Appunti di Embriologia
Università degli studi dell’Aquila
facoltà di scienze
corso di laurea scienze biotecnologie
esame di embriologia,professoressa Anna Maria Teti anno accademico
2018/2019
Embriologia
Gametogenesi
Lo sviluppo di un nuovo individuo ha inizio con il processo della fecondazione, durante
il quale due cellule altamente specializzate, lo spermatozoo nell’maschio e la cellula
uovo nella femmina, si uniscono a formare lo zigote. Per raggiungere correttamente la
fecondazione, entrambe le cellule devono seguire un particolare iter di modificazioni,
concernenti nucleo, organelli e citoplasma. Lo scopo della maturazione delle cellule
germinali maschili e femminili consiste nella riduzione dei cromosomi da 46 a 23
(attraverso due divisioni meiotiche o divisioni di maturazione) e in una serie di
modificazioni strutturali distinte fra i due generi.
Il numero di cromosomi nella specie umana è pari a 46, oppure 23 coppie di
cromosomi omologhi, dove per coppia di omologhi si intendono due cromosomi
morfologicamente identici. Nonostante questa definizione convenzionale la coppia 23
XY possiede due cromosomi eteromorfi, perciò si può dire che il corredo cromosomico
umano è pari a 2n, con 22 coppie autosomiche e una coppia di cromosomi sessuali.
(Per ulteriori spiegazioni si rimanda al cariotipo in citologia). Nei gameti il primo
processo di maturazione è costituito dalla meiosi: la prima divisione meiotica è
preceduta sia negli spermatociti primari, che negli ovociti primari, dalla duplicazione
del dna, quindi le due cellule entrano nella Profase I. I cromosomi, formati ognuno da
due cromatidi si appaiano al centro della piastra equatoriale, formando una struttura
chiamata tetrade (nei cromosomi XY l’appaiamento si verifica solo sui tratti omologhi).
Avviene il crossing over, cioè lo scambio di segmenti di cromatidi fra i cromosomi
omologhi appaiati. I cromosomi iniziano poi a separarsi al livello dei centromeri,
rimanendo momentaneamente adesi lungo i tratti dove è avvenuto lo scambio,
formando quindi una struttura a X, detta chiasma. Al termine dell’anafase I si ha la
diacinesi e si formano due cellule figlie, ognuna con 23 cromosomi, ognuno costituito
da 2 cromatidi. Dall’ovocita primario si ottiene l’ovocita secondario, dallo spermatocita
primario si ottiene lo spermatocita secondario; entrambi sono aploidi, pur possedendo
un corredo pari a 2n, uguale a quello della cellula somatica. La seconda divisione
meiotica permette la riduzione del numero di corredo cromosomico, in quanto non si
verifica duplicazione del dna, quindi i cromosomi si dispongono al centro della piastra
metafasica e si separano al livello dei singoli centromeri, fornendo alle cellule figlie 23
cromosomi monocromatidici.
In conclusione da una cellula in meiosi hanno origine 4 cellule figlie, geneticamente
diverse fra loro e diverse dalla cellula madre a causa del crossing over, tuttavia nella
meiosi femminile, detta ovogenesi, si riscontrano delle differenze rispetto a quella
maschile, detta spermatogenesi.
Ovogenesi e follicologenesi
E’ un processo che avviene nell’ovaio e riguarda la maturazione della cellula uovo.
Dura circa 14 giorni e può essere suddiviso in più fasi: fase pre-antrale, fase antrale,
fase pre-ovulatoria, fase follicolare. Inizia la maturazione durante la vita prenatale,
fase in cui la cellula germinale primordiale migra nella gonade femminile in via di
sviluppo e si divide rapidamente per dare origine agli oogoni. Gli oogoni si raccolgono
nell’area corticale dell’ovaio, dove sono ricoperti da uno strato di epitelio pavimentoso.
