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Morfologia esterna: capo (antenne, apparato boccale), esoscheletro, torace

(zampe, ali), addome (appendici dell’addome).

Il corpo dell’insetto è metamerico ovvero composto da numerosi segmenti detti somiti.

Nell’insetto si possono individuare esternamente 3 principali metameri: capo, torace e addome, ognuno di

questi porta delle appendici precise.

-CAPO: regione anteriore del corpo dell’insetto, formato da numerosi somiti (in genere 6). Ha funzione di

ingestione cibo, coordinamento attività del corpo, acquisizione di stimoli esterni.

Morfologia capo: occhi composti e/o ocelli (occhi semplici), antenne, apparato boccale.

Modificazioni capo in base alla funzione:

• rostro: cranio prolungato per scavare = funzione di alimentazione + ovideposizione (es.

Coleottero curculionide).

• cicroide: cranio ristretto e allungato per raggiungere la vittima entro la chiocciola =

funzione alimentare (es. Coleottero carabide).

• cranio appiattito: per chiudere le aperture del suo involucro di protezione = funzione di

protezione (es. larva di Coleottero Crisomelide chiusa nella scatoconca).

Posizioni del capo rispetto al torace:

• prognato: capo in continuazione con l’asse dell’insetto, tipico di insetti zoofagi predatori

(es. Anthocoris nemoralis).

• ipognato: capo con apparato boccale in angolo di 90°, tipico di insetti fitofagi ectofiti con

apparato boccale masticatore.

• metagnato: capo con apparato boccale pungente succhiante, tipico di insetti fitofagi

ectofiti.

• epignato: capo con appendici boccali rivolte verso l’alto, tipico di insetti zoofagi predatori

viventi nei cunicoli.

• opistognato: appendici boccali rivolte all’indietro a riposo (es. omotteri ed eterotteri).

Posizioni del capo in funzione del torace:

• capo libero dal torace: insetto dotato di collo (collo collega capo con il protorace), tipico di

insetti predatori zoofagi.

• capo immerso nel torace: il punto di passaggio tra capo e torace non si osserva facilmente,

tipico di insetti fitofagi endofiti.

ANTENNE: sono le appendici più importanti del capo, svolgono funzione sensoriale.

L’antenna si inserisce nel capo tramite una fossetta chiamata torulo e si muove grazie al condilo antennifero

(svolge funzione di perno che permette l’articolazione). L’antenna è suddivisa in antennomeri: scapo,

pedicello e flagello. La struttura del flagello dà il nome all’antenna, per esempio:

• antenna moniliforme: flagello composto da articoli successivi tutti uguali.

• antenna clavato-genicolata: composto da un funicolo (articoli simili) e da una clava (articoli

di forme diverse).

Gli antennomeri sono ricoperti da sensilli, ovvero appendici con forma varia (pelo, setola, placoidei) e con

funzione sensoriale = recepire i segnali dall’esterno.

Le antenne risultano un carattere sistematico come nel caso dei Ditteri:

• Dittero Nematocero (zanzare): antenna verticillata.

• Dittero Brachicero (mosche): antenna aristata.

Le antenne permettono inoltre di distinguere i sessi come nel caso dei lepidotteri:

• Lepidottero Lemoniide maschio: antenna bipennata per captare i feromoni femminili.

• Lepidottero Lemoniide femmina: antenna moniliforme.

Tipologie di antenne con articoli simili fra loro:

• Ortotteri Ensiferi (cavallette): antenna setiforme.

• Coleottero Cerambicide: antenna imbricata.

• Coleottero Elateride: antenna pettinata.

Tipologie di antenne con articoli del flagello diversi fra loro:

• Coleottero Scarabeide: antenna lamellata.

• Imenottero Scelionide: antenna clavata.

Tipologie di antenne con articoli del flagello provvisti di appendici:

• Imenottero Scelionide: antenna verticillata.

• Dittero Chironomide: antenna piumosa.

