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Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Vasocostrizione, a livello delle arteriole e dell’epidermide: minore

o dispersione di calore.

Midriasi.

o Glicogenolisi epatica.

o Contrazione sfinteri.

o Effetti centrali e endocrini: veglia, attenzione, aggressività.

o

Beta 1: cardiostimolanti:

• Inotropismo: maggiore forza di contrazione.

o Cronotropismo: maggiore FC.

o Dromotropismo positivo (più conduzione ventricolare)

o Batmotropismo (più eccitabilità ventricolare)

o Maggior consumo di ossigeno dovuto a maggior lavoro cardiaco.

o La pressione sanguigna aumenta per stimolare il cervello-

o

Beta 2: muscolatura liscia:

• Vasodilatazione muscolare

o Rilassamento muscolatura bronchiale

o Rilassamento muscolatura uterina in gravidanza: tocolisi

o Sulla muscolatura scheletrica:

o Glicogenolisi e glicolisi

 Maggiore captazione potassio

 Maggiore forza e velocità di contrazione

 Aumento della massa muscolare dovuto a maggior stimolazione

Attivazione della neoglucogenesi e glicogenolisi nel fegato.

o Lieve aumento della secrezione di insulina da parte del pancreas.

o Aumento della secrezione di umor acqueo negli occhi.

o

Beta 3:

• Lipolisi

o Effetti termogenetici (maggior produzione di calore)

o Pag. 27 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Lezione 21/03/05

I meccanismi che stimolano la neurotrasmissione noradrenergica

Indiretti: aumentando la quantità di noradrenalina nella sinapsi

• Inibendo la degradazione intraneuronale;

o Inibendo la ricaptazione;

o Spiazzando la noradrenalina dai granuli;

o Inibendo il metabolismo extraneuronale;

o Bloccando il sistema autorecettoriale che inibisce la liberazione.

o

Diretti: attivando i recettori adrenergici postsinaptici con agonisti (farmaci

• noradrenomimetici) stimolando i recettori alfa e beta.

I farmaci possono essere alfa (o beta) stimolanti se producono tutti gli effetti alfa,

alfa1 specifici (o alfa2, beta1...) se stimolano un unico tipo di recettore.

I meccanismi diretti hanno solo effetti periferici.

I meccanismi indiretti possono agire in diversi modi:

Aumentando la quantità di noradrenalina nelle sinapsi;

• Aumentando la liberazione di noradrenalina (NAD);

• Diminuendo la ricaptazione di NAD

• Diminuendo il metabolismo di NAD

I farmaci che attraversano la barriera ematoencefalica stimilano la trasmissione

catecolaminergica: sono psicostimolanti motori. Si tratta di sostanze d’abuso o a scopo

voluttuario o psicostimolante che potenziano l’attività motoria in ambito sportivo.

Danno dipendenza psichica e più sono attivi, più danno effetti avversi, più sono tossico.

La somministrazione di adrenalina e noradrenalina dà effetti che durano pochi minuti

perché vengono subito inattivate dal fegato. Non attraversano inoltre la barriera

ematoencefalica e quindi hanno solo effetti periferici. Stimolano i recettori alfa1 (> p.

arteriosa), beta1 (> frequenza cardiaca). La noradrenalina si usa quindi solo per

ottenere una vasocostrizione locale quando si utilizza un anestetico locale (evitare che

si diffonda in tutto l’organismo) o quando viene praticata un’iniezione intracardiaca

per far ripartire un cuore fermo.

Fenilefrina e metossamina sono alfa1 selettivi: decongestionanti della mucosa nasale,

vasocostrittori locali, provocano midriasi, aprono la rima palpebrale.

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Farmacologia Appunti di Luca Asberto

I beta agonisti stimolano l’attività cardiaca (beta1), provocano broncodilatazione

(beta2), vasodilatazione nei muscoli scheletrici, e (beta3) glicogenolisi e lipolisi con

riduzione della massa adiposa. Aumentano anche la secrezione di insulina che è un

ormone anabolizzante. L’uso terapeutico è antiasmatico.

L’isoprenalina è betaagonista.

• Terbutalina e albuterolo: beta2 stimolanti.

Beta2 stimolanti ad azione rapida che dura 6-8 ore (se inalati sono broncodilatatori

privi di effetti sistemici):

orciprenalina

• salbutamolo (ventolin)

• terbutalina

• calbuterolo

• reproterolo

Ad azione meno pronta ma di più lunga durata (<12h)

formoterolo

• salmeterolo

I broncodilatatori sono consentiti nello sport solo se inalati e prescritti da un medico

per gli asmatici. Se introdotti per via sistemica hanno effetti metabolici,

anabolizzanti ed ergonemici (maggiore forza) e ipertrofia muscolare. I beta2 hanno

effetti anabolizzanti non androgenici.

Effetti dei beta2 stimolanti:

Rilascio delle muscolature lisce (involontarie);

• Antibroncospastici;

• Aumento del flusso sanguigno nei muscoli scheletrici;

• Aumento della temperatura muscolare;

• Fase anabolica: aumento della sintesi di proteine;

• Aumento acido lattico nei muscoli con conseguente possibilità di crampi;

• Lipolisi del tessuto adiposo bianco (ciccia) con conseguente maggiore

• resistenza allo sforzo;

Aumento della funzionalità del tessuto adiposo grigio con conseguenti

• effetti termogenetici, utili per le attività al freddo.

Aumento di sudorazione e traspirazione.

• Aumento della captazione del glucosio, Mg, K da parte dei muscoli.

• Pag. 29 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Le fibre ST sono più sensibili delle FT ma tendono, stimolate dai beta2

• stimolanti, a trasformarsi in FT.

Tremori basali, negativi per chi fa sport di precisione come il tiro con l’arco.

• Sonno agitato.

• Effetti visibili dopo 1-2 mesi di trattamento.

Effetti dei beta1 stimolanti: cardiostimolanti

I beta2 stimolanti a certe dosi aumentano leggermente l’attività cardiaca e solo se

assunti per via sistemica. Gli effetti da sovradosaggio sono:

Morte improvvisa per ischemia del miocardio;

• A concentrazioni terapeutiche (come broncodilatatore e inalato) il cuore non

• viene toccato, ma, siccome si sviluppa tolleranza, occorre aumentare sempre

la dose per ottenere gli effetti.

Se si assumono sotto stress fisico (attività motoria intensa) si ha necrosi

• miocardica.

La diffusione di questi farmaci è molto estesa.

