FINANZA AZIENDALE
INTRODUZIONE
La finanza aziendale si occupa di capire su quali sono le motivazioni sul come le imprese
investono e si finanziano. Le aziende con lo scopo di lucro hanno l’obbiettivo fondamentale di
creare ricchezza o aggiungere valore per i proprietari dell’impresa. In una società per azioni il
manager finanziario deve perdere decisioni avendo come riferimento primario gli azionisti, quindi
l’obbiettivo de management finanziario consisterà nel massimizzare il prezzo delle azioni
dell’impresa. Possiamo quindi definire la finanzia aziendale come lo studio delle relazioni fra le
decisioni aziendali e il valore delle azioni di un’impresa. Le imprese possono rivolgersi
alternativamente sia al mercato, sia ad intermediari specifici per ottenere le fondi di investimento.
La loro attività di finanziamento è complessa perché esse investono in progetti che devono creare
valore e flussi di cassa, quindi devo comparare il finanziamento con la redditività futura che se
copre tutti i costi e i finanziamenti genererà reddito. Il mercato finanziario mette in relazione le unità
in deficit con le unità in surplus in modo tale che le prime allochino il finanziamento in maniera
fruttuosa. I mercati finanziari si dividono in:
mercati monetari: vengono negoziati i titoli di debito a breve scadenza
mercati dei capitali: vengono scambiati i titoli di debito a lunga scadenza e i titoli azionari
In questo mercato si negoziano le attività e le passività finanziare tramite il mercato o tramite gli
intermediari, come la banca, dove vi è l’interlocutore unico che si fa carico nel reperire le fonti di
finanziamento per le unità in deficit.
Un’attività reale differentemente da quella finanziaria è un bene tangibile che rientra nello stato
patrimoniale di chi la possiede, mentre quella finanziaria sta nell’attivo di chi la possiede,ma nel
passivo di chi la emette, quindi risiede in due bilanci diversi. Chi compra l’attività finanziaria vuole il
rendimento, chi la emette deve essere disposto a pagare per aver tale finanziamento che per
esempio per i mutui è l’Euribor dato dal tasso più lo Spread che è il costo del finanziamento a
seconda del cliente.
Vi sono molte categorie di mercati finanziari,come quello azionario in cui si scambia l’equity,
mercati obbligazionari e il più grosso a livello liquido è quello valutario che giornalmente le valute
passano di mano per un valore contrattuale di 5 trilioni di dollari, e vi sono molte imprese che
quando richiedono fonti di finanziamento ingenti e di lungo termine avranno bisogno di emettere
dei prestiti obbligazionari rivolgendosi ad una platea più vasta di investitori.
Un’impresa ha un finanziamento che è un mix di debito ,che è la forma del prestito contrattuale sia
come obbligazioni e viene remunerato tramite un tasso d’interesse oppure tramite pagamento di
cedole, e di equity che da diritto a chi possiede questo tipo di attività sia ai flussi di cassa in termini
di dividendo sia in termini di diritto di voto nella partecipazione della vita dell’impresa, però l’equity
è remunerato discrezionalmente differentemente del debito. La differenza tra il prezzo di acquisto e
quello di vendita può creare un capital gain, oppure viceversa un capital loss. Vi sono anche titoli
ibridi tra debito ed equity che hanno natura debitoria, ma si possono convertire; tra queste
abbiamo obbligazioni convertibili che alla scadenza posso essere rimborsati o convertiti in equity ,
oppure le obbligazioni con warrant che è un diritto di opzione cioè il creditore potrà avere la
possibilità di comprare un azione di nuova emissione ad un prezzo che si stabilisce in data futura.
