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Economia finanziaria - la contabilità nazionale Appunti scolastici Premium

Appunti di Economia finanziaria per l'esame del professor Saltari sulla contabilità nazionale. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la produzione (PIL), l'inflazione, la disoccupazione, i conti delle amministrazioni pubbliche, dal reddito al risparmio, dal risparmio ai suoi impieghi: l’investimento... Vedi di più

Esame di Economia Finanziaria docente Prof. E. Saltari

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ESTRATTO DOCUMENTO

10 cap.1 - elementi di contabilita’ nazionale

Il tasso d’inflazione in Italia in base all’indice dei prezzi al consumo

Figura 1

25%

20%

15%

10%

5%

0%

1960 1965 1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005

Esercizio

In un’ipotetica economia vengono prodotti soltanto due beni, il bene A e il

bene B. Nella tabella successiva sono riportati i prezzi e le quantità prodotte

di questi due beni relativi a due diversi anni.

P P Q Q

A B A B

Anno 2000 50 5 1000 5000

Anno 2001 55 5 1000 5500

Assumendo come anno base il 2000 e utilizzando l’indice dei prezzi al con-

sumo, calcolate il tasso di inflazione e il tasso di crescita reale e nominale

dell’economia. P P Q

t 0 55∗1000+5∗5000

P

L’IP è dato da sicché

C = = 1. 066 7 ,

Risposta 50∗1000+5∗5000

Q

P

0 0

il tasso di inflazione è pari al Il tasso di crescita reale è dato dal tasso di

6.7%. P Q

P t

0 50∗1000+5∗5500

P −

variazione del PIL reale tra il 2000 e il 2001, = 1=

50∗1000+5∗5000

Q

P

0 0 11

e. saltari - dispense di macroeconomia - cap.1 P P Q

P 55∗1000+5∗5500

t t −

Il tasso di crescita nominale del prodotto è =

3. 3%. 50∗1000+5∗5000

P Q

0 0

1 = 10%.

1.3 La disoccupazione

Tre grandezze caratterizzano la situazione del mercato del lavoro

1. Il (o di partecipazione) è dato dal rapporto tra la

tasso di attività

(chi è presente sul mercato del lavoro sia come occupato

forza lavoro

che come disoccupato) e la popolazione attiva (compresa nella fascia di

età tra i 15 e i 64 anni) F orza lavoro

tasso di attività = P opolazione attiva

2. Il rappresenta la frazione della popolazione

tasso di occupazione

attiva che è occupata Occupati

tasso di occupazione = P opolazione attiva

3. Il è dato dal rapporto tra disoccupati e forza

tasso di disoccupazione

lavoro Disoccupati

tasso di disoccupazione = F orza lavoro

Queste tre grandezze sono tra loro connesse −

tasso di occupazione = tasso di attività×(1 tasso di disoccupazione)

La figura illustra l’andamento del tasso di disoccupazione in Italia nel

2

periodo 1960-2006 (la serie del tasso di disoccupazione è ricavata dal database

Ameco pubblicato sul sito della Commissione Europea).

12 cap.1 - elementi di contabilita’ nazionale

Il tasso di disoccupazione in Italia: 1960-2006.

Figura 2

12%

10%

8%

6%

4%

2%

0%

1960 1964 1968 1972 1976 1980 1984 1988 1992 1996 2000 2004

Esercizio

1. Scrivete la definizione dei principali indicatori del mercato del lavoro —

il tasso di disoccupazione, il tasso di attività, il tasso di occupazione —

e la relazione che li lega. La tabella seguente elenca questi indicatori

per gli anni più recenti (attenzione: i valori sono indicati in per-

centuale): tasso di tasso di tasso di

Anni attività occupazione disoccupazione

2002 8.6

56.5

2003 63.0 8.4

2004 62.5 57.5

2005 62.4 57.5

2006 58.4 6.8

Calcolate i valori mancanti, giustificando la procedura di calcolo.

