RASSIUNTO ECONOMIA INTERNAZIONALE - Prof. Sara Balestri
⭐CAPITOLO 1 - Introduzione internazionale
Di cosa tratta l’economia internazionale? L’economia adotta gli stessi metodi di
analisi delle altre discipline economiche, poiché le motivazioni e il comportamento degli individui e
delle imprese sono gli stessi negli scambi internazionali e nelle transazioni interne all’economia.
Il più importante risultato di tutto l’economia internazionale consiste nella consapevolezza che
esistono vantaggi dallo scambio, e cioè quando i paesi scambiano beni e servizi, quasi sempre
tale scambio è vantaggioso per tutti. specializzarsi
Il commercio internazionale perette inoltre ai paesi di nella produzione di un
insieme di beni più limitato, raggiungendo una maggiore efficienza grazie alla più ampia scala di
produzione.
Sebbene, nel loro complesso, i paesi traggano benefici dal commercio internazionale,
quest’ultimo potrebbe danneggia alcuni gruppi all’interno di ciascun paese -> il commercio
distribuzione del reddito,
internazionale può avere effetti rilevanti sulla ad esempio può
modificare la distribuzione del reddito tra gruppi di individui, come i lavoratori e i proprietari del
capitale. dimensione ottimale dei flussi commerciali
Il dibattito sulla ha preso una nuova direzione negli
anni ’90 -> a partire dalla seconda guerra mondiale, le economie già avanzate guidate dagli Usa,
hanno perseguito una politica rimozione delle barriere agli scambi, che rifletteva l’idea che il libro
scambio potesse promuovere non solo la prosperità, ma anche la pace nel mondo.
Nel tempo, gli economisti internazionali hanno sviluppato un apparato analitico, semplice ma
potente, per determinare gli effetti delle polite governative che intervengono sul commercio
internazionale. Questo apparato non solo consente di prevedere gli effetti delle politiche
commerciali, ma permette anche un’analisi costi-benefici e definisce i criteri per determinare
quando un intervento governativo sia positivo per l’economia.
L’economia internazionale può essere divisa in due ampi sottoinsiemi :
Lo studio del commercio internazionale
1. = si focalizza sulle transazioni reali nell’economia
internazionale, cioè su quelle transazioni che comportano un movimento fisico di beni o un
utilizzo tangibile di risorse economiche
Lo studio dell’economia monetaria internazionale
2. = è rivolta alla parte monetaria
dell’economia internazionale, cioè alle transazioni finanziarie quali l’acquisto di dollari
statunitensi da parte di cittadini stranieri.
TEORIA DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE (cap 2-8)
⭐CAPITOLO 2 - Commercio Internazionale : uno sguardo d’insieme
Globalizzazione è una delle parole più usate nelle discussioni sullo sviluppo, il commerci e le
politiche economiche internazionali. È un processo attraverso il quale le economia del mondo
sono diventate più integrate. Nel suo significato economico fondamentale, la globalizzazione si
riferisce alla maggiore apertura delle economie al commercio internazionale, ai flussi finanziari e
agli investimenti esteri diretti.
Negli ultimi decenni, le economie del mondo sono diventate sempre più collegate, attraverso
l'espansione del commercio internazionale sia di servizi che di beni primari e manifatturieri,
attraverso investimenti di portafoglio quali prestiti internazionali e acquisti di titoli, attraverso
investimenti esteri diretti, specialmente da parte di grandi società multinazionali.
Allo stesso tempo, gli aiuti esteri sono aumentati molto meno in termini reali e globalmente sono
stati superati dai flussi ora molto più grandi sia di capitale privato che di rimesse.
Questo processo ha acceso dibattiti sulle potenzialità e i rischi connessi.
