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Erodoto e Le Storie

Appunti di storia greca su Erodoto e Le Storie basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Carrara, dell’università degli Studi di Siena - Unisi, facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in filosofia e storia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia greca docente Prof. P. Carrara

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che il divino e la volontà umana talvolta si sovrappongano: l’individuo più o

meno inconsciamente può solo adempiere al proprio destino inconoscibile. Ciò

che egli progetta o compie è ciò che doveva essere compiuto e progettato, fin

dall’inizio.

GRECI E BARBARI

Dedicando le Storie alle guerre persiane, Erodoto ha svolto un’opera paideutica

proponendo alle nuove generazioni una religione della libertà come linea di

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demarcazione tra chi è padrone del proprio futuro e chi fa coincidere il proprio

futuro con la volontà del monarca, ovvero tra i Greci che sono liberi e i barbari

che sono sudditi. I Persiani nelle Storie più volte esprimono apprezzamenti per

gli Elleni in un procedimento analogo a quello di Eschilo nella tragedia

“Persiani”. Si immagini il compiacimento grondante di orgoglio di chi ascoltava

la lettura di simili passi.

LA CULTURA DEL TEMPO fùsis nòmos

Non è influenzato dalla sofistica e supera l’antinomia tra e proprio

nomoi

grazie alle conoscenze apprese lungo i viaggi: ogni popolo ha propri cioè

nòmoi

ogni popolo ha propri usi e costumi che ritiene i migliori, perciò imporre i

diversi ad altri è folle ed empio, né si può deridere e insultare le credenze

altrui. Ogni tradizione ha lo stesso valore di verità e ciò si raccorda con il

relativismo di cui Erodoto era portatore.

L’ARTE ERODOTEA

A livello formale l’opera si colloca nell’epos: la narrazione è non lineare, sono

inseriti episodi secondari per rafforzare l’argomento principale, sono in numero

maggiore le scene individuali rispetto a quelle di massa o corali.

La tradizione rapsodica è poi sottesa all’impianto generale e le Storie sono

destinate alla lettura pubblica, perciò le “novelle” rispondono ad una esigenza

significativa di narrazione e probabilmente sono rielaborazioni di fatti storici

realmente accaduti.

Erodoto esprime un fortissimo gusto del particolare: la congerie di dati e

notizie è enorme e sconfina nella pedanteria talvolta o nel pettegolezzo.

Le Storie sono in dialetto ionico la lingua madre di Erodoto, è vero, ma anche

della logografia, della prosa scientifica e dell’epica, però la tendenza dei copisti

e dei grammatici alessandrini a correggere il testo in forme attiche o neo-

ioniche ha alterato ineluttabilmente l’originale forma. Rimangono forme

omeriche e alcune formule della poesia lirica. La varietà di forme linguistiche le

lèxis poikìle

più disparate giustifica la definizione data dagli antichi di per

definire lo stile erodoteo. Esso costituisce un unicum nella letteratura greca e

nell’ambito storiografico: fluidità, eleganza, piacevolezza discorsiva ne sono i

dati peculiari, contribuendo a rendere la lettura ancor oggi gradevole.

CONTENUTO DELL’OPERA

I libro (Clio) 5

Il libro iniziale contiene due λόγοι (lidio e persiano). Erodoto parla dei tre

governatori di Lidia Candaule, Gige, Creso; Con criterio associativo parla della

Lidia, del popolo dei Medi e poi di Ciro II di Persia, per poi narrare della secolare

ostilità, presente tra Europa e Asia, individuando le cause di questa nella

mitologia, in particolare nel rapimento di donne come Io, Europa, Elena.

Digressioni di carattere etnografico e geografico

II libro (Euterpe)

Campagna di Cambise II, figlio e successore di Ciro, in Egitto. Erodoto poi tratta

gli usi e i costumi egizi, la religione, la fauna, la geografia e la storia della

regione, sottolineando l'importanza del Nilo. Lògos egizio.

III libro (Talia)

Erodoto racconta la conquista di Cambise dell'Egitto e le atrocità commesse;

storia dell'attacco di Sparta contro l'isola di Samo, dominata dal tiranno

Policrate, ostile anche a Corinto. Racconto di Dario I che succede a Cambise.

Celebre digressione sulla migliore forma di governo tra due notabili persiani,

Otane (favorevole alla democrazia), Megabizo (favorevole all'oligarchia) e Dario

(favorevole alla monarchia, che infine risulta la forma preferibile).

IV libro (Melpomene)

L'autore descrive la campagna di Dario in Scizia. Comincia dunque una lunga

digressione, di carattere logografico ed etnografico e una discussione

scientifica sulla forma della terra. Alla Libia viene dedicata la seconda parte del

libro. Lògoi scizio e libico

V libro (Tersicore)

Questo tratta l'argomento delle guerre persiane; comincia a narrare

dell'occupazione della Tracia da parte di Dario, l'insurrezione delle città della

Ionia, guidata da Aristagora di Mileto. Introduzione sulla differenza tra Sparta e

Atene. Racconto della sconfitta delle città ioniche.


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5 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Storia greca
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia e storia
SSD:
Università: Siena - Unisi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ida.veltroni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Siena - Unisi o del prof Carrara Paolo.

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