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L'attività economica e l'economia aziendale: i principi generali

L'attività economica è svolta da persone mosse da specifici fini per soddisfare dei bisogni tramite dei beni. I bisogni possono essere soddisfatti in maniera autonoma o tramite agglomerati di persone che si uniscono per raggiungere un fine comune. L'attività economica è composta da 8 classi di attività, che si distinguono all'interno delle macroaree della gestione, organizzazione e della rilevazione.

La centralità della persona e delle società umane nell'analisi economica

Persone perseguono fini che suscitano bisogni, per soddisfarli svolgono attività economica ossia l'attività di produzione e consumo di beni economici. L’attività economica si svolge nell'ambito di società umane, gli istituti (famiglie, imprese, Stato, istituti nonprofit). Essa è quindi svolta dalle persone per le persone e si manifesta principalmente nel lavoro.

L'analisi dell'attività economica e le teorie economiche

La persona umana è al centro degli studi che si occupano di economia, le teorie economiche sono influenzate dalle ipotesi (implicite o esplicite) circa la natura delle persone e dei gruppi di persone.

I bisogni e i beni

Attività economica è svolta per il soddisfacimento dei bisogni, esigenze di un bene necessario agli scopi di vita che si manifesta come desiderio, consapevolezza dell'insoddisfazione dovuta a una mancanza.

Distinzione fra bisogni naturali e bisogni sociali

  • Bisogni naturali (fisiologici): suscitati dalla componente biologica delle persone (alimentazione ecc), sono uniformi e universali. Si individuano come i bisogni basilari e indifferenziati tipici dei bambini.
  • Bisogni sociali: (vasta gamma dei bisogni sociali, etici, estetici e religiosi): suscitati dalla sfera spirituale e dall'interazione con vari insieme di persone che formano le società umane. Si distinguono in bisogni radicali (informazione, giustizia, libertà, uguaglianza), bisogni non radicali (appartenenza, identificazione).

Entrambi possono essere distinti in bisogni essenziali (primari) e bisogni voluttuari (secondari superflui). Le persone soddisfano i bisogni naturali e sociali elementari per poi passare ai bisogni più complessi ed elevati, cioè quelli voluttuari influenzati dalle mode, suscitabili e modificabili da specifiche strategie di comunicazione.

La teoria dei bisogni

Una teoria dei bisogni è riferimento fondamentale di ogni altra teoria economica per comprendere l'origine ed i fini nell'ambito delle famiglie e nelle imprese e negli istituti pubblici per capire le modalità di pubblicità, promozione e vendita (basate su ipotesi circa i bisogni dei clienti intermedi e finali).

Le dinamiche dei bisogni

Per l'analisi economica bisogna comprendere le dinamiche dei bisogni. I bisogni si dispongono in una gerarchia in un ordine di priorità che si manifesta nelle variazioni delle scelte di consumo al variare dei redditi disponibili. I bisogni manifestano forti gradi di dinamismo (nuovi bisogni = nuovi beni). La domanda di determinati beni varia al variare dei redditi, può essere costante (acqua), ascendente o discendente. Redditi maggiori → più consumi.

I beni

Il soddisfacimento dei bisogni richiede la disponibilità di beni. Si distinguono:

  • Beni economici: merci e servizi utili per il soddisfacimento dei bisogni delle persone e scarsi rispetto alle loro esigenze.
  • Beni non economici o beni liberi: beni non soggetti al limite di scarsità, disponibili in quantità e qualità.

Ulteriori categorizzazioni dei beni economici

  • Beni complementari: molti bisogni sono soddisfatti dal concorso necessario di più beni (un bene completa l'altro).
  • Beni fungibili: uno stesso bisogno può essere soddisfatto da beni differenti alternative (un bene esclude l'altro).
  • Beni differenziabili: molti beni possono essere prodotti, venduti e progettati da una certa impresa con caratteristiche particolari differenti rispetto a quelle di analoghi prodotti offerti dalle imprese concorrenti. Più un bene è differenziabile più si è disposti a riconoscere un plus valore. Esempi: maglioni, scarpe.
  • Beni non differenziabili o commodities: ossia beni offerti con caratteristiche uguali da tutte le imprese, ex. La benzina. La caratteristica rilevante è una sola, uniforme e costante. Importanza del prezzo nei confronti della concorrenza.
  • Beni di consumo: beni utilizzati direttamente dalle persone per soddisfare i loro bisogni.
  • Beni strumentali: beni utilizzati per produrre altri beni.
  • Beni di consumo e beni strumentali possono essere beni ad utilizzo singolo o beni durevoli (a seconda della durata dell'attività del loro impiego) e beni a consumo individuale e beni a consumo collettivo.
  • Beni privati: beni prodotti da soggetti privati (imprese, famiglie, istituti nonprofit).
  • Beni pubblici: beni prodotti da soggetti pubblici (Stato) Esempio: servizi anagrafe, difesa nazionale. (Varie categorie di beni possono essere offerti sia da soggetti pubblici che privati, per esempio l'istruzione.)

Le attività economiche di produzione e di consumo

L'attività economica consiste nelle operazioni di produzione e di consumo dei beni economici, in essa distinguiamo 8 classi di attività.