Alcuni oogoni differenziano in ovociti primari, cellule di grande volume (120-150
micron) e al quinto mese se ne contano circa 6 milioni. Proprio nel quinto mese si ha il
maggior numero di ovociti, in quanto d’ora in avanti inizieranno a degenerare,
formando corpora atresica. Gli ovociti sopravvissuti alla degenerazione entrano in
profase I e vi permangono per lungo tempo. Si dice follicolo primordiale la struttura
formata da ovocita primario e cellule epiteliali pavimentose che lo circondano. I follicoli
primordiali permangono nello stato di quiete noto come diciotene (uno stato tra
profase I e metafase I in cui si forma una fitta rete di cromatina) fino alla pubertà della
femmina, momento in cui un certo numero di follicoli primordiali inizia a maturare. Alla
pubertà giungono soltanto 40.000 ovociti, da una quantità che alla nascita si aggira
tra 700.000 e 2 milioni. L’ovocita primario aumenta di dimensioni, l’epitelio
pavimentoso circostante diventa cubico e le cellule prendono il nome di cellule
follicolari. Sulla superficie dell’ovocita si deposita uno strato di mucopolisaccaridi che
costituisce la zona pellucida e separa l’ovocita dall’epitelio follicolare. L’epitelio
follicolare, opportunamente stimolato da ormoni LH e FSH, inizia a maturare, duplica e
forma delle lacune irregolari, riempite di liquido, che confluiscono in una singola
cavità, detta antro follicolare, inizialmente di forma semilunare. L’aumento di
dimensioni della cavità spinge l’ovocita e la zona pellucida su un polo della cavità
stessa, detto cumulo ooforo, formato anche da cellule follicolari, che rivestono la zona
pellucida. La cavità è delimitata oltre le cellule follicolari da una teca interna di natura
ghiandolare e vascolarizzata, e una teca esterna, costituita da connettivo fibroso. La
struttura formata prende il nome di Follicolo di Graaf. Le cellule della teca interna
riversano nell’antro follicolare numerosi estrogeni, che formano liquor follicolare e
permetto la maturazione dell’ovocita.
N.B: la prima follicologenesi si ha con il ciclo ovarico, che dura 14 giorni e benché si
abbia la maturazione di molti follicoli per ogni ciclo, soltanto uno raggiunge la
maturazione completa, mentre gli altri degenerano e diventano corpora atresica. Alla
maturazione del follicolo si ottiene il completamento della prima divisione meiotica,
che porta alla formazione di due cellule di diseguale grandezza, una l’oocita
secondario, l’altra corpo polare, una piccola cellula che rimane priva di citoplasma e si
pone tra zona pellucida e membrana plasmatica dell’oocita secondario. Prima che
l’oocita secondario entri in fase di quiescenza, si procede con la seconda divisione
meiotica, non preceduta da duplicazione del dna, da cui si ottiene una cellula matura,
se fecondata (in caso contrario ci sarebbe degenerazione dopo 24 ore) e un altro corpo
polare. Dalla metafase II in poi l’oocita abbandona l’ovaio e inizia l’attraversamento
delle Tube di Falloppio, fase in cui perde la zona pellucida e le cellule follicolari.
In conclusione possiamo dire che oltre ad essere asimmetrica la divisione meiotica
femminile è limitata dal fatto che le cellule follicolari vadano in continua
degenerazione e dalla loro sensibilità agli stimoli ormonali, senza i quali si entra nella
fase di menopausa.
Spermatogenesi
E’ la differenziazione delle cellule primordiali del maschio e inizia alla pubertà. Alla
nascita possono essere riconosciute come cellule larghe, pallide, circondate da cellule
di supporto, che successivamente diventeranno cellule di sostegno o cellule del
Sertoli. Poco prima della pubertà il cordone sessuale si canalizza per dare origine ai
tubuli seminiferi, mentre le cellule primordiali differenziano in spermatogoni, che a loro
volta differenziano in spermatociti primari. Una volta duplicato il dna, gli spermatociti
primari iniziano la meiosi, entrando e rimanendo in profase I per circa 16 giorni, e la
terminano per dare origine dapprima a due spermatociti secondari e in seguito alla
seconda divisione meiotica ad un totale di quattro spermatidi. Un singolo spermatide
contiene 23 cromosomi ed una quantità aploide n di dna.
