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Economia dell’Istruzione

Prof.ssa Lucia Corno Lezione 1

1. Introduzione

L’economia dell’istruzione nasce come branca a se stante dell’economia intorno agli anni ’70.

Gli economisti negli anni ‘50/’60 studiavano il perché della crescita economica, arrivando poi ad osservare che la produzione

totale (OUTPUT) superava quella dei fattori produttivi (INPUT) il residuo viene spiegato con un miglioramento del CAPITALE

UMANO (Human Capital), cioè dei fattori produttivi stessi, perché le persone avevano acquisito un’istruzione, un’abilità.

Le prime teorie economiche in questa materia vennero fatte negli anni ’70, principalmente da: Mincer, Becker e Shult.

Gary Becker nel 1962 scrisse sul Journal of Political Economy una monografia sull’importanza del capitale umano. Nel 1992 vinse

il premio Nobel dell’economia per le sue teorie sul capitale umano, diceva infatti che i paesi che crescono di più sono quelli che

investono di più in capitale umano. Una sua frase famosa è: “Il capitale umano è il motore della crescita”.

La crescita è e sarà sempre dei paesi che investono in istruzione, bisogna quindi investire in persone non in macchine.

L’istruzione ha ricadute non solo sulla crescita, ma anche su molti aspetti della sfera sociale.

Definizione di Human Capital : Il capitale umano è l’insieme di conoscenze, abilità e conoscenze possedute e sviluppate dalle

persone tramite due cose:

1- L’istruzione (sui banchi di scuola)

2- La formazione professionale e continua (sul mercato del lavoro)

che comportano un effetto sulla produttività osservabile tramite i redditi da lavoro.

La produttività è un fattore fondamentale per la crescita.

Il capitale umano diventa nella teoria economica il fattore più importante perché permette di aumentare la produttività a parità

di risorse impiegate e a differenza del capitale fisico, è immateriale e non separabile dalla persona; racchiude tutto lo stock di

conoscenza e professionalità del lavoratore.

Capitale Umano ≠ Capitale Fisico

è immateriale e è materiale.

non è separabile

dalla persona.

Nei paesi industrializzati, vantaggi comparati e possibilità di crescita dipendono soprattutto dalle industrie high skill-intensive.

Il capitale umano viene inserito come variabili chiave nei modelli di crescita.

Capitale umano è il fattore produttivo più importante per la crescita e dagli anni 70 viene inserito come variabile nei modelli di

crescita classici.

Questo fattore produttivo influenza positivamente anche altri fattori e genera benefici privati (sulla salute, sulla famiglia, sui

figli) e benefici sociali (sulla criminalità, sul mercato del lavoro, sulla partecipazione alla vita politica e sociale)

Si parla di capitale umano perché, al pari di quello fisico, entro certi limiti, può essere accumulato attraverso forme di

investimento (sulla persona).

Quindi come tutti gli investimenti e le scelte economiche, la decisione di accumulare HC comporta costi e benefici (individuali e

sociali):

- Il consumo e la produzione di istruzione e formazione hanno dei costi, cioè sacrificare il consumo / produzione di altri

beni.

- Individui e collettività devono quindi effettuare delle scelte su quanto e come investire in istruzione / formazione.

La teoria di Becker (1964) : dice che il capitale umano è un investimento simile all’investimento in capitale fisico e come tale gli

individui razionali investono in capitale umano fino a quando i benefici marginali risultano maggiori o uguali ai costi marginali.

(BM≥CM).

Quindi di che cosa si occupa l’economia dell’istruzione?

L’economia dell’istruzione è la scienza che studia come vengono effettuate le scelte relative alla qualità e alla quantità di

istruzione da acquisire / offrire sia da parte degli individui che domandano istruzione, che da parte delle istituzioni che la

offrono. Si interroga anche su come meglio allocare le risorse scarse nel campo dell’istruzione.

2. Spese in istruzione (in Italia e in Europa)

In generale le spese in istruzione rispetto alle spese totali sono aumentate, ma l’Italia è rimasta indietro, è l’ultima.

La percentuale di spesa è < 5% (sotto la media OCSE).

Per quanto riguarda l’università rispetto al PIL, l’Italia è 30esima su 33, e la sua spesa è < 1%.

Dopo la crisi del 2008 l’Italia ha tagliato le spese per l’istruzione, (Italia penultima), mentre le spese private (tasse) siamo 2° in

Europa, prima di noi c’è l’Inghilterra.

