L'ATTIVITA' ECONOMICA E L'ECONOMIA AZIENDALE: I PRINCIPI GENERALI
L'attività economica è svolta da mosse da specifici per soddisfare dei
PERSONE FINI BISOGNI
tramite dei possono essere soddisfatti in maniera autonoma o tramite
BENI. I BISOGNI
agglomerati di persone che si uniscoo per raggiungere un fine comune.
L'attività economica è composta da 8 classi di attività, che si distinguono all'interno delle
macroaree della gestione, organizzazione e della rilevazione.
1.1.1 La centralità della persona e delle società umane nell'analisi economica
Persone perseguono fini che suscitano bisogni, per soddisfarli svolgono attività economica
ossia l'attività di produzione e consumo di beni economici. L’attività economica si svolge
nell'ambito di società umane, gli istituti(famiglie , imprese, Stato, istituti nonprofit). Essa è
quindi svolta dalle persone per le persone e si manifesta principalmente nel lavoro.
L'analisi dell'attività economica e le teorie economiche
La persona umana è al centro degli studi che si occupano di economia, le teorie economiche
sono influenzate dalle ipotesi (imp. o esp.) circa la natura delle persone e dei gruppi di persone.
1.1.2 I bisogni e i beni
Attività economica è svolta per il soddisfacimento dei bisogni, esigenze di un bene necessario
agli scopi di vita che si manifesta come desiderio, consapevolezza dell'insoddisfazione
dovuta a una mancanza.
Distinzione fra bisogni naturali e bisogni sociali:
Bisogni naturali (fisiologici): suscitati dalla componente biologica delle persone
- (alimentazione ecc), sono uniformi e universali. Si individuano come i bisogni basilari e
indiffernziati tipici dei bambini.
Bisogni sociali:(vasta gamma dei bisogni sociali, etici, estetici e religiosi): suscitati dalla
- sfera spirituale e dall'interazione con vari insieme di persone che formano le società
umane. Si distinguono in bisogni radicali (informazione,giustizia,libertà, uguaglianza),
bisogni non radicali(appartenenza, identificaz ione)
Entrambi possono essere distinti in bisogni essenziali(primari) e bisogni
voluttuari(secondari superflui). Le persone soddisfano i bisogni naturali e sociali elementari
per poi passare ai bisogni più complessi ed elevati, cioè quelli voluttuari influenzati dalle mode,
suscitabili e modificabili da specifiche strategie di comunicazione.
La teoria dei bisogni
Una teoria dei bisogni è riferimento fondamentale di ogni altra teoria economica per
comprendere l'origine ed i fini nell'ambito delle famiglie e nelle imprese e negli istituti pubblici
per capire le modalità di pubblicità,promozione e vendita(basate su ipotesi circa i bisogni dei
clienti intermedi e finali).
Le dinamiche dei bisogni
Per l'analisi economica bisogna comprendere le dinamiche dei bisogni. I bisogni si dispongono
in una gerarchia in un ordine di priorità che si manifesta nelle variazioni delle scelte di consumo
al variare dei redditi disponibili. I bisogni manifestano forti gradi di dinamismo (nuovi
bisogni=nuovi beni). La domanda di determinati beni varia al variare dei redditi, può essere
costante (acqua), ascendente o discendente. Redditi maggiori→ più consumi
I beni
Il soddisfacimento dei bisogni richiede la disponibilità di beni. Si distinguono:
Beni economici: merci e servizi u tili per il soddisfacimento dei bisogni delle persone e
- scarsi rispetto alle loro esigenze
Beni non economici o beni liberi: beni non soggetti al limite di scarsità-disponibili in
- quantità e qualità
Ulteriori categorizzazioni dei beni economici:
Alla distinzione dei bisogni primari e voluttuari corrisponde la distinzione tra beni primari e beni
volluttuari.
Beni complementari: molti bisogni sono soddisfatti dal concorso necessario di più beni
- (un bene completa l'altro).
Beni fungibili: uno stesso bisogno può essere soddisfatto da beni differenti alternative
- (un bene esclude l'altro)
Beni differenziabili: molti beni possono essere prodotti, venduti e progettati da una certa
- impresa con caratteristiche particolari differenti rispetto a quelle di analoghi prodotti
offerti dalle imprese concorrenti. Più un bene è differenziabile più si è disposti a
riconoscere un plus valore. Esempi: maglioni,scarpe
Beni non differenziabili o commodities: ossia beni offerti con caratteristiche uguali da
- tutte le imprese ex. La benzina. La caratteristica rilevante è una sola, uniforme e costante.
