Elementi di linguistica e psicolinguistica
Linguistica e psicolinguistica
La linguistica studia il linguaggio, nelle sue componenti e struttura. Il linguaggio è considerato come qualcosa di statico.
La psicolinguistica studia i processi psicologici coinvolti nel linguaggio: il comprendere, il produrre, il ricordare e in particolare l’acquisire il linguaggio. Il linguaggio viene studiato in situazioni tipiche (adulti) o atipiche (bambini, muti, sordi …). Usando il linguaggio tutti i giorni, è difficile in situazioni “normali” capire cosa veramente sottostà al processo che stiamo compiendo. Per questo partire da situazioni atipiche dove una componente è danneggiata o mancante è di importanza fondamentale per il suo studio. La psicolinguistica studia il linguaggio come qualcosa di dinamico (es. cosa succede quando ascoltiamo una frase e la processiamo).
Funzioni del linguaggio
Il linguaggio serve per:
- Comunicare pensieri, emozioni
- Intrattenere relazioni sociali
- Pensare
Linguaggio e comunicazione
Altre specie animali possiedono forme di comunicazione, alcune anche molto sofisticate, ma il linguaggio umano possiede una serie di caratteristiche che lo rendono unico. Hockett nel 1960 aveva individuato 13 caratteristiche del linguaggio umano (a cui successivamente ne aggiunse altre tre), alcune di queste condivise anche da altre forme di comunicazione animale.
Caratteristiche del linguaggio umano secondo Hockett
- Canale vocale-uditivo. Gli uomini parlano (emettendo suoni attraverso il canale vocale) e ascoltano (ricevendo e decodificando il parlato attraverso il canale uditivo). Alcuni animali usano altre forme di comunicazione: lo spinarello, ad esempio, assume particolari posizioni per segnalare di essere pronto a combattere. Questa caratteristica non è né necessaria né sufficiente a caratterizzare il linguaggio umano. Ci sono lingue umane che non sfruttano il canale vocale-uditivo: le lingue dei segni e ci sono forme di comunicazione animale che invece usano questo canale.
- Trasmissione e ricezione. Quando una persona parla il suono si propaga in tutte le direzioni broadcast transmission. Tuttavia, l’ascoltatore percepisce la direzione da cui vengono i suoni directional reception.
- Rapida evanescenza. I suoni linguistici esistono solo per un breve periodo di tempo, dopo il quale non sono più percepiti. Le onde sonore sono transitorie, scompaiono subito dopo che la persona ha smesso di parlare. Ciò vale solo per la comunicazione orale.
- Intercambiabilità. La stessa persona può produrre e ricevere gli stessi segnali linguistici. Non ci sono limitazioni su quanto una persona può dire o non può dire: tutto quello che ascolta, può anche riprodurlo. Non tutte le forme di comunicazione animale possiedono questa caratteristica: la formica regina comunica il suo status emettendo un particolare odore, che solo lei può produrre. Inoltre, i movimenti per il corteggiamento dello spinarello maschio sono diversi da quelli della femmina, e non possono essere scambiati. Tuttavia, anche nel linguaggio umano, ci sono alcuni casi in cui il contenuto è strettamente legato al parlante o all’ascoltatore (es. uso dei pronomi io, tu …)
- Feedback totale. La persona che parla si sente parlare e ha un continuo feedback su quanto sta dicendo. Questo feedback immediato permette il controllo e l’eventuale modifica di quanto si sta dicendo. Nella lingua dei segni non c’è un feedback completo: chi segna non vede esattamente quello che il ricevente vede. Nel regno animale non c’è sempre il feedback: lo spinarello cambia il colore degli occhi e del ventre per stimolare la femmina ma non può “vedersi” mentre lo fa. Hockett sottolinea come il poter avere feedback su quello che si dice permette la “internalizzazione” del proprio comportamento comunicativo, e questo può essere alla base della riflessione e di conseguenza dello sviluppo del pensiero.
- Specializzazione. Chi emette suoni linguistici lo fa per comunicare non per una qualche altra funzione biologica. Quindi, chi parla o chi segna lo fa perché ha l’intenzione di comunicare, non per soddisfare altri bisogni fisici. [Un cane che ansimi può comunicare al suo padrone che ha sete/caldo, ma il respirare con la lingua fuori serve per abbassare la sua temperatura corporea.]
