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Ultimatum game

Il gioco assegna una somma di denaro al giocatore A che deve dividere questa somma tra sé stesso e l'altro giocatore B. L'altro giocatore, una volta saputa la distribuzione, può accettare o meno la scelta. I soggetti economici sono razionali, egoisti ed interessati solo al benessere materiale, senza assegnare nessun peso al contenuto morale delle azioni. Se tutti i soggetti fossero del tipo homo economicus, il gioco sarebbe facile, poiché permette di calcolare semplicemente un equilibrio di Nash con una rappresentazione ad albero, essendo un gioco sequenziale. Quando osserviamo i comportamenti reali di queste persone ci rendiamo conto che quasi nessuno si comporta come la teoria avrebbe predetto: i soggetti non sono razionali o hanno preferenze diverse da quelle che la teoria economica gli aveva assegnato, ovvero non sono soggetti economici.

Esempio di comportamento razionale

Il giocatore B cosa potrebbe fare quando decide in maniera razionale? Accetterà se gli conviene accettare, oppure non accetterà se non gli conviene. Se accetta il payoff è uguale a quello che gli viene dato. Se non accetta, il payoff è 0.

Ipotesi e significato di R

R è un parametro che ci dice quanto sia importante per il giocatore B che l'offerta sia abbastanza vicina al valore giudicato equo. È un coefficiente che misura quanto il corrispondente gradisca essere trattato in modo equo. Se R è alto, significa che il giocatore dà molta importanza all'iniquità della scelta, quindi otterrà un benessere punendo il giocatore B quando egli si comporta in maniera non conforme alle regole. Il benessere di B deriva dalla valutazione positiva che il giocatore B dà al fatto di punire il comportamento deviante del giocatore A. Ovviamente, questo non esiste se il giocatore A dovesse dare una cifra superiore alla norma, perché se y fosse superiore a quello che il giocatore B considera corretto, non sarebbe punito, anche perché il giocatore A si sta comportando rispettando le regole.

Se il giocatore A rispetta la norma sociale, non c'è nessun vantaggio a punirlo, sarebbe irrazionale farlo. Invece, se il giocatore A viola la norma sociale, il giocatore B ha un'utilità che proviene dal fatto che A ha violato la norma e B lo punisce. - (- y) → y è ciò che il giocatore A gli dà, mentre è quello che il giocatore B si aspetta di ricevere, variabile sociale che risente dell'ambiente in cui il soggetto vive.

Deviazione dalla norma sociale

È la deviazione dalla norma sociale, deviazione da quello che il giocatore B si attende sia il comportamento corretto da tenere in una determinata circostanza. Quindi il payoff, tutto immateriale del ricevente (B), è proporzionale a quanto egli/ella ritenga iniqua la somma che riceve.

Razionalizzazione della scelta

Immaginiamo che il soggetto sia razionale, si comporti coerentemente, solo che abbiamo definito in maniera più ricca, rispetto alla teoria tradizionale, gli elementi che fanno parte del suo benessere (non solo denaro, ma anche valutazioni di tipo non materiali). Il soggetto B accetterà quando il payoff che ottiene accettando è maggiore del payoff che ottiene non accettando. Accetterà se y è maggiore o uguale al vantaggio a non accettare.

Accetta se π ≥ π ≥ - Questo caso può riguardare anche l'homo economicus (HE): R = 0 → B non dà importanza al comportamento dell'altro; il giocatore non trae nessun beneficio a punire l'altro giocatore; - = 0 → il valore giudicato equo è zero; non esiste una regola sociale, ognuno pensa per sé stesso. In entrambi i casi, tutte le offerte positive sono accettate. Se invece non è homo economicus, questa relazione ci dice che i rifiuti crescono quanto è minore y (la cifra data), quanto è maggiore (la cifra che io giudico equo ricevere), quanto è maggiore R (soddisfazione nel punire il giocatore deviante).

I rifiuti diminuiscono al contrario delle situazioni. Immaginiamo che R sia uguale a 2 sia per gli agricoltori e gli studenti. Il giocatore B accetterà se y è maggiore dei ⅔ di quello che viene giudicato equo. Gli studenti rifiutano un'offerta se minore di 20 e gli agricoltori se minore di 30.

Conclusione

I soggetti non sono tutti uomini economici; ci sono alcuni soggetti che adottano dei criteri morali nel scegliere le opzioni che hanno di fronte. I soggetti sono eterogenei, dall'altruista puro all'egoista puro, ma una grande parte di persone sono reciprocanti.