3. Fatti stilizzati sull’istruzione

1° Fatto : Innalzamento generale dei tassi di partecipazione scolastica.

Il tasso di alfabetizzazione in Italia dai 6 anni in sui nel 1961 era intorno al 80% mentre oggi siamo intorno allo

0%. Il tasso di iscrizione alle scuole secondarie è cresciuto notevolmente, mentre quello all’università è

cresciuto maggiormente per le donne.

Livello di istruzione tra Italia e Paesi OCSE, vediamo che l’Italia si differenzia dalla media OCSE, per minori livelli

sia in termini di quantità e qualità, di investimento in capitale umano.

In termini di quantità in Italia vediamo che la popolazione tra i 25 e 64 anni solo il 10% ha un titolo

universitario rispetto al 24% della media OCSE.

Per quanto riguarda il numero medio di anni di studio vediamo, in Italia (9,4 anni) OCSE (11,6 anni), USA

(12,7anni).

Vi sono anche elevate differenze territoriali tra nord e sud.

La scelta di continuare a studiare dopo l’obbligo appare più condizionata dal background familiare.

Indicatore di persistenza è la probabilità di raggiungere alti livelli di istruzione con genitori non istruiti.

È quindi la probabilità di avere una laurea con un padre laureato – la probabilità di avere una laurea con un padre diplomato,

maggiore è questa differenza, maggiore è questo indice.

In Italia questo indice è un problema, infatti dovrebbe stimolare interventi di policy sulla mobilità sociale.

2° Fatto : L’istruzione migliora le condizioni del mercato del lavoro.

Studi empirici dimostrano che più istruzione corrisponde a:

- > partecipazione del mercato del lavoro

(tasso di partecipazione: occupati + disoccupati / popolazione attiva (> 15 anni))

- < disoccupazione

- > retribuzione (con diversità per genere)

Nel USA più che in Italia e gli uomini in Italia con una laurea guadagnano 4/5 volte di più rispetto a

uno che non ce l’ha.

Le donne invece a parità di livello di istruzione guadagnano molto meno.

- > profilo di reddito

Influenza non solo il livello retributivo ma anche il suo profilo nel corso della vita lavorativa di un

individuo.

3° Fatto : L’istruzione è legata ad altri vantaggi privati e sociali, monetari e non.

Benefici Privati Benefici Sociali / collettivi

Monetari + Produttività + Crescita

+ Reddito

Non + Salute -Criminalità

monetari + Coesione sociale

+ Partecipazione politica …

4° Fatto : Nonostante i rendimenti dell’istruzione siano aumentati nel corso degli anni solo pochi conseguono alti livelli

di istruzione.

5° Fatto : Anche a parità di anni di istruzione esistono forti differenze tra paesi nelle competenze degli studenti.

Esistono delle “misure” della qualità e dell’istruzione (sono test standardizzati a livello nazionale e

internazionale), chiamati anche test PISA

Si rivolgono ai bambini di 15 anni prima della fine del ciclo scolastico obbligatorio in qualunque tipo di scuola

di trovino, in tutti i paesi OCSE per le materie scienze, matematica, lettura e problem solving.

Propone rilevazioni ogni tre anni (2000, 2003, 2006, 2009) – 32 paesi nel 2000, 41 nel 2003, 57 nel 2006 e 65

nel 2009.

La partecipazione italiana a PISA 2006: l’Italia ha partecipato a PISA 2006 con un campione di 21.773 studenti,

in 806 scuole (nord ovest, nord est, centro, sud e isola), gli indirizzi di studio sono i licei, gli istituti tecnici, gli

istituti professionali, le scuole medie e la formazione professionale.

L’Italia nelle indagini internazionali, in PISA (scuole secondarie) i risultati medi in Italia sono inferiori rispetto

alla media OCSE.

NB: La QUALITA’ è importante perché empiricamente esiste una relazione positiva tra PIL (e quindi GDP, cioè la crescita) e le

competenze degli studenti. Lezione 2

Scelta di istruzione come investimento in capitale umano

Come gli individui decidono di investire in istruzione?

Possiamo innanzitutto definire l’istruzione in 2 modi:

- Bene di consumo: un bene di consumo è un bene che si vuole consumare nel più breve

tempo possibile. Quindi il bene “istruzione” è un bene che viene utilizzato per soddisfare

le proprie esigenze di conoscenza, apprendimento ecc…

- Investimento: (come dice Becker), investire in istruzione ci fa accumulare tutte quelle

capacità che faranno aumentare la produttività e quindi i redditi futuri.