Opportunità (Cina e India, due casi di cui parleremo spesso) :
- Gains from trade = economie diversi, scambiandosi beni e servizi, incrementano il benessere
reciproco, perché avviene una riallocazione elle produzioni tali per cui il sistema tende a tardi di
efficienza superiore che consentono guadagni (gains) reciproci
- Ampliamento delle opportunità produttive = anche dovuto al fatto che aumenta la mobilità del
fattore di produzione, aumentano le scale dei mercati di riferimento e questo amplia le
opportunità produttive 1
- Crescita rapida e diffusione di conoscenze ed innovazione = la tecnologia è un bene non
rivale e non escludibile. Non scambio solo il bene in quanto tale, ma anche la produzione insita
nella produzione del bene stesso
- Mercato del lavoro = la mobilità, la riallocazione di produzioni intensive di lavoro
Rischi
- Maggiore vulnerabilità ai flussi di capitale = particolarmente collegato a questa crescente
esposizione delle dinamiche internazionali perché si è legati a flussi finanziari con altri
economie, questo riflette una maggiore vulnerabilità ai flussi di capitale internazionale (es. crisi
2008)
- Disuguaglianza tra paesi e all’interno di paesi possono accentuarsi
- Degradazione ambientale = legata ai sistemi di produzione che si espandono e non sempre
tengono conto della sostenibilità ambientale. Un impatto assurdo è dato dai trasporti.
- Irrigidimenti nelle posizioni di maggiore potere economico-politico dei paesi che già
occupano tali posizioni
Il dibattito è ancora aperto, abbiamo evidenza empirica che entrambi questi aspetti siano ancora
aperti. Il punto è tentare di capire la natura di opportunità e rischi e quali sono le politiche
economiche che consentono maggiore integrità nella crescente integrazione economica che
stiamo vivendo.
commercio internazionale
Il è cresciuto enorme gente negli ultimi 40 anni, dando vita ad una
crescente interconnessione tra i paesi a livello globale. Dagli anni 80, anche in seguito ad una
serie di rivoluzione nel settore produttivo e dei trasporti (con la creazione del varo di navi cargo), si
è riusciti ad aumentare il volume dello scambio di merci tra parti diverse del globo e ridurre i tempi
in maniera drastica. Questi due aspetti, insieme ad altri elementi, ha dato il là a questo fenomeno
della globalizzazione.
Alcuni dati introduttivi :
- Per molti anni il valore dell’export è cresciuto molto più rapidamente della produzione globale:
in media il 7% per le merci e l'8% per i servizi (2013). Una quota significativa è rappresentata
dal commercio di risorse naturali.
- Effetti della crisi globale (2008-9): il valore del commercio internazionale è crollato di oltre il
15%
- Nel 2015 -> punto di svolta, si osserva un calo drastico nel commercio internazionale. I fattori
che contribuiscono al trend corrente : forte riduzione del prezzo delle materia prime (petrolio),
cambio politiche commerciali Cina
- Dopo il 2015 vi è stato un recupero che poi ha rallentamento, fino ad arrivare agli effetti della
pandemia Covid19 che ha procurato un rallentamento delle economie globali. Non sappiamo
ancora gli effetti reali del fenomeno, ma abbiamo delle stime per il 2021 come effetto diretto
della pandemia Uno sguardo prima della crisi 2008
Le esportazioni totali di merci sono aumentate da 5,3
miliardi di USD a 15,7 miliardi di USD nel periodo
1990-2008, con un tasso di crescita medio annuo del
12%, mentre le esportazioni di risorse naturali sono
cresciute del 20% all'anno in questo periodo.
Grafico 1 - L’altezza totale dell’aerea colora indica la
natura delle merci scambiate a livello globale, poi in base
alle varie categorie di scambio di bene si differenzia.
C’è un trend nettamente positivo di crescita totale dei
commerci, a partire degli anni 2000 c’è un’impanata dei
valori delle merci scambiate con una navetta predominanza del settore manifatturiero e una
crescita delle merci naturali. Grafico 2 - i due valori negli anni 1980 sono stati
riscalati per farli partire dallo stesso punto. Afre una
comparazione su come si sono mossi, il 1980 fa da
anno base. Si nota che il valore dei commerci è
nettamente superiore rispetto al GDP (PIL) globale, il
valore delle merci scambiate eccede nettamente il
reddito dei vari paesi -> caratteristica dovuta 2
all’enorme espansione dei flussi commerciali. Il picco negativo del 2008 è una flessione
particolarmente evidente sulla linea continua dei commerci internazionali rispetto alla linea del
GDP, sono stati i commerci internazionali a risentire particolarmente della crisi.
2015: un punto di svolta?
Le statistiche del commercio internazionale hanno recentemente mostrato tendenze insolite.
Dopo una forte ripresa dalla Grande Recessione del 2009, il commercio internazionale è cresciuto
a ritmi lenti che si sono ulteriormente deteriorati nel 2015.