Beni pubblici, cooperazione e free riding

Tra cooperazione e competizione c'è sinergia: le comunità, le specie diventano forti quando riescono a mescolare in maniera corretta cooperazione e competizione; riescono a renderle sinergiche. Secondo Wilson, gli animali che maggiormente hanno sfruttato questa sinergia sono gli uomini e gli insetti, coloro che hanno una maggiore dimensione sociale, perché è ovviamente nella dimensione sociale che esce l'aspetto cooperativo.

Analisi dei beni pubblici

Un modo per valutare questo è l'analisi dei beni pubblici: beni particolari che hanno caratteristiche diverse; sono importanti per noi perché scatta in essi il dilemma sociale, ovvero viene fuori in maniera molto chiara il vantaggio della cooperazione, ma anche la difficoltà a cooperare. È evidente che cooperando si ottiene un risultato maggiore, ma è anche evidente che spesso la cooperazione non è in linea con gli obiettivi individuali. Il problema del free riding e del fallimento della cooperazione sono particolarmente importanti quando parliamo di beni pubblici.

La prima caratteristica di un bene pubblico è la rivalità nel consumo: il bene può essere usato solo da una persona in un singolo momento. Non tutti i beni sono così, in alcuni casi la rivalità nel consumo non esiste (es: difesa ed ordine pubblico, vedere un film sulla rai).

  • Bene rivale nel consumo: il consumo di Caio impedisce il consumo di Tizia
  • Bene non rivale nel consumo: il consumo di Caio non diminuisce o impedisce il consumo di Tizia o altri.

L'altra caratteristica è l'escludibilità: alcuni soggetti possono essere esclusi dal consumo del bene, almeno che non paghino il prezzo del bene o un abbonamento e così via. A volte però non è possibile escludere o non è conveniente escludere qualcuno. In alcuni casi non si può escludere per motivi culturali o di politica (es: tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge).

  • Bene escludibile: è possibile escludere qualcuno dal consumo del bene
  • Bene non escludibile: non è possibile (o troppo costoso) escludere qualcuno dal consumo del bene

Utilizzando queste due definizioni, possiamo definire tutti i beni possibili:

  • Rivali/escludibili → beni privati (sono la maggior parte)
  • Non rivali/non escludibili → beni pubblici puri
  • Escludibili/non rivali → beni di club
  • Rivali/non escludibili → beni comuni (tragedia dei beni comuni, chi pesca prima e chi pesca per ultimo)

I beni pubblici puri non possono essere prodotti da imprese private (mercato), perché la non rivalità e non escludibilità rende impossibile il far pagare un prezzo (se è zero non escludo nessuno, se alzo il prezzo possono andare ad escludere qualche soggetto); Intrigante paradosso: Alcuni beni necessari per la nascita e il funzionamento dell'economia capitalistica (la giustizia e la difesa dell'ordine pubblico con la tutela dei diritti di proprietà) non sono producibili da imprese di tipo capitalistico. I beni pubblici sono essenziali per il capitalismo, ma il mercato non è in grado di produrli.

Esempio di cooperazione nei beni pubblici

Prendiamo 4 agricoltori che debbano decidere quanto e se contribuire al mantenimento del canale di irrigazione. Canale → bene pubblico:

  • Nessuno può essere escluso dall'utilizzo
  • Non c'è rivalità nel consumo (se l'acqua è sufficiente).

L'ipotesi è:

  • Contribuire alla manutenzione del canale costa 10
  • Permette di un aumento della produttività pari a 8 per ciascuno degli agricoltori, anche per quelli che non contribuiscono.
  • Se n agricoltori contribuiscono la produttività aumenta di n*8 (con n=1,2,3,4)

Kim è uno di questi agricoltori e deve decidere se contribuire. Payoff di Kim se contribuisce: 8 è ciò che riceve dalla propria contribuzione (vantaggio individuale contributo), -10 è il costo della propria contribuzione (costo individuale contributo) + nc che è il numero degli altri agricoltori (da 1 a 3) che decidono a contribuire, moltiplicato per 8.

Da un punto di vista individuale, il costo è superiore al vantaggio. Nessuno ha l'incentivo da sé di farlo. Il vantaggio complessivo dipende anche dal numero di agricoltori. Individualmente non conviene contribuire, però conviene cooperare: si ottengono risultati non possibili senza la cooperazione. Individualmente non ho l'incentivo, ma se tutti cooperiamo stiamo meglio.