APPARATO BOCCALE: è una parte del capo formata da varie appendici (detti pezzi boccali) che formano un

canale per l’emissione di saliva, l’ingestione di cibo ed inoltre è dotato di sensilli tattili e gustativi.

Tipologie di apparato boccale:

1. Apparato boccale masticatore.

2. Apparato boccale pungente-succhiante.

1) Apparato boccale masticatore: è l’apparato boccale più primitivo, è composto da:

-Labbro superiore: su cui si identifica il palato nella parte superiore.

-Labbro inferiore: porta 2 appendici detti palpi labiali con funzione sensoriale.

-Mandibole (in coppia): tra labbro inferiore, labbro superiore e ipofaringe, ha forma

falciforme e dentellata. Sono le parti più sclerificate e dure di tutto l’apparato boccale.

-Ipofaringe o lingua: punto d’ingestione del cibo.

-Mascelle (coppia): supportano i palpi labiali e sono formate da cardine (1° pezzo), stipite

(da cui si articolano i palpi mascellari sensitivi), lacinia (tra stipite e galea) e galea (parte

terminale della mascella).

Insetti che si nutrono con l’apparato boccale masticatore: fitofagi = fillofafi, carpofagi, spermofagi,

antofagi, xilofagi, radicicoli e minatori. Esempi:

▪ Insetti fillofagi: si nutrono di foglie.

▪ Lepidotteri:

• Euproctis chrysorrhoea (limantride defogliatrice): fillofaga solo allo stadio giovanile di

larva, polifaga su latifoglie e arbusti, la larva è riconoscibile perché ricca di peli e di

colorazione caratteristica.

• Pandemis cerasana (ricamatrice delle pomacee): fillofaga delle fruttifere allo stadio

larvale (larva glabra).

▪ Coleotteri: più pericolosi dei lepidotteri.

• Leptinotarsa decemlineata (dorifora della patata): sia gli adulti che i giovani si nutrono

di foglie.

• Diabrotica virgifera virgifera: gli adulti sono fillofagi mentre le larve si cibano delle

radici.

▪ Insetti carpofagi: si nutrono di frutti.

▪ Ditteri:

• Rhagoletis cerasi (mosca del ciliegio): si nutre della polpa delle drupe da larva.

• Bactrocera oleae (mosca dell’olivo): la larva si nutre delle olive.

• Ceratitis capitata (mosca mediterranea della frutta): polifaga su varie fruttifere.

▪ Insetti spermofagi: si nutrono di semi.

▪ Lepidotteri:

• Cydia splendana: attacca le castagne.

▪ Coleotteri:

• Curculio nucum: attacca le nocciole con il suo rostro.

▪ Insetti antofagi: si nutrono di fiori.

▪ Coleotteri: gli adulti sempre e in qualche caso anche le larve.

• Cetonia aurata

• Anthonomus pomorum: si nutre delle pomacee, gli adulti depongono le uova in

primavera dentro i boccioli fiorali, le larve si nutrono dei fiori distruggendoli.

▪ Insetti xilofagi: si nutrono dei vasi xilematici (legno).

▪ Lepidotteri:

• Cossus cossus (rodilegno rosso): le larve sono xilofaghe, gli adulti depongono le uova tra

le screpolature del ritidoma, alla schiusa le larve penetrano dentro lo xilema formando

gallerie.

▪ Coleotteri:

• Anoplophora chinensis: xilofaga a carico degli stadi larvali.

▪ Insetti radicivori o radicicoli: si nutrono di radici.

▪ Coleotteri:

• Melolontha melolontha (maggiolino-coleottero scarabeide): larva radicivora e adulti

fillofagi e antofagi.

• Vesperus luridus (coleottero cerambicide).

▪ Minatori fogliari: insetti che passano i primi stadi giovanili all’interno dello spessore della foglia.

▪ Ditteri:

• Lyriomiza trifoli (moscerino minatore): gli adulti depongono le uova dentro o sulla

pagina inferiore della foglia, le larve appena schiudono scavano le mine dentro la foglia.