Grafico 3 - con le colonne in blu scuro indica il tasso di
crescita del GWP (PIL globale). Dagli anni ’90 in poi
sono sempre valori positivi. Ovviamente si abbassa
fortemente in corrispondenza della crisi del 2009, poi
c’è una ripresa e un calo di nuovo
C’è un trend positivo che collega le due dimensioni del
GWP e del commercio globale (trade growth), ma c’è
una riduzione drastica del commercio con la crisi del
2009.
La linea azzurra da il rapporto tra le esportazioni su
quello del GWP. È estremamente evidente la crisi del
2009, ma osserviamo anche la crisi del 2015 in cui il
commercio internazionale riporta dati negativi. Questa
misura del rapporto tra il tasso di crescita delle
elasticità
esportazioni su quello del GWP è un forma di
del commercio rispetto al reddito.
La Cina è un attore fondamentale per capire la dinamica
del commercio internazionale ha cominciato a
modificare le proprie strategie di crescita: ha basato la
sua crescita sul ruolo delle esportazione, il modello della
Cina vede le esportazione come l’elemento trainante dell’economia. Il mercato cinese ha iniziato a
crescere si a di domande sia dal punto di vista delle sofisticazione dei prodotti cinesi,
aumentando il PIL pro-capite e si modifica la domanda cinese. La strategia a cinese ha iniziato a
modificarsi nel dirottare i beni export, a volgere un’interesse nei beni all’interno del paese.
flessione in termini
In questo grafico vediamo la
di risorse naturali, osservando la linea verde che
si riferisce alla componente degli idrocarburi e
degli altri elementi minerali; come vedete c’è un
anno che è stato preso di riferimento su cui sono
stato riscaldati tutti i valori effettivamente
osservati nelle seri storiche. In questo caso si
tratta del 2006 ed è il motivo per cui in questo
anno tutti e tre i settori: manifatturiero, idrocarburi
e altri prodotti minerali e prodotti agricoli partono
dallo stesso punto perché questo è l’anno base; c’è stato un andamento altalenante dovuto di
nuovo alla crisi finanziaria, la discesa negativa corrisponde a quello che abbiamo già visto in
ripresa
diversi grafici e cioè la crisi del 2008-2009. C’è stata la -> mentre il manifatturiero e i
prodotti agricoli hanno continuato ad avere una crescita sebbene sempre più lenta, le risorse
naturali di natura estrattiva hanno avuto una decrescita molto evidente. Una riduzione sostanziale
di questo settore nei commerci internazionali che però era uno dei settori maggiormente in
espansione e quindi na sua contrazione, ha avuto un effetto sui valori globali.
rallentamento
Abbiamo parlato di crescita delle economie e qui vedete quello che è stato il
globale delle economie -> tutti i paesi in particolare modo quelli che avevano riportato dei tassi
di crescita importanti ( a doppia cifra) hanno avuto un rallentamento strutturale, questo è normale.
Qui vedete che cosa è successo in questi anni (dal 2000 a oggi) senza l’arrivo del Covid-19,
vediamo la presenza di paesi sviluppati e nelle prima fasce vediamo i paesi sviluppati e sopra
abbiamo i paesi emergenti e i paesi dell’Est Asia e ciò ci dice che queste economie emergenti
sono cresciute a tassi di crescita e emergenti rispetto ai paesi industrializzati. I paesi orientali
hanno spinto una crescita a livello globale e anche i commerci, per tutto un periodo hanno avuto
dei tassi di crescita superiori, ma dal 200 a oggi hanno avuto dei tassi superiori rispetto alle 3
economie industrializzate. Il trend della Cina è arrivata ad avere die tassi di crescita prossimi a
15% annui e piano piano, ma ha rallentato la sua corsa e i tassi di crescita sono diminuiti rispetto
agli anni precedenti. I tassi di crescita dei paesi industrializzati stanno calando verso lo zero.
Tornando ancora una volta a questa contrazione avvenuta a partire dal
2015, quello che volevo farvi notare è la modifica del
ruolo della Cina: in questo grafico si vede quello che si
Reshoring
chiama -> è il riportare all’interno tutto ciò
che era stato demoralizzato, cioè attività produttive che
erano state in toto o per singoli processi produttivi
demoralizzati o affidate a soggetti posti al di fuori dei
confini nazionali. L’internazionalizzazione della
produzione è un elemento molto importante negli ultimi
decenni, la Cina aveva un livello di
internazionalizzazione molto importante così come tutte
le economie dell’est asiatico. della pandemia,
Arriviamo quindi a parlare dell’effetto
dopo questa riduzione sperimentata nel 2015, c’è stata
una ripresa senza tornare ai livelli pre 2015. Con il covi
è successo che le economie si sono chiuse con
tempistiche intensità diverse, alcune hanno
sperimentato anche forma di lockdown anche dei
confini internazionali, i commerci internazionali
subiscono una ripercussione, se non altro perché i
trasporti internazionali sono ostacolati e rallentati. Si è ridotta la domanda, in un momento di crisi,
la domanda di beni importati si è ridotta. La domanda di beni di consumo è stat molto importanti.