13

e. saltari - dispense di macroeconomia - cap.1

La relazione che lega i tre indicatori del mercato del lavoro è

Risposta × −

t. occup. = t. attiv. (1 t. disocc.)

Utilizzando questa relazione, otteniamo che i valori mancanti sono: (2002)

.565

tasso di attività tasso di occupazione ×

= = 0.618 ; (2003) = .63

1−.086 .575

− (2004) tasso di disoccupazione = 0.08.

(1 0.084) = 0.577; = 1− .625

1.4 I conti delle amministrazioni pubbliche

Abbiamo già visto alcune delle funzioni svolte dalle amministrazioni pub-

bliche, come il prelievo attraverso le imposte sia dirette che indirette o il

sostegno alla produzione tramite i contributi. Cominciamo qui col dire a

quali enti ci riferiamo parlando di pubbliche amministrazioni. Le pubbliche

amministrazioni (AP) comprendono: lo Stato, gli Enti territoriali (Regioni,

Province, Comuni) e altri Enti centrali e locali (ASL, Università, Enti pre-

videnziali, ecc.). Le funzioni da esse svolte sono essenzialmente due : (1)

producono servizi non destinabili alla vendita, vale a dire i consumi pubblici,

come giustizia, istruzione, difesa, ecc., il cui valore si ottiene sommando i

salari e gli stipendi pagati dalle AP e gli acquisti di beni e servizi effettuati

dalle AP; (2) trasferiscono redditi — trasferimenti in gran parte costituiti dal-

le prestazioni sociali, come sanità, previdenza e assistenza. Queste due voci

costituiscono le uscite delle AP. Si tenga presente che i consumi pubblici del-

le AP sono dati dalla differenza tra i consumi collettivi e i consumi di alcune

istituzioni sociali private (partiti, sindacati, fondazioni, ecc.). Per svolgere

queste due funzioni, le AP si finanziano prelevando imposte e contributi.

Il conto consolidato delle AP ha la forma semplificata della tabella Nel

7.

leggere la tabella, si tenga inoltre presente che i cosiddetti consumi collettivi

sono dati dalla somma dei consumi delle AP e di quelli di alcune istituzioni

sociali private (partiti, sindacati, fondazioni, ecc.).

14 cap.1 - elementi di contabilita’ nazionale

Conto delle Amministrazioni pubbliche. Anno 2006

Tabella 7

(Miliardi di euro a prezzi correnti, valori arrotondati)

Entrate fiscali Consumi pubblici 300

680

e parafiscali )

(Cons. collettivi - Cons. isituz. priv.

Trasferimenti netti 446

di cui: Interessi passivi 68

Totale uscite 746

Avanzo primario 2

Disavanzo totale 66

Disav. tot./PIL (%) 3.1

Il coincide con l’avanzo

risparmio delle amministrazioni pubbliche

corrente del bilancio dello Stato, se positivo, o con il disavanzo, se negativo.

Il che indicheremo con BD,

deficit o disavanzo del bilancio pubblico,

coincide con la differenza tra uscite e entrate dello stato.

BD = G T

In questa espressione rappresenta la spesa pubblica, mentre è dato dalle

G T

imposte al netto dei trasferimenti.

Esercizio

Scrivete la definizione del deficit del bilancio pubblico. Utilizzando i dati

riportati nella tabella calcolate il deficit di bilancio per il 2004.

7,

Se guardiamo alla tabella è pari a 300 (la differenza di

G 5

Risposta 7,

rispetto alla tabella è dovuta i consumi delle istituzioni private senza scopo

1

di lucro) e è uguale a 680 — le imposte — meno i trasferimenti pari

T T A T R,

a 446. è quindi uguale a Di conseguenza,

T T = T A−T R = 680−446 = 234.

il deficit di bilancio per il 2006 è stato pari a −

BD = 300 234 = 66.