Simpaticomimetici con attività psicostimolante motoria:

Efedrine: pianta Efedra, proveniente dalla Cina. Lievemente psicostimolanti

• perché poco liposolubili.

Amfetamine ed analoghi. Di sintesi, prodotte nei primi anni ’40.

• Cocaina: foglie di coca dal Sud America.

• Anti-mao: bloccano il metabolismo della noradrenalina. Non sono gratificanti.

• Catine: estratte da una pianta africana.

Noradrenalina, adrenalina e dopamina sono idrofile quindi non passano la barriera

ematoencefalica. Le amfetamine e metamfetamine sono molto lipofile, simili alla NAD

e adrenalina e anche alla dopamina.

Efficacia:

Efedrine < Amfetamine e metamfetamine < fenilefrina

Queste sostanze entrano nel neurone noradrenergico spiazzando la noradrenalina che,

liberandosi, va ad agire nella sinapsi. La cocaina, invece, blocca la ricaptazione della

NAD liberata.

Il sistema noradrenergico centrale: Pag. 30 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Stato di allerta e agitazione psicomotoria;

• Stimola la concentrazione ed attenzione;

• Diminuisce i tempi di reazione;

• Aumenta l’aggressività;

• Diminuisce il senso di fame e di fatica;

• Diminuisce la sensazione di sonno;

• Provoca analgesia;

• Aumenta la motilità di base.

La cocaina ha un effetto simile alle amfetamine ma più rapido e meno prolungato

(poche ore). Entrambe i farmaci si trovano nelle urine anche parecchi giorni dopo

l’assunzione. Le amfetamine, inoltre, bloccano le attività MAO che pertanto non

svolgono più la loro regolare funzione. Aumenta quindi anche la quantità libera di

dopamina: stimolazione del sistema mesolimbico mesocorticale:

Maggiore ideazione, creatività, attività onirica e sessuale;

• Stati emozionali;

• Migliore affettività, socialità e tono dell’umore;

• Maggiore efficacia meccanismi di rinforzo;

• Ipermotilità, movimenti saltatori e rotatori;

• Nausea e vomito.

Anche il THC stimola il sistema dopaminergico così come alcol, benzodiazepine,

morfina e nicotina. E’ il sistema dopaminergico che determina la dipendenza psichica.

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Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Lezione 04/04/05

Simpaticomimetici ad azione mista con debole o moderata azione psicostimolante

Determinano effetti andromimetici sia periferici (simpaticomimetici) che centrali

(debole o moderata azione psicostimolante). Non sono ergogenici:

Norpseudoefedrine (catinone, catina): maggiore azione psicostimolante,

• minore azione periferica. Alta potenzialità di abuso nello sport. Limite

doping: 5 microgrammi / ml nelle urine.

Efedrine: maggiore azione periferica, minore psicostimolante. Moderata

• potenzialità d’abuso. Limite doping: 10-15 microgrammi / ml nelle urine.

Norefedrine: Bassa azione psicostimolante, agiscono anche sui recettori alfa

• (preparati per raffreddore). Bassa potenzialità d’abuso. Limite doping: 25

microgrammi / ml.

Sono vietate soltanto durante la competizione. Efedrine e norefedrine possono essere

assunte senza prescrizione come prodotti da banco per combattere i sintomi di

raffreddore ed influenza. L’associazione caffeina + efedrina è molto stimolante sia a

livello centrale che periferico.

Effetti nocivi: effetti cardiovascolari, eccesso di stimolazione specie durante lo

sforzo. Amfetamine

D-Amfetamina, D-Metamfetamina

Hanno un’ottima biodisponibilità orale.

• Sono inattivate lentamente dalle MAO.

• t1/2 (emivita) 10 ore.

• Eliminazione per via urinaria.

• Sono basi deboli (la clearance dipende dal pH urinario).

• Si ritrovano nelle urine anche 48 ore dopo l’assunzione.

• Sono molto psicostimolanti.

D-metamfetamine:

Forma salificata – “Speed”

• Forma non salificata – “Ice”

Gli effetti durano anche 1-2 giorni. Creano dipendenza psicologica più delle efedrine

che la creano modesta. La dipendenza è proporzionata all’intensità dell’effetto.

Stimolano la liberazione di dopamina che è impegnata in molte attività psichiche e di

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Farmacologia Appunti di Luca Asberto

gratificazione. Nacquero prima della II guerra mondiale e furono introdotte tra le

forze armate USA perché i piloti degli aerei potevano, con 25g, non dormire per 24

ore.

Effetti: Inibizione del sonno.

• Minori tempi di reazione.

• Inibizione dell’appetito – attività anoressizzante – terapia dell’obesità negli

• anni ’60.

Inibizione del senso di affaticamento.

• Utilizzate negli sport di endurance (ciclismo, corsa).

• Drammatico aumento dell’attività motoria basale.

• Effetti euforizzanti -> eccitanti -> aggressività.

• Attività simpaticomimetica (come beta stimolanti).

• Intensa stimolazione cardiaca che causa morti improvvise, specie sotto

• sforzo.

Ipertensione che causa ictus cerebrali.

• Esaurita la noradrenalina disponibile esauriscono gli effetti e il soggetto

• dorme per un tempo uguale rispetto a quello in cui è stato sotto l’effetto del

farmaco.

Sintomi: Pallore per vasocostrizione periferica.

• Pelle fredda e pili in erezione (cold turkey).

• Ipertermia e morte per mancata dispersione di calore, soprattutto in caso di

• attività motoria.

Altri effetti:

Tolleranza.

• Stress ossidativo dei neuroni che vanno incontro a degenerazione (dopo anni

• di consumo).

Demenza, psicosi, depressione.

Ecstasy

E’ inserita nella classe S1 dei farmaci dopanti CIO. Il nome scientifico è

metildiossimetamfetamina o MDMA. All’azione psicostimolante motoria della

metamfetamina associa l’effetto psichedelico e allucinogeno della metildiossina.

Stimola il rilascio di serotonina (tono dell’umore): “pillola della felicità”. L’effetto

allucinogeno è inferiore a quello psicostimolante motorio. Altri psichedelici allucinogeni

sono l’LSD e la mescalina. Il Prozac aumenta il livello di serotonina senza essere

allucinogeno perché non stimola il sistema dopaminergico.

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Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Sono vietate prima e durante la competizione. Non hanno effetti anabolizzanti.

