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Principali comandi Linux

Indice

  • Nozioni fondamentali - Caratteri speciali - Uso delle pipe - Reindirizzamento dell’output su file (pag. 1-3)
  • Manipolazione dei diritti di accesso (pag. 4)
  • Guida ai comandi principali (pag. 4-18)
  • Uso del File Transfer Protocol (FTP) (pag. 18-19)

Premessa

In queste dispense ho cercato di riunire i comandi Linux più utili a tutti coloro che per la prima volta vengono a contatto con questo nuovo sistema operativo. Per questo motivo ho voluto inserire i comandi che ritenevo più importanti ed utili. Per chi volesse conoscere più approfonditamente i vari comandi posso suggerire l’uso del manuale elettronico (vd. comando man) che fornisce spiegazioni dettagliate su ogni comando (l’unico inconveniente sta nel fatto che è interamente in Inglese). Infine ricordo che queste stesse pagine sono disponibili in formato elettronico.

Nozioni fondamentali

Iniziamo innanzitutto con la nozione più importante: che cos’è un file. Questo non è altro che un insieme di dati memorizzati come, per esempio, una lettera o un programma. Ogni file ha un nome che può essere anche molto lungo e contenere tutti i caratteri ad eccezione di quelli speciali (“\|!£$%&/()^?*+’-). I files vengono classificati in relazione al loro contenuto: per esempio i files che contengono dei testi vengono detti files di testo (solitamente il loro nome finisce in .txt), quelli che possono essere eseguiti vengono detti eseguibili, etc.

Per poter avere un po’ di ordine tra i vari files vengono utilizzate le directory che costituiscono una sorta di contenitori: per esempio potrebbe risultarci utile riunire tutti i files di testo in una stessa directory che potrei chiamare testo. All’interno di ogni directory è possibile creare altre directory che vengono chiamate subdirectory o sottodirectory.

Il Linux è un sistema operativo multiutente: questo vuol dire che più persone accedono allo stesso computer. Per questo motivo è necessario un sistema di protezione atto ad evitare che persone estranee (o altri utenti o pseudo tali) possano eliminare o modificare i vostri files personali. A tale scopo, ogni volta che iniziate una sessione di lavoro, Linux chiederà il vostro user-name (detto anche nome-utente o login) e quindi la password. Fatto questo vi troverete direttamente nella vostra home-directory (nel Linux è rappresentata dalla tilde ~) che è una directory chiamata con il vostro user-name (tutte le home-directory si trovano nella directory /home).

Anche tutti i file che vi appartengono saranno contrassegnati dal vostro user-name e saranno modificabili solo da voi (a meno che non si modifichino i diritti di accesso ai file, vedi sezione Manipolazione dei diritti di accesso). Per rendervi conto di questo basta che proviate a modificare un file di qualche altro utente: fortunatamente sarà impossibile. Se volete vedere chi è il proprietario di un file basta utilizzare il comando ls -l che visualizzerà sia il nome dei file contenuti nella directory corrente sia quello dell'utente a cui questi appartengono (sono indicate anche altre informazioni che verranno meglio spiegate in queste dispense).

Ogni utente Linux è membro di un gruppo a cui è stato assegnato dall'amministratore di sistema quando gli è stato dato l'account. Se volete vedere a quale gruppo appartenete digitate il comando id. I gruppi indicano il tipo di lavoro che abitualmente svolgete. Ad ogni gruppo corrispondono determinati diritti di accesso e permessi per utilizzare un insieme di file di sistema.

Durante la consultazione di questa guida vi imbatterete spesso nella parola "prompt": questo non è altro che l'ambiente in cui vi trovate all'inizio di una sessione Linux. Il prompt solitamente è caratterizzato dal nome del server seguito dal cursore che lampeggia. Ricordiamo che il Linux è un sistema operativo case-sensitive. Questo vuol dire che riconosce le lettere maiuscole e le minuscole: quindi, per esempio, non è la stessa cosa scrivere mail piuttosto che Mail. Infine ricordate di chiudere la vostra sessione di lavoro quando avete finito di usare il computer utilizzando il comando exit.

