Origini della scienza economica
La scienza economica conosciuta come economia classica si sviluppa in Europa, soprattutto in Inghilterra, intorno alla metà del XVIII secolo.
Si può affermare che in Ricardo, in Smith ed in Say, è evidente l'utilizzo di un metodo che considera, da un punto di vista qualitativo, i comportamenti dei soggetti immutabili.
Il presupposto che determina la nascita della teoria classica è: la consapevolezza che l'interdipendenza degli uomini tra loro come produttori di merci, diventa la base di tutte le altre relazioni sociali.
Sismondi parte dalla considerazione che, nel corso dei secoli, si sono susseguiti diversi modelli di sviluppo economico e che non si possa prescindere, nell'elaborazione teorica, dal sistema economico concreto.
Secondo gli studiosi classici, il sistema economico è regolato da una legge naturale, per cui è sempre in grado di raggiungere il proprio equilibrio.
L'iniziatore della scuola degli economisti classici è Adam Smith.
L'opera di Sismondi Tableau de l'Agriculture Toscane è stata scritta 27 anni.
Nell'ambito della sua epoca, Sismondi si pone in posizione avversa non solo al capitalismo ma anche all’industrialismo ed in generale al progresso tecnologico.
Il pensiero economico di Sismondi può essere suddiviso in due fasi: la prima di ispirazione smithiana e la seconda caratterizzata da un'aspra polemica verso le teorie di Ricardo e di Say.
Possono definirsi come "socialisti antiricardiani": Ravenstone e Thompson.
Nascita dell’economia
Il sistema economico è l'insieme delle relazioni che intercorrono fra gli agenti economici.
Il debito pubblico è l'ammontare complessivo dei debiti dello Stato.
I sistemi socialisti si fondano su economie pianificate.
Il flusso circolare del reddito descrive le relazioni di quale sistema: sistema economico.
Cosa vuol dire 'Ceteris Paribus': a parità delle altre condizioni.
Le variabili di flusso si riferiscono ad una dimensione di: quantità-tempo.
Le variabili economiche esogene sono autonome.
La microeconomia studia: che cosa, come e quanto consumano le famiglie, che cosa, come e quanto producono le imprese - il risultato complessivo di queste decisioni individuali e come si formano i prezzi dei beni sui diversi mercati.
Quando si esaminano le variazioni delle grandezze economiche nel corso del tempo, si cerca di isolare l'effetto dovuto alla variazione dei prezzi considerando, quindi, le grandezze reali anziché quelle monetarie.
Le variabili economiche endogene sono dipendenti.
Le principali scuole di economia
I fisiocratici si sono occupati di agricoltura.
La ricchezza dei mercantilisti è data dall'oro.
La rivoluzione industriale è iniziata in Inghilterra.
Il fondatore della scuola classica è stato Smith Adam.
L'autore della progressione geometrica della popolazione è Malthus Thomas Robert.
La teoria enunciata da Ricardo David è il valore-lavoro.
Il sistema capitalistico di Karl Marx si basa sull'aumento di plusvalore.
Le principali caratteristiche dell'economia marginalista sono: totale fiducia nella capacità dei mercati concorrenziali di raggiungere l’equilibrio.
La grande depressione iniziò negli Stati Uniti.
La visione basata sul liberalismo è di quale scuola: neoclassica.
Disequilibrio del mercato
L'analisi di Sismondi si concentra sulla relazione tra il valore d'uso e quello di scambio.
L'assunto che il mercato abbia un automatico meccanismo riequilibratore non è condiviso da Sismondi.
John Stuart Mill può essere indicato tra gli economisti che hanno il merito di aver contribuito al superamento del metodo analitico adottato dagli esponenti della scuola classica.
Secondo Sismondi, il modello di equilibrio del mercato di Ricardo manca di tre elementi tra cui: la possibilità dei consumatori di scegliere; gli imprenditori hanno tutte le informazioni relative ai desideri dei consumatori; si verifichi l'ipotesi di equilibrio tra domanda ed offerta.
