Articolo di Martin Wolf del Financial Times
L’articolo intitolato “L’Argentina e la trappola del debito” di Martin Wolf, pubblicato sul Financial Times, fu scritto in un momento precedente alla crisi dei titoli argentini. Questi titoli venivano venduti in grosse quantità a causa degli elevati tassi di interesse, che però presentavano un rischio debitore. Questo rischio era dovuto all’azzardo morale di alcuni operatori attratti dagli alti tassi che offrivano. L'articolo mette in luce la possibilità di un default del paese, che in seguito avvenne.
Analisi degli Stati Uniti
Altro articolo: U.S.A. Un paese che vive una fase particolarmente brillante non può mantenere per molti anni tassi di crescita molto elevati, dunque sarà necessario ad un certo punto un rallentamento; che però è necessario in questi casi sia un soft landing, ovvero un atterraggio graduale. Il rischio di caduta nei tassi di crescita duro è visto invece come sgradevole.
Crisi finanziaria in Argentina
L’Argentina aveva un particolare regime di cambio che adottò per un certo numero di anni e ha vissuto una crisi sia valutaria che finanziaria che portò il paese a dichiarare default e i titoli non vengono più rimborsati. Se un paese vuole evitare il default deve trovare una via alternativa al finanziarsi a tassi di interesse molto elevati.
In Italia successe qualcosa di simile nel '92 in quanto ci fu una crisi valutaria che rischiava di trasformarsi in crisi finanziaria paragonabile a quella appunto dell’Argentina.
Cambi fissi con fasce d’oscillazione
Soluzione possibile che lascia un po’ di respiro alla BC perché all’interno della fascia d’oscillazione funziona la flessibilità e inoltre può aiutare a evitare speculazioni a senso unico, ovvero in cui l’operatore non correrebbe alcun rischio nell’attuarli ma una penalizzazione per la BC. In una situazione del genere, in caso di necessità di modificare il cambio e quindi svalutare per ammontari relativamente contenuti, si nota come la fascia centrale possa offrire una certa protezione in quanto i meccanismi di protezione possono ritorcersi contro coloro che l’hanno messo in atto.
Flessibilità controllata
Flessibilità controllata è il regime prevalente oggi. I cambi flessibili non sono assoluti in quanto le BC si riservano la possibilità di intervenire entrando sui mercati valutari per spingere verso l’alto o verso il basso il cambio.
Doppio mercato dei cambi
Il doppio mercato dei cambi cerca di mettere insieme le parti migliori dei sistemi a cambi flessibili e a cambi fissi, nello stesso momento, per le stesse valute, con non poche difficoltà. Infatti, due prezzi diversi per due valute implicano una possibile spinta per operatori spregiudicati a spostarsi da un altro lato e quindi a frustrare la finalità per cui tale sistema era nato. Esso infatti nasce per proteggere da un lato gli operatori che non hanno molta dimestichezza col mercato dei cambi (gli operatori commerciali) in situazioni di difficoltà con riserve valutarie scarse, che la BC vuole usare solo in casi necessari. Gli operatori, dopo un certo periodo, tendono a superare i vincoli formali burocratici e a vanificare l’operazione.
Conclusione
Casi concreti di paesi che per loro natura possono essere indicati come esempi di queste dinamiche sono numerosi e variegati. La comprensione di queste dinamiche è essenziale per la gestione delle economie nazionali nel contesto globale.
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