Caratteri speciali

Come precedentemente detto nel Linux, come in tutti i sistemi operativi (SO), esistono dei caratteri "speciali" che vengono interpretati dal sistema in particolari modi. Il più importante tra questi è l'asterisco * chiamato anche carattere jolly. L'asterisco viene interpretato dal SO come "qualsiasi digitazione di caratteri”. Quindi, grazie a questo carattere è possibile evitare una digitazione multipla che sarebbe alquanto faticosa e lunga.

Per esempio, se vogliamo visualizzare tutti i files contenuti in una directory inizianti con la lettera a basterà usare il comando ls a* (il computer intende: visualizza i files il cui nome ha dopo la a qualsiasi successione di caratteri (*)). Se, invece, voglio cancellare tutti i files dalla mia directory basterà utilizzare il comando rm * (il computer intende: cancellare i files che hanno per nome qualsiasi digitazione di caratteri (*) - non vi consiglio di provarlo). Naturalmente è possibile fare delle varianti più complesse: ad esempio, cancella tutti i files i cui nomi finiscono con .prova usando il comando rm *.prova.

Anche il punto interrogativo ? è un carattere speciale: viene interpretato, infatti, come un qualsiasi carattere. Per esempio usando il comando ls prova?a potreste ottenere come risultato i file prova1a, provaba, provara, etc.

Caratteri speciali sono, infine, le parentesi quadre [ ]: queste consentono di specificare un determinato insieme di caratteri da ricercare nel nome del file. Se ad esempio vogliamo elencare i file che iniziano per "prova" e finiscono con una A, B o C (per esempio il file provaA) allora basterà usare il comando ls prova[ABC].

Uso delle pipe

Alcune volte potrebbe risultare utile passare i dati da un comando ad un altro cioè passare i risultati dell'esecuzione di un comando (output standard) ad un altro comando. Per fare questo è necessario usare le pipe | il cui uso è molto semplice. Se, ad esempio, vogliamo stampare su una stampante (comando lpr) il contenuto di una directory basterà il seguente comando:

ls | lpr

cioè l'output del comando ls (ovvero il contenuto della directory) viene mandato al comando lpr che lo sfrutterà come input e quindi lo stamperà. Naturalmente è possibile usare più pipe nello stesso comando. Ad esempio

sort elenco | cat -n | lpr

ordina il file elenco (comando sort) e passa il risultato dell'ordinamento al comando cat -n che provvede a numerare ogni riga. Questo ultimo output viene passato al comando lpr al quale è demandato il compito di stamparlo.

Reindirizzamento dell'output su file

Può risultare molto utile redirigere l'output generato da un comando su un file. Questo può essere fatto utilizzando il reindirizzamento > subito dopo il comando specificando il nome del file sul quale scrivere l'output. Il computer lo creerà se il file non esiste e lo sovrascriverà se già esistente.

Se, ad esempio, voglio stampare il contenuto di una directory nel file contenuto.dir basterà utilizzare il comando:

ls > contenuto.dir

Se, invece, si vuole aggiungere in coda ad un file l'output allora bisogna utilizzare il reindirizzamento >> (chiamato append) al posto di >.

Infine vogliamo spendere due parole riguardo la notazione utilizzata in queste dispense nel descrivere i comandi. Abbiamo preso, per questione di semplicità, molti spunti dalla EBNF: quindi le funzioni tra parentesi quadra sono opzionali mentre la sbarra verticale implica una scelta tra due o più funzioni. I comandi non scritti tra parentesi sono obbligatori e quindi ometterli vuol dire commettere un errore. In molti comandi è necessario premere contemporaneamente il tasto CTRL insieme ad altri tasti. Per indicare una combinazione di questo tipo si utilizza la seguente notazione: [CTRL]-tasto (ad esempio [CTRL]-D). Nei programmi, invece, spesso si utilizza la notazione ^tasto (ad esempio ^D).

Quando, invece, troverete scritto <return> vuol dire che dovrete premere INVIO o RETURN (dipende dal tipo di tastiera). Ricordatevi che alla fine di ogni comando è indispensabile premere questo tasto.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di informatica e programmazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Giacomin Massimiliano.
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