Dilemma sociale e free riding

Dilemma sociale: Incentivo al free-riding. Numero di contribuenti diversi da Kim che contribuiscono per qualunque valore di nc. π > π Non cooperare è la strategia dominante, permette un payoff più alto.

Calcolo dei payoff

  • c = cooperazione
  • f = free riders = ottimo sociale, payoff aggregato, la somma dei payoff di tutti e tre

Non contribuire è sempre la strategia dominante, la scelta migliore da un punto di vista egoistico. A livello individuale conviene non cooperare, ma il payoff sociale cresce all'aumentare delle persone che cooperano. Il benessere sociale aumenta con il diminuire dei π free rider: con l'aumentare della cooperazione. Quanto più contrastiamo il free rider, tanto più aumenta il benessere sociale: il dilemma sociale aumenta. Se gli agricoltori fossero solo due, il gioco sarebbe un dilemma del prigioniero.

Se cooperano entrambi si portano a casa 6, mentre se invece non cooperano si portano a casa 0. Il benessere di ciascuno sarebbe superiore se si riuscisse a cooperare. Anche nell'interesse individuale, la scelta migliore sarebbe quella di cooperare. Non si coopera perché (6.6) non è un equilibrio di Nash, perché sia Kim che Khana hanno l'incentivo a non cooperare: Se Kim non coopera si porta a casa 8 contro 6, mentre se Khana non coopera si porta a casa 8, che è maggiore di 6.

Soluzioni al dilemma del prigioniero

Un modo per risolvere il problema del prigioniero è quello di giocarlo ripetutamente sempre con la stessa persona. Ma cosa succederebbe se il gioco si ripetesse più volte, ma con persone differenti?

Ipotesi di gioco ripetuto

Il gioco viene giocato per diversi periodi. Cosa farà Kim il secondo periodo? Dipende:

  • Se Kim è un altruista puro (vuole sempre fare ciò che è giusto anche se non è conveniente) probabilmente continuerà a cooperare;
  • Se Kim non è un altruista puro, ma pensa che sia giusto cooperare se anche gli altri lo fanno (reciprocante, cambia comportamento in base agli altri), allora il secondo periodo forse non coopererà.

Il gioco del bene pubblico (PGG)

Analizziamo il terzo gioco sperimentale: il gioco del bene pubblico (PGG) giocato però con gli studenti. Il gioco sperimentale del bene pubblico ripropone in un laboratorio di economia sperimentale la situazione di Kim e dei suoi amici agricoltori.

  • Giocato principalmente con gli studenti (ma non solo)
  • In tantissime situazioni differenti
  • Il gioco è ripetuto per 10 periodi sebbene giocato con soggetti differenti (quindi nessun effetto reputazionale)

A ciascun partecipante vengono assegnati 20$, i partecipanti, che non si conoscevano tra loro, venivano poi suddivisi in piccoli gruppi di 4 persone. Ciascun soggetto doveva decidere quanto cedere dei propri 20$ a una cassa comune. La cassa comune è un bene pubblico: per ogni dollaro di contributo versato, ciascun membro del gruppo (compreso chi NON aveva contribuito) avrebbe ricevuto 0,4$. (nel caso di Kim per questo numero era 0,8 perché cedeva 10 e otteneva 8)

Tutte le decisioni avvengono in modo anonimo. In presenza di preferenze egoistiche, la strategia ottima è quella di non contribuire: è il comportamento noto come free riding: si evita di partecipare alla spesa nella speranza che siano gli altri a provvedere. Siccome tutti ragionano allo stesso modo, il bene pubblico è prodotto.

Ottimo individuale, sociale e dilemma sociale

  • Ottimo individuale: Contribuire zero: π = 20 - 0 = 20
  • Vale per tutti: quindi nessuno contribuisce: Non contribuire strategia dominante
  • Ottimo sociale: Tutti contribuiscono 20: π = 20 - 20 + 0.4(80) = 32 ← Dilemma sociale

Perché la contribuzione è un bene pubblico? Immaginate che serva a costruire un ponte sul fiume. Il ponte riduce i costi della mobilità e aumenta il benessere dei cittadini. La contribuzione riduce il benessere dei contribuenti, la costruzione del ponte l'aumenta. Problema: il ponte (bene pubblico) è attraversato anche da chi non contribuisce: Non conviene a nessuno costruirlo, a meno che non ci sia un obbligo.