- Semanticità. I suoni linguistici sono collegati a elementi del mondo esterno tramite un rapporto di significazione. C’è una relazione, di denotazione, tra le parole (o i segni) e gli oggetti ed eventi reali. Esistono forme di comunicazione animale che possiedono la proprietà della semanticità: i gibboni hanno diversi versi che corrispondono a oggetti (aquile, leopardi) o eventi nel mondo.
- Arbitrarietà. La relazione di significazione tra parole e oggetti è arbitraria. È frutto di una convenzione il fatto che una parola si riferisca a un oggetto ma non di una relazione naturale. È vero che esistono parole onomatopeiche, ossia parole il cui suono riproduce/evoca direttamente il suo riferimento. Tuttavia, anche all’interno delle espressioni onomatopeiche esiste un grado di arbitrarietà/convenzionalità. Allo stesso tempo, le persone associano (inconsciamente) certi “significati” (caratteristiche) a determinati suoni bouba e kiki. La lingua dei segni è una lingua per mezzo della quale le persone sorde comunicano, sfruttando il canale visivo invece che quello uditivo. Alle parole vengono sostituiti dei segni, eseguiti per mezzo delle mani, che assumono determinate configurazioni e compiono precisi movimenti. I segni sono arbitrari o iconici?
- Discretezza. Gli elementi linguistici sono discreti, non continui. Le rappresentazioni linguistiche sono scomponibili in più piccole unità, che si combinano tra loro secondo delle regole. Sono percepite in maniera categoriale e non continua. Per esempio: per indicare che ci sono più tori, in italiano si aggiunge il suffisso –i che indica il plurale alla parola tor-. Non si comunica che ci sono “tanti tori” variando in maniera proporzionale il tono della voce. In italiano, esistono i suoni (fonemi) /p/ e /b/, che differiscono tra loro solo per il fatto che /p/ è sorda, mentre /b/ è sonora. Sebbene ci sia un continuum tra la pronuncia di /p/ e /b/ noi percepiamo questi suoni in maniera categoriale, o come /p/ o come /b/. La danza delle api, con cui le api operaie comunicano la posizioni di fiori, nettare ecc, indicandone la direzione e la distanza, non è discreta ma continua: ad esempio, la distanza è direttamente collegata alla durata della danza.
- Dislocazione. Il linguaggio umano permette di parlare di cose che non sono fisicamente presenti, o che non esistono. Possiamo parlare di cose passate o future, di cose che avvengono in altri posti, che potrebbero avvenire, che non possono avvenire, o che devono avvenire … Questa proprietà è pressoché unicamente umana, anche se la danza delle api “parla” di qualcosa che non è fisicamente presente.
- Produttività. Noi siamo in grado di produrre/comprendere un numero potenzialmente infinito di frasi (anche quelle mai sentite prima). Questo è possibile perché le frasi si compongono di elementi discreti (le parole) che vengono combinati tra di loro per mezzo di regole (la grammatica). Questa è una proprietà specificamente umana: nessun altro tipo di comunicazione animale permette di creare nuove combinazioni, e di trasmettere nuovi significati.
- Trasmissione culturale. Il linguaggio umano è trasmesso culturalmente: acquisiamo la lingua in cui siamo immersi. I bambini acquisiscono la lingua per mezzo dell’interazione sociale con i caregivers, e acquisiscono la o le lingue a cui sono esposti.
- Dualità di funzione. Il linguaggio umano si basa su un numero limitato di parole (o morfemi), che sono le unità minime dotate di significato. A loro volta, i morfemi sono composti da un numero limitato di fonemi, suoni, che non sono dotati di significato.
Alcune delle proprietà evidenziate da Hockett sono chiaramente legate tra di loro. Il fatto che il segnale linguistico si propaghi attraverso il canale vocale-uditivo è collegato con il fatto che la sua trasmissione avvenga in tutte le direzioni, e che si possa identificare la sua origine, e con il fatto che vada incontro a una rapida evanescenza. Inoltre, solo dei sistemi comunicativi basati sulla semanticità (il fatto che esistano simboli che trasmettono significati) possono essere arbitrari o meno.
Hockett sostiene che probabilmente 9 di queste 13 proprietà fossero già presenti nei sistemi di comunicazione dei “proto-ominidi”, le prime 9 proprietà, che sono presenti anche nelle forme di comunicazione dei gibboni. Sarebbero quindi le proprietà dislocazione, produttività, trasmissione culturale e dualità di funzionamento a distinguere il linguaggio umano da quello animale. In un articolo successivo (1968) ha aggiunto ulteriori tre proprietà, caratteristiche del solo linguaggio umano.