Importanza del prezzo nei confronti della concorrenza.
Beni di consumo: beni utilizzati direttamente dalle persone per soddisfare i loro bisogni
- Beni strumentali: beni utilizzati per produrre altri beni
- Beni di consumo e beni strumentali possono essere beni ad utilizzo singolo o beni
- durevoli (a seconda della durata dell'attività del loro impiego) e beni a consumo
individuale e beni a consumo collettivo.
Beni privati: beni prodotti da soggetti privati (imprese,famiglie,istituti nonprofit)
- Beni pubblici:beni prodotti da soggetti pubblici (Stato) Esempio: servizi anagrafe,
- difesa nazionale
(Varie categorie di beni possono essere offerti sia da soggetti pubblici che privati, per esempio
l'istruzione.)
1.1.3-Le attività economiche di produzione e di consumo
L'attività economica consiste nelle operazioni di produzione e di consumo dei beni economici, in
essa distinguiamo 8 classi di attività.
1-Operazioni di trasformazione fisico-tecnica specifiche che caratterizzano la società → sono
operazioni di trasformazione fisica, spaziale e logica delle materie prime, impianti, dati e
conoscenze. Esempi:
Nelle imprese manifatturiere: latte → mozzarella (operazioni di lavorazione e
- assemblaggio materie prime)
Stato → insegnamento
- Famiglia → trasporto, conservazione e lavorazione dei beni alimentary
- Aziende di credito e assicurazione → registrazione posizioni di credito e di debito,
- copertura e risarcimento (operazioni di trasformazione logica).
Input (materie prime) si trasformano in output (merce finita)
Accanto alle attività di trasformazione tecnica tutti gli istituti svolgono molteplici operazioni di
negoziazione che caratterizzano fortemente sia i singoli istituti sia i sistemi economici nei quali
essi operano: (Le negoziazioni si svolgono secondo molteplici condizioni di scambio e forme
contrattuali. Alle relazioni di scambio si sovrappongono relazioni di cooperazione e
competizione fra istituti; inoltre, insiemi omogenei di scambi formano i mercati.)
2-Operazioni di negoziazione dei beni privati e di servizi: i beni trasformati NON si
autoproducono, vanno comprati da terzi e dai servizi, esternamente.
-Input e Output (ceduti dal mercato) sono oggetto di negoziazione. Tale negoziazione avviene
attraverso lo scambio monetario: si cede il bene acquisendo un corrispettivo misurato con l'unità
monetaria, cioè il prezzo. La moneta consente lo scambio ed è l'unità di misurazione
negoziazione. Ex. 10 litri di latte → 100 euro, si deduce il prezzo unitario.
Non sempre si decide contestualmente la moneta, bensì un credito. → temporanea modalità di
chiudere lo scambio, si originano così crediti di regolamento e debiti di regolamento.
I debiti che si originano possono essere commerciali o operativi (cioè legati alla gestione
operativa, di breve termine, non generano interessi passivi o attivi).
Finanziamento non oneroso: riguarda la gestione del circolante operativa, gestione differimento
legato ai pagamenti.
3-Operazioni di negoziazioni d i rischi specifici : mediante contratti di assicurazione/forme
assicurative per la tutela da rischi determinati/specifici.
4-Operazioni di negoziazioni di capitale di prestito:
In banca → si chiede moneta → si verifica → debito del depositario + un credito della
banca.
La moneta non consente di chiudere lo scambio, poiché è oggetto stesso dello scambio.
Il debito o credito di prestito si verifica dall'interesse passivo o attivo che costituisce il prezzo.
(Il prezzo in questo caso non è la quantità di moneta totale che viene restituita).
La negoziazione di capitale di prestito ci permette di avere una disposizione di denaro per un
determinato periodo di tempo. ( Prezzo = interessi passivi) . Tale negoziazioni rappresentano una
fase importante per il buon funzionamento delle attività umane.
5-Operazioni di negoziazioni di capitale proprio:risorse monetarie che entrano nella società
umana diventando di proprietà della stessa. Ex. Tra marito e moglie, il capitale proprio è la
casa.
Nel caso in cui si volesse avviare un'attività economica in società si necessita di moneta/risorse
monetarie. Ricavo le risorse monetarie da:
Si domanda capitale di prestito alle banche
- Chiedo capitale proprio (azione o quote) ai soci.