L’istruzione è in grado di far aumentare la propria capacità di reddito futura perché

aumenta la produttività.

Si crea una vera e propria catena: + istruzione = + produttività = + reddito.

Ma come tutti gli investimenti bisogna valutare COSTI e BENEFICI.

Diverse teorie sul capitale umano

La disciplina dell’economia e dell’istruzione ha alla base due teorie portanti sull’accumulazione di capitale umano

- Teoria di Becker (1964): “l’istruzione fa crescere il capitale umano e quindi la produttività

e i salari”

- Teoria di Spence (1973): “Il capitale umano è dato alla nascita ma non è osservabile dalle

imprese. L’istruzione serve come segnale per selezionare i lavoratori migliori”

Si tratta di una sorta di quoziente intellettivo, che non è visto dalle imprese, e l’istruzione

serve come segnale.

Vediamo i due modelli

1. Modello di Becker – dunque abbiamo detto che dà bene di consumo l’istruzione diventa un investimento

capace di produrre frutti sotto forma di redditi futuri. 

Il motivo che spinge una persona ad andare a scuola è quello di aumentare le proprie conoscenze in quanto ciò

consente di aumentare la propria produttività futura.

Se la produttività aumenta, aumenta anche il reddito futuro.

Il concetto della produttività è una nozione chiave: il contributo dell’istruzione all’economica viene visto in termini di

accresciuta produttività.

Ipotesi del modello: H

il capitale umano (H ) si produce solo attraverso esperienza scolastica (S ) = S

i i i i

o La quantità di capitale umano acquisito è proporzionale al tempo trascorso tra i banchi di scuola,

o quindi agli anni di scolarità (assunzione: le scuole hanno la stessa qualità)

Il legame tra istruzione e reddito è certo; se uno studia per forza, in questo mondo ideale creato

o da Becker, guadagna di più rispetto ad un individuo che non ha studiato.

Costi dell’investimento in capitale umano

L’istruzione si acquisisce sostenendo dei costi:

Costi monetari diretti: tasse di iscrizione, acquisto libri, trasporti, etc.

 Costi monetari indiretti: mancati guadagni che si sarebbero potuti ottenere se si fosse entrati subito

 nel mercato del lavoro (costi opportunità)

Costi non monetari: lo sforzo, l’impegno richiesto all’individuo per progredire nella carriera

 scolastica

Benefici dell’investimento in capitale umano

- Maggiori redditi futuri – profilo reddituale più elevato che un individuo si aspetta di ottenere

dopo la formazione: tale rendimento rifletterà la maggiore “produttività” del lavoratore.

- Piacere di acquisire nuove conoscenze - piacere legato allo studio, alla frequenza dei corsi e

all’acquisizione di nuove conoscenze.

Ora bisogna capire come strutturare la scelta ottima degli individui.

La scelta ottimale (degli anni in cui studiare)

In generale, un individuo che impiega tempo e risorse finanziari per istruirsi si attendo che i rendimenti futuri che

deriveranno dall’investimento (in termini di maggior profilo salariale atteso a seguire della maggiore capacità

acquisita) siano tali da coprire tutti i costi (diretti e indiretti) sostenuti per acquisire istruzione.

In presenza di benefici e costi la teoria economica ci insegna che le scelte ottimali sono tali da uguagliare al margine i

primi con i secondi.

Si domanda istruzione finché il beneficio marginale (piacere della conoscenza + miglioramento prospettive di

reddito) è maggiore o uguale al costo marginale. BM ≥ CM

I benefici: le prospettive di reddito

 I : prospettive di reddito dell’individuo i-esimo.

i

In questo modello le prospettive di reddito sono date dal mercato del lavoro (sono quindi esogene)

Di conseguenza : I = I(H )= I (S ) ’

con I >0 e I’’<0

i i i

A seconda di quanto capitale Perché secondo le ipotesi Hi = Si

umano sono in grado di acquisire

dipende il mio profilo di reddito

 Derivata prima positiva (I’>0) = salari sono funzione crescente degli anni di istruzione. All’aumentare degli

anni di istruzione anche il profilo di reddito aumenta.