Il vantaggio di avere le obbligazioni con warrant è che esso è negoziabile separatamente
dall’obbligazione in cui portò vendere il warrant ed ottenere le cedole dell’obbligazione, mentre
l’obbligazione convertibile non è scindibile. Il mercato poi si divide in mercato primario e marcato
secondario. Il mercato primario è utilizzato quando lo Stato e le imprese mettono per la prima volta
titoli. Le imprese che intendessero quotare i piropi titoli presso una determinata Borsa, dovranno
aver cura di registrali presso l’organo di controllo competente (ex Italia Consob). Invece una
transazione sul mercato secondario implica che il possessore o il creditore di un titolo lo venda a
qualcun altro. I mercati secondari risultano comunque cruciali per le grandi società, perché gli
investitori sono molto più disposti ad acquistare titoli in una transazione sul mercato primario se
sanno che quelli stessi titoli potranno essere successivamente rivenduti con facilità. Esistono due
tipi di mercati secondari:
Quelli di negoziazione (dealer market), dove vi sono azioni e obbligazioni a lungo termine sono
chiamati OTC.
Quelli ad asta (auction market)
IL FINANZIAMENTO A LUNGO TERMINE
Le imprese si finanziano attingendo a tre fonti principali.
In primo luogo, posso reinvestire gli utili generati dall’operatività aziendale
In secondo luogo possono farsi prestare soldi dalle banche
infine possono emettere titoli. I titoli emessi dalle società potrebbero essere suddivisi in due macro-
categorie: azioni e obbligazioni. Dal punto di vista finanziario le principali differenze tra debito
ed equity sono che il debito non è una forma di partecipazione dell’impresa e che il pagamento
degli interessi sul debito da parte dell’azienda è considerato un costo, in quanto deducibile
fiscalmente. Poi i dividendi sulle azioni ordinarie e privilegiate sono pagati agli azionisti dopo la
determinazione degli oneri fiscali a carico dell’impresa.
In via generale, in base allo IAS 32 uno strumento di debito comporta l’obbligo contrattuale a
corrispondere del denaro o un’altra attività finanziaria, mentre l’azione è un titolo che da diritto a
ricevere il flusso di cassa residuale dopo il pagamento di tutte le altre passività. Vi è una gerarchia
sulle priorità tra i titoli emessi dall’azienda che stabilisce chi può rivalersi per primo sulle attività di
una società fallita.
Debito senior garantito: è uno strumento di debito assistito da un diritto reale sui beni della società
emittente. Questo diritto prende nome di collateral, in cui se il mutuarlo non è in grado di
rimborsare il debito, può rivalersi sui collateral.
Debito senior non garantito: Esso è privilegiato rispetto ad altre forme di debito, ma diversamente
dal debito garantito, non è assistito da collateral.
Detto subordinato o junior: è meno privilegiato rispetto a tutti gli altri strumenti di debito e risulta più
rischioso, perché in caso di insolvenza dell’azienda è improbabile che i detentori di obbligazioni
subordinate riescano a recuperare qualcosa.
Azioni privilegiate:al pari di quelle ordinarie rappresentano il capitale azionario della società, ma
possiedono il tratto distintivo costituito dal godimento di un diritto di prelazione nel pagamento
dei dividenti e nella liquidazione delle attività in caso di fallimento. Esse si possono considerare
debito o equity a seconda delle caratteristiche del titolo
Azioni ordinarie: I detentori sono posti all’ultimo posto nella gerarchia dei creditori, questo perché
in caso di fallimento dell’azienda saranno gli ultimi ad avere indietro i loro soldi.
VALORE ATTUALE DEI FLUSSI DI CASSA
La formula del Valore Attuale si può scrivere così:
n F
∑ t
VA= ( )
t
r)
(1+
t=1
In molti casi i manager vogliono calcolare esattamente i costi e i benefici di una decisione. Per
ottenere questo risultato bisogna utilizzare il metodo del VAN (Valore attuale netto), che è la
differenza tra il valore attuale dei flussi di cassa che l'investimento genera per il suo detentore e il
costo che quest'ultimo sostiene per disporre dell'investimento.