-
Il capitale proprio non implica un obbligo di rombor so. Il rimborso avviene solo nel caso di
liquidazione della società, ed è costituito dai ricavati della vendita. Quindi non c'è garanzia di
rimborso e non è presente nessuna remunerazione predefinita (a differenza del capitale di
prestito)
ex: 200.000 euro di capitale proprio nell'azienda a disposizione. → se prestati dalla banca vanno
restituiti con gli interessi, se sono dei soci non si identifica l'obbligo di restituzione.
Il capitale proprio viene nominato anche capitale di rischio in quanto:
- si ha il rischio di non ottenere nulla
è correlato con il rischio d'impresa:
- generico: legato all'andamento generico dell'economia
specifico: a seconda dell'attività svolta.
Il capitale di rischio/proprio a differenza del capitale di prestito non deve essere restituito, ma
deve essere remunerato nella forma del dividendo, cioè spesa – ricavo – guadagno.
Quindi...
RICAVO – COSTI = REDDITO
RICAVI magg. COSTI = UTILE
RICAVI min. COSTI = PERDITA
L'utile può essere distribuito come dividendi che rappresentano la remunerazione del capitale di
rischio o proprio. Non sono rilevati nel conto economico e non sono segnati nei 'costi'
dell'impresa. In alternativa l'utile può essere utilizzato come autofinanziamento (nell'azienda),
utilizzando quindi il prodotto dell'attività.
6-Operazioni di negoziazioni di lavoro
7-Operazioni di organizzazione
8-Operazioni di rilevazione
1.1.4 La produzione economica, la produzione di beni e la produzione di redditi
La produzione economica: Tutte le imprese svolgono attività di produzione economica,
produzione non è sinonimo esclusivamente di fabbricazione, di conseguenza tutte le attività
svolte rientrano nella produzione economica. (marketing, vendita, organizzazione ecc)
La produzione di beni: La produzione di beni (merci e servizi) non avviene in tutte le aziende,
ma solamente per alcune imprese (imprese manifatturiere, agricole, estrattive = merci; servizi di
trasporto, di assistenza medica ecc= servizi). Invece, per le imprese commerciali, di credito e di
assicurazione l'attività caratteristica di produzione consiste nello svolgimento di negoziazioni
aventi per oggetto beni, crediti di prestito e rischi specifici.
LA PRODUZIONE ECONOMICA NON RAPPRESENTA IL FINE DELL'IMPRESA, MA LA FUNZIONE
CARATTERISTICA CHE ESSA SVOLGE NELL'ECONOMIE DI MERCATO.
Produzione di redditi: Il fine delle imprese è la produzione di redditi, in particolare la produzione
di remunerazioni del lavoro e del capitale di rischio.
Il fine dell'impresa è perseguito da prestatori di lavoro e dai conferenti di capita le proprio
(entrambi hanno massimo rilievo per la formazione e per il governo dell'impresa).
Il fine dell'impresa è la produzione di redditi, mentre la produzione economica è il mezzo che
permette di produrli.
1.1.5 Le condizioni di produzione
L’attività di produzione si attua con l’impiego di condizioni di produzione (fattori di
produzione). Il complessivo insieme delle condizioni include ogni elemento o circostanza che
direttamente o indirettamente contribuisce a rendere possibile, a facilitare, od ostacolare, la
produzione economica d’impresa. Si identificano elementi materiali e non, elementi d'ambiente
ed elementi interni all'azienda. Ad esempio: materie prime, immobili, impianti, lavoro operativo,
beni pubblici e beni liberi.
Le condizioni primarie di produzione sono considerate condizioni fondamentali per ogni
impresa e la cui natura e modalità di apporto all’impresa sono tali da suscitare nelle persone che
le conferiscono interessi economici primari nei confronti dell’impresa.
Le condizioni primarie di produzione sono:
- il lavoro di ogni specie
il risparmio (capitale di rischio risparmiato o capitale proprio)
-
Le due condizioni fanno capo alle due categorie che compongono il soggetto economico
d’impresa, ovvero le persone che hanno interessi economici primari nell’impresa e hanno il
conseguente diritto-dovere di governare l’impresa stessa.
1.2 Le persone e i gruppi di persone
1.2.1 La persona umana e l' 'homo oeconomicus'
Le teorie economiche sono fortemente caratterizzate dalle ipotesi in merito alle persone, ai
gruppi di persone e ai loro comportamenti.