 Derivata seconda negativa (I’’<0) = rendimento marginale del capitale umano è decrescente:

all’aumentare degli anni di istruzione il reddito continua ad aumentare, ma l’incremento derivante da un

anno di istruzione in più si riduce con gli anni di istruzione. Questo significa che all’aumentare degli anni di

istruzione il reddito è vero che aumenta, ma dopo una certa soglia aumenta in modo meno che

proporzionale.

In altre parole: passare dalla licenza media alla scuola superiore mi fa guadagnare molto di più; ma passare

dalle superiori all’università mi fa guadagnare di più ma non tanto quanto il passaggio precedente.

 La curva della capacità di guadagno: dipende dal funzionamento del mercato del lavoro (non dipende dalle

scelte dell’individuo ma è data!)

Grafico della funzione di I:

Prospettiva di guadagno Curva della capacità di guadagno

I2 - Qui il guadagno in più

c’è ma è minore.

I1 - All’inizio avere un

anno in più mi fa

guadagnare tanto di più. Istruzione (Si)

A parità di anni I1 > I2

Dobbiamo ora trovare l’utilità totale dell’individuo, che è l’equivalente monetario del piacere di acquisire istruzione.

Indichiamo con U(S ), U’>0 e U’’<0 l’equivalente monetario del piacere di possedere istruzione (funzione di utilità)

i

Sia C(S ), C’>0 e C’’>0 l’equivalente monetario dell’insieme dei costi (diretti, indiretti e non monetari), questa

i

funzione è sempre crescente perché studiare è ogni anno costoso (funzione di costo)

Mettendo insieme queste due funzioni l’individuo ottimizzante sceglie il livello di istruzione che massimizza la

sua utilità totale data da: Utilità totale = U(S ) + I – C(S )

i i i Abbiamo formalizzato

la teoria di Becker

COSTI

BENEFICI BM ≥ CM

A questo punto bisogna massimizzare la funzione id utilità perché dobbiamo trovare quale sia la SCELTA OTTIMA.

Per trovare la scelta ottima bisogna fare la derivata (rispetto a Si).

Ogni individuo, quindi, risolve il seguente problema

max [U(S )+I - C(S ) ]

i i i

s.t. I = I(H )= I(S )

i i i

Scelta ottima:

dU(Si) dI(Si) dC(Si)

+ =

dSi dSi dSi

BENEFICI MARGINALI COSTI

MARGINALI

Graficamente la scelta ottima si può rappresentare in due modi:

1. con le curve di indifferenza

2. con le curve costi-benefici

1- Curve di indifferenza

Le curve di indifferenza rappresentano i luoghi del Curve di indifferenza

piano (capacità di guadagno, anni di istruzione) che

lasciano invariata l’utilità totale degli individui.

Nel nostro caso: al crescere dell’istruzione i costi

crescono più velocemente dell’utilità è necessario

compensare l‘individuo con un reddito crescente per

mantenerlo indifferente (= sulla stessa curva)

concavità verso l’alto.

La soddisfazione dell’individuo cresce al crescere del Istruzione

reddito per dato livello di istruzione (il benessere

individuale aumenta spostandosi verso l’alto – sinistra)

Scelta ottima: Graficamente l’individuo scegli quel punto appartenente alla funzione della capacità di guadagno

associato alla curva di indifferenza più elevata.

Curva di indifferenza

Capacità di guadagno

E La scelta ottima sarà data dall’intersezione tra

il punto massimo nella capacità di guadagno e

la curva di indifferenza È il numero ottimale di anni di istruzione per

il nostro individuo “i” che ha costi di

istruzione C(i) e capacità di guadagno I(i).

Istruzione

S*

i

NB: Graficamente l’individuo sceglie quel punto appartenente alla funzione della capacità di guadagno associato alla

curva di indifferenza più alta.

2. Curve costi e benefici

La scelta ottima di istruzione in questo caso sarà data dall’incrocio delle due curve:

- Beneficio marginale decrescente (utilità marginale decrescente e rendimento crescente

dell’istruzione nell’accrescimento del capitale umano)

- Costo marginale crescente (crescente sforzo richiesto e costi opportunità crescenti)

Scelta ottima: Beneficio marginale

Si* - scelta ottima

Fino a questo momento abbiamo considerato un mondo ideale in cui l’assunzione di fondo è che tutti gli individui

sono omogenei. Ma se tutti fossero uguali, l’aumento di r

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LatiLeo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dell'istruzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Corno Lucia.
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