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Il Principio contabile nazionale n. 12 sottolinea che lo scopo, per cui si deve elaborare il Rendiconto

finanziario, è di ottenere informazioni di natura finanziaria non ricavabili dal semplice stato patrimoniale

comparativo, anche se corredato dal conto economico: tale stato patrimoniale non mostra infatti chiaramente

né le variazioni avvenute nelle risorse finanziarie e patrimoniali, né le cause che le hanno determinate.

In tale ottica, il rendiconto finanziario diventa un importante strumento dell’informazione complessiva sulla

situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell’impresa in funzionamento: esso ha infatti un contenuto

informativo che, pur derivando in parte dal conto economico ed in parte dallo stato patrimoniale di inizio e di

fine periodo, non può essere sostituito dalle informazioni ricavabili da questi prospetti.

Il Principio contabile suggerisce di redigere il rendiconto finanziario tenendo conto delle variazioni delle aree

di gestione finanziaria determinatesi per effetto:

dell’attività produttiva di reddito svolta dall’impresa nell’esercizio (l’area equivale indicativamente a quella

definita come A – Flussi di circolante della gestione corrente, nello schema presentato nel secondo

capitolo)

dell’attività di finanziamento dell’impresa (l’area definita come E – Area dei finanziamenti nel citato

schema)

dell’attività di investimento (area D – Area degli investimenti nello schema).

Tali elementi devono essere forniti in modo tale, da permettere di apprezzare le variazioni nella situazione

patrimoniale – finanziaria dell’impresa avvenute nell’esercizio, nonché le correlazioni che esistono tra le fonti

di finanziamento e gli investimenti effettuati.

Entrando nei dettagli, il principio contabile n.12 prevede che nel rendiconto finanziario si debbano

evidenziare:

le risorse finanziarie generate dalla gestione reddituale dell’esercizio, cioè il flusso di liquidità ovvero di

capitale circolante netto generato dalla medesima

le assunzioni ed i pagamenti di mutui e prestiti obbligazionari

il ricavato della vendita di immobilizzazioni tecniche, finanziarie, immateriali, da indicare distintamente

gli acquisti di immobilizzazioni tecniche, finanziarie ed immateriali. Le tre categorie devono essere indicate

distintamente. Per le immobilizzazioni finanziarie e le immateriali si rende inoltre necessario specificare il

tipo di attività acquisite (partecipazioni, brevetti, ecc.)

i dividendi pagati

le variazioni avvenute nell’esercizio nei singoli conti componenti il capitale circolante netto ed il totale di

tali variazioni.

Come si può osservare, vi è una identità di fondo tra la suddivisione delle aree finanziarie, suggerita dalla

dottrina aziendale, e quanto viene previsto dal Principio Contabile.

Una differenza è data dall’ampiezza attribuita al concetto di gestione corrente: mentre la dottrina

aziendale include in tale area i soli flussi inerenti l’attività caratteristica di acquisto – produzione - vendita, il

Principio contabile allarga il suo ambito ad altre componenti reddituali. Un esempio al riguardo è costituito

dagli interessi passivi, che alla luce del metodo suggerito devono essere inclusi nell’area dei finanziamenti,

mentre negli schemi elaborati dall’Organismo Italiano di Contabilità vengono fatti rientrare nella gestione

corrente. Tale seconda impostazione rende il Rendiconto finanziario meno significativo, in quanto

adottandola non si fanno rientrare taluni movimenti nelle aree decisionali loro proprie: si ricorda al riguardo

l’esempio del mutuo acceso dal rag. Rossi, i cui esborsi per interessi passivi devono essere ricondotti

all’area dei finanziamenti, non venire confusi nell’area della gestione corrente (lo stipendio).

Una seconda differenza consegue dal fatto che il Principio contabile, non facendo alcun cenno agli esborsi

tributari, li imputa di fatto all’area della gestione corrente.

Si ricorda che, per le ragioni illustrate nell’analisi svolta in precedenza, gli esborsi tributari possono in realtà

essere trattati come segue:

imputando gli effetti tributari, propri di una determinata area di gestione, alla stessa. Tale soluzione, oltre

che complessa, non permette però di evidenziare a saldo gli effetti delle politiche tributarie seguite

dall’impresa

in alternativa, evidenziando tale area a parte, come specifica area di gestione, con il procedimento

suggerito nel secondo capitolo

da ultimo, imputando tutte le voci tributarie alla gestione corrente. Tale via è convenientemente

percorribile solo nei casi in cui non si determinino sostanziali conseguenze tributarie, nella altre aree di


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Economia aziendale sul rendiconto finanziario nel bilancio d'esercizio con analisi dei seguenti argomenti: le previsioni del Codice civile, le previsioni dei principi contabili, il capitale circolante netto, i metodi di elaborazione del rendiconto, il rendiconto finanziario in termini di liquidità, il calcolo dell'importo nelle voci.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e direzione delle imprese
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Di Lazzaro Fabrizio.

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