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Festività ebraiche

Il calendario ebraico è lunare e i mesi sono più brevi. Le feste ebraiche hanno luogo nel giorno del plenilunio o giù di lì (Pasqua cade sempre il 15 del mese di Nissan, primo mese di primavera). Anche i mesi del calendario lunare sono 12, ma non coincidono con quelli solari (ogni 4 anni si aggiunge il mese di Adar Sheni, Adar secondo, verso Gennaio-Febbraio, cosa analoga per l'anno bisestile) prima dell'equinozio di primavera. I nomi dei mesi derivano dal babilonese.

Pesach

Pesach ha due funzioni: ricordare gli eventi passati, in modo metaforico, e pellegrinare al tempio di Gerusalemme, in modo pragmatico. Il nome della festa deriva da Hag, che è una festa antica di pellegrinaggio. Durante questa festa ci si recava al tempio offrendo primizie agricole e di pastorizia. Si saliva verso Gerusalemme (Israele) e ciò rappresentava una sorta di ascesa cantando canti di ascesa (Shir Ma'alot). Emigrare nella terra d'Israele è chiamato Alya, e chi si sposta per risiedere stabilmente è chiamato olim. Almeno una volta nella vita, chi non risiede a Gerusalemme desidera tornare al tempio, il muro del pianto (kotel).

Pesach si lega all'idea del passaggio e si ricorda il passaggio attraverso il Mar Morto, nella terra promessa, metaforicamente rappresentata dal passaggio dall'inverno alla primavera. Si celebra con particolari pietanze che rappresentano i sacrifici. Si tratta di una cena particolare, detta Seder (ordine), che segue un ritmo preciso, tutto è ritualizzato. Dura 8 giorni. La celebrazione inizia con la cena della prima notte (in Israele dopo il tramonto del primo giorno, invece nella diaspora ci sono due sere, in ricordo del fatto che gli ebrei della diaspora serviva più tempo per arrivare a Gerusalemme, quindi una seconda sera per far partecipare anche loro).

Durante la cena, di carattere fortemente domestico, lo scopo è di trasmettere la tradizione. Il capofamiglia gestisce tutta la cena seguendo ciò che viene trasmesso dal "Haggadah sel Pesach" (narrazione di Pesach), in cui si spiega cosa si celebra (Mosè e le vicende ad esso connesse) e come organizzare la cena. Poiché gli ebrei dovevano fuggire velocemente dalle loro case per non subire le conseguenze, non fecero in tempo a far lievitare il pane. In ricordo di questo si mangia pane azzimo e prima dell'arrivo di Pesach puliscono casa per togliere tutti i residui di lievito, buttando tutto ciò che contiene lievito. Il giorno prima del Pesach il capofamiglia e la moglie raccolgono delle molliche di pane e le bruciano; da questo momento in poi non si può più toccare nulla di fermentato. Per questo ci sono dei piatti appositi usati solo durante il Pesach.

I cibi: non bisogna mischiare carne e latte. Non si mangia agnello, ma si mette simbolicamente un osso in tavola. Niente burro o latte e farina nei dolci. Simbologia delle pietanze: verdura amara per ricordare la schiavitù in Egitto; zuppa in cui inzuppare il pane azzimo, simboli cari costituiti con la malta; uovo sodo simbolo di rinascita; vino dolce un po' nel bicchiere, un po' nel piatto. Il capofamiglia divide il pane: una parte la mette in tavola, un'altra la nasconde per farla cercare al bambino; il Pesach è una festa che insegna l'ebraismo ai bambini. Alla fine della cena seguono dei canti. Infine ci si saluta con l'augurio di trovarsi a Gerusalemme l'anno seguente.

Shavu'ot

Si festeggia dopo 7 settimane da Pesach. È l'inizio dell'estate, l'inizio del periodo del raccolto. Si mangiano le primizie. Si ricorda il momento in cui Mosè riceve le tavole della legge. È la nostra Pentecoste, in cui gli apostoli ricevono lo spirito santo. Si prega tutta la notte con preghiere riparatrici nel mondo.

Sukkot

Dura 8 giorni e si celebra a ottobre. È una festa agricola, in cui si offrivano i prodotti dell'autunno. Tale festa ricorda il trasferimento degli ebrei nel deserto dall'Egitto e per ricordare le capanne in cui vivevano, se le costruiscono e ci passano la giornata. Le pareti delle capanne devono essere di frasche e il tetto deve essere aperto per vedere le stelle. Qualche tempo fa si costruivano delle baite con le pareti affrescate come fosse un luogo esterno con annesse varie stelle sul tetto. È importante fare un pranzo nella capanna. Le famiglie osservanti le costruiscono in giardino o sul terrazzo, le arredano con delle panche e si mangia frutta, verdura e carne.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/08 Ebraico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francescacaropreso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di LIngua e letteratura ebraica biblica e medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Lelli Fabrizio.
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