Nella sua tesi, Sismondi: condividendo in pieno la Legge degli Sbocchi di Say.
Secondo Mill, l'economia politica può essere definita come una scienza in divenire, il cui ruolo è quello di analizzare le relazioni tra gli eventi, riservando alla politica le valutazioni finali.
Secondo Sismondi, gli squilibri derivano dall'incapacità del mercato stesso di ampliare il numero di consumatori a cui destinare le sue merci e dalla presenza di risorse disponibili inutilizzate.
Secondo la tesi di Sismondi, il consumo non è la conseguenza logica della produzione.
Secondo Sismondi, ai fini della stabilità generale del mercato è necessario che le decisioni dei consumatori e quelle dei produttori coincidano in ciascuno dei tre settori del mercato, ossia i beni di consumo, i beni di lusso ed i beni di investimento.
Secondo il modello ipotetico di Sismondi di società finalizzata alla produzione di valore d'uso, l'equilibrio tra domanda ed offerta è realizzato attraverso la collaborazione tra chi produce ed i lavoratori.
Teoria di Mill
Nella sua teoria pura del valore, Mill osserva che quando la produzione di una merce è oggetto di lavoro e di spese, vi è un valore minimo che è condizione essenziale affinché quella merce sia prodotto in modo permanente.
Nella sua teoria di stato stazionario, Mill osserva che il progresso umano è tutt'altro che stazionario. Una volta raggiunto il livello richiamato dai suoi predecessori, l'individuo utilizza il capitale accumulato per fini diversi dall'attività produttiva ma ugualmente destinati a garantire il benessere della collettività.
Possiamo affermare che Mill è dell'opinione che sia la domanda che l'offerta dipendono dal valore naturale delle cose.
Secondo Mill, l'economia, intesa come scienza, comprende le cause degli eventi laddove l'elemento economia come arte deve occuparsi degli effetti dei processi economici, riservando alla politica il giudizio sulla graduazione.
La relazione univoca tra le combinazioni dei fattori produttivi ed il livello totale di produzione in economia è definita funzione di produzione.
Tra produttività totale, produttività media e produttività marginale esiste una relazione ed in particolare: se la produttività marginale è crescente, in ugual modo si presenta anche quella media, seppure l'aumento avviene ad un ritmo più lento; tuttavia, al momento in cui si arresta la crescita della produttività marginale, quella della produttività media continua, giovandosi del precedente andamento della marginale.
In uno dei suoi studi, Mill asserisce che il valore di scambio delle cose non può essere stabilito in senso assoluto ma solo relativo, poiché dipende dalla quantità di merci che, in un determinato momento storico, si possono acquistare.
In un sistema capitalistico di tipo concorrenziale né l'impresa né il consumatore sono in grado di influire sul prezzo della merce, essendo questo determinato da meccanismi di mercato.
Mill afferma che la causa del profitto sia da ravvisarsi nella capacità produttiva della forza lavoro.
Per descrivere due situazioni tipiche ideali, Mill adotta un modello di tipo statico ed uno di tipo dinamico: nel primo valuta il rapporto di causa ed effetto esistente tra i singoli fenomeni economici, mentre, nel secondo, l'influenza che il progresso tecnologico produce sulle condizioni economiche.
Bisogni del consumatore
Il bisogno è un'esigenza o un desiderio che l’individuo cerca di soddisfare e possono essere assoluti o primari.
Il bene economico deve presentare il requisito di scarsità.
Qual è il fine dell’uomo economico: è quello di destinare le risorse scarse e limitate di cui dispone tra impieghi alternativi allo scopo di soddisfare i suoi bisogni realizzando il massimo livello di benessere possibile.
Quando viene definita, la regolarità nel comportamento dei consumatori legge di domanda: quando il prezzo di un bene diminuisce, ma non mutano il reddito e i prezzi degli altri beni.
La teoria neoclassica individua tre caratteristiche comuni alla media degli individui che possono essere utili a descrivere l'uomo economico, ovvero: razionale, individualista, benesserista.
