Diagnostica neurofisiologica delle patologie del sistema nervoso: l'elettroencefalogramma (EEG)
Quando le cellule nervose si depolarizzano, esse producono un piccolo potenziale che noi possiamo amplificare con appositi strumenti e rilevare con elettrodi messi sulla superficie del cranio. Con l'EEG possiamo individuare in quale parte del sistema nervoso sono state prodotte delle attività bioelettriche. In pratica, se volessimo disegnare un modello "fisico" del nostro sistema nervoso centrale, potremmo dire di avere tre cervelli concentrici: una grande sfera che è la corteccia ("cervello della scimmia") la quale contiene una sfera intermedia che sono i nuclei della base e la corteccia più antica ("cervello della tigre") che a sua volta contiene una sfera più piccola che sono le attività gestite dal tronco encefalico ("cervello del coccodrillo").
Registrando un elettroencefalogramma con gli elettrodi messi sulla superficie del cranio, noi vediamo le attività corticali perché sono quelle più vicine agli elettrodi; soltanto se la corteccia è distrutta vediamo l'attività delle strutture più profonde (cioè se abbiamo un "preparato decorticato").
Posizionamento degli elettrodi per l'EEG
La modalità più semplice di disporre gli elettrodi per fare un EEG è quella di metterne 6, per registrare l'attività nelle porzioni anteriore destra, anteriore sinistra, media destra, media sinistra, posteriore destra e posteriore sinistra. Di solito usiamo un'organizzazione più complessa in modo da localizzare più precisamente ogni attività in una zona di un determinato lobo cerebrale.
Registrazione di impulsi sottocorticali
Se invece vogliamo registrare degli impulsi sottocorticali in un soggetto non decorticato, lo possiamo fare registrando un impulso non spontaneo, ma che sia emesso in risposta a uno stimolo da noi provocato. Stimolando un'area sensitiva dell'organismo infatti compare sul tracciato un'onda che esprime l'impulso che ha percorso le vie ascendenti fino al cervello: se ad esempio stimolo il nervo mediano di un soggetto, l'EEG registrerà un'onda nella corteccia somatosensoriale controlaterale; se faccio sentire al soggetto un suono, l'EEG registrerà un'onda nel lobo temporale; se accendo la luce all'improvviso, un'onda nel lobo occipitale, e così via. Questi si chiamano potenziali evocati: attività elettrica nel cervello provocata da stimoli forniti dall'esaminatore.
Importanza dell'attività elettrica del cervello
L'attività elettrica del cervello riflette il suo stato di salute, perché dipende dal flusso sanguigno, dal metabolismo e dall'attività del sistema nervoso: il flusso sanguigno è direttamente correlato al metabolismo e quest'ultimo all'attività elettrica. Infatti, se il flusso sanguigno al cervello diminuisce al di sotto dei 25 mL/minuto, l'attività cerebrale comincia a diminuire in modo importante; se scende sotto i 12 mL/minuto, l'EEG si appiattisce, cioè l'attività cerebrale cessa del tutto.
Dunque, l'EEG è una metodica di diagnostica funzionale: mettendo insieme metodiche moderne come l'EEG, la Risonanza Magnetica e altre tecniche, è possibile ottenere una diagnosi accurata delle condizioni neurologiche.
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Sonno e tecniche di misurazione, Psicologia fisiologica
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1 Sistema Nervoso
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