FARMACOGNOSIA CON ELEMENTI
DI BOTANICA FARMACEUTICA
A.A. 2019/2020
Autore: Luisa Curlacci
CITOLOGIA VEGETALE
La citologia vegetale è la scienza che studia la cellula vegetale. Tutti gli organismi viventi
possiedono una caratteristica comune: quella di essere formati da elementi microscopici
chiamati cellule. Parlando di cellule, esse possono essere distinte in:
• Procariotiche: molto piccole e semplici, prive di organelli delimitati da membrana
e non compartimentata.
• Eucariotiche: evolute a partire dalle cellule procariotiche, presentano organuli
delimitati da membrana e sono altamente compartimentate.
cellula animale e cellula vegetale condividono la maggior parte delle strutture,
sebbene siano leggermente diverse in termini di grandezza. Ciò che caratterizza le
cellule vegetali sono i plastidi, il vacuolo e la parete cellulare.
La cellula vegetale ha forme molto svariate a seconda che si trovi isolata (sferiche, ovoidali,
allungate) o che sia aggregata (poliedrica, globose, stellate, ramose etc.); in termini di
μm
grandezza, la cellula può raggiungere facilmente i 50-100 di diametro. Una cellula
vegetale è formata da una parete cellulare che contiene il protoplasto, a sua volta
delimitato da una membrana plasmatica contenente il citoplasma.
PLASTIDI
2019/2020 I plastidi si differenziano a partire da cellule indifferenziate del tessuto meristematico detti
proplastidi. Essi, a seconda della presenza di luce o buio, si differenzieranno in:
• Cloroplasti: si sviluppano in
A.A. presenza di luce, quindi nelle
|
FARMACEUTICA parti verdi della pianta. Sono
piccoli e numerosi, sono
sede della fotosintesi; hanno
una forma a fagiolo con una
faccia piana ed una convessa.
BOTANICA Sono caratterizzati da:
− Involucro: doppia
DI membrana fosfolipidica.
ELEMENTI − Tilacoidi stomatici o intergrana: sacchi appiattiti che attraversano il
cloroplasto in tutta la sua lunghezza; sono sede della fase luminosa della
CON fotosintesi.
FARMACOGNOSIA − Tilacoidi granari o grana: sacchi brevi impilati gli uni sugli altri.
− Stroma: matrice che contiene DNA e ribosomi; è sede della fase oscura della
fotosintesi
1 − Granuli di amido: presenti quando il cloroplasto ha lavorato.
− Plastoglobuli: gocce lipidiche.
• Leucoplasti o Amiloplasti: si sviluppano in assenza di luce, quindi negli organi di
riserva. Sono adibiti a riserva di amido che si accumula nei cloroplasti come risultato
del processo fotosintetico (amido primario). Una volta accumulato nei leucoplasti
in modo concentrico intorno all’ilo, è polimerizzato (amido secondario) e viene
utilizzato quando la pianta ha necessità. Presentano un involucro ed uno scarso
sistema di membrane interno, sulla base della disposizione si hanno:
− Granuli semplici indipendenti
− Granuli composti aggregati
− Granuli semicomposti aggregati in modo involontario.
• Cromoplasti: rappresentano la forma senescente dei cloroplasti. Non presentano
clorofille ma carotenoidi, che conferiscono il colore giallo o arancione o rosso.
• Ezioplasti: si formano quando i proplastidi dovrebbero dare cloroplasti ma si
trovano in zone prive di luce. Se esposti a luce, essi si differenziano in cloroplasti.
In assenza di luce, i cloroplasti diventano leucoplasti e, viceversa, i leucoplasti in presenza di luce si
trasformano in cloroplasti. I cromoplasti non possono più modificarsi. 2019/2020
VACUOLO
Nella cellula vegetale tipica, un unico grande vacuolo occupa la maggior parte del volume
citoplasmatico, motivo per cui quando la cellula è adulta la quantità di citoplasma è esigua A.A.
e il nucleo ha posizione periferica. Esso è delimitato da un tonoplasto, una membrana |
FARMACEUTICA
lipoproteica, e contiene al suo interno il succo vacuolare, liquido acquoso contenenti
diverse sostanze disciolte. Esso risulta osmoticamente attivo ed è il responsabile del turgore
della cellula. Le sostanze che possono essere contenute nel vacuolo sono:
• , Na , Ca , Cl , NO HCO , H PO etc.