F
∑ t
VAN =−I + ( )
0 t
r)
(1+
Il rendimento richiesto dagli investitori in attività rischiose sarà dato dal tasso di interesse privo di
rischio + un premio per il rischio che viene chiesto a seconda della categoria degli investitori. Il
rischio è misurabile tramite la dispersione attesa ed è pari a :
√ 2
∑ p R R)
σ= ( −E ( ) Gli strumenti di debito hanno 4 tipologie di rischio:
j j
1) Rischio di interesse, in cui l'obbligazione ha un prezzo che si muove anche per un
cambiamento dei tassi. É legato al tasso quando l'obbligazione ha cedole costanti
2) Rischio di inflazione: più è alta l'inflazione, minora sarà il rendimento reale
3) Rischio di cambio
4) Rischio di insolvenza
Mentre sulle azioni abbiamo il rischio di impresa; tutto quello che può provocare delle fluttuazioni
del prezzo delle azioni. Come le notizie specifiche sull'impresa
VALUTAZIONE DI UN'OBBLIGAZIONE
La tipologia più semplice di obbligazione è quella senza cedola, ZCB, in cui l'unico pagamento che
l'investitore riceverà è il valore nominale alla scadenza. Il prezzo di un'obbligazione ZCB sarà
sempre inferiore al valore nominale ed è pari a : VN
P =
0 n
r)
(1+
Poi abbiamo le obbligazioni a cedola fissa, si tratta di titoli emessi da un'impresa o dallo Stato che
rimborsa il capitale a scadenza e prevede il pagamento di interessi periodici. L'entità degli interessi
corrisposti è predeterminata e pure il tasso di interesse cedolare è definito all'atto dell'emissione ed
è invariato per tutta la durata dell'obbligazione. Quindi per calcolare il prezzo in 0 dell'obbligazione
dovrò fare la sommatoria dei flussi di cassa cedolari scontati al tasso di mercato.
Se il tasso di interesse cedolare è pari a quello di mercato il prezzo in 0 sarà pari al VN e quindi il
titolo obbligazionario è quotato alla pari. In questo caso il rendimento ex post sarà pari al tasso di
mercato P)
(F + Δ
R= P 0
Ipotizziamo che la banca centrale annunci una riduzione del tasso di interesse di mercato, in
questo caso il titolo sarà quotato sopra la pari perchè una riduzione del tasso di mercato genera un
aumento del prezzo. Viceversa se i tassi di mercato aumentano il titolo sarà quotato sotto la pari e
quindi avremo un rendimento ex post negativo. (sempre se il taso cedolare < tasso di mercato).
I titoli a più lunga scadenza, per un aumento dei tassi, soffrono di più rispetto a quelli con
scadenza minore.
Normalmente un investitore conosce già il prezzo di un'obbligazione poiché è osservabile sul
mercato. L'investitore è dunque interessato a misurare il rendimento del titolo. Il rendimento alla
scadenza di un'obbligazione è il tasso di attualizzazione che eguaglia il valore attuale dei flussi di
cassa attesi al prezzo corrente, definito YTM. VN
P =( )
Per le ZCB utilizzerò tale formula: 0 n
YTM
(1+ )
Invece per le obbligazioni con cedola ho due metodi
1) Distanza tra due punti: Scelgo due tassi (a caso), ottenendo così due prezzi, in modo tale
che l'IYTM sia compreso tra il primo tasso ed il secondo. Faccio la formula della distanza
(P −P ) (YTM −r )
0 1 1
=
tra due punti e ottengo YTM : (P −P ) (r −r )
2 1 2 1
2) Principio retta passante per due punti
VALORE DI UN'AZIONE
Le azioni ordinarie forniscono due tipi di liquidità: in primo luogo pagano spesso dividenti a
intervalli regolari, in secondo luogo gli azionisti incassano il prezzo di vendita al momento stesso in
cui si realizza la vendita del titolo.
Tramite l'utilizzo del Dividend Discount Model posso determinare il valore di una singola azione o il
valore de capitale azionario (Equity) Per ora continueremo a fare riferimento ad un'impresa priva di
debito quindi Valore dell'attivo = E.
Abbiamo 4 casi possibili: D
1) P =
Valore di un'azione con dividendo perpetuo costante: (D = Dividendo)
0 r D
2) P =
Valore di un'azione con dividendo con crescita costante (g = tasso di cresc.)
