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Bretton Woods e il meccanismo del dollaro

Il meccanismo di Bretton Woods vede al centro il dollaro, legato all’oro, e un riferimento diretto tra tutte le valute europee (lira, marco, franco, ecc.). L’obbligo di intervento delle n-1 banche centrali (in quanto la FED s’impegna solo a convertire i dollari in oro) riguarda solo il dollaro e non coppie di valute diverse da esso, quindi il meccanismo indiretto di controllo nella dinamica dei cambi passa attraverso il dollaro, cioè attraverso gli arbitraggi.

Arbitraggi e oscillazioni valutarie

Se un operatore italiano vuole comprare franchi ma il prezzo di mercato è troppo alto, può comprare dollari a prezzo calmierato e poi convertirli in franchi. Questa triangolazione implica la particolarità che le fasce d’oscillazione possono muoversi in modo tale che alla fine gli scostamenti in casi particolari si sommano. Essendo la fascia d’oscillazione nei confronti del dollaro l’1%, si corre il rischio di trovarsi una fascia d’oscillazione del 2% e non più dell’1%.

Esempi di arbitraggio

Consideriamo due esempi di arbitraggio:

  • C: cambio lira
  • F: cambio franco

Parità centrale lira/franco attraverso l’arbitraggio: c/f. Quindi ci si trova di fronte a due estremi opposti: lira molto debole e franco molto forte, il che significa che il cambio nei confronti del dollaro per la lira sarà 1,01c e per il franco 0,99f.

1,01/0,99 = 1,02 circa.

Nel caso opposto, il c della lira è 0,99c mentre il franco è 1,01f, che facendo 0,99/1,01 farà circa 0,980198 (il 2% in meno rispetto a 1,02). Questa asimmetria non è mai stata colta pienamente ed è stata alla base delle esperienze europee.

Il sistema di Bretton Woods

Il sistema di Bretton Woods nasce con una certa solennità e gode di buona salute in quanto rivalutazioni e svalutazioni sono limitate; i capitali non erano liberi di muoversi e se ci sono tali divieti le tensioni sui mercati valutari sono minori. Anche in Italia esisteva il paradosso di non poter comprare titoli di stato di altri paesi ma poter comunque acquistare beni esteri.

Misure di garanzia e interventi del FMI

Il sistema di Bretton Woods porta con sé una serie di misure di garanzia volte a renderlo solido, tra cui il finanziamento da parte del FMI dei paesi che si trovano in una temporanea situazione di difficoltà. L’aiuto che viene dato alla banca centrale di un paese, che si trovi di fronte a una domanda di valuta estera ritenuta sanabile, è dato dal FMI, che interviene attraverso un prestito di dollari attingendoli dalle proprie disponibilità provenienti dalle quote versate dai partecipanti.

Problema di fondo: liquidità internazionale

Il problema della liquidità internazionale riguarda il livello di riserve valutarie complessivamente disponibile nel sistema. Il livello delle importazioni/esportazioni si muove per ragioni fisiologiche, ma se tali valori crescono allora il paese si chiede se il livello delle proprie riserve è adeguato o no. Se i capitali non si muovono, tale adeguatezza può essere commisurata al livello delle importazioni che un paese può fare in un anno.

Gestione delle riserve valutarie

Esempio: se un paese importa 100 e ha riserve valutarie di 50, il paese ha 6 mesi di riserve valutarie per sostenere i pagamenti di flussi di importazioni. Ma se le riserve rimangono a 50 e il valore delle importazioni cresce a 150, allora il tempo di copertura diminuisce. Quindi è necessario far crescere le riserve valutarie in modo tale che possano seguire gli andamenti del valore delle importazioni.

Aumento delle riserve valutarie

Come far crescere le riserve valutarie? Tramite l’intervento della FED, che emetterà dollari per le varie banche centrali. Il livello delle riserve valutarie complessive così aumenterà. Se però le riserve valutarie sono commisurate alle quantità d’oro detenute dalla FED, allora un eventuale aumento di richiesta di conversione dei dollari in oro porterebbe la FED a problemi di convertibilità.

Essendo costituite da dollari in mano alle banche centrali diverse dagli USA, la FED deve effettuare pagamenti più di quanto incassi e cioè emette dollari per le banche centrali, quindi il livello delle riserve valutarie globalmente disponibile per le n banche centrali diverse dagli USA cresce. Ma si pone un altro problema: se l’impegno della FED è di convertire a richiesta i dollari in oro, e se l’oro che la FED possiede rimane lo stesso mentre i dollari aumentano, la capacità di conversione dell’oro diminuisce e quindi la copertura si attenua.

Soluzioni ai problemi di liquidità

I problemi sono risolti da un gentleman agreement: un accordo non formalizzato.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Diletta.Macario di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia mondiale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof De Battistini Roberto.
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