L’ecstasy è molto neurotossica. Cocaina

Non viene metabolizzata da enzimi MAO ma dalle efterasi plasmatiche e dal

metabolita renale benzoilergoina. Si ritrova nell’urina anche dopo 48 – 72 ore

dall’assunzione.

Gli effetti sono simili alle amfetamine ma la biodisponibilità per via orale è molto più

bassa. Se aspirata passa attraverso la mucosa nasale e raggiunge rapidamente il

sangue ed il cervello. E’ più rapida ad agire delle amfetamine ma dura meno (qualche

ora). Se fumata ha un picco più elevato ma una durata minore. Se aspirata è il

contrario.

Effetti: Perdita del 50% dell’olfatto.

• Poco ergogenica (quindi poco diffusa nello sport).

• Dà dipendenza psicologica.

• Colpo di calore.

• Infarto.

• Ictus.

• Agitazione psicomotoria.

• Insonnia.

• Tremori.

• Anestetico locale.

• Altre sostanze euforizzanti

Inibitori delle MAO (I-MAO). Non danno dipendenza perché non coinvolgono il sistema

dopaminergico.

I-MAOb: seleginina o Deprenyl. E’ selettiva sulle MAOb e aumenta la liberazione di

dopamina. E’ vietata perché viene metabolizzata in un prodotto amfetaminico.

Agenti inalanti

Solventi organici: aumentano la liberazione di noradrenalina e dopamina con

• effetti inebrianti e gratificanti. Sono epatotossici e molti anche

cancerogeni. Pag. 34 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Nicotina: alcaloide naturale (come cocaina ed efedrina). Stimola la

• liberazione di adrenalina a livello del surrene perché sul surrene ci sono i

recettori nicotinici. In generale coinvolge tutto il sistema dell’acetilcolina.

Ha però più effetti simpatici che parasimpatici, quindi è un

simpaticomimentico. Anche il cervello presenta dei recettori nicotinici. La

nicotina è molto liposolubile quindi passa facilmente la barriera

ematoencefalica. I recettori sono nel sistema colinergico e favoriscono la

liberazione di noradrenalina. Aumenta lo stato di attenzione ed all’erta ma

coinvolge poco il sistema dopaminergico. Crea una modesta dipendenza. Con

l’uso cronico gli effetti vanno in tolleranza. Nel sistema colinergico

(attenzione cognitiva, interesse per l’apprendimento, attività mnemonica)

interessa i recettori muscarilici.

Colinomimetici ad attività parasimpatica e centrale

Arecolina

• Muscarina

• Aceclidina (polvere d’angelo)

Non provocano dipendenza né liberazione di noradrenalina o dopamina.

Effetti: Eccitazione.

• Allucinazione.

• Tremori (soprattutto). Sia basali che su un muscolo in attività.

• Diarrea.

• Broncocostrizione.

• Miosi (pupilla chiusa)

• Nausea.

• Psicostimolanti metilxantici

Caffeina (1 tazzina da cafféne contiene 50-60 mg): trimetilxantina.

• Teofilina

• Teobromina (cacao).

La caffeina è la sostanza che ha effetti più intensi (contenuta nel tè più che nel

caffé). Ha effetti psicostimolanti e periferici. E’ anche lievemente ergogenica.

Effetti: inibisce l’azione dell’adenosina che inibisce la noradrenalina, dopamina e gli

aminoacidi eccitatori (glutammato) a livello della corteccia cerebrale. L’adenosina

stimola il sonno e la caffeina si sostituisce ad essa sui suoi recettori.

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Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Effetti: Attenzione.

• Miglioramento del tono muscolare.

• Inibizione della fatica.

• Maggiore resistenza.

• Maggiore attività cardiaca.

Per evere effetti occorre assumerne più di 200mg / giorno. A tali dosi è benefica

perché migliora il tono dell’umore e quello muscolare. Contiene antiossidanti benefici

per il fegato. A dosi elevate o se i 200mg vengono assunti in un’unica dose, gli effetti

sono: Aritmie.

• Ipertensione.

• Convulsioni (epilessia, soprattutto nei bambini o negli individui stressati.)

Dà tolleranza. Il CIO non considera dopanti assunzioni inferiori a 250 mg (10

microgrammi / ml nelle urine). Non ha attività broncodilatatrici (per questo il CIO ne

consente l’uso). La teofilina si ed è pertanto considerata dopante.

Il 4% degli sportivi professionisti è epilettico contro lo 0,5% della popolazione

generale. La causa è il ricorso a sostanze stimolanti.

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Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Lezione 11/04/05

Farmaci neuro e miotono deprimenti

Gruppo Cat. CIO

Oppiaccei (narcotici, analgesici e stupefacenti) S7

• Cannabinoidi S8

• Alcool etilico P1

• Ansiolitici e sedativo ipnotici

• Miorilassanti e mioparalizzanti

• Beta adrenolitici (beta bloccanti) P2

• Anestetici locali

Oppiacei, cannabinoidi, alcol e ansiolitici hanno anche effetti miorilassanti e, in

generale, un impatto negativo sull’attività motoria.

I miorilassanti hanno effetti antispatici e sono indicati in caso di distonie muscolari; i

mio paralizzanti servono per “catturare le prede” e, in chirurgia ortopedica, per

decontrarre completamente i muscoli.

Oppiacei: Naturali: morfina, codeina, tebaina.

• Di semisintesi: eroina (diacetilmorfina), diidrocodeina, pentazocina,

• buprenofina (= alla tebaina).

Di sintesi: mepedrina o petidina, destropropossifene, tramadolo, metadone,

• fentamil.

L’oppio contiene anche papaverina e noscapina. La loperamide, di sintesi, non

attraversa la barriera ematoencefalica ed è utilizzata per i suoi effetti antidiarroici

(Imodium).

Il nostro organismo ha sostanze endogene simili: peptidi oppioidi che derivano dalla

POMC (encefaline, endorfine, dimorfine, nociceptine). Il sistema oppioide controlla le

sensazioni dolorose regolando la soglia dolorifica. L’agopuntura stimola il rilascio di

queste sostanze. La morfina e derivati vanno a legarsi sugli stessi recettori.

Effetti: Analgesia spinale e sopraspinale (il dolore non viene percepito come tale).

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Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Inibizione della tosse, ipotensione ortostatica, inibizione della secrezione

• gastrica.

Depressione respiratoria.

• Miosi puntiforme (pupilla a punta di spillo).

• Inibizione della secrezione di vasopressina.

• Nausea, vomito.

• Costrizione di tutti gli sfinteri.