Ulteriori proprietà del linguaggio umano secondo Hockett
- Prevaricazione. La prevaricazione è la possibilità di mentire o ingannare. Con il linguaggio, gli uomini possono dire cose false, intenzionalmente, con il fine di mentire, ingannare (o anche essere ironici).
- Riflessività. Gli uomini possono usare il linguaggio per parlare del linguaggio.
- Learnability. È possibile insegnare e imparare il linguaggio. Un uomo può imparare anche altre lingue, oltre alla propria lingua madre. I bambini acquisiscono la propria lingua madre con facilità e senza sforzo (se all’interno di un periodo critico), ma anche da adulti si possono imparare altre lingue diverse dalla propria.
Linguistica: rami e discipline
La linguistica comprende diversi rami e discipline:
- Fonetica: studio degli aspetti fisici connessi alla produzione di foni, i suoni del linguaggio.
- Fonologia: studio del modo in cui i foni interagiscono all’interno di una lingua.
- Morfologia: studio della struttura delle parole.
- Sintassi: studio di come le parole si combinano tra loro per formare delle frasi.
- Semantica: studio del significato delle parole e delle frasi.
- Pragmatica: studio di come gli individui interpretano le parole e le frasi in un contesto.
Fonetica
La fonetica studia gli aspetti fisici connessi alla produzione di foni, i suoni del linguaggio. La fonetica non studia tutti i suoni prodotti dall’uomo ma solo i foni ossia i suoni connessi con la produzione linguistica. La fonetica studia le caratteristiche fisiche dei suoni linguistici.
Tipi di fonetica
- Fonetica articolatoria: studia il modo in cui sono prodotti i suoni linguistici.
- Fonetica acustica: studia le proprietà fisiche dei suoni linguistici.
- Fonetica percettiva: studia come sono percepiti i suoni del linguaggio.
Il suono è una variazione della pressione dell’aria (acqua, o altro materiale adatto) causato dal movimento della sorgente del suono, ossia un corpo in vibrazione.
Proprietà fisiche del suono
- Periodo (T): intervallo di tempo necessario per compiere una vibrazione completa. Si misura in secondi (s).
- Frequenza (f): è il numero di vibrazioni complete che avvengono in un secondo. Si misura in hertz (Hz). Gli uomini riescono ad udire suoni con intervalli di frequenze compreso tra i 20 e i 20000 Hz.
- Intensità (I): è la grandezza che permette di distinguere i suoni deboli da quelli forti. Si misura in decibel.
- Velocità: il suono si propaga a diverse velocità a seconda del mezzo in cui si muove. Nell’aria 340 m/s, nell’acqua 1500 m/s e nell’acciaio 5000 m/s.
Il linguaggio umano sfrutta il canale vocale-uditivo per trasmettere il linguaggio (Hockett).
Per i suoni linguistici (foni), la sorgente del suono si trova nel tratto vocale. Il tratto vocale umano è lo strumento mediante cui noi pronunciamo intenzionalmente i suoni linguistici. I foni sono prodotti mediante le modificazioni del flusso d’aria.
Per produrre i suoni italiani, il flusso d’aria proviene dai polmoni e fluisce verso l’esterno: flusso polmonare egressivo [sono possibili altri flussi d’aria: polmonare ingressivo, glottidale egressivo e glottidale ingressivo].
Flusso polmonare egressivo: il flusso d’aria proviene dai polmoni, passa i bronchi, alla trachea, attraverso la laringe (dove si trova la glottide, che contiene le corde vocali), e viene poi emesso verso l’esterno attraverso la bocca (cavità orale) o il naso (cavità nasale).
Glottide, corde vocali: la glottide contiene le corde vocali, due membrane che possono essere:
- Accostate e tese, e quando l’aria vi passa attraverso la fa vibrare suoni sonori
- Semiaperte, quando l’aria vi passa attraverso non le fa vibrare, e produce solo un fruscio suoni sordi
Fonetica articolatoria
Una volta che il flusso d’aria è passato attraverso la laringe, il suo percorso verso l’esterno può essere più o meno libero. Pronunciando le vocali, il flusso esce liberamente verso l’esterno; pronunciando le consonanti, il flusso d’aria viene ostruito in vari modi e varie misure.
Vocali
Le vocali differiscono tra loro in base a:
- Posizione delle labbra. Le labbra possono essere arrotondate oppure distese (non arrotondate).