Spermiogenesi
Gli spermatidi vanno incontro a una serie di modificazioni strutturali e funzionali,
dando origine agli spermatozoi. Il primo processo consiste nella formazione
dell’acrosoma, una struttura che si estende per oltre metà della superficie cellulare e
si ottiene dalla fusione di numerose vescicole provenienti dal Golgi, contenente
fosfatasi acida, molte proteasi e l’enzima ialuronidasi. Si osserva quindi la
condensazione del nucleo e la formazione del flagello. In ultimo si ottiene la perdita di
gran parte del citoplasma e di molti organelli ad esso associati, esclusi i mitocondri.
Una volta differenziati, gli spermatozoi abbandonano l’epitelio seminifero e vengono
liberati nei tubuli seminiferi, sono spinti nell’epididimo attraverso l’azione di elementi
contrattili della parete dei tubuli seminiferi. Raggiunto l’epididimo gli spermatozoi sono
liberi di muoversi autonomamente.
Gameti anormali
In alcuni casi può accadere che un follicolo ovarico sia formato da due o più ovociti
primari e nonostante possano dare origine a gravidanze bi o tri-gemellari, solitamente
degenerano prima di essere maturi. Raramente accade che un ovocita sia
multinucleato, in tal caso muore prima della maturità. E’ molto comune osservare
spermatozoi anormali, infatti le anomalie possono riguardare la testa, che può essere
gigante, nana o doppia, e la coda che in alcuni casi può mancare. Si è osservato che
finché un’anomalia colpisce il 10% dell’eiaculato, gli spermatozoi possono comunque
essere fecondi, mentre con un’anomali che colpisca il 25% dell’eiaculato, la fecondità
è di molto diminuita.
Prima settimana di sviluppo: dall’ovulazione all’impianto
Alla pubertà la donna inizia ad avere regolari cicli sessuali, regolati dall’ipotalamo, le
cui cellule producono dei fattori stimolanti che agiscono sulle cellule dell’ipofisi
anteriore, che producono a loro volta gonadotropine, cioè ormoni FSH e LH, che
regolano e controllano i mutamenti ciclici nell’ovaio. I follicoli all’inizio di un nuovo
ciclo ovarico maturano sotto l’influenza dell’ormone FSH, tuttavia soltanto uno giunge
a maturità, mentre gli altri entrano in uno stato di degenerazione, finché non
diventano corpora atresica, cioè vengono rimpiazzati da tessuto connettivo. Le cellule
della teca producono estrogeni, che attivano l’ipofisi per la secrezione di ormone LH,
utile a promuovere l’espulsione dell’ovocita. Questo fenomeno prende il nome di
ovulazione.
