TIPOLOGIA DI SOCIETA’ E STRUTTURA ORGANIZZATIVA
TIPOLOGIA DI SOCIETA’
(impresa individuale)
SOLE PROPRIETORSHIP
Posseduta e gestita da un’unica persona, ha le seguenti caratteristiche:
responsabilità personale
Nessuna separazione tra impresa e proprietario, che ha una
illimitata per le passività.
Non ci possono essere altri soci oltre al proprietario (vita impresa è legata alla vita del
proprietario).
Il processo per costituire tale tipologia di impresa è relativamente semplice, mentre sarà
più difficile il trasferimento della proprietà.
Tale tipologia di società è utilizzata per nuove attività e comunque per piccole attività (con il
crescere delle dimensioni si cambia di norma tipologia di società).
PARTNERSHIP (società di persone)
Simile alla precedente tranne che ci possono essere più proprietari, che rispondono con il
proprio patrimonio personale per le passività.
Anche qui il processo di costituzione è relativamente semplice, e la partnership si liquida con la
morte di uno dei proprietari o con il suo recesso (salvo diversa previsione di patti sociali).
LIMITED PARTNERSHIP (Sas) Parnership con 2 tipologie di proprietari:
General partners (accomandatari): hanno gli stessi diritti dei partner di una partnership,
personalmente responsabili per i debiti
Limited partners (accomandanti): non partecipano alla gestione del business e hanno
una responsabilità personale limitata alla quota di capitale conferito; la loro quota è
trasferibile
Tipologia di società utilizzata da studi legali (partnership) e fondi di private equity (limited
partnership )
LIMITED LIABILITY COMPANIES (LLC) (Srl)
La responsabilità dei proprietari è limitata alla quota investita nella società.
In Europa si sono affermate 2 tipologie di LLC:
•Private LLC: ai cui proprietari non è consentito lo scambio di azioni in un mercato
regolamentato
•Public LLC: ai cui proprietari è consentito lo scambio di azioni in un mercato regolamentato
(molto diffusa negli USA)
CORPORATION (Spa)
Netta separazione tra proprietari e società che è una entità legale distinta, il cui capitale
sociale è suddiviso in quote rappresentate da azioni. Il proprietario di una quota di azioni è
detto azionista (shareholder) e ha diritto al pagamento di dividendi, e può vendere le proprie
azioni facilmente.
Facilità di accesso a finanziamenti esterni.
I profitti di una corporation sono tipicamente soggetti ad una tassazione separata rispetto ai
proprietari (in caso di dividendi si parla infatti di doppia tassazione).
Management della corporation. Spesso proprietà e controllo sono spesso separati:
Consiglio di Amministrazione: eletto dagli azionisti, detiene autorità decisionale
Amministratore delegato (Ceo): il consiglio generalmente gli delega decisioni sulla
gestione quotidiana
La performance del CEO:
Se un CEO realizza una performance scarsa, gli azionisti possono esprimere la propria
insoddisfazione vendendo le proprie azioni. Questa pressione di vendita causa una diminuzione
del prezzo delle azioni.
Acquisizione ostile
– (hostile takeover): Un basso prezzo delle azioni può spingere un
corporate raider (scalatore) ad acquistare una quota di azioni tale da ottenere il controllo,
sufficiente per sostituire il management attuale. Il prezzo delle azioni salirà dopo che il nuovo
team dirigenziale avrà “risanato” la società.
Obiettivi dell’impresa: Tutti gli azionisti concorderanno che si sentiranno meglio se il
management prende decisioni che aumentano il valore delle loro azioni
L’impresa e la società: Spesso le decisioni di una corporation che aumentano il valore del
capitale proprio dell’impresa vanno a vantaggio della società nel suo complesso; finché non
vanno a discapito di altri, l’aumento del valore del capitale proprio dell’impresa è un bene per
la società nel suo complesso, viceversa diventa un problema.
TIPOLOGIA DI AZIONI
L’azione è un titolo che rappresenta la proprietà di una quota di una società, che conferisce
all’investitore (azionista) diritti patrimoniali: diritto a ricevere gli utili distribuiti dalla società,
e il patrimonio netto della società stessa nel caso di liquidazione, e diritti amministrativi:
come il diritto di voto nelle assemblee.
A differenza dell’obbligazione, non comporta un diritto di credito nei confronti della società
emittente: la restituzione del capitale avveniene solo con la vendita dell’azione stessa ad altri
investitori.