I concetti di persona umana e di homo oeconomicus contrapposti:
-Le scienze economiche rappresentano l’essenza economica della persona umana con
l’immagine dell’homo oeconomicus, soggetto autonomo ed egoista, orientato esclusivamente alla
massimizzazione dei propri redditi e della propria ricchezza. (tranne l'aspirazione al tempo libero
utile anche per godere della ricchezza accumulata)
-La persona umana nella sua totalità:
• La persona svolge attività economica come mezzo per realizzare i fini di persona
• La persona è membro di gruppi, istituti, collettività, in generale di società umane. I fini, i
valori e i bisogni individuali sono influenzati da tale condizione. Le scelte economiche
non sono di singola persona, ma di persona in quanto membro di tali società umane
• Le scelte vengono compiute secondo razionalità limitata
• Le persone condividono i valori di solidarietà, lealtà e progresso operando in contesti retti
secondo giustizia
1.2.2 Il principio di massimizzazione del benessere individuale
Le persone agiscono in modo tale da massimizzare il proprio benessere individuale (non solo
materiale) con un comportamento previdente, coerente e razionale nel tempo. Le azioni delle
persone sono soggette a vincoli di reddito, di tempo, di memorie, di capacità analitiche, di
disponibilità di risorse e opportunità economiche e non economiche. Tali opportunità sono per lo
più determinate dall'azione privata e collettiva di altre persone e organizzazioni
Le scelte delle persone sono influenzate dalle loro preferenze o gusti; le preferenze sono
certamente influenzate da:
a- bisogni umani fondamentali (o biologici)
b- le caratteristiche dei beni e delle esperienze fruibili in un certo momento
c- il capitale personale: le esperienze personali passate
d- il capitale sociale: i comportamenti delle persone che compongono la rete di conoscenza
e di controllo sociale della persona, incluso, l'insieme di valori e di regole denominabile
cultura. (determinato dalle scelte delle persone)
Il capitale umano complessivo acquista importanza nelle economie evolute, dove perdono rilievo
i bisogni fondamentali.
Scelte delle persone, capitale umano e preferenze sono legati da una relazione dinamica; i
gusti sono invece relativamente stabili e uniformi: le variazioni nelle scelte di acquisto sono
prevalentemente influenzate dalle variazioni dei redditi disponibili e dei prezzi dei beni (non
dalle variazioni dei gusti). Nel processo di soddisfacimento dei bisogni hanno ruolo
fondamentale anche l’attività svolta all’interno delle famiglie e l’interazione tra membri della
famiglia: viene così evidenziato il ruolo delle società di persone (in questo caso la famiglia) nei
processi economici.
1.2.3 I processi decisionali individuali: la razionalità limitata.
Lo studio dell'economia è per molti versi lo studio delle scelte dei soggetti che svolgono l'attività
economica e la teoria dei processi decisionali dei suoi attori è perciò una parte rilevante
della teoria economica. La teoria dei processi decisionali coinvolge tre modelli (delle scelte
individuali):
il modello di razionalità assoluta : modello di prima approssimazione, secondo il quale
1) un soggetto che debba prendere una decisione si trova in una situazione così riassumibile:
• problema e obiettivo sono perfettamente chiari
• le informazioni alle possibili scelte alternative sono immediatamente e
gratuitamente disponibili
• sono noti i possibili futuri “stati del mondo”
• le alternative sono simultaneamente confrontabili
• il decisore è unico e isolato
• viene scelta l’alternativa migliore
Tutte le ipotesi si realizzano, ma solo parzialmente. Le persone scelgono secondo
razionalità, ma la loro razionalità non è perfetta; è razionalità limitata.
il modello di razionalità limitata: elaborato da Herbert Simon, modello secondo il quale
1) le decisioni scaturiscono da processi iterativi e sequenziali, ottenendo come risultato una
scelta finale soddisfacente.
Schematicamente: Il decisore parte da un certo insieme di attese iniziali che traite una
prima ricerca esplorativa lo portano ad individuare qualche possibile soluzione. Il
decisore successivamente esamina e valuta una prima possibile soluzione e la rivaluta con
le attese. Esamina altre possibili soluzioni e le alternative vengono valutate una ad una in
sequenza. Sceglie infine una soluzione quando il processo di analisi eccede le risorse
disponibili.
modello delle scelte a
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