Il consumo dei beni dà agli individui una sensazione di soddisfazione, che in economia prende il nome di utilità.
Per poter risolvere il problema di scelta del consumatore, la teoria neoclassica ha sviluppato due diversi approcci, ovvero: l'utilità cardinale e l'utilità ordinale.
Secondo Pareto, l'utilità non è una proprietà fisica dei beni ma è una grandezza soggettiva e psicologica.
Gli ordinamenti di preferenza godono della proprietà di non sazietà. Questo significa che una quantità maggiore di un bene è sempre preferita rispetto ad una quantità minore.
I beni in base alla loro natura si distinguono in: i beni in senso stretto e i servizi.
L’equilibrio del consumatore
Il saggio marginale di sostituzione è il rapporto tra la quantità di un bene a cui il consumatore è disposto a rinunciare dell'altro bene che riceve in cambio.
Perché è definita marginale: è definita marginale perché è riferita a variazioni molto piccole.
Per quale motivo le curve di indifferenza possono assumere una forma diversa da quella convessa: per la relazione che lega tra loro due beni.
I beni perfettamente complementari sono quei beni che per arrecare utilità devono essere usati congiuntamente e nella stessa proporzione.
Il vincolo di bilancio del consumatore è dato da quale equazione: R = pA qA + pB qB.
La scelta ottimale del consumatore, ovvero il punto di equilibrio, si determina dall'insieme delle preferenze e dal reddito, stabilendo quale sarà il paniere preferito tra tutti quelli ammissibili.
Nel caso in cui il reddito del consumatore aumenta, il vincolo di bilancio si sposta parallelamente verso l'esterno con la conseguenza che l'area dei panieri diventa più grande.
Nel secolo scorso Ernst Engel ha analizzato riguardo alle spese di consumo delle famiglie in relazione al loro reddito, che tanto più una famiglia è povera tanto maggiore è la quota di reddito destinata all'acquisto di beni di prima necessità.
In che modo aumenta o diminuisce la quantità domandata di un bene di prima necessità: aumenta ma in misura inferiore rispetto all'aumento del reddito; diminuisce quando il bene è inferiore, aumenta in misura più che proporzionale rispetto al reddito quando si tratta di un bene di lusso.
Se consideriamo il caso in cui il reddito e le preferenze non variano, ma cambia il prezzo di uno dei due beni, si andrà a rilevare: che il valore dell’intercetta sull'asse verticale resta immutata, poiché il reddito e il prezzo del bene non sono variati, mentre l'intercetta con l'asse orizzontale cambia.
Il problema della scelta ottima del consumatore: approfondimenti
Nei modelli multiperiodali le scelte di consumo di un agente economico sono riferite ad un arco di tempo più ampio e, questo comporta che si dovrà tener conto di come le scelte di consumo prese al tempo t influenzino le scelte future.
Per ambiguità s'intende uno stato di incertezza che riguarda situazioni in cui i possibili "stati del mondo" non sono conosciuti non è evidentemente possibile individuare una distribuzione delle probabilità da associare a ciascuno "stato del mondo".
Se la spesa relativa al consumo presente è minore del reddito presente, il consumatore nel periodo futuro potrà spendere tutto il reddito futuro e parte del reddito presente risparmiato e aumentato degli interessi maturati su questo.
Un individuo può essere considerato avverso al rischio, quando la funzione di utilità è crescente rispetto al reddito ed è concava rispetto all'asse delle ascisse.
Nell'ambito delle scelte in condizioni di incertezza, si può affermare che un individuo sceglierà in base all'utilità attesa derivante dalle offerte a lui proposte.
Un individuo può essere considerato propenso al rischio, quando la funzione di utilità è convessa rispetto all'asse delle ascisse indicando che l'utilità marginale è crescente.
Se la spesa relativa al periodo presente supera il reddito presente, il consumatore sta prendendo a prestito parte o tutto il reddito futuro per soddisfare i suoi bisogni.
L'analisi relativa al problema della scelta ottima da parte di consumatori razionali si basa sull'ipotesi di informazione completa, cioè in assenza di incertezza e rischio connesso alle scelte stesse.