N.B.: le mine variano in base alla specie.

▪ Lepidotteri:

• Cameraria ohridella (minatrice fogliare dell’ippocastano).

▪ Insetti galligeni: insetti che causano, attraverso l’ovideposizione, la formazione di galle.

▪ Imenotteri (cinipidi):

• Dryocosmus kuriphilus (cinipide del castagno): le femmine adulte depongono le uova

tramite la terebra dentro le gemme durante la primavera. Le uova trascorrono circa 1

anno dentro le gemme, nella primavera successiva, al germogliamento, formano le

galle.

Le galle si formano poiché la femmina adulta, insieme alle uova, ha immesso sostanze

auxinosimili che causano neoplasia (sviluppo delle cellule incontrollato).

La galla ha funzione di nutrimento poiché una volta schiuse le uova, le larve, si

nutriranno della galla. Tra l’insetto e la galla c’è una stretta interazione infatti senza la

galla l’insetto non si sviluppa.

▪ Rincoti:

• Eriosoma lanuginosum (afide galligeno dell’olmo)

2) Apparato boccale pungente-succhiante: è una modificazione dell’apparato boccale masticatore,

appare come se tutte le sue parti fossero allungate.

-Apparato pungente-succhiante EMITTERI (Rhynchota), è composto da:

▪ labbro superiore: è allungato e appiattito e non serve per pungere.

▪ labbro inferiore o rostro: è allungato, non serve per pungere ma grazie ad una scanalatura che

lo attraversa porta il fascio stilettale. Il rostro è formato da 4 elementi (tetramero): 2 mandibole

e 2 mascelle.

o 2 mandibole dx-sx (esterne rispetto alle mascelle): più sviluppate e sclerificate.

o 2 mascelle interne dx-sx (interne rispetto alle mandibole): più flessibili ed esili, unite

creano 2 dotti:

• dotto di suzione o alimentare: diametro maggiore, collegato all’intestino.

• dotto salivare: diametro minore, collegato alle ghiandole salivari.

o fascio stilettale: è una cavità che al suo interno ospita le mandibole e le mascelle.

Fasi di puntura:

1) Preliminare: l’insetto arriva sul vegetale, posa il rostro sul vegetale e tramite i sensilli recepisce le

informazioni che lo portano a decidere di pungere.

2) Puntura: movimento alternato delle 2 mandibole esterne, prima penetra una (es. dx) e poi di seguito

l’altra (es. sx). Man mano che i 2 stiletti mandibolari penetrano anche le mascelle si uniscono a formare

i dotti e penetrano nel substrato.

3) Attività: l’insetto produce saliva con le ghiandole (per evitare reazioni di resistenza da parte della

pianta) e lo introduce tramite il canale salivare nel substrato. Una volta arrivate a destinazione in

profondità le mandibole, entra in funzione il dotto alimentare che grazie alla pompa alimentare succhia

i liquidi.

-Apparato pungente-succhiante TISANOTTERI: si differenzia da quello degli emitteri per la sua asimmetria,

poiché il fascio stilettale ha la mandibola di destra atrofica (non funzionante).

L’atrofia comporta un impedimento nelle punture in profondità per cui questi insetti possono fare solo

punture superficiali (non arrivano né al floema né tanto meno allo xilema).

Es. Frankliniella occidentalis e Trips tabaci.

Insetti che si nutrono con l’apparato pungente-succhiante:

- fitomizi: se fitofagi.

- zoomizi: se zoofagi.

Comportamento fitomizi:

1) Xilemomizi: insetti che si nutrono di linfa grezza dallo xilema, la linfa viene usata direttamente

dall’insetto ma anche eliminata tal quale dall’insetto stesso sotto forma di goccioline. Quest’attività

sottrae grandi quantità di acqua e sali minerali e può creare squilibri idrici e nutrizionali, molto

evidenti in ambienti caldo-aridi.