• Rigidità del tronco, catalessi, acinesia.

• Euforia, senso di benessere e piacere simile all’orgasmo anche grazie alla

• stimolazione del sistema dopaminergico. Inibizione della liberazione di

noradrenalina.

Abuso: alla base ci sono meccanismi di rinforzo e dipendenza: benessere, euforia,

estasi, contentezza, tranquillità (dopamina). Dipendenza fisica si ha quando la

sospensione genera crisi d’astinenza. Tolleranza: progressiva riduzione dell’efficacia.

Si instaura con somministrazioni ravvicinate. E’ crociata con tutti gli oppiacei. 1

somministrazione / settimana dà poca dipendenza, quotidianamente molta.

Crisi d’astinenza: sudorazione, dolori addominali, agitazione psicomotoria, simile ad

un’eccessiva stimolazione noradrenergica.

La somministrazione ripetuta dà tolleranza e non dà più piacere. Gli unici aspetti che

non vanno in tolleranza sono la miosi ed il centro del respiro. La morte da overdose si

ha per depressione respiratoria severa ed asfissia.

Trattamento dell’overdose: agonisti dei recettori per gli oppiacei:

Naxolone e.v. (Narcan) per via intramuscolare blocca i sintomi dopo 2’. Dura

• però solo 1-2 ore, quindi serve risomministrare la dose 1 – 2 volte finché non

cessano gli effetti dell’oppiaceo.

Naltrexone: è ben assorbito ed ha un’emivita di 10 ore: 100mg per os (bocca)

• bloccano gli effetti della morfina per 48 ore.

Le sostanze oppiacee sono anche immunodepressive.

La cannabis ed i suoi derivati hanno nel THC (tetraidrocannabiolo) il loro princpio

attivo. Gli effetti durano poche ore ma i metaboliti si trovano nelle urine anche 2-3

giorni dopo l’assunzione perché si accumulano nel tessuto adiposo.

Effetti: Moderata analgesia;

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Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Serenità (high) e benessere. Il tempo scorre lentamente, felicità interiore.

• Depressione motoria, tempi di reazione rallentati, scoordinazione.

• Dipendono dalla quantità assunta.

• Vanno in tolleranza.

• Apprendimento ridotto, memoria a breve termine alterata.

• Broncodilatazione.

• Stimolazione dell’appetito.

Secondo il CIO il limite nelle urine è di 10 – 20 nanogrammi e comporta la radiazione

dagli sport che coinvolgono veicoli e motori.

L’uso cronico è molto pericoloso e può provocare:

Precoce perdita della memoria e degenerazioni corticali;

• Instaurazione di comportamenti schizofrenici (variazioni d’umore improvvise

• e psicosi).

Dipendenza psichica molto lieve, in alcuni casi moderata. Crociata però con la

• nicotina. Provoca cancro al polmone come il tabacco.

Il suo effetto ansiolitico può dare sindrome d’astinenza.

I recettori sono quelli sensibili all’anandamide e sono il 50% dei recettori cerebrali.

L’anandamide è simile all’acido (grasso) arachidonico, per questo i cibi grassi sono

molto attraenti. Ansia

Un moderato livello di ansia favorisce la prestazione, mentre un livello eccessivo la

inibisce. Un atleta può rendere benissimo in allenamento e andare molto male in gara

(ansia da prestazione o da palcoscenico). Alcol

Concentrazione ematica Effetti su individuo non tollerante

50 – 100 mg/dl Euforia, socializzazione, incoordinazione

motoria.

100-200 mg/dl Disartria, atassia, sonnolenza, instabilità

emotiva, nausea.

200-300 mg/dl Aggressività, incoerenza verbale,

letargia, vomito.

300-400 mg/dl Coma

> 500 mg/dl Depressione respiratoria, morte.

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Farmacologia Appunti di Luca Asberto

In media una persona è in grado di metabolizzare 7g di alcol all’ora.

L’alcol etilico è una sostanza citotossica. Nel fegato viene trasformato dalla

deidrogenasi in acetaldeide -> acetato -> ciclo acidi tricarbossilici -> acqua + anidride

carbonica + energia. Se le deidrogenasi vengono saturate, l’alcol si trova libero nel

sangue e produce i suoi effetti, anche centrali perché si tratta di una sostanza molto

liposolubile. Gli effetti psicostimolanti sono disinibenti perché stimolano la liberazione

di dopamina. Ad alte dosi ha effetti deprimenti, ansiolitici, sedativi, ipnotici e

miorilassanti. Il mal di testa del giorno dopo è dovuto al sonno non fisiologico che

provoca eliminando la fase R.E.M.. Crea forte dipendenza psichica, come la cocaina e

può provocare neurodegenerazioni.

L’alcol agisce sul neurotrasmettitore GABA che deriva dal glutammato. Ha un ruolo

inibitorio sui recettori GABAa (centrali) e GABAb (spinali). Apre inoltre i canali del

cloro all’interno della cellula causando iperpolarizzazione. Molti anestetici locali

sfruttano lo stesso meccanismo. L’azione dell’alcol è GABAergica. Le benzodiazepine

sfruttano gli stessi recettori mentre i barbiturici aprono i canali del cloro molto a

lungo e sono pericolosi. Alcol e benzodiazepine non potrebbero funzionare senza

GABA.

Benzodiazepine

Tavor, Xanax, Lexotan, Tavor...

Hanno attività:

Ansiolitica.

• Sedativoipnotica.

• Anticonvulsionante.

• Miorilassante.

• Amnesica.

Danno dipendenza psichica ed i loro effetti si potenziano con l’alcol. Sono indicate

nella spasticità muscolare e nei torcicolli.

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Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Lezione 18/04/05

La lezione del 25/04 è spostata al 26/04 (assieme all’ordinamento B), stesso orario.

Date esami:

24/05 ore 9:00

• 07/06 ore 9:00

I farmaci deprimenti funzionano agendo sul sistema GABAergico del cervello. Il loro

meccanismo d’azione consiste nell’apertura dei canali del cloro e conseguente

iperpolarizzazione del neurone.

Effetti: Ipnoinducente;

• Narcotico;

• Ansiolitico;

• Miorilassante

Sono le benzodiazepine (Valium) o i barbiturici. L’etanolo deve i suoi effetti

deprimenti sempre al sistema GABAergico e presenta gli stessi effetti. L’effetto

miorilassante può essere ottenuto agendo sia a livello centrale (sui recettori GABAa)

o a livello del midollo spinale (GABAb) deprimendo i motoneuroni.