Secondo Frank Knight, il rischio è definibile come una situazione caratterizzata dalla possibilità che si realizzino più scenari o "stati del mondo" e che a ciascuno di essi venga associata una probabilità di realizzazione, nota ex ante.
L'analisi microeconomica non tradizionale si fonda sull’ipotesi di asimmetrie informative e incertezza sul futuro.
Elasticità del consumatore
La curva prezzo-consumo è particolarmente importante poiché da essa è possibile derivare direttamente la curva di domanda individuale.
La curva di domanda individuale indica le quantità di un dato bene che il consumatore è disposto ad acquistare in relazione ai diversi prezzi del bene stesso. Questa relazione è nota come legge di domanda.
La domanda di un bene dipende anche dai prezzi degli eventuali beni sostituti o complementari. Indicare in quale momento sono sostituiti: nel caso di beni sostituti, la relazione fra prezzo di un bene e quantità domandata del bene sostituto è una relazione diretta.
La domanda di un bene dipende anche dai prezzi degli eventuali beni sostituti o complementari. Indicare in quale momento sono complementari: nel caso in cui si tratta di beni complementari, la domanda di un bene è funzione inversa del prezzo dell’altro bene.
La domanda di un dato bene dipende: dal prezzo del bene stesso, dal prezzo degli altri beni complementari e sostituti, dal reddito del consumatore e dalle sue preferenze.
Alcuni beni di prima necessità come il pane o il latte, sono beni a domanda rigida.
Nell’analisi della domanda, lo strumento che serve per valutare in termini più precisi quanto varia la quantità domandata di un dato bene è il coefficiente di elasticità.
Il coefficiente di elasticità si calcola facendo riferimento a variazioni di prezzo del bene considerato, del prezzo dei beni complementari e sostituti o del reddito.
Indicare come è definita l’elasticità in termini di variazioni: variazioni percentuali.
Nel caso in cui tra i due beni non esiste nessuna relazione, l’elasticità incrociata della domanda è uguale a 0.
Crescita e sviluppo economico
Si può affermare che la crescita si riferisce alle grandezze macroeconomiche aggregate, quali il Prodotto Interno Lordo e il suo tasso di crescita nel corso del tempo.
La relazione ipotizzata da Kuznets mostra una relazione tra diseguaglianza e sviluppo economico.
L'eguaglianza o diseguaglianza nella distribuzione del reddito è misurata con il coefficiente di Gini.
Nel grafico rappresentativo della distribuzione del reddito: quando più la curva di Lorenz si sposta verso il basso, tanto più aumenta il coefficiente di diseguaglianza di Gini, fino a raggiungere un valore pari a 1.
Considerando i termini crescita e sviluppo si può affermare che lo sviluppo deve intendersi come un processo di crescita che presenta specifici caratteri qualitativi, quindi va inteso come qualità della crescita.
Nell'ambito della sostenibilità istituzionale, le istituzioni devono avere un ruolo di regolamentazione affinché siano impediti comportamenti predatori, e uno di vigilanza affinché sia garantita la trasparenza.
La teoria economica neoclassica si fondava su una concezione statica: il valore dei beni e dei fattori produttivi dipendeva dalla loro scarsità e dalla loro utilità e, di conseguenza, oggetto dell'analisi economica era l'allocazione ottimale di risorse scarse, piuttosto che la loro crescita nel corso del tempo.
Nell'ambito della sostenibilità istituzionale, si è arrivati alla conclusione che le politiche industriali dovrebbero rispondere ad almeno tre requisiti: generalità, temporaneità, automaticità.
Nell'ambito della teoria classica, Ricardo e Marx elaborarono una teoria della crescita che conteneva però anche elementi di critica e di pessimismo sul futuro del capitalismo.
Si parla di sviluppo sostenibile quando si genera una crescita che si autoalimenta sotto tre aspetti: sostenibilità sociale, sostenibilità istituzionale, sostenibilità ambientale.
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