Es. Sputacchine.

N.B.: possono essere vettori (Philaenus spumarius) di agenti patogeni pericolosissimi (es. Xilella

fastidiosa: batteri gram +).

2) Floemomizi: insetti che raggiungono il floema e succhiano la linfa elaborata (acqua e saccarosio). La

linfa elaborata viene usata dall’insetto per produrre cera (cera=funzione di protezione), essa

imbratta la vegetazione diminuendo l’attività fotosintetica.

La linfa elaborata viene anche espulsa tal quale quando inutilizzata e prende il nome di MELATA.

La melata causa il malfunzionamento della foglia, ustioni e funge da substrato per l’attacco di

funghi epifiti rappresentati dal termine fumaggine (riconoscibili poiché anneriscono la foglia).

La melata inoltre richiama insetti glicifagi (che si nutrono di sostanze zuccherine), questi possono

trasmettere virus e fitoplasmosi (flavescenza dorata, legno nero vite).

Es. Afidi, Psille, Cocciniglie.

3) Mesofillomizi o Plasmomizi: insetti che pungono foglie e organi in accrescimento risucchiando il

citoplasma cellulare, ciò causa depigmentazione e diffusione di virus (soprattutto i tisanotteri).

Es. Tripidi e alcune cicaline.

ESOSCHELETRO: cuticola chitinizzata che ricopre il corpo intero, è più o meno indurito, non permette la

crescita del corpo e viene periodicamente sostituito da uno più grande (processo di MUTA) solo negli stadi

giovanili.

L’esoscheletro è composto da:

▪ Cuticola: formata da 3 strati:

o Esocuticola: cutina + sclerotina.

o Epicuticola: cemento + strato ceroso + cuticolina.

o Endocuticola: microfibrille di chitina + matrice proteica non indurita.

▪ Epidermide: strato monocellulare vivente (unico dell’esoscheletro).

▪ Membrana basale

PROCESSO DI MUTA:

Durante tale processo si stacca la vecchia cuticola e nel mentre si forma una nuova cuticola, inizialmente

elastica, che permette lo sviluppo in volume dell’insetto.

COLORE: sono dovuti a fenomeni fisici o per la presenza di pigmenti o colori chimici.

▪ Fenomeni fisici: brillii, lucentezze metalliche (es. verde metallico coleottero) sono caratteristiche che

permangono anche dopo la morte.

▪ Pigmenti: si trovano nell’epidermide, nel tessuto adiposo, nell’emolinfa e dipendono

dall’alimentazione.

Esempi comuni sono i carotenoidi ed i flavoni (giallo, arancio, rosso e verde) che derivano

dagli alimenti. Anche i microrganismi simbionti conferiscono colorazioni varie all’insetto.

-TORACE: parte intermedia del corpo, formato da 3 somiti chiamati antero-posteriormente: protorace-

mesotorace-metatorace. La faccia dorsale si chiama noto mentre quella ventrale sterno, le 2 facce sono

unite lateralmente dalle pleure.

Gli insetti portano delle appendici sui vari somiti:

-Zampe: portate a coppie su ogni somite, sono massimo 6 (zampe protoraciche, mesotoraciche e

metatoraciche) e si dipartono dalle pleure (zona pleuro-sternale).

Le zampe sono presenti anche durante gli stadi giovanili dell’insetto.

Morfologia zampa (è uguale in tutti gli stadi, variano solo forme e dimensioni):

-pleura: punto di attacco sul torace.

-coxa o anca: forma tronco-conica, serve per

l’articolazione.

-trocantere

-femore: allungato.

-tibia: allungata.

-tarso: composto da tarsomeri.

-unghia

Modificazione zampa:

▪ ZAMPE DEAMBULATORIE: per potersi muovere agilmente su tutte le superfici, tutte le componenti

sono ben sviluppate. Es. Coleottero Coccinellide.