Metodi per ottenere il miorilassamento:

1. Azione a livello centrale.

2. Livello spinale: ci sono farmaci, come il baclofene che agiscono solo sui

recettori GABAb.

3. Livello della placca: azione a livello periferico inibendo la liberazione di

acetilcolina da parte del nervo motore verso il recettore nicotinoco del

muscolo. Curarici.

4. Livello deo fusi: i

mpedire la liberazione di Ca a livello del reticolo sarcoplasmatico: dantrolene.

++

5. Interrompendo la trasmissione dell’impulso lungo il nervo motore: anestetici

locali (che interrompono non solo la trasmissione del dolore, ma anche

dell’impulso motorio). che bloccano i canali del sodio.

6. Inibendo la liberazione di acetilcolina come fa la tossina botulinica.

7. A livello spinale agendo sui nervi che utilizzano la glicina per inibire le

contrazioni. La stricnina blocca i recettori della glicina (causando spasmi).

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Farmacologia Appunti di Luca Asberto

I farmaci miorilassanti si chimamano anche miotonolitici, quelli che stimolano la

contazione miotonostimolanti. Il tono muscolare è stimolato dal sistema nervoso

simpatico (noradrenalina, Beta2). Se si deprime con farmaci betabloccanti si hanno

effetti negativi sulla forza di contrazione. L’ipertono noradrenergico causa invece

tremori basali. Gamma Idrossi Butirrato (GHB)

É un catabolita del GABA (trasformato poi in aldeiede succinico).

Stimola la liberazione di dopamina.

Potenzia gli effetti dei deprimenti.

Stimola la produzione dell’ormone GH ma è molto pericolosa a queste dosi.

A piccole dosi provoca euforia.

Provoca:

Sedazione;

Miorilasamento;

Nausea;

Disorientamento;

Confusione mentale;

Depressione respiratoria.

Sostanze deprimenti lecite (anche nello sport):

Kava: estratto del pepe verde con effetto sedativo, ansiolitico,

• antinfiammatorio, anoressizzante e antifungo.

Valeriana: blando stimolatore del sistema GABAergico con possibili effetti

• “rebound” (alla cessazione dell’effetto si ha un effetto opposto di rimbalzo).

Betabloccanti (Beta1 solo sul cuore, Beta2, Beta3…):

Antipertensivi;

• Antianginosi;

• Antiaritmici;

• Antiglaucomatosi;

• Ansiolitici;

• Antiemicranici;

• Antiipertiroidismo.

Possono essere non selettivi o cardioselettivi (Beta1 selettivi). Ricordare l’atenololo

che riduce la FC, la velocità di conduzione atrioventricolare, l’eccitabilità cardiaca.

Rallenta l’attività cardiaca senza influenzare altri distretti. Nei non selettivi

ricordare il proponololo che provoca anche broncocostrizione e perdita del tono

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Farmacologia Appunti di Luca Asberto

muscolare. Sono vietati negli sport che richiedono calma, tranquillità e fermezza

muscolare. Sono vietati anche nel calcio perché riducono l’ansia dei rigoristi.

I betabloccanti sono da studiare bene sui libri.

Anestetici locali

Farmaci deprimenti che bloccano la conduzione nervosa nelle fibre sia

• sensitive che motrici.

Il blocco si chiama anestesia.

• Ad elevate concentrazioni ematiche interferiscono con tutti gli organi

• innervati con manifestazioni tossiche che possono portare anche alla morte.

Obiettivi:

Blocco delle sensazioni dolorifiche che si manifestano in aree del corpo.

• Ambito diagnostico, chirurgico, terapeutico.

Vantaggi: L’azione è limitata alla zona di applicazione.

• Reversibilità.

• Non sono dannosi per le fibre nervose.

• Mantenimento della coscienza.

• Impediscono la propagazione dell’impulso bloccando i canali del sodio. Le

• fibre più sensibili sono quelle più piccole non mielinizzate (fibre del dolore);

quelle motorie hanno minor sensibilità molto minore.

Sono di due tipi:

Esteri: sono scissi dalle pseudocolinesterasi plasmatiche presenti nel plasma.

• La presenza di questi enzimi è genetica e influenza grandemente l’efficacia

del farmaco. É misurabile con il test della dibucalina. Cocaina, procaina

(novocaina), proparacina, ossibuprocaina, tetracaina.

Amidi: sono metabolizzati dal fegato. Lidocaina, mepivacaina, bupivacaina.

Per precauzione si somministrano associati ad un farmaco vasocostrittore (adrenalina)

che ne evita la diffusione sistemica. Non massaggiare l’area per non provocare

vasodilatazione!

Effetti tossici (sistemici): Pag. 43 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

A livello del SNC: confusione, disturbi visivi (nistagmo) e uditivi (tremito),

• convulsioni, sonnolenza, come e morte.

A livello del SN periferico: blocco gangliare e muscolare.

• A livello del sistema cardiovascolare: depressione miocardica, ipotensione,

• collasso, morte.

Non sono farmaci dopanti.

FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei)

L’infiammazione è una risposta dell’organismo ad un “insulto”. In questo caso viene

liberata una lunghissima serie di composti provocando dolore, arrossamento,

disfunzionalità, gonfiore. I FANS agiscono in genere sulle prostaglandine bloccando la

ciclossigenasi che le genera. Sono tutte sostanze acide.

Hanno attività:

Antinfiammatoria;

• Antigottosa;

• Antireumatica;

• Analgesica;

• Antipiretica (capacità di abbassare l’iperpiressia);

• Antiaggregante;

• Antitrombotica;

• Gastrolesiva (soprattutto quelli di 1° generazione);

• Ulcerogena gastroduodenale;

• Tocolitica (inibiscono le contrazioni dell’utero);

• Edemigena;

• Broncocostrittrice.

I generazione: aspirina, brufen, feldene, Voltarem, ibuprofene.

II generazione: nimesulide.

III generazione: coxxil, celebrex. Sono molto discussi per i loro effetti

collaterali.

Effetti indesiderati:

Gastralgie, stipsi;

• Alterazioni piastriniche, microemoragie;

• Necrosi papillari, nefrite interstiziale, ipertensione;

• Pag. 44 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Inibizione della motilità uterina;

• Reazioni di ipersensibilità.

Sono consentiti dal CIO. Per gli effetti antipiretici bastano pochi giorni, non

utilizzare mai per più di 7-10 giorni.