Conclusioni dall'esperimento

Il gioco del bene pubblico ha permesso di analizzare una situazione di questo tipo quando giocata tra soggetti sperimentali. Sono presenti tutte le università dove l'esperimento è stato condotto. Nell'asse verticale è rappresentato quanto in media i soggetti contribuivano al gioco, in quella orizzontale invece i periodi. Il gioco viene ripetuto per 10 periodi, accoppiando sempre ciascun giocatore con persone diverse. Si nota che nonostante ci siano delle differenze, legate molto alla cultura, tutti partono contribuendo in maniera abbastanza corposa al bene pubblico. È evidente che non sono tutti homo economicus, poiché se lo fossero, partirebbero tutti da 0 e continuerebbero a dare zero sempre. La seconda cosa che si nota è che c'è una tendenza nel tempo a diminuire fortemente la contribuzione. I soggetti iniziano con una volontà cooperativa, ma poi smettono. Questa tendenza a diminuire è data dal fatto che i soggetti sono eterogenei: gli egoisti iniziano a non cooperare e così continuano; gli altruisti puri (pochi) continuano sempre a cooperare, ed i reciprocanti iniziano a cooperare e poi siccome gli altri non cooperano (sono free riders) li puniscono smettendo a loro volta di cooperare.

Meccanismi punitivi

La cosa interessante è che se questa è la spiegazione e si basa sul fatto che non si contribuisce per punire i comportamenti dei free rider, ci potremmo chiedere "se esistessero altri meccanismi punitivi?" È stato modificato leggermente il gioco: è sempre giocato per 10 volte come prima, poi dall'11° periodo in poi, si dà un'ulteriore opzione ai giocatori, ovvero possono contribuire o no, ma possono anche punire coloro che non hanno contribuito da un punto di vista monetario (sanzioni ai giocatori free rider). Questo tipo di punizioni sono di natura sempre altruistica, ovvero è costoso per i giocatori punire i free rider.

I reciprocanti iniziano a cooperare e puniscono chi non lo fa, e smettono di cooperare perché anche gli altri lo fanno. Gli egoisti iniziano a trovare vantaggioso cooperare perché altrimenti vengono puniti, mentre gli altruisti puri (pochi) continuano sempre a cooperare. In questo caso, gli egoisti cambiano atteggiamento perché iniziano a contribuire per paura di essere puniti, adottando un criterio di mera convenienza; il tasso di contribuzione aumenta. Da questo semplice esperimento deduciamo che le comunità hanno tanti strumenti per tenere a bada il free riding. Riuscire a controllare il free riding permette alle comunità di diventare più forti e più ricchi, aumenta il benessere sociale e ciò che permette agli uomini di avere un vantaggio competitivo nei confronti degli altri, riuscendo a cooperare varia a seconda dei meccanismi istituzionali presenti.

Conclusioni di Elinor Ostrom

Introdurre una punizione significa introdurre un meccanismo istituzionale endogeno che fa sì che il free riding diminuisca. Un'economista/sociologa, Elinor Ostrom, ha analizzato il comportamento di alcune comunità nella gestione dei beni comuni, ed è arrivata a un risultato diverso: le comunità riuscivano a cooperare. Alcune comunità hanno adottato regole e norme sociali capaci di garantire un uso sostenibile delle risorse, mentre altre non sono riuscite a farlo, e Ostrom ha impegnato gran parte della sua attività di studiosa nel tentativo di identificare i fattori che hanno determinato il successo di queste esperienze. Un meccanismo istituzionale (la punizione) permette di modificare il comportamento individuale in modo da ottenere il massimo risultato sociale. Le istituzioni contano. Ci sono altre situazioni in cui avviene l'opposto. Altra versione del gioco, dove al posto di esserci un solo giocatore B, ce ne sono molti di più: corrisponde a tanti casi della vita vera (es: impresa che assume, molti lavoratori sono in competizione tra loro per avere il lavoro).

I soggetti sono eterogenei, dove vediamo che i meccanismi istituzionali gli permettono di interagire in modo diverso. Anche il singolo soggetto si comporta in maniera diversa in base alle circostanze: Noi ci comportiamo in modo diverso se giudichiamo una relazione di tipo economico o di tipo non economico ("sociale").

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mikisedda di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Bosco Luigi.
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