Ioni inorganici: K 3- 3- 4-
+ + 2+ - 2 BOTANICA
• Acidi organici: acido citrico, acido malico, acido ossalico. Quest’ultimo, in
combinazione con Ca , forma gli ossalati di calcio, che essendo insolubili,
2+ DI
precipitano nel vacuolo formando cristalli di forme diverse. ELEMENTI
− Prismi: cristallizzazione nel sistema tetragonale; possono essere cristalli isolati
o druse concresciute. CON
− Rafidi: cristallizzazione nel sistema monoclino. FARMACOGNOSIA
− Sabbia cristallina: cristalli piccolissimi. 2
• Zuccheri: frequentemente sono fruttosio e saccarosio, ma anche fruttani come
l’inulina.
• Proteine: costituiscono dei piccoli vacuoli solidi chiamati granuli di aleurone, i quali
presentano un cristalloide accompagnato da un globoide di fitina.
• Enzimi e metaboliti secondari.
PARETE CELLULARE
La parete cellulare è l’involucro esterno del protoplasto, piuttosto rigido e perciò in grado
di limitare il rigonfiamento della cellulare in seguito ad assorbimento di acqua; funziona
anche come difesa costituendo una barriera fisica. La formazione della parete cellulare
avviene in diversi step, come di seguito:
1. Lamella mediana: quando la mitosi arriva in telofase, il fuso mitotico non
scompare immediatamente ma persiste e attraverso nuovi microtubuli depositati
2019/2020 (fragmoplasto) vengono avviate le prime sostanze che formeranno la parete. Si
forma perciò un primordio che prende il nome di piastra cellulare, che si allungherà
per tutta la cellula. Si andranno a depositare vescicole su questa piastra e si formerà
A.A. la lamella mediana rivestita da entrambe
| le facce da un sottile strato di parete
FARMACEUTICA primaria. La lamella è costituita da
sostanze pectiche e polimeri del
galattosio.
2. Parete primaria: si forma addossata
BOTANICA alla lamella mediana, è costituita da
abbondante matrice acquosa e con
DI sostanze pectiche, oltre che da
ELEMENTI microfibrille di cellulosa che presentano
un andamento a tessitura dispersa e
tenute insieme da molecole di
CON xiloglucano. Quando la cellula finisce
FARMACOGNOSIA l’accrescimento, le microfibrille
vengono bloccate trasversalmente da
molecole di estensina e la struttura viene
definitivamente bloccata.
3 3. Parete secondaria: si forma internamente alla parete primaria, quindi inspessisce
la parete, in quanto è formata da uno strato esterno sottile (S1), uno strato
intermedio spesso (S2), ed uno interno sottile (S3). È ricca di cellulosa e povera in
polisaccaridi. In essa le microfibrille sono disposte a tessitura parallela. Alcune volte
è possibile che si sviluppi una parete terziaria a diretto contatto con citoplasma.
La parete cellulare, formata da vari strati concentrici, non costituisce un tutt’uno
compatto. In primis, la lamella mediana si scolla in alcuni tratti, tra cellule adiacenti, e
forma gli spazi intercellulari (a); in secondo luogo la parete cellulare presenta interruzioni
che prendono il nome di punteggiature (b). Zone in cui la parete è meno spessa sono
denominate punteggiature primarie, e man mano che questa si accresce, in corrispondenza
delle punteggiature primarie si formano i porocanali. Quando il lume del porocanale
rimane costante si parla di punteggiature semplici (c), mentre se ha morfologia composta
si parla di punteggiature areolate (d). I porocanali di due cellule adiacenti sono appaiati e
in comunicazione, tramite l’apposizione tra le due di una parete di punteggiatura. Questa
parete si trova sul fondo della punteggiatura ed è crivellata di piccole perforazioni che
prendono il nome di plasmodesmi, stretti canali attraversati da un desmotubulo. 2019/2020
A.A.
|
FARMACEUTICA
La parete cellulare può andare in contro a modificazioni in risposta ad esigenze particolari
da parte di alcuni tipi di cellule.
• BOTANICA
Lignificazione: impregnazione con lignina del materiale amorfo della parete. È una
sostanza poco elastica, dura, che rende le cellule resistenti alla pressione, a
differenza della cellula che le rende resistenti alla trazione. La lignificazione non DI
interessa le punteggiature, il citoplasma è quasi completamente riassorbito. ELEMENTI
• Impermeabilizzazione: porta ad una modificazione in termini di impermeabilità,
che serve sia per evitare evaporazione di acqua ma anche per la difesa contro attacchi CON
di patogeni e agenti nocivi. FARMACOGNOSIA
− Cutinizzazione: è dovuta alla cutina che impregna le pareti tangenziali esterne
dell’epidermide. Forma all’esterno un sottile strato che prende il nome di
cuticola. 4
− Suberificazione: è dovuta
alla suberina che si deposita
in strati sulla parete
interna, occludendo del
tutto le punteggiature. Le
cellule, a processo
concluso, muoiono e si
riempiono di aria; ciò offre
un notevole isolamento
termico e una limitatissima
permeabilità.