Paracetamolo (acetaminofene)

Tachipirina, Tylenol,…

Antipiretico;

• Analgesico molto rapido;

• Non è gastroirritante;

• Antinfiammatorio;

• É meglio dei FANS perché ha un’unica controindicazione:

• Può essere utilizzato per un tempo limitato perché, a dosi elevate, è molto

• epatotossico (letale). Un adulto maschio e sano non dovrebbe superare la

dose di 8g / giorno. Un bambino 3g / giorno idem un anziano. La dose fatale è

tra i 15 e i 20 g / giorno.

L’alcol etilico provoca anche ipotermia (nonostante spesso lo si beva “per scaldarsi). La

dissipazione dell’energia termica si ha grazie a 3 meccanismi:

Ventilazione polmonare.

• Sudorazione.

• Vasodilatazione (su cui agisce l’alcol).

• Pag. 45 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Lezione 26/04/05 Farmacologia ormonale

Ormone: inviare un messaggio. Messaggero. Sostanza che deve essere prodotta da una

ghiandola, detta ghiandola endocrina, perché produce all’interno dell’organismo e

libera nel sangue, e avere una serie di bersagli. Il messaggio si ha in risposta a

variazioni nel nostro sistema biologico (stimoli). Ad esempio, l’insulina viene prodotta

in risposta ad un’iperglicemia.

Alcune ghiandole richiedono uno stimolo di un’altra ghiandola. Ad esempio l’ipofisi è

detta ghiandola superiore perché esercita il controllo su altre ghiandole. L’ipofisi, che

libera il fattore di liberazione dell’ormone è a sua volta solo il controllo dell’ipotalamo:

asse ipotalamo -> ipofisi -> ghiandola.

Ormoni glucorticoidi o glicorticoidi: prodotti dalla corteccia surrenale comandata

dall’ipofisi a sua volta comandata dall’ipotalamo.

Farmaci antinfiammatori steroidei

I glucorticoidi sono prodotti secondo un ritmo circadiano (variazioni cicliche nelle

24h). L’ipotalamo libera il CRH che indica all’ipofisi di produrre l’ACTH che stimola la

corteccia a produrre i glicorticoidi. C’è un meccanismo di feedback per l’inibizione di

ipotalamo ed ipofisi. Lo stress stimola la produzione di glicorticoidi così come le

infiammazioni che liberano prostaglandine. Come antinfiammatori agiscono a livello dei

fosfolipidi che bloccano tutti i fattori infiammatori e non solo le protaglandine come i

FANS.

La corteccia surrenale libera:

Glicorticoidi: corticosteroidi (cortisolo, cortisone), 21 atomi di carbonio.

• Mineralcorticoidi (aldosterone), 21 atomi di carbonio.

• Androgeni (testosterone) 19 atomi di carbonio.

Effetti dei cortisonici:

A dosi ormonali:

• Antinfiammatorio;

o Neoglucogenetico (stimola la produzione di glucosio e glicogeno);

o Lipolitico;

o Catabolico (rompe le proteine per la sintesi degli zuccheri);

o Ememigeno (ritenzione liquidi);

o Pag. 46 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Osteoporotico.

o

A dosi farmacologiche:

• Antiallergico;

o Antireumatico;

o Immunosoppressore;

o Ulcerogeno;

o Edemigeno;

o Osteoporotico.

o

Le azioni più gravi non compaiono dopo un’unica somministrazione ma dopo alcune

settimane. Un’unica somministrazione però aumenta il livello di zuccheri nel sangue,

infatti il livello di cortisolo è molto elevato al mattino per permettere all’organismo di

utilizzare i carboidrati.

Effetti sul SNC: alterazioni umore (euforia, irrequietezza, insonnia),

• depressione, psicosi.

Effetti cardiovascolari: ipertensione.

• Effetti muscoloscheletrici: riduzione della massa muscolare.

I cortisonici di sintesi di ultima generazione sono molto più selettivi e non hanno

l’attività mineralcorticoide.

Somministrazione: inalazione orale, nasale, parenterale, orale, topica.

Patologie indicate:

Reazioni allergiche;

• Infiammazioni ossee e articolari;

Necessità di immunosoppressione;

Utilizzi nello sport:

Antidolorifico;

• Euforia, aumento della capacità di contrazione;

• Aumento del glucosio plasmatico;

• Stimola la sintesi di testosterone;

• Stimola l’eritropoiesi e limita la demolizione dei globuli rossi.

• Inseriti nelle classi S2 e S9 e vietati durante e fuori le competizioni salvo

• richieste mediche.

Il trattamento cronico con cortisonici provoca:

Pag. 47 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Sarcopenia (riduzione delle masse muscolari);

• Blocco dell’allungamento osseo durante la crescita;

• Diabete;

• Depressione del sistema immunitario.

Per via topica si hanno effetti locali e non sistemici.

Farmaci antireazionari (antiallergici, antistaminici)

Antileucotrienici:

Lukasm

• Zafirst

• Zyflo

sono farmaci di nuova generazione i cui effetti collaterali sono ancora da chiarire

bene.

Ormoni sessuali maschili: Ghiandole mg/die

Steroide Testicoli Surreni Ovaie

Testosterone 7 0,01 0,01

4-androstenedione 0,2 2 1

Deidropiandrosterone 0,2 7 1

“ solfato 0 7 0

Il testosterone ha 19 atomi di carbonio. Per ogni molecola prodotta ne viene prodotta

un isomero con l’ossidrile in posizione alfa (epitestosterone) mentre il testosterone ce

l’ha in posizione beta. Rapporto 1:1.

Il testosterone è una molecola dinamica che subisce molte trasformazioni

metaboliche. Le sue funzioni sono mediate dal DHT che viene prodotto a partire dal

testosterone grazie all’enzima 5-alfa-reduttasi. Il DHT è molto più attivo del

testosterone. Il testosterone anche nell’uomo si trasforma in estradiolo o estrose

grazie all’enzima armatasi. Gli estrogeni hanno 18 atomi di carbonio. Il 3% del

testosterone viene trasformato in estradiolo, buona parte del resto in DHT. Tutti

questi ormoni vengono inattivati dal fegato. La trasformazione del testosterone in

estrogeni viene fatta nei tessuti adiposi, nel tessuto osseo e cervello; in DHT nella

prostata, follicoli piliferi e genitali esterni.

