Lezione 18
I CBA e le loro caratteristiche
I CBA sono una particolarità, in quanto non sono un vero e proprio sistema a cambi fissi senza fascia d’oscillazione. I CBA infatti s'impegnano a fornire al mercato l’idea che il cambio non presenta fasce d’oscillazione e che dunque può essere difeso dalla BC per un periodo sufficientemente ampio e, inoltre, non è neanche un cambio irrevocabilmente fissato. Tale cambio non solo non presenta fasce d’oscillazione, ma può essere anche difeso dalla BC per un periodo sufficientemente ampio. La parità può essere modificata ma l’obiettivo è quello di comunicare ai mercati che essa non verrà modificata e per fare ciò è necessario che ci siano riserve di valuta nazionale sufficienti a coprire la circolazione monetaria. Sulla base del semplice ragionamento per il quale se ci sono riserve valutarie a fronte di domanda di valuta estera supportata dal pagamento in valuta nazionale, finché c’è la riserva valutaria che copre tutta la valuta nazionale in circolazione, la BC sarà in grado di intervenire.
Impatto sulle operazioni di mercato
Il bilancio della BC in realtà registra un'impossibilità di utilizzare titoli e crediti verso banche, che sono due delle voci che costituiscono l’attivo, in quanto il loro utilizzo farebbe venir meno la copertura della base monetaria con le riserve valutarie. L’impossibilità di avere nell’attivo dei titoli implica l’impossibilità di effettuare operazioni di mercato aperto e anche per quanto riguarda i crediti verso banche, il ruolo di prestatore di ultima istanza viene meno. Tutto ciò è possibile solo nei casi in cui il sistema finanziario del paese sia molto forte.
Conseguenze sui tassi di interesse
Ulteriore conseguenza: il tasso di interesse, a parità di rischio debitore, converge necessariamente al tasso di interesse al quale ci si è agganciati, quindi i paesi possono avere un rating diverso ma lo stesso tasso di interesse.
Rischio di cambio e tasso di interesse
Perché il tasso di interesse è spiegato dal rischio di cambio? i = tasso d’int. naz., i* del paese di riferimento, dc/c variazione relativa attesa del cambio, valutati in termini unitari. Se il CBA è credibile, i mercati valuteranno prossimo a zero il rischio di cambio e quindi il tasso d’interesse del paese che adotterà il CBA si allineerà al tasso del paese di riferimento. Stessa eliminazione si verifica quando un paese entra in un’unione monetaria, un sistema che risulta più forte del CBA perché non è unilaterale, implica formalmente l’abolizione del rischio di cambio e porta all’adozione della stessa moneta. Il paese dunque, per ragioni diverse, si trova davanti al fatto che il rischio di cambio diventa pari a zero e il tasso di interesse eguaglia quello del paese più importante del gruppo (es. dell’unione monetaria europea). L’Italia ha potuto fruire per diversi anni di una riduzione dei tassi di interesse grazie all’ingresso nell’Uem.
Relazione tra tassi di interesse nazionali ed esteri
Normalmente, al di fuori di un CBA esiste una relazione per la quale il tasso di interesse nazionale ed estero sono dati dal rischio di cambio. Se c’è perfetta mobilità dei capitali, ci si aspetta una convergenza dei tassi di interesse, a parità di rischio debitore, anche nei paesi in cui la valuta è differente. Spesso però i livelli di tasso di interesse, per medesimo rischio di cambio, divergono e questa disparità è dovuta al rischio di cambio, che fa sì che il paese che presenta un rischio di deprezzamento debba ricompensare gli investitori con tassi di interesse più elevati, tanto da neutralizzare il rischio di cambio atteso. Quindi se permangono differenziali di interesse, essi sono legati alle valutazioni del rischio di cambio.
Formula per gli investitori
Formula: Un investitore che impiega un certo quantitativo di valuta s, a fine periodo avrà un capitale pari a: s(1+i).
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