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Il caso RAI

Analisi del mercato televisivo italiano ed estero

La televisione in Italia iniziò nel 1954 ad opera della RAI. Era un'offerta televisiva limitata su un solo canale e disponibile solo in alcune ore della giornata. Il decollo della tv italiana avvenne tra il 1956 ed i primi anni '70. Con l'obbiettivo di portare trasmissioni diverse, nel 1961 nasce il secondo canale (l'attuale Rai 2), invece nel 1979 inizia ad andare in trasmissione la terza rete (l'attuale Rai 3).

Sempre negli anni '70 il monopolio pubblico della Rai entrò in crisi per una serie di fattori, tra i quali il più importante è stato sicuramente quello economico, consistente nel forte stimolo a realizzare ingenti profitti grazie alle potenzialità pubblicitarie che lo spazio televisivo prometteva.

Le emittenti televisive private si moltiplicarono, ma ben presto si formò, nel 1984 circa, il duopolio tra la Rai e Fininvest (Mediaset). La programmazione televisiva diventa molto più ampia e la TV prende vita anche in fasce orarie fino ad allora sconosciute, come il mattino e la tarda notte. Si passa così dall'attesa del raro evento televisivo alla scelta tra tanti e diversificati programmi, in tutte le ore della giornata, anche in competizione tra loro. Nasce quindi la concorrenza televisiva.

Nel 1991, TELE+1 inizia a trasmettere a pagamento, portando così la pay tv, già presente all'estero, anche in Italia. Dal 31 luglio 2003 Sky monopolizza il mercato satellitare a pagamento italiano dopo l'acquisizione e l'assorbimento di TELE+ e Stream Tv. Dopo ciò si arriva ai primi anni del nuovo millennio in cui le tecnologie permettono di pensare ad un passaggio dalla tv analogica a quella digitale (passaggio propriamente detto switch off). Questa fase inizia ufficialmente il 3 gennaio del 2004, quando, in occasione della celebrazione per i suoi cinquant'anni di storia, la Rai avvia le trasmissioni sul digitale terrestre.

L'analisi di Confindustria Radio Televisioni ci informa che in generale dal 2012, anno in cui si è completato il processo di switch off, l'offerta televisiva nazionale (329 canali) è aumentata gradualmente del 10% arrivando al suo picco nel 2016 con 362 canali tv, per poi tornare nel 2020 ai livelli iniziali con 330. A dicembre 2020 i canali televisivi complessivamente ricevibili a livello nazionale sulle principali piattaforme sono 399, di questi 334 sono prodotti da società con sede in Italia.

Per quanto riguarda le piattaforme tecnologiche, 126 canali sono distribuiti sulla piattaforma digitale terrestre e 277 sono distribuiti sul satellite (gratuiti e a pagamento); i canali multipiattaforma sono accessibili in diversi modi.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

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