Pag. 48 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Livelli ormonali

Ormone Uomo adulto Donna fertile Donna menopausa

Testosterone 600 pg/ml 0,35 pg/ml

Estradiolo 25 microg/ml 50-350 microg/ml 0,16 microg/ml

Il livello maggiore di testosterone si ha al mattino per favorire la lipolisi e l’aumento

di glicemia nel sangue.

Picchi di testosterone si hanno nel feto al 2° trimestre di gestazione (momento di

differenziazione sessuale), nel 1° anno di vita e, dalla pubertà in poi, nel maschio, si

mantengono elevati fino alla morte. I picchi sono regolati dall’ipotalamo che produce

gonadotropina che fa liberare l’LH dall’ipofisi che, a sua volta, stimola il testicolo

(nelle cellule di Leydig) a produrre il testosterone. Le cellule di Sertoli producono

spermatozoi immaturi che vengono attivati dagli estrogeni. Il testosterone ha anche

effetti metabolici anabolizzanti. Se i livelli di androgeni sono eccessivi vengono

bloccati dall’ipotalamo. Gli androgeni modificano anche il comportamento:

Aggressività;

• Libido (quando vengono trasformati in estrogeni dal cervello).

L’attività fisica breve e intensa aumenta il testosterone in relazione all’intensità a

causa della riduzione della sua clearance epatica. Un esercizio prolungato invece lo

diminuisce aumentando il cortisolo. Questo causa anche minore fertilità.

Azioni del testosterone

Effetti androgenici: sviluppo dell’apparato genitale maschile e caratteri

• sessuali secondari in periodo pre adulto.

Effetti anabolizzanti: negli adulti, aumenti del volume di muscoli, ossa, reni e

• fegato.

Il DHT ha effetti virilizzanti mente il testosterone:

Pubertà: maturazione dei caratteri sessuali primari e secondari.

• Adulto:

• Mantenimento attività sessuale

o Trofismo dei tessuti muscolare, osseo, nervoso, emoproteico, urogenitale.

o Una piccola quantità di testosterone viene trasformata in estrogeni nel

tessuto osseo rendendo le ossa più elastiche.

Pag. 49 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Azioni metaboliche del testosterone

Aumento della massa muscolare;

• Aumento dell’eritropoiesi;

• Aumento del colesterolo LDL

Il meccanismo d’azione è: testosterone -> recettori citoplasmatici -> azione sui geni

del nucleo.

Le gonadi hanno elevata affinità per il testosterone.

• I muscoli e gli altri organi hanno elevata affinità per il DHT.

Deficit di testosterone provocano aspetto femminile ed aumento della massa grassa

del 35%. La riduzione del testosterone può inoltre determinare:

Fratture traumatiche;

• Danni articolari;

• Rischio osteoporotico;

• Cali di sonno, ematocrito, libido, memoria e massa muscolare.

• Pag. 50 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Lezione 02/05/05

Classificazione chimica degli androgeni:

Uno dei problemi che presenta il testosterone è la difficoltà di assorbimento: ha 4

anelli di cui il 1°, fondamentale, con doppio legame. In posizione 17 si trova un

ossidrile. Se ingerito viene inattivato dal fegato. Occorre quindi proteggere l’ossidrile

in posizione 17 coniugandolo con degli esteri (acidi). Nascono così gli esteri del

testosterone:

Testosterone proprionato;

• Testosterone enentato;

• Testosterone cipionato

In queste forme può essere assunto per via intramuscolare. Gli esteri non sono tutti

uguali: Il proprionato manteiene la sua efficacia per 2-3 giorni dalla

• somministrazione;

Il cipionato e l’enentato fino a 14 giorni.

• L’undecanonato fino a 30 giorni.

La via intramuscolare da un picco di concentrazione e non mantiene una concentrazione

ematica stazionaria. Si può anche somministrare con dei cerotti ma l’assorbimento è

molto lento.

Se nella posizione 17 viene inserito un metile o un gruppo alchilico, si hanno i 17 alfa

alchilati ( metiltestosterone) somministrabili per via orale.

Altre modifiche riguardano il “settore C”: togliendo il metile in posizione 19 si ottiene

il normetiltestosterone = nandrolone. Il nandrolone è un derivato sintetico del

testosterone cui è stato eliminato il metile e presenta 18 atomi di C. É il più utilizzato

nel doping. Il doppio legame viene attaccato da due enzimi, uno dei quali lo trasforma

in DHT con effetti virilizzanti e l’altro in estradiolo (estrogeno). Questo accade nei

composti aromatizzabili. Per evitarlo si può far ricorso ai composti non aromatizzabili

(stanozololo) che hanno così più effetti anabolizzanti che virilizzanti. Riepilogando ci

sono tre tipi di sostanze anabolizzanti:

Composti aromatizzabili che, quando aromatizzati si trasformano in DHT o

• estrogeni;

Composti non aromatizzabili che non vengono trasformati e che hanno

• prevalentemente effetti anabolizzanti;

Pag. 51 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Composti naturali (testosterone), poco potenti.

Confronto attività anabolizzante / virilizzante:

Sostanza Effetto virilizzante Effetto anabolizzante

Testosterone 1 1

Fluoximestrone 1 2

Nandrolone fenpropionato 1 3-6

Nandrolone decanoato 1 2,5-4

Quelli con maggiore effetto anabolizzante hanno una trasformazione in DHT più lenta

ed una maggiore affinità con i recettori muscolari. Non esistono composti

completamente privi di effetti virilizzanti (irsutismo, pelle grassa…)

Gestrinone: 2 anni fa fu scoperto un derivato del testosterone sintetizzato a scopo

dopante. Il THG (tetraidrogestrionone) si degrada nelle reazioni chimiche di analisi.

Fu scoperto grazie ad un campione di sangue e non di urine. É più androgeno del

testosterone del 20%.

Queste sostanze sono acquistabili sul mercato nero o su quello del doping zootecnico

(chiedere alla Lola) dell’allevamento bovino. Molti androgeni si ritrovano nella carne e

gli sportivi li assumono in maniera inconsapevole: per questo le tabelle CIO presentano

limiti di tolleranza anche per sostanze non endogene.

Precursori del testosterone, vengono trasformati in testosterone endogeno. Sono più

innocui ma meno incsivi:

Androstenediolo;

• Androstenediolo stenedione;

• DHEA

Un’altra possibilità è rappresentata dalla possibilità di stimolare la secrezione del

testosterone favorendone i fattori di rilascio lungo l’asse ipotalamo -> ipofisi ->

testicoli (GnRH, ormone di rilascio delle gonadotropine). I precursori non sono vietati

dal CIO perché, da un lato presentano una scarsa efficacia, dall’altro si trovano nel

ciclo alimentare.