0 (r −g ) −n
r
(1+ )
3) P D(1−
= )
Valore di un'azione limitata con dividendo costante 0 r
n
g)
D (1+
4) P =( )( )
Valore di un'azione limitata con crescita 0 n
g
(r− ) r
(1+ )
è difficile per un'analista finanziario determinare il rendimento atteso sugli utili attualmente non
distribuiti. Tuttavia si assume sovente che i progetti selezionati nell'anno in corso abbian un
rendimento atteso uguale ai rendimenti generati dai progetti degli anni precedenti. In tal caso
potremo stimare il rendimento atteso degli utili correnti non distribuiti in base al ROE.
g=(1− p) x ROE
Molte imprese hanno delle opportunità di crescita, cioè investire in progetti redditizi. Poiché questi
progetti possono rappresentare una quota consistente del valore dell'azienda, sarebbe assurdo
non intraprenderli per distribuire tutti gli utili sotto forma di dividenti.
Quindi il prezzo dell'azione dopo la decisone dell'impresa di investire nel nuovo progetto sarà il suo
valore come cash cow + il VANOC. Il valore di un'azione quando l'impresa opera in cash cow è:
D EPS
oppure dove gli EPS sono gli utili per azione
r r
Mentre per calcolare il VANOC dovrò stimare il VAN del nuovo investimento.
Riassumendo:
1) calcolo il valore dell'attivo dell'impresa in cash cow all'anno 0
2) Se faccio l'investimento l'anno successivo calcolo il Van
3) porto il Van all'anno 0
4) Sommo il valore dell'attivo in cash cow + Van in 0
5) se ho un altro investimento, aggiungo al totale il Van attualizzato del nuovo investimento
PREZZO / UTILI P 0
Il valore P/E è dato da : dove a parità di condizioni, sceglierò la società con un valore P/E
EPS 0
più basso. È un multiplo ed è un indicatore sintetico di valutazione che consente di stimare il valore
del capitale azionario di un'impresa. È utile capire quali sono i parametri che possono spiegare il
valore del rapporto P/E: x p)
(E
D 0
P
P =
=
So che = dove E sono gli utili e p è l'utile distribuito allora:
0 0 (r−g)
(r −g )
p
P E
/ = Il valore delle azioni, quindi il P/E, può variare in modo sensibile al variare del
(r−g )
parametro r e g. Una seconda metodologia è calcolare il ROE dell'impresa tramite il P/E, perchè
posso ricavare g dalla formula e poi trovare il ROE con la formula g = 1-p x ROE. Se la stima del
tasso g implica nei valori di mercato fosse ritenuta eccessiva, sarebbe consigliabile vendere le
azioni, viceversa sarebbe consigliabile acquistarle. Simili modalità di analisi sono dette Analisi
fondamentale e mirano a identificare azioni sopra- o sotto valutate, nel tentativo di battere il
mercato. Se qualcuno ottiene un VAN positivo, ci sarà qualcun altro che otterrà un VAN negativo
Ciò rende necessario introdurre il concetto di efficienza di mercato.
L'EFFICIENZA INFORMATIVA DI MERCATO
Un mercato sarà efficiente a livello informativo quando i prezzi riflettono tempestivamente in modo
corretto le informazioni a disposizione degli operatori. Se un mercato è efficiente la conoscenza
dell'informazione al momento in cui è diffusa non arreca alcun vantaggio all'investitore, perchè il
prezzo si modifica prima che egli abbia il tempo di effettuare qualunque negoziazione sul titolo. Le
imprese dovrebbero aspettarsi di ottenere un valore equo per le azioni che vendono, cioè che il
prezzo ricevuto dall'emissione di titoli coincide con il valore attuale.
La linea continua visualizza il percorso seguito dall'azione in un mercato efficiente, in cui il prezzo
si adegua immediatamente alla nuova informazione (positiva). Le linee punteggiata e tratteggiata
mostrano gli a