Grafico: tassi di interesse dei paesi dell'eurozona
Titoli di stato a 10 anni
Il grafico si aggancia al discorso secondo il quale, quando si considerano tassi di interesse in due paesi con debitori aventi profilo di rischio diverso e valute diverse, le motivazioni delle differenze possono essere giustificate dal rischio debitore e dal rischio di cambio. Qui si hanno tassi d’interesse sul debito pubblico a 10 anni.
Osservazioni
1998: Vertice dei governi a Madrid che decide la nascita dell'Euro, quali saranno gli 11 paesi che entreranno subito a farne parte e le parità bilaterali irrevocabili ai quali le valute saranno convertite.
1999: Introduzione dell'Euro "virtuale". Virtuale perché non circola ancora ma esiste come moneta per pagamenti bonifici bancari, quotazioni titoli, ecc... ha un significato concreto circolano come sottomultipli non decimali dell'Euro.
2007: Prime turbolenze sul mercato interbancario.
2008: Fallimento Lehman Brothers.
Infine OMT (Outright Monetary Transaction): disponibilità massiccia che la BCE ha dato acquistando consistenti quantità di titoli di stato, al fine di bloccare la speculazione sui titoli dei paesi più deboli.
Divergenze tra i tassi di interesse
Per alcuni anni vi è stata una notevole divergenza tra tassi di interesse. Germania: è quasi sempre basso. Grecia: ha il primato per essere il più alto in assoluto. Queste divergenze sono date appunto dal rischio debitore e dal cambio.
Quando alla nascita dell'Euro i cambi vengono fissati irrevocabilmente, i tassi tedeschi e italiani si eguagliano e questa convergenza va avanti fino al 2007-2008. La giustificazione di tutto ciò è data dal rischio di cambio: quando nasce l'Euro il rischio di cambio si azzera perché i debiti vengono emessi tutti nella medesima valuta; quello che non si azzera però è il rischio debitore, cosa che purtroppo invece erroneamente avvenne.
Il ruolo delle aspettative del mercato
Se è vero che i mercati si basano sulle aspettative e quindi si muovono in anticipo per cercare di trarre dei vantaggi, su che base allora essi hanno fondato la loro aspettativa "sbagliata", che li ha portati ad azzerare il valore dello spread tra i titoli tedeschi e quelli italiani, o di altri stati? Questo aspetto è legato all'azzardo morale: si pensava che lo stato italiano non potesse fallire o che l'appartenenza all'Unione Europea avrebbe fatto scattare dei meccanismi di salvataggio dei paesi a rischio in caso di difficoltà, cosa che purtroppo non avvenne.
Quando nacque il progetto dell'unione monetaria europea, in seguito alla firma del Trattato di Maastricht, vennero imposte delle restrizioni alle regole di finanza pubblica che dovevano dare il segnale a tutti i paesi aderenti che si sarebbe potuto contare su eventuali salvataggi da parte degli altri stati membri, tutto questo sempre con il fine di ovviare all'azzardo morale.
Proibizioni e ruolo della BCE
Questa proibizione prevedeva esplicitamente, per le banche centrali firmatarie, che fosse vietato finanziare direttamente gli stati, anticipando finanziamenti o sottoscrivendo titoli di stato all'emissione. Oggi tale divieto è rimasto in capo alla BCE; essa può comunque acquistare titoli dai risparmiatori o sul mercato secondario, in borsa: in questo modo non si finanziano in maniera diretta gli stati.
Conclusione
I mercati si sono sbagliati a ritenere che l'ingresso nell'unione monetaria eur...
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