− Cerificazione: è dovuta al deposito di cere sull’epidermide, che rinforza
l’impermeabilizzazione di alcune epidermidi; impartiscono un aspetto bianco e
vellutato. Quando sono depositate in granuli formano la pruina.
• Mineralizzazione: è un’impregnazione di sali minerali che conferiscono alla parete
cellulare rigidità e resistenza.
− nelle pareti esterne
Silicizzazione: consiste nell’accumulo di SiO 2
dell’epidermide.
− Calcificazione: consiste nell’impregnazione
2019/2020 della matrice con CaCO sotto forma di
3
calcite e aragonite.
Particolari tipi di mineralizzazione sono quelle
A.A. che portano alla formazione di cistoliti, ovvero
concrezioni a forma di grappolo la cui parte
|
FARMACEUTICA terminale si incrosta di calcare. Si possono avere
anche mineralizzazioni con flobafeni, che
impartiscono alla parete un’intensa colorazione e
resistenza alla marcescenza.
BOTANICA
DI
ELEMENTI
CON
FARMACOGNOSIA
5 ISTOLOGIA VEGETALE
L’istologia vegetale è la scienza che tratta i tessuti delle piante. Le cellule che costituiscono
un tessuto provengono da una o da un gruppo di cellule iniziali che si sono divise nelle tre
direzioni dello spazio. Si possono distinguere:
• Tessuto omeomorfo: le cellule che lo costituiscono sono tutte identiche
morfologicamente e fisiologicamente; in questo tessuto si riscontrano cellule
diverse da tutte le altre dette idioblasti, che si differenziano per forma o funzione.
• Tessuto eteromorfo: le cellule che lo costituiscono sono diverse tra loro sia
morfologicamente che fisiologicamente.
TESSUTI MERISTEMATICI
I tessuti meristematici sono costituiti da cellule in grado di dividersi e formare le cellule
iniziali, parte che rimane meristematica, e le cellule derivate, parte che si differenzia poi
nei tessuti adulti. I meristemi possono essere classificati in base alla posizione in apicali,
laterali e intercalari, oppure in base alla derivazione in meristemi primari, che derivano dal
meristema dell’embrione, e meristemi secondari, che derivano dalle cellule adulte già
differenziate che riprendono a dividersi.
Meristemi apicali: sono limitati a zone ristrette degli apici di fusto e radice, dove 2019/2020
determinano l’accrescimento in lunghezza, e presentano caratteristiche quali:
− Forma poliedrica
− Spazi intercellulari assenti o ridotti A.A.
|
− Citoplasma denso e ricco di ribosomi FARMACEUTICA
− Vacuolo mancante o assai piccolo
− RE scarsamente sviluppato
− Plastidi allo stato di proplastidi BOTANICA
− Nucleo voluminoso DI
Meristemi laterali: possono derivare da cellule dell’embrione o da cellule ELEMENTI
parenchimatiche adulte e determinano l’accrescimento in larghezza della pianta,
costituiscono il cambio ed il fellogeno; presentano caratteristiche quali: CON
− Parete cellulare sottile FARMACOGNOSIA
− Citoplasma poco denso
− Vacuolo ben sviluppato 6
Meristemi intercalari: si indicano le cellule che si dividono attivamente lontano
dal meristema apicale, oppure in seguito a traumi subiti dalla pianta (avventizi).
TESSUTI ADULTI
I tessuti adulti derivano dalla differenziazione dei tessuti meristematici. La tipica cellula
vegetale adulta presenta un grande vacuolo che ne occupa la parte centrale, il citoplasma
addossato alla parete in uno strato sottile, la parete più o meno spessa presenta sempre
parete primaria e secondaria. I tessuti adulti vengono classificati in tre sistemi:
• Sistema fondamentale: comprende i tessuti nei quali avvengono le principali
attività metaboliche; ne fa parte il parenchima, insieme con il collenchima e lo
sclerenchima che sono invece tessuti meccanici.
• Sistema tegumentale: consiste nel rivestimento esterno della pianta, costituito
nella struttura primaria da epidermide (rizoderma ed esoderma nella radice) e nella
struttura secondaria da periderma, il cui principale componente è il sughero;
l’endoderma si trova nella parte interna della radice.
• Sistema conduttore: comprende xilema e floema e si occupa del trasporto di
sostanze e liquidi nella pianta.