Le diverse tipologie di azioni si distinguono in relazione ai diritti riconosciuti al sottoscrittore:
Azioni ordinarie:
Il capitale sociale di una società deve sempre presentare azioni ordinarie: azioni aventi diritto
di voto sia nelle assemblee ordinarie che in quelle straordinarie.
Le azioni hanno un valore nominale al di sotto del quale non possono essere emesse, ed in
genere vengono emesse ad un valore superiore a quello nominale ma inferiore a quello di
mercato. sovrapprezzo azioni
La differenza: val nominale - prezzo di emissione è detto (contabilizzata
come riserva dell’equity).
Valore contabile vs. valore di mercato:
Il valore contabile è un indicatore di dati pregressi, ci dice quanti fondi ha raccolto in
passato l’impresa dagli azionisti, non misura il valore che gli azionisti attribuiscono alle
azioni oggi.
Il valore di mercato dell’impresa è un indicatore che guarda al futuro, e dipende dai
futuri dividendi che gli azionisti si attendono di percepire.
Tra queste ricordiamo le azioni a voto pieno:
diritto di voto nelle assemblee sia ordinarie sia straordinarie
diritto al dividendo e al rimborso del capitale in caso di liquidazione, il rimborso avverrà
solo dopo quello delle azioni con privilegi di natura patrimoniale (ad esempio: le azioni
di risparmio).
Azioni di risparmio: (istituite nel 1974)
Azioni prive del diritto di voto che possono essere emesse solo da società quotate alla Borsa
Italiana. In virtù di ciò godono di maggiori diritti patrimoniali rispetto alle azioni
ordinarie, (privilegi declinati nei singoli statuti societari).
In generale hanno:
•Diritto ad un dividendo minimo legale pari al 5% del valore nominale cumulabile per 3 esercizi
•Il dividendo deve essere maggiorato rispetto a quello delle ordinarie, di un importo minimo del
2% del val nominale
senior
•Sono rispetto alle azioni ordinarie: in caso di fallimento dell’impresa hanno prelazione
nel rimborso del cap.
Inoltre sono al portatore e, in concorso con le az privilegiate, non possono superare il 50% del
capitale sociale
Azioni privilegiate:
Attribuiscono una prelazione nella partecipazione agli utili e nel rimborso del capitale
in caso di fallimento della società (fatti salvi i diritti delle az. risparmio).
Di contro l’atto costitutivo in genere, limita il diritto di voto delle privilegiate alle sole
assemblee straordinarie.
Il flusso di dividendi distribuito è strettamente correlato a quello distribuito per le azioni
ordinarie, poichè i privilegi consistono tipicamente in una prelazione sugli utili fino ad una certa
percentuale del valore nominale e ad una eventuale maggiorazione rispetto alle azioni
ordinarie.
Il loro prezzo in genere incorpora anche un valore per il diritto di voto nelle assemblee
straordinarie, quindi tendono ad essere quotate a sconto rispetto alle ordinarie, a premio
rispetto alle risparmio.
- Non sono nominative ed hanno il diritto di opzione sull’emissione di nuove azioni.
Privilegiata a tasso variabile: Az. privilegiata che paga dividendi variabili secondo i tassi di
interesse a breve termine.
MERCATI AZIONARI
Il mercato azionario fornisce liquidità agli azionisti: la possibilità di vendere facilmente un
investimento, ad un prezzo vicino a quello al quale è possibile acquistarlo.
Public company: Le azioni sono scambiate pubblicamente su un mercato azionario
Private company: Le azioni sono scambiate privatamente
Quando una società emette e vende nuove azioni, lo fa nel mercato primario.
Dopo tale transazione iniziale, le azioni continuano ad essere scambiate direttamente tra gli
investitori, senza il coinvolgimento della società: mercato secondario.
I mercati azionari italiani:
1) Mercato ufficiale MTA, ripartito nei seguenti segmenti:
•Blue Chip (Large Cap): comprende le prime 40 società per capitalizzazione e grado di liquidità,
che vanno a costituire il principale indice della B.I., il FTSE MIB, che copre circa l’80% della
capitalizzazione del mercato azionario italiano.
•Mid Cap: comprende le successive 60 imprese per capitalizzazione e grado di liquidità.