Prima dell’ovulazione il follicolo del Graaf si accresce fino a raggiungere un diametro di
15 mm e in sua corrispondenza si osserva una piccola zona non vascolarizzata, detta
stigma. Il liquido follicolare filtra attraverso lo stigma e gradualmente si apre. L’uscita
del liquido follicolare dalla superficie dell’ovaio permette all’ovocita di uscire insieme
alle cellule del cumulo ooforo. Poco prima della deiezione dell’oocita, questo entra in
seconda divisione meiotica. L’ovulazione avviene una volta per ciclo ovarico, 14±1
giorni prima dell’inizio della successiva mestruazione, indipendentemente dalla
lunghezza del ciclo mestruale. Il tempo che intercorre tra l’ovulazione e la
mestruazione successiva è costante, ma il tempo che intercorre tra mestruazione e
successiva ovulazione è molto variabile, perciò dipende dal tempo di maturazione del
follicolo. Al termine dell’ovulazione la parete rotta del follicolo si affloscia e le cellule
follicolari cominciano ad ipertrofizzarsi, diventano giallastre e prendono il nome di
cellule luteiniche, che costituiscono il corpo luteo. Esse secernono progesterone, che,
insieme agli altri estrogeni prodotti dalle cellule para-follicolari, permette la
trasformazione progestinica della mucosa uterina o fase secretiva, preparandola
all’impianto dell’embrione. Poco prima dell’ovulazione le fimbrie dell’ovidutto e la tuba
di falloppio iniziano a contrarsi ritmicamente, quindi l’oocita migra al suo interno
spinto dal battito ciliare dell’epitelio di rivestimento e della contrazione peristaltica
delle pareti. Nella tuba l’oocita perde le cellule del cumulo ooforo, in quanto queste
retraggono le loro espansioni digitiformi dalla zona pellucida. L’oocita matura nella
tuba attraverso il processo della fecondazione e a questo punto può raggiungere
l’utero in circa 3 o 4 giorni.
Se la fecondazione non avviene il corpo luteo raggiunge il suo massimo sviluppo 9
giorni dopo l’ovulazione ed è facilmente riconoscibile come un’escrescenza giallastra
sulla superficie dell’ovaio. Il corpo luteo viene quindi trasformato in una massa di
tessuto fibroso cicatriziale, detto corpus albicans; la secrezione di progesterone
diminuisce e l’area intorno il corpus albicans diventa iperemica. Si ottiene quindi
l’emorragia mestruale e il corpo luteo prende il nome di corpo mestruale.
Se la fecondazione va a buon fine, il trofoblasta secerne un ormone gonadotropo, che
previene la degenerazione del corpo luteo e lo trasforma in corpo luteo gravidico, che
alla fine del terzo mese ha volume pari a 1/3 del volume dell’intero ovaio. Il corpo
luteo gravidico continua a produrre progesterone fino alla fine del quarto mese,
dopodiché regredisce sia per dimensioni che per funzioni. Asportare il corpo luteo
gravidico prima del quarto mese causa l’aborto. La produzione di progesterone
nonostante permetta la trasformazione progestinica e favorisca l’impianto
dell’embrione, ha anche il compito di impedire una nuova ovulazione dopo quella
appena avvenuta, perciò si può usare come anticoncezionale un trattamento
progestinico per via orale, che inibisce al 100% l’ovulazione.
Fecondazione
La fecondazione consiste nella fusione del gamete maschile con quello femminile e si
attua all’interno del segmento ampollare della tuba di Falloppio. Benché per alcuni
mammiferi sia indicato che gli spermatozoi sono attirati dalla cellula uovo a causa di
fattori chimici, studi in vitro hanno dimostrato che gli spermatozoi umani possono
tranquillamente non interessarsi dell’ovocita, pur essendo quest’ultimo posto nelle sue
immediate vicinanze. Gli spermatozoi migrano dalla vagina all’utero molto
velocemente, aiutati dalla contrazione della muscolatura dell’utero e dal movimento
flagellare degli stessi. Una volta raggiunta la tuba, gli spermatozoi si capacitano, cioè
si modificano in prossimità della membrana plasmatica peri-acrosomiale, secondo
meccanismi non ben definiti. Una volta incontrato l’oocita lo spermatozoo è capace di
penetrare attraverso il cumulo ooforo e la zona pellucida attraverso gli enzimi rilasciati
dalle reazione acrosomiale, ottenuta per fusione della membrana plasmatica e della
membrana acrosomiale.
NB: di 200 milioni di spermatozoi depositati nel tratto genitale femminile, soltanto
300-500 raggiungono l’ovidutto e di questi soltanto uno è necessario alla
fecondazione.
Lo