oscilla tra due

estremi di 0 e 100. La curva così calcolata prende il nome di k-Line.

Nel grafico dello stocastico si trova anche una seconda linea (%d-Line) che

rappresenta la media mobile della stessa k-Line.

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Tale indicatore si basa sul principio che nelle fasi di trend rialzista, i prezzi di un

particolare strumento finanziario tendano a stabilizzarsi nella zona alta del range,

e viceversa nel caso di trend ribassista.

I manuali di analisi tecnica riportano come opportunità di acquisto i casi in cui la

%d-Line è crescente e sotto quota 20, e viene incrociata dal basso verso l'alto

dalla K-Line, che contemporaneamente si porta al di sopra di quota 20.

Per analogia, le condizioni standard per la vendita si verificano quando la %d-Line

si trova in trend decrescente e sopra quota 80, e viene rotta al ribasso dalla K-

Line, che contemporaneamente passa sotto quota 80.

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Come visto nel capitolo dedicato all'Rsi, particolarmente interessanti risultano i

casi di divergenza tra oscillatore e grafico del titolo che potrebbe preannunciare

una inversione del trend in atto.

6.2.5 MACD

Il Macd, Moving Average Convergence Divergence, è un oscillatore che segue il

trend del mercato nel senso che quando presenta valori positivi presuppone

l'esistenza di un trend rialzista, mentre in caso di valori negativi presuppone un

trend ribassista.

Il Macd viene calcolato come differenza tra la media mobile esponenziale a 12 e

quella a 26 periodi. A tale curva viene associata la "trigger line", calcolata come

media mobile a 9 periodi della stessa.

Operativamente il segnale di acquisto si ha quando si verifica l'incrocio delle due

linee, meglio se confermato dal passaggio dalla linea dello "0".

Considerato il ritardo fisiologico con cui le medie mobili forniscono i segnali

operativi, è consigliabile utilizzare il segnale fornito nel momento dell'incrocio

delle due linee, mentre il passaggio dallo "0" deve essere interpretato

semplicemente come eventuale conferma del segnale.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio (VERONA, VICENZA)
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Faccincani Lorenzo.

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