SISTEMA FONDAMENTALE
TESSUTO PARENCHIMATICO
2019/2020 È il tessuto più abbondante nel corpo
primario della pianta, formato da cellule
poco differenziate morfologicamente, può
A.A. derivare sia da meristemi apicali che
|
FARMACEUTICA laterali. Una tipica cellula parenchimatica
ha forma poliedrica e possiede una parete
non molto spessa ed un grosso vacuolo
centrale e, nel citoplasma, numerosi
organelli responsabili dell’attività
BOTANICA metabolica. Gli spazi intercellulari sono
molto sviluppati e possono formare addirittura delle lacune. In base alle attività fisiologiche
DI si possono distinguere diversi tipi di parenchima:
ELEMENTI Parenchima clorofilliano o clorenchima: è costituito da cellule di medie
dimensioni che contengono numerosi cloroplasti ben differenziati; è sede della fotosintesi
ed è presente in tutte le parti verdi della pianta. Ulteriori specializzazioni possono essere il
CON parenchima a palizzata e il parenchima lacunoso.
FARMACOGNOSIA Parenchima di riserva: grosse cellule con pareti sottili e con un vacuolo centrale
contenente numerosi granuli di amido o zuccheri e proteine; è caratteristico dei semi, delle
radici, dei fusti e dei frutti carnosi.
7 Parenchima acquifero: è un particolare tessuto di riserva le cui grandi cellule
hanno un vacuolo molto sviluppato, pieno di mucillagini in grado di trattenere l’acqua; è
responsabile della consistenza dei fusti e delle foglie delle piante succulente che vivono in
ambienti poveri di acqua.
Parenchima aerifero: è formato da cellule stellate, cilindriche che lasciano tra loro
ampi spazi intercellulari in modo da consentire una buona circolazione dell’aria; è presente
nelle radici e nei fusti delle piante acquatiche e palustri.
Parenchima conduttore: è formato da cellule allungate disposte le une sulle altre,
senza spazi intercellulari; è adibito al trasporto di minerali, acqua e sostanze organiche e
può anche accompagnare floema e xilema nei fasci conduttori.
TESSUTI MECCANICI 2019/2020
La funzione di questi tessuti è quella di permettere alla pianta di mantenere una posizione
nello spazio e di avere una certa forma quando il solo turgore non è sufficiente.
Collenchima: è costituito da cellule vive detti collociti, di forma isodiametrica o A.A.
allungata, con parete non omogeneamente ispessita e stretto contatto tra loro, contengono |
cloroplasti. È presente negli organi di accrescimento primario, quindi in posizione FARMACEUTICA
sottoepidermica a formare una fascia continua o cordoni immersi nel parenchima. La
presenza di cellulosa e l’assenza di lignina gli conferiscono elasticità. Si trova spesso nei fusti
erbacei, nelle foglie e in tutti gli organi giovanili non completamente differenziati. Si
distinguono, sulla base della disposizione degli ispessimenti della parete, in: BOTANICA
− Collenchimi angolari: hanno le pareti ispessite agli angoli di confluenza delle
cellule, sono privi di spazi intercellulari e sono localizzati nei fusti. DI
ELEMENTI
− Collenchimi lamellari: hanno ispessimenti in corrispondenza delle pareti
tangenziali interne ed esterne e sono privi di spazi intercellulari; son localizzati
nei fusti. CON
− Collenchimi lacunari: presentano ampi spazi intercellulari FARMACOGNOSIA
8
Sclerenchima: è costituito da cellule con parete secondaria ispessita e più o meno
lignificata, caratteristica che produce la morte delle cellule a differenziamento compiuto.
Questo tessuto è perciò presente solo in organi già differenziati. Le cellule
sclerenchimatiche si differenziano in:
− Fibre o stereidi: hanno forma allungata con estremità appuntite, si trovano
nelle foglie disposte lungo le nervature più grosse, nel legno secondario (fibre
xilari) o nel cribro secondario; fibre disposte in altra posizione prendono sono
dette fibre extraxilari.
− Sclereidi: possono essere isodiametriche (brachisclereidi), allungate a
bastoncino (macrosclereidi), allungate con estremità rigonfie (osteosclereidi),
ramificate o stellate (astrosclereidi) etc. La parete è ispessita, lignificata con
canale ridotto e privo di citoplasma, attraversata da porocanali. Possono trovarsi
2019/2020 isolate o raggruppate, in notevole quantità formano il pericarpo di alcuni frutti
e l’endocarpo di drupe.
A.A.
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FARMACEUTICA
BOTANICA
DI
ELEMENTI SISTEMA TEGUMENTALE
CON
FARMACOGNOSIA Il sistema tegumentale comprende tutti i tessuti di protezione che rivestono la superficie
esterna della pianta e che regolano gli scambi gassosi, la difendono dall’essiccamento,
dall’azione di agenti atmosferici e dall’attacco di parassiti. I tes
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