Esistono inibitori degli enzimi che trasformano il testosterone in DHT (proscal) per

diminuire gli effetti virilizzanti. Allo stesso modo si può inibire la trasformazione del

testosterone in estradiolo per diminuire gli effetti femminilizzanti (aumento dell’area

mammaria… sempre la Lola). Pag. 52 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Se un individuo assume androgeni non aromatizzabili avrà friabilità ossea e scarsa

libido per la scomparsa degli estrogeni nel suo organismo. Gli effetti virilizzanti

nell’uomo sono reversibili, nella donna no (cambiamento del timbro della voce,

irsutismo). Gli estrogeni, inoltre, hanno anche effetti protettivi a livello

cardiovascolare. Per il doping molti scelgono un androgeno più fisiologico: il nandrolone

che: Viene regolarmente trasformato in estrogeni;

• Ha 18 atomi di carbonio e quindi per il sesso femminile è più difficile da

• riscontrare nell’antidoping.

Dosi elevate di composti aromatizzabili hanno:

Trasformazione in estrogeni:

• Effetti femminilizzanti (ginecomastia: crescita tette… Lola sempre

• tu);

Riduzione del volume testicolare;

• Impotenza sessuale

Trasformazione in DHT:

 Aumento della massa prostatica e carcinoma;

• Elevate seborrea (pelle grassa)

• Danni al bulbo pilifero che viene occluso dal sebo.

Queste sostanze, per essere efficaci, vengono assunte anche a 100 volte la dose

fisiologica. Sono state create per correggere l’ipogonadismo maschile. Negli anemici il

testosterone aumenta l’eritropoiesi, modifica l’affinità dell’Hb per l’ossigeno e

aumenta la sintesi di Hb.

Storia del doping con androgeni:

Anni 1940: seconda guerra mondiale, si scopre una diminuita secrezione di

• azoto nelle urine, riduzione del catabolismo e aumento della massa

muscolare.

Anni 1950: primi utilizzi da parte dei sollevatori di pesi.

• Oggi: utilizzati dal 7% degli adolescenti USA, le donne per essese più

• androgine gli uomini per essere dei supermen.

Il più usato è tuttora il testosterone perché difficilmente distinguibile da quello

endogeno. L’utilizzo è motivato dalle seguenti ragioni:

< massa grassa e > massa magra;

• Effetti anabolizzanti nella pubertà;

• Pag. 53 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Ipogonadismo;

• Convinzione che si possano ottenere solo gli effetti anabolizzanti ed

• escludere i virilizzanti (fals0).

Altri effetti: aumento del volume delle grandi labbra e del clitoride.

Esiste la convinzione, ed è vero, che occorrano alte dosi per ottenere gli effetti. É

vero ma occorre uno schema posologico e devono essere assunti fuori dalla

competizione, anche per favorire il recupero muscolare.

Il testosterone undecanonato va assunto una volta al mese per tre mesi e poi si

interrompe per un mese. Nel mentre occorre allenarsi molto intensamente (senza

rischi di sovrallenamento perché viene inibita la funzione del cortisolo).

I composti ad assunzione orale sono i più pericolosi in quanto epatotossici, quelli

naturali costano 7.000 – 8.000 ero /ciclo. I dosaggi devono essere crescenti nell’arco

delle settimane.

Alcuni non sono rilevabili nelle urine, ma il testosterone endogeno è sempre prodotto

in rapporto 1:1 con l’epitestosterone. C’è un po’ di tolleranza per il discorso alimentare,

ma, se si supera il rapporto 6:1 si è sanzionabili per doping. Se si assume anche

epitestosterone le sanzioni sono più gravi perché si tratta di doping mascherante.

Gli effetti anabolizzanti sulla lipolisi e sulla massa muscolare e scheletrica sono

potenziati dalla restrizione calorica, dal carico meccanico e sono evidenti a dosi

farmacologiche. Ipertrofia ed iperplasia in cui però il 60% è dovuto a ritenzione idrica

trale fibre muscolari. Questo è positivo perché mantiene costante lo spazio

interfibrillare non creando attrito e consentendo così di aumentare la forza. Aumento

di glicogeno epatico e muscolare.

Meccanismi d’azione:

Stimolo dei recettori muscolari;

• Stimolo dei fattori di crescita insulinosimili (IGF1, servitori del GH).

• L’insulina è infatti un farmaco anabolizzante. Si possono fare iniezioni locali

di IGF1 eliminando gli effetti sistemici ma sono costosissime. La miostatina

è una proteina che inibisce l’aumento di massa uscolare, gli androgeni la

inibiscono. L’allenamento quotidiano aumenta l’IGF1 e diminuisce la

miostatina.

A dosi elevate gli androgeni inibiscono i glicocorticoidi (catabolizzanti).

• In 2-3 mesi si può avere un 10% di aumento della massa corporea composta

• da: Pag. 54 di 66

Farmacologia Appunti di Luca Asberto

Acqua 60%;

Proteine 17% Grasso -15%

• Minerali 4%

• Glicogeno 1%

A livello morfologico:

Muscoli 45%

• Massa grassa -12%

• Altri organi +28%

Problemi: I tendini non si irrobustiscono, diventano più deboli dei muscoli e si

• strappano.

L’eccessiva riduzione della massa grassa (<10%(???)) impedisce la

• funziona termogenica ed estrogenica (motivo per cui le donne magra

sono più a rischio osteoporosi).

Indurimento ossa;

• I 17-alfa-alchilati (orali) sono epatotossici e provocano

• epatocarcinoma.

Riduzione volume testicolare;

• Azoospermia, ginecomastia (per aumento estrogeni);

• Rischio cardiovascolare;

• Disturbi psicotici;

• Dipendenza fisica e psichica;

• Sintomi da sospensione per riduzione di produzione testosterone

• endogeno.

Calvizie uomini, virilizzazione donne.

• Aumento LDL e diminuzione HDL;

• Aumento aggressività.

Il testosterone esogeno può essere scoperto:

Se il rapporto con l’epitestosterone > 6:1

• Perché quello esogeno ha un maggior contenuto di carbonio 12 e

• minore di C.

13

Per mascherare il doping da anabolizzanti:

Diluire le urine con diuretici;

• Pag. 55 di 66


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Moses

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DETTAGLI
Esame: Farmacologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni) (ORBASSANO - TORINO)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Farmacologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Muccioli Giampiero.

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