•Small Cap: comprende le imprese che non fanno parte delle prime 100, ma che superano i
criteri di liquidità di B.I.
•Micro Cap: comprende tutte le altre società non presenti nei gruppi precedenti e che non
rispettano i requisiti di liquidità fissati da Borsa Italiana.
•STAR (Segmento con Titoli ad Alti Requisiti): raccoglie le azioni di società aventi una
capitalizzazione fino a 1 miliardo di euro e che soddisfano particolari requisiti in termini di
corporate governance, trasparenza e liquidità.
•MTA International: raccoglie le azioni di società di diritto estero già quotate in altri mercati
regolamentati comunitari.
2) AIM Italia (Alternative Investment Market): società di piccola e media dimensione, ad alto
potenziale di crescita. La peculiarità di questo mercato è la figura del nomad (Nominated
Adviser).
3) MIV: dedicato ai veicoli di investimento
I mercati azionari più importanti
• New York Stock Exchange (NYSE): ogni titolo azionario ha un unico: market maker
(specialisti) gestiscono l’incontro tra acquirente e venditore, indicando per ogni titolo il prezzo
bid e il prezzo ask a cui erano disposti ad acquistare e vendere. In tal modo garantiscono
liquidità.
• NASDAQ: a differenza del primo non si riunisce in una sede fisica, ma gli scambi avvengono
telefonicamente o via computer. Per ogni singolo titolo azionario possono esserci più market
maker, in competizione fra loro, e ciascuno di essi pubblica nella piattaforma Nasdaq il loro bid
price ask price. spread
I market maker traggono profitto dallo (differenziale denaro-lettera o bid-ask spread),
che per gli investitori è un costo di transazione.
{C’è da dire che negli ultimi anni ci sono stati importanti cambiamenti nei mercati azionari, con
nuovi entrati che ora gestiscono più del 50% di tutti gli scambi, con la progressiva riduzione del
ruolo dei market maker}
ANALISI DI BILANCIO
Per capire il futuro: Business plan (info riservata, ad eccezione delle quotate), è fondamentale
conoscere la situazione presente: Bilancio, info di pubblico accesso:
Non quotate: Camera di commercio, Siti gestori di banche dati di info societarie, sito
istituzionale società
Quotate: sito della Borsa Italiana, sito istituzionale della società
Prima di analizzare un bilancio è importante specificare:
Bilancio “stand alone” (d’esercizio) o Bilancio consolidato
Principi contabili adottati
Valuta degli schemi di bilancio
L’analisi di bilancio parte dallo studio degli schemi fondamentali:
C.E S.P. Rendiconto finanziario Prospetto delle variazioni del
capitale netto
Letti con il supporto della nota integrativa e della relazione sulla gestione che contengono
dettagli e spiegazioni fondamentali per la comprensione degli schemi
Per una migliore comprensione dei dati è opportuno effettuare una riclassificazione degli
schemi: Non esiste un’unica definizione di
Mol/EBITDA perché non è una grandezza
definita dai principi contabili, può differire
a seconda della società (gli
accantonamenti possono essere esclusi o
inclusi nell’EBITDA a seconda della
società).
E’ uno degli indicatori più importanti, non
sempre è esplicitato (talvolta deve essere
calcolato partendo dal net result
(Earning) ed eliminando da esso l’impatto
di: Interessi (incluso proventi finanziari e
perdite o utili da cambio),Imposte,
Ammortamenti(incluso ripristini o
svalutazioni, plus o minus,di attività non
correnti).
Normalmente per fare una pianificazione finanziaria si parte dallo S.P. riclassificato (che ha
capitale investito netto e fonti di finanziamento al posto di att e pass). Normalmente tra le voci
dei due (IFRS e riclassificato) esiste una relazione biunivoca, quindi per la riclassificazione di
tali voci bisogna ricorrere ala info in N.I.
Valore Totale dell’impresa:
Attività - Passività = capitale netto (valore contabile del capitale proprio), che non coincide
valore di mercato
con il totale del capitale proprio =
n ° azioni∈circolazioe x prezzo dimercato di un ' azione (spesso viene chiamato
capitalizzazione di mercato di un’impresa)
Il rapporto tra questi due valori è calcolato dal: market to book ratio ( o price-to-book P/B),
Valore dimkt del capitale proprio > 1
di norma: > 1 Valore contabile del cap proprio
Ma qual è il valore dell’impresa nel suo complesso? Il valore totale di un’impresa è
definibile come: Valore di mercato delcapitale proprio+ posizione finanziaria netta
Enterprise value = Net Debt:
Posizione finanziaria netta
Quando parliamo di indebitamento, normalmente parliamo di quello finanziario, ed è questo
che dobbiamo mettere in rapporto al valore della società, valore che preferibilmente deve
essere espresso a valori di mercato.