▪ ZAMPE CURSORIE: per potersi muovere agevolmente sul suolo, tutte le componenti sono ben

sviluppate ma esili. Es. Coleottero Cicindela.

▪ ZAMPE FOSSORIE: per scavare delle gallerie nel suolo (femore e tibia sono appiattiti a formare una

paletta per scavare).

Es. Ortotteri: grillotalpa = le ha sul protorace, sempre presenti ad ogni stadio;

Es. Cicale: zampe modificate solo allo stadio giovanile, allo stadio adulto vivono sulle piante.

▪ ZAMPE FOSSORIE CON UNGHIA ADATTA ALLO SCAVO: zampe con unghia molto sviluppata atta allo

scavo. Es. Larva di Pimelia (coleottero).

▪ ZAMPE PER PATTINARE SUL PELO DELL’ACQUA: zampe meso e metatoraciche molto sviluppate

(allungate) e portanti peli idrofobi. Es. Rincoto gerride (predatore di zanzare).

▪ ZAMPE PRENSILI DI TIPO UNGUI-TIBIALE: in questa zampa tibia, tarso e unghia diventano una pinza.

Es. Pidocchi.

▪ ZAMPE PRENSILI DI TIPO UNGUI-TARSALE: unghia e tarso diventano una pinza.

Es. Diptera nycteribiidae.

▪ ZAMPE RAPTATORIE DI TIPO FEMORO-TIBIALE: tipiche degli insetti predatori, la modifica è a carico di

coxa, femore, tibia, tarso (femore e tibia hanno delle spine).

Es. Mantodei (mantide): le zampe protoraciche servono per catturare gli insetti.

▪ ZAMPA RAPTATORIA TIPO UNGUI-TARSALE: si forma una pinza o chela a carico di tarso e unghia, tipica

delle femmine degli imenotteri, in cui in una fase iniziale della loro vita erano cacciatori e

successivamente hanno dovuto bloccare le prende per ovideporre al loro interno. (I maschi sono

glicifagi).

▪ ZAMPA SALTATORIA DI TIPO FEMORO-TIBIALE: femore (muscoloso e lungo) e tibia (minuta e lunga)

molto ingrossati rispetto al normale, tipico delle zampe metatoraciche delle cavallette (ortotteri).

▪ ZAMPE SALTATORIE DI TIPO COXO-TROCANTERICHE: meccanismo di salto permesso dall’articolazione

coxo-trocanterica. Tutte e 3 le zampe saltano. Es. Rincoti Psillidae.

APPENDICI PARTICOLARI:

▪ ORGANO TIBIO-TARSALE PER LA PULIZIA DELLE ANTENNE: al termine della tibia vi è uno sperone tibiale

(non articolato) in cui può passare l’antenna contro il basitarso (incavo ricco di setole).

Tipico di imenotteri.

▪ ZAMPE CON ORGANI PER IL PRELIEVO DI POLLINE E CERE: il polline viene prelevato tramite setole e

immagazzinato in cestelle. Es. Ape (Imenottero).

-Ali: appendici portate dagli insetti adulti, sono espansioni tegumentali dei due segmenti del torace (meso-

meta). Le ali si differenziano negli stadi giovanili, in questa situazione vengono chiamate “abbozzi”.

Composizione ali: esse sono un insieme di

lamine tegumentali divise in=

1) Pagina alare superiore= cuticola +

epitelio + membrana basale (strato

tegumentale).

2) Spaziatura con trachee e nervi.

Nelle ali gli strati tegumentali si

ripetono mentre alla base vi sono

nervature e venature.

Schema base di un’ala= forma sub-triangolare formata da 3 regioni:

1) Remigante: va dalla nervatura costale alla piega

anale, in questa regione vi sono molte nervature

longitudinali e trasversali (solo in questa

regione). L’incrocio tra nervature longitudinali e

trasversali permette la formazione di una cellula

alare. Le nervature

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/11 Entomologia generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AndreaPi99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Entomologia generale e applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Alma Alberto.
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