- Vocali arrotondate: muro/molo
- Vocali non arrotondate: fine/avi/elmi
- Posizione della lingua sull’asse verticale. Rispetto all’asse verticale, la lingua può assumere diverse posizioni rispetto alla posizione di riposo, e in base a questo parametro le vocali si dividono in:
- Vocali alte: posizione più alta
- Vocali medie: altezza simile
- Vocali basse: posizione più bassa
- Posizione della parte più alta della lingua sull’asse orizzontale. Rispetto all’asse orizzontale, la lingua può assumere diverse posizioni rispetto alla posizione di riposo, e in base a questo parametro, le vocali si dividono in:
- Vocali anteriori: posizione più avanzata
- Vocali centrali: posizione simile
- Vocali posteriori: posizione più arretrata
In base alla posizione che la lingua assume rispetto all’asse orizzontale e verticale, le vocali vengono rappresentate all’interno di un trapezio.
Consonanti
Nella fonetica articolatoria, le consonanti vengono classificate in base alla loro:
- Sonorità (sorde o sonore)
- Luogo di articolazione: pronunciando le consonanti, il flusso d’aria viene ostruito in vari modi e in varie misure. Gli organi vocali che provocano le ostruzioni del flusso d’aria nella pronuncia della consonanti sono i luoghi di articolazione. In base al luogo di articolazione, le consonanti sono suddivise in:
- Bilabiali: vengono prodotte mediante un’ostruzione del flusso d’aria prodotta dall’avvicinamento delle due labbra. La differenza tra [b] e [p] è che [b] è sonora (le corde vocali vibrano) mentre [p] è sorda (le corde vocali non vibrano).
- Labiodentali: vengono prodotte mediante un’ostruzione del flusso d’aria prodotta dall’avvicinamento tra i denti superiori e il labbro inferiore. La differenza tra [v] e [f] è che [v] è sonora (le corde vocali vibrano) mentre [f] è sorda (le corde vocali non vibrano).
- Dentali
- Alveolari
- Palatali
- Velari
- Modo di articolazione: pronunciando le consonanti, il flusso d’aria viene ostruito in varie modi e varie misure. Il flusso d’aria può essere ostruito in modo più o meno radicale. In base al modo di articolazione, le consonanti vengono suddivise in:
- Occlusive: i due punti di articolazione si toccano in modo da provocare, solo per un istante il blocco completo dell’uscita dell’aria il flusso d’aria è completamente ostruito. [pero, bacio, tana, dono, coro, gara]
- Fricative: i due articolatori sono molto vicini, ma non si toccano, e lasciano un piccolo passaggio per l’aria il flusso d’aria viene ostruito parzialmente. Le fricative si possono a loro volta dividere in sibilanti e non sibilanti. [favore, vapore = fricative non sibilanti; salto, sbarra, scienza = fricative sibilanti]
- Affricate: c’è un contatto tra i due articolatori (come nelle occlusive), seguito da una separazione graduale, che permette all’aria di uscire come nelle fricative. [acino, regina, stazione, zoo]
- Nasali: il velo si abbassa, e quindi fa uscire l’aria attraverso il naso al contrario dei suoni orali dove il velo si alza e blocca il passaggio dell’aria verso il naso facendola uscire solo dalla bocca. [mare, ragno, invidia, nave, sangue] N.B. nelle ultime tre parole il grafema n è lo stesso, ma viene pronunciato in maniera molto diversa.
- Laterali
- Vibranti
Alfabeto fonetico
In italiano, c’è una forte corrispondenza tra i suoni e le lettere (lingua trasparente) vi è una convenzione per cui a un certo segno (grafema) corrisponde un determinato suono (fono). Questa corrispondenza non è però perfetta.
- In questi casi, abbiamo lettere che si scrivono uguali, ma si pronunciano in maniera diversa. Cane vs cena, Gola vs ragno, Scoglio vs sbaglio [s sorda vs sonora], Botte (di vino) vs botte (percosse)
- In questi casi, abbiamo lettere che si pronunciano nella stessa maniera, ma che si scrivono in maniera diversa. Cane vs china, Gara vs ghiaia
- In questi casi, abbiamo combinazioni di più segni che però vengono pronunciati come un unico suono. Sciolto, Raglio
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Appunti delle lezioni di elementi di linguistica e psicolinguistica, prof. Panzeri
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Appunti di Elementi di Linguistica e psicolinguistica, prof.ssa Guasti e prof.ssa Vernice
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Elementi negativi
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Elementi trasponibili