Gli analisti finanziari si focalizzano sull’indebitamento finanziario al netto della cassa, la
cosiddetta: posizione finanziaria netta, così come risultante dal bilancio di riferimento
(+debiti – cassa)
include normalmente:
Valore contabile del debito finanziario a breve e lungo (puo’ differire a seconda dei
principi usati)
Fair value di eventuali derivati (se negativo)
Ratei su interessi passivi maturati e non pagati (se non già inclusi nel valore contabile)
Al netto di:
Cassa, depositi bancari, Fair value di eventuali derivati (se positivo), Ratei su interessi
attivi maturati e non incassati, Altre attività finanziarie a breve termine
Poiché il valore della pfn impatta direttamente sul valore dell’equity, nelle operazioni di
acquisizione di azienda spesso si determina la pf rettificata per includere eventuali “debt like
items” (che possono includere x es: fondo TFR, debiti commerciali scaduti da almeno 6 mesi, o
debiti di lungo anche se di natura non necessariamente finanziaria).
Rendiconto finanziario
Risultato Netto MOL
Ammortamenti, svalutazioni di att. non corrente Investimenti
(Plusvalenze) minusvalenze da realizzo Tasse
Variazione attività (non finanziarie) Variazione Circolante
Variazione passività (non finanziarie) Altre variazioni
Variazione netta dei fondi Free Cash Flow (A)
Flusso di cassa da attività operativa (A) Interessi (B)
Acquisizioni di immobili, impianti e macchinari, Cash Flow (C=A+B)
att immat Variazioni dei finanziamenti
Dismissioni di immobili, impianti e macchinari Dividendi
Dismissioni di partecipazioni in controllate Aumenti di capitale
Flusso di cassa per attività di investimento Cash Flow relativo alla gestione
(B) finanziaria (D)
Variazioni dei finanziamenti
Dividendi Flusso netto complessivo d'esercizio
Aumenti di capitale
(C+D)
Flusso di cassa per attività di Cassa e mezzi equivalenti a inizio
finanziamento (C) esercizio
Cassa e mezzi equivalenti a fine esercizio
Flusso netto complessivo d'esercizio
(A+B+C)
La variazione del circolante (in particolare la variazione dei debiti commerciali) non si riferisce
solo ai costi inclusi nell’EBITDA, ma anche agli investimenti. Nel secondo prospetto il cash flow
prodotto non è altro che la variazione della pfn nell’ipotesi di assenza di movimentazione del
patrimonio netto, diverse dal risultato di ex.
INDICI DI BILANCIO :
Per completare l’analisi di bilancio e individuare gli indici di bilancio occorre
1) Selezionare le informazioni: schemi di bilancio, N.I., relazione sulla gestione, studi di
settore, report di banche.
2) Rielaborare le informazioni: riclassificazione del bilancio, normalizzazione dei dati più
significativi (EBITDA, CAPEX..)
3) Analisi e valutazione: Calcolo indici di bilancio, KPI e valutazioni
Alcune regole da seguire nell’utilizzo degli indici di bilancio:
Gli indici di bilancio normalmente non danno risposte ma aiutano a porre le domande in
modo corretto
Non esistono regole standard per l’applicazione, razionalità e buon senso sono più utili
di un acritico uso delle formule
Selezionare gli indici di bilancio da utilizzare (molti indici forniscono informazioni simili)
Per la lettura e la comprensione degli indici è preferibile avere dei valori di paragone
(indici medi del settore in cui opera la società, indici storici della società)
Esistono diverse classificazioni degli indici di bilancio:
INDICI DI LIQUIDITA’
Mostrano la relazione esistente tra le passività correnti e le attività correnti di un’azienda.
Contestualmente forniscono una informazione preliminare circa la capacità di far fronte al
progressivo pagamento dei debiti di breve termine
Attività correnti
=
Current Ratio Cash Ratio =
Passività correnti
Cassa
Passività correnti
INDICI DI EFFICIENZA
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