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progetto concilia

Arte: creatività, intuizione, sensibilità al contesto, espressività: ci aiuta a conciliare la

nostra unicità e l'unicità dei bambini con bisogni e metodologie diverse.

Scienza: rigore, riflessione teorica, abilità specifiche, regole, procedure: replicabilità e

condivisione.

L'equilibrista

L'educatore il pedagogista sono sempre alla continua ricerca di un equilibrio fra poli

opposti. Alla ricerca del giusto mezzo. Alcuni “estremi”:arte e scienze, persona e

progetto creatività e vigore unicità e uniformità, senso della possibilità e senso di

realtà.

Cap. 1 Progetto

Bisogno di certezze e progettualità

Progettualità è riflessione sullo scopo, uomo della risposta/uomo della domanda.

Jostein Gaarder ha scritto un libro per bambino “C'è nessuno?”

Progettare riduce l'ansia (conoscere le cause significa anticipare le cause significa

anticipare l'effetto, prepararsi al suo accadere, ridurrre il timore dell'imprevisto)

prepararmi al sapere può comunque portare all'errore,con gli strumenti che abbiamo

non riusciamo sempre a prevedere organizzare tutto.

L'uomo deve definire il suo comportamento perchè il fare ha sempre un fine, definire il

progetto esplicitarlo, metterlo su carta consente di condividerlo, con la famiglia, con i

colleghi, con il territorio e soprattutto è possibile che non tutti vogliono condividerlo,

necessità di passare dal principio del desiderio al principio della realtà, cioè può

passare anche qualche minuti nel momento il cui il bambino desidera qualcosa e il

momento in cui verrà esaudito. Come una mamma che chiede all'educatrice di far

mangiare suo figlio in braccio e se necessario anche in braccio, ma bisogna capire

perchè questa mamma ha queste preferenze non corrette. Epochea la sospensione del

giudizio cioè devo capire perchè ho questa realtà davanti cosa ha portato il genitore a

prendere quella decisione il motivo e capire, anche se non si condivide, non sappiamo

perchè è accaduto.

Nuovi equilibrismi.

È un equilibrismo tra controllo e sicurezza, fra definire tutto e lasciare che tutto

accada, sapere quel che è giusto, concezione occidentale e concezione orientale.

Avere un progetto non basta, non significa certezza di un risultato, ma nonostante ciò

non rinunciamo a progettare.

Perchè?? fare progetti è il mondo che l'uomo ha per soddisfare i propri desideri.

04/10/12

• Grande Regno: tempo

• Primo: futuro

• secondo: passato

• terzo: presente

Il tempo

che cos'è il tempo?? è una dimensione irriflessa, non è un univoca ma individuale che

passa che scorre ma che richiede una riflessione pedagogica.

Perchè si deve parlare del tempo.

L'uomo è tensione verso l'avvenire.

Tentativi di pre-visione, l'uomo si proietta verso l'inedito e il non-ancora. Il tempo ha

contemporaneamente un aspetto negativo ma anche un aspetto positivo.

È vincolo e risorsa. È una cosa che ci si organizza, se ci si organizza bene è risorsa, se

male vincolo, è irreversibile. La risorsa credere che il tempo sia una risorsa, col tempo

si fa tutto. Non si può decidere il proprio tempo, si è al mondo in un determinato

spazio temporale, su alcune cose c'è il progetto personale ma su altre nn possiamo

decidere. L'educazione deve aiutare a vivere il tempo. Non si può decidere il proprio

tempo, ma lo si può riempire di significati.

Progettare e progettarsi nel tempo

il tempo viene rilevato soggettivamente, ed è l'uomo, con il suo intervento che fa

mutare le cose.

C'è un oggettività, il tempo è uguale per tutti ma è anche soggettivo, ad esempio

sappiamo quando la lezione finisce però per alcuni più in fretta per altri più

lentamente, una percezione personale. Poi c'è una percezione naturale e tempi

convenzionali, dall'altra parte c'è il tempo psicologico, c'è un tempo misurabile, è un

tempo visibile sono negli effetti.

Primo tempo è convenzionale che posso comunicare, dall'altra incomunicabile. C'è un

tempo innato, tempo appreso del servizio educativo, questi tempi sono stati appresi.

Kronos cronologico e un tempo Kairos un tempo solo mio che non riesco a spiegarti.

Passato → ricordo, il passato continua ad essere presente col ricordo,tornare sul

ricordo dargli senso, attribuire valore, come mai è accaduto, serve per imparare delle

esperienze.

Il presente → immediatezza di vita, qualcosa che non riesce mai a collocarsi,.

Il futuro → desiderio, non vive ancora, solo attraverso il pensiero di cosa avverrà, sono

io che lo faccio avvenire, una determinata.

L'educatore deve saper perdere tempo per acquistarne altro. Il tempo nasce per una

necessità di organizzazione, non possiamo conoscere se non abbiamo a disposizione lo

spazio e il tempo, unica dimensione che abbiamo da vivere per quanto non si possa

tornare indietro. Il tempo resta l'unica dimensione esistenziale che ci tocca vivere. I

paleolitici hanno una dimensione temporale ciclica, tutto torna, calendario (deriva ..

noi abbiamo una dimensione lineare,non torna. In realtà non ha ragione nessuno dei

due perchè ci sono delle dimensioni cicliche ma non tutti ritorna, ci sono alcune cose

che possiamo prevedere.

L'educatore deve avere questa capacità di

tutte le dimensioni che abbiamo visto prima tenere insieme tutti i vari tempi ma non

fare una classifica.

L'educatore saggio e cului che riesce ad emalgamare le cose. Il tempo non è più ciclico

ne lineare è puntilistico significa sottrarre una consapevolezza, tutti noi siamo

educatori e siamo sottratti al tempo.

Con trutto ciò che c'è prima abbiamo un rapporto più fugace tutto va via più

velocemente, oggi

di fronte alla velocità io mi fermo, siccome il mondo va troppo veloce noi ci fermiamo.

Nel momento in cui noi decelleriamo ci chiamiamo fuori, dobbiamo essere critici

restando dentro la situazione, un buon educatore deve saper sostare, capacità di

costruire delle narrazione

“L'adulto per sempre”

Tempo diverso nelle varie età

Bambino: presente

Adolescente: futuro? Piu il progetto che il ricordo

Anziano: passato

Adulto: insieme equilibrato di tutti i tempi?!? → perchè non sempre accade.

Ma i giovani:

si ri

responsabilità della società adulta.

Educare al tempo

progettare il tempo, il tempo va progettato, se non è progettato scorre, uscire dalla

catena di eventi non decisi, attenzione della prospettiva futura, motivare l'azione nel

presente, per credere al futuro si deve confidare nella propria capacità/possibilità di

cambiarlo, percepisci come soggetto e non oggetti del proprio tempo, uso di tutte le

occasioni possibili (es. tempo libero), anche il passato è a nostra disposizione

(rilettura).

Tempo di educare

cosa dicono i colleghi: Avere pazienza, non si può avere tutto subito, farlo senza fretta,

ho imparato col tempo, non è sufficiente una vita per imparare.

Cosa dice la prof: in ogni intervento l'educatore è alle prese con il tempo delle tre A:

Anticipare: realizzare le fasi, avere già in mente quello che voglio fare. Un momento


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione (SAVIGLIANO - TORINO)
SSD:
Docente: Zonca Paola
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saretta.chiaramonte di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia dell'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Zonca Paola.

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