1.5 Dal reddito al risparmio

Abbiamo visto in precedenza che il reddito delle famiglie al netto della tas-

sazione, indicato prima con può avere due sole possibili destinazioni, il

Y d, 15

e. saltari - dispense di macroeconomia - cap.1

consumo o il risparmio In altri termini è sempre vero che la somma del

C S.

consumo e del risparmio è uguale al reddito disponibile, Questa

Y d = C + S.

identità è vera anche a livello nazionale. I consumi nazionali sono pari alla

somma di quelli privati delle famiglie e di quelli collettivi. I risparmi nazio-

nali sono pari alla somma dei risparmi delle famiglie di quelli delle pubbliche

amministrazioni. Se sommiamo ai consumi nazionali il risparmio naziona-

le, otteniamo il reddito nazionale. Questa è esattamente quanto afferma la

tabella essa ripartisce il reddito nazionale, una volta tenuto conto dei red-

8:

diti dall’estero, tra i consumi e risparmi dell’intero sistema economico, che

si riferiscono cioè sia al settore privato che al settore pubblico.

Ripartizione del rnl tra consumi e risparmi. Anno

Tabella 8

2006

(Miliardi di euro a prezzi correnti, valori arrotondati)

Consumi finali nazionali delle famiglie (C) 869

Consumi collettivi (G) 305

Risparmio nazionale lordo (S − 296

BD)

RNL disponibile (PIL - R. netti dall’est.) 1 470

Per verificare la coerenza con quanto abbiamo prima visto, facciamo qual-

che semplice passaggio algebrico. Si noti innanzitutto che la tabella può

8

essere riscritta in formula nel modo seguente

− − −

Y = C + G + S BD = C + G + S (G T ) =

= C + S + T

Riordinando l’ultima espressione a destra del segno di uguale attraverso la

sottrazione di da ambo i lati, otteniamo una identità nota.

T − Yd

Y T = = C + S

1.6 Dal risparmio ai suoi impieghi: l’investi-

mento e le esportazioni nette

Il risparmio che si forma nel sistema economico nel suo complesso identifica

le fonti cui i diversi soggetti presenti nell’economia — le famiglie, le imprese,

il settore pubblico, i non residenti — possono attingere per finanziare le loro

16 cap.1 - elementi di contabilita’ nazionale

spese. Dal punto di vista della collettività, l’impiego più importante del ri-

sparmio nazionale è quello effettuato dalle imprese per fini di accumulazione,

per finanziare cioè l’acquisto di beni strumentali da impiegare nel processo

produttivo come attrezzature, macchine utensili, capannoni industriali, ecc.

Ciò che rimane una volta finanziato l’investimento delle imprese può essere

pensato come un prestito che la collettività nazionale effettua nei confronti

del resto del mondo e che è pari alla differenza tra esportazioni e importa-

zioni. Per riassumere e rendere più preciso quanto abbiamo appena detto,

possiamo partire dall’identità tra PIL e spesa aggregata vista all’inizio

Y = C + I + G + NX

Sottraendo lato a lato le imposte meno i trasferimenti — cioè —, otteniamo

T

− −

Y T = C + I + G + NX T

Si ricordi ora che il PIL differisce dal reddito disponibile perché vi sono

imposte dirette e trasferimenti e che perciò il reddito disponibile è definito

Y d

come −

Yd = Y T

dove T sono le imposte al netto dei trasferimenti (includendo nei trasfe-

rimenti gli interessi sul debito pubblico). Sostituendo questa definizione

nell’uguaglianza precedente, si ha −

Y d = C + I + G T + NX

= C + I + BD + NX

dove − è il deficit del bilancio pubblico. Si ricordi pure che la

BD = G T

destinazione del reddito disponibile è

Yd = C + S

Possiamo così scrivere C + S = C + I + BD + NX

E semplificando con l’eliminazione di da entrambi i lati

C

S = I + BD + NX

Il conto della formazione di capitale riscrive questa identità mettendo insieme

risparmio privato e risparmio pubblico, spostando cioè a destra del segno

BD 17

e. saltari - dispense di macroeconomia - cap.1

di uguale e ottenendo perciò −

S BD = I + NX

Quest’ultima identità, cioè il conto della formazione di capitale, ha per il

2004 le cifre indicate dalla tabella 9.

