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Gli equilibri della gestione

Il presupposto della competitività di un’impresa è il raggiungimento e il mantenimento di tre equilibri: equilibrio economico, finanziario e patrimoniale (condizioni di esistenza per l’azienda).

L’equilibrio economico è misurato dalla relazione esistente tra il flusso dei costi e il flusso dei ricavi. L’azienda ha una situazione di equilibrio quando il flusso dei ricavi è durevolmente in grado di fronteggiare il flusso dei costi (ricavi operativi - costi = risultato positivo = utile). Per quanto riguarda l’equilibrio economico vanno utilizzati solo i costi e ricavi operativi e non quelli straordinari (perché non si ripresenteranno tutti gli anni). Nel caso in cui i ricavi operativi siano inferiori ai costi operativi non vi sarà una situazione di equilibrio e l’azienda si ritroverà in una situazione di perdita. L’economicità dell’azienda è rappresentata dal mantenimento di questo equilibrio durevolmente nel tempo.

L’equilibrio finanziario riguarda la relazione tra il flusso delle entrate e il flusso delle uscite. L’impresa si trova in equilibrio quando il flusso delle entrate è costantemente in grado di fronteggiare il flusso delle uscite. L’impresa che non è in grado di mantenere l’equilibrio finanziario può trovarsi in “stato di insolvenza”.

L’equilibrio patrimoniale è rappresentato dalla relazione tra le diverse fonti di finanziamento, esaminato dal punto di vista della loro provenienza. In caso di risultati non soddisfacenti i soci non percepiscono remunerazioni. Il capitale apportato dai soci verrà rimunerato solo dopo aver rimborsato tutti gli altri debiti. È importante che venga mantenuto un equilibrio tra le fonti di finanziamento che devono essere rimborsate a scadenza prestabilita e che generano il pagamento degli interessi e il patrimonio netto. Quando il rapporto tra il patrimonio netto e i debiti derivanti da prestiti è pari all’unità, si è in presenza di un’impresa adeguatamente capitalizzata. Nel caso in cui i debiti siano troppo elevati rispetto ai finanziamenti ottenuti da terzi si parla di un’impresa sottocapitalizzata.

Si definiscano le principali fasi della pianificazione strategica

La pianificazione strategica è una delle aree funzionali dell’azienda. È il processo attraverso il quale le intenzioni strategiche vengono tradotte in piani pluriennali. Con la pianificazione strategica si identificano delle decisioni e azioni da intraprendere, formulando piani pluriennali, che consentono di attuare le strategie aziendali, le quali conferiscono un volto durevole all’azienda. Il piano strategico è spesso formalizzato tramite il business plan (strumento di autovalutazione e della presentazione dell’idea che sta dietro all’impresa, della sua situazione attuale e delle sue prospettive, esso costringe il management a valutare gli aspetti gestionali facendone emergere eventuali problematiche e difficoltà).

Le funzioni del piano strategico sono:

  • Funzione interna (esplicitare in modo chiaro o razionale le scelte di fondo della gestione, la loro realizzazione e le conseguenze)
  • Funzione esterna (presentare il progetto a terzi)

Le principali fasi della pianificazione strategica sono:

  • Analisi della situazione di partenza e della sua prevedibile evoluzione futura
  • Determinazione degli obiettivi di fondo della gestione
  • Formulazione delle linee strategiche
  • Scelta delle azioni e piani d’azione da attuare nei primi anni

Il contenuto del piano strategico è formato da:

  • Analisi della strategia realizzata, cioè delle decisioni già in essere, con i risultati ottenuti e analisi delle stesse per elaborare idee aziendali per i prossimi anni
  • Esplicitazione delle intenzioni strategiche mediante le linee d'azione individuate per settore, per singoli gradi di priorità e rilevanza

Rispetto alla strategia realizzata, il presupposto della competitività di un'impresa è il raggiungimento e il mantenimento di tre equilibri: equilibrio economico, finanziario e patrimoniale (condizioni di esistenza per l'azienda).

L'equilibrio economico è misurato dalla relazione esistente tra il flusso dei costi e il flusso dei ricavi. L'azienda ha una situazione di equilibrio quanto il flusso dei ricavi è durevolmente in grado di fronteggiare il flusso dei costi (ricavi operativi - costi = risultato positivo = utile). Per quanto riguarda l'equilibrio economico vanno utilizzati solo i costi e ricavi operativi e non quelli straordinari (perché non si ripresenteranno tutti gli anni). Nel caso in cui i ricavi operativi siano inferiori ai costi operativi non vi sarà una situazione di equilibrio e l'azienda si ritroverà in una situazione di perdita. L'economicità dell'azienda è rappresentata dal mantenimento di questo equilibrio durevolmente nel tempo.

L'equilibrio finanziario riguarda la relazione tra il flusso delle entrate e il flusso delle uscite.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MorenaD di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Biancone Paolo.
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