Degli assetti pratici possiamo dire ben poco perché un periodo che stiamo vivendo ancora,
possiamo vedere due scenari possibili:
- Linea blu = I volumi dalle merci scambiate al di là della crisi
2008-2009 vi è stata una ripresa e poi un trend piuttosto
positivo
- Linea gialla = il trend futuro sulla base di quello che erano i
dati registrati del passato rispetto ai commerci internazionali;
- Linea rosso e verde = scenario ottimistico in verde e scenario
pessimistico in rosso: c’è una forbice così evidente perché
tutto dipende dalla capacità delle singole economie per
contenere gli effetti della pandemia, se la ripresa che stavamo
sperimentando potrà continuare o se ci saranno dei
rallentamenti. Se altre economie emergenti che sono a livello
temporale in ritardo, se riusciranno a riprendere o meno.
nuovi attori sullo scenario globale
Gli ultimi 30 anni sono stati caratterizzati dall’emergere di ->
economie emergenti che hanno acquisito un ruolo preponderante a livello globale per quanto
riguarda il flusso di beni e servizi.
La Cina è il maggior esportatore a livello mondiale, e si collegano tutta una serie di altre economie
e sono legate a una produzione di beni intermedi che si basa su un’economia basata sulla
Factory Asia (è questa grande industria che si è creata con fulcro nella Cina che comprende tutti i
paesi limitrofi che si sono aggancia alla crescita della Cina e della sua capacità di esportazione
producendo beni intermedi). della quota degli scambi Sud-Sud
Un altro elemento è l’aumento ovvero le economie del sud del
mondo non sono quelle che si trovano geograficamente nel sud del mondo, ma sono quelle che
hanno un basso reddito. Gli scambi sud-sud sono gli scambi che avvengono tra economie a
basso medio reddito, questo è un dato rilevante perché fino a tempi recenti le direttrici principali
del commercio erano di natural nord-sud, cioè i beni venivano esportati dalle economie
industrializzate verso le economi a basso medio reddito, i quali esportavano le materie prime.
Questa distinzione che ha funzionato per moltissimo tempo ha iniziato a modificarsi perché le 4
economie a basso medio reddito si sono sviluppate nel corso del tempo. La quota degli scambi
sud-sud è sempre più rilevante. valore e le percentuali degli scambi.
A partire dal 2008 fino al 2018 -> vediamo il
Qui il soggetto sono le economie emergenti (basso medio reddito) e commerciano con altre
economie del sul del mondo (blu scuro), mentre (in blu chiaro) vediamo le quote di commercio con
le economie industrializzate -> questo ci mostra come le economie stanno modificando le loro
relazioni dal punto di vista anche geopolitica.
La Cina commercia con l’Africa orientale, questo è principale non solo interlinee di commercio,
ma anche di finanziamenti questo fa si che nuove direttrici orizzontali tra economie del sud del
mondo si stiano sostanziando e stanno prendendo sempre più spazio. Questa è una forma di
integrazione economica che merita di essere evidenziata perché ha questa caratteristiche di
originalità rispetto a quello che era stato osservato da tempo.
Dalla cartina del mondo, parlando di attori vediamo quella
rilevanza degli attori economici:
che è la
- I colori viola, rosa vi indicano dove questo valore è
molto elevato
- I colori più freddi indicano dove i valori sono più bassi.
distinzione nettissima:
Osservando questa cartina c’è una
ci sono i paesi industrializzati (USA, CANADA, UE) che
fanno parte del raggruppamento più alto perché i
commerci internazionali sono stati dominati da queste
economie fino a poco tempo fa soprattuto nel settore
manifatturiero. Ciò che stupisce è che ormai in questo
raggruppamento rientrano anche LA CINA e L’INDIA, 25
anni fa quesi due paesi non facevano parte di questa
fascia. Questo fa riferimento
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