Conto delle formazione di capitale. Anno 2006

Tabella 9

Miliardi di euro a prezzi correnti, valori arrotondati

ENTRATE USCITE

Risparmio naz. lordo (S − 296 Investimenti fissi lordi (I) 313

BD) Accr. (+) o indeb. (—) −17

(NX + redd. est.)

Totale 296 Totale 296

Esercizio

Scrivete l’identità della contabilità nazionale che collega il risparmio ai suoi

impieghi. Nel 2006 si sono avuti i seguenti dati per l’economia italiana ai

prezzi di mercato.

PIL 1475 Consumi delle famiglie 869

Investimenti lordi 313 Spesa pubblica 305

Investimenti netti 81 Disavanzo del bilancio pubblico 66

Si calcoli: (i) il prodotto interno netto; (ii) la differenza tra esportazioni

ed importazioni; (iii) il livello delle imposte al netto dei trasferimenti; (iv) il

reddito disponibile delle famiglie; (v) l’ammontare dei risparmi delle famiglie.

gli

(i) Il prodotto interno netto è ottenuto sottraendo dal

Risposta PIL

ammortamenti. Poiché gli ammortamenti possono ricavarsi dalla differenza

tra investimenti lordi e netti e risultano pari a − il prodotto

313 81 = 232,

interno netto è pari a − (ii) le esportazioni nette sono date

1475 232 = 1243;

dalla differenza tra prodotto interno lordo e domanda interna, ossia NX =

−(C −12; (iii) poiché

Y + I + G) = 1475−(869 + 313 + 305) = BD = G−T,

le imposte al netto dei trasferimenti sono uguali a − −

T = G BD = 305 66 =

(iv) sottraendo al le imposte al netto dei trasferimenti si ha −T

239; Y =

PIL

− che è il reddito disponibile; (v) sottraendo al reddito

1475 239 = 1236,

disponibile i consumi otteniamo i risparmi, − −

S = Y d C = 1236 869 =

Per il lettore attento: la differenza con il risparmio riportato nel conto

367.

della formazione di capitale, in cui il risparmio delle famiglie è pari a 362

(perché?), è dovuta ai redditi dall’estero: infatti, se sommiamo al risparmio

appena calcolato i redditi dall’estero pari a −5, otteniamo appunto

S = 367

362.

Le caratteristiche dell’area dell’euro

A partire dal 1 gennaio 1999, l’Italia, assieme ad altri 10 Paesi (Austria,

Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi,

Portogallo e Spagna), ha deciso di adottare l’euro come moneta. A questi

undici paesi si è aggiunta la Grecia nel gennaio 2001 e la Slovenia nel gennaio

2007, portando così a tredici il numero totale di paesi che costituiscono l’area

dell’euro. È perciò opportuno collocare l’Italia all’interno dell’area dell’euro.

Quest’ultima presenta caratteristiche strutturali diverse da quelle delle sin-

gole economie che la compongono; l’area dell’euro ha invece molte analogie

(ma anche differenze) con altre economie di grandi dimensioni, come USA e

Giappone. Il tasso di disoccupazione nell’area dell’euro, negli Stati Uniti e

Figura 3

in Giappone


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Economia finanziaria per l'esame del professor Saltari sulla contabilità nazionale. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la produzione (PIL), l'inflazione, la disoccupazione, i conti delle amministrazioni pubbliche, dal reddito al risparmio, dal risparmio ai suoi impieghi: l’investimento e le esportazioni nette.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Finanziaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Saltari Enrico.

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