Operazioni di trasformazione fisico-tecnica

  • Nelle imprese manifatturiere: latte → mozzarella (operazioni di lavorazione e assemblaggio materie prime).
  • Stato → insegnamento.
  • Famiglia → trasporto, conservazione e lavorazione dei beni alimentari.
  • Aziende di credito e assicurazione → registrazione posizioni di credito e di debito, copertura e risarcimento (operazioni di trasformazione logica). Input (materie prime) si trasformano in output (merce finita).

Accanto alle attività di trasformazione tecnica tutti gli istituti svolgono molteplici operazioni di negoziazione che caratterizzano fortemente sia i singoli istituti sia i sistemi economici nei quali essi operano: (Le negoziazioni si svolgono secondo molteplici condizioni di scambio e forme contrattuali. Alle relazioni di scambio si sovrappongono relazioni di cooperazione e competizione fra istituti; inoltre, insiemi omogenei di scambi formano i mercati.)

Operazioni di negoziazione dei beni privati e di servizi

I beni trasformati NON si autoproducono, vanno comprati da terzi e dai servizi, esternamente. Input e Output (ceduti dal mercato) sono oggetto di negoziazione. Tale negoziazione avviene attraverso lo scambio monetario: si cede il bene acquisendo un corrispettivo misurato con l'unità monetaria, cioè il prezzo. La moneta consente lo scambio ed è l'unità di misurazione negoziazione. Ex. 10 litri di latte → 100 euro, si deduce il prezzo unitario. Non sempre si decide contestualmente la moneta, bensì un credito. → temporanea modalità di chiudere lo scambio, si originano così crediti di regolamento e debiti di regolamento. I debiti che si originano possono essere commerciali o operativi (cioè legati alla gestione operativa, di breve termine, non generano interessi passivi o attivi). Finanziamento non oneroso: riguarda la gestione del circolante operativa, gestione differimento legato ai pagamenti.

Operazioni di negoziazioni di rischi specifici

Mediante contratti di assicurazione/forme assicurative per la tutela da rischi determinati/specifici.

Operazioni di negoziazioni di capitale di prestito

In banca → si chiede moneta → si verifica → debito del depositario + un credito della banca. La moneta non consente di chiudere lo scambio, poiché è oggetto stesso dello scambio. Il debito o credito di prestito si verifica dall'interesse passivo o attivo che costituisce il prezzo. (Il prezzo in questo caso non è la quantità di moneta totale che viene restituita). La negoziazione di capitale di prestito ci permette di avere una disposizione di denaro per un determinato periodo di tempo. (Prezzo = interessi passivi). Tale negoziazioni rappresentano una fase importante per il buon funzionamento delle attività umane.

Operazioni di negoziazioni di capitale proprio

Risorse monetarie che entrano nella società umana diventando di proprietà della stessa. Ex. Tra marito e moglie, il capitale proprio è la casa. Nel caso in cui si volesse avviare un'attività economica in società si necessita di moneta/risorse monetarie. Ricavo le risorse monetarie da:

  • Si domanda capitale di prestito alle banche
  • Chiedo capitale proprio (azione o quote) ai soci.

Il capitale proprio non implica un obbligo di rimborso. Il rimborso avviene solo nel caso di liquidazione della società, ed è costituito dai ricavati della vendita. Quindi non c'è garanzia di rimborso e non è presente nessuna remunerazione predefinita (a differenza del capitale di prestito) ex: 200.000 euro di capitale proprio nell'azienda a disposizione. → se prestati dalla banca vanno restituiti con gli interessi, se sono dei soci non si identifica l'obbligo di restituzione. Il capitale proprio viene nominato anche capitale di rischio in quanto:

  • Si ha il rischio di non ottenere nulla
  • È correlato con il rischio d'impresa:
    • Generico: legato all'andamento generico dell'economia
    • Specifico: a seconda dell'attività svolta.

Il capitale di rischio/proprio a differenza del capitale di prestito non deve essere restituito, ma deve essere remunerato nella forma del dividendo, cioè spesa – ricavo – guadagno. Quindi...RICAVO – COSTI = REDDITO RICAVI magg. COSTI = UTILE RICAVI min. COSTI = PERDITA. L'utile può essere distribuito come dividendi che rappresentano la remunerazione del capitale di rischio o proprio. Non sono rilevati nel conto economico e non sono segnati nei 'costi' dell'impresa. In alternativa l'utile può essere utilizzato come autofinanziamento (nell'azienda), utilizzando quindi il prodotto dell'attività.

Le operazioni di lavoro, organizzazione e rilevazione

  • Operazioni di negoziazioni di lavoro
  • Operazioni di organizzazione
  • Operazioni di rilevazione

La produzione economica, la produzione di beni e la produzione di redditi

La produzione economica: Tutte le imprese svolgono attività di produzione economica, produzione non è sinonimo esclusivamente di fabbricazione, di conseguenza tutte le attività svolte rientrano nella produzione economica. (marketing, vendita, organizzazione ecc.) La produzione di beni: La produzione di beni (merci e servizi) non avviene in tutte le aziende, ma solamente per alcune imprese (imprese manifatturiere, agricole, estrattive = merci; servizi di trasporto, di assistenza medica ecc. = servizi). Invece, per le imprese commerciali, di credito e di assicurazione l'attività caratteristica di produzione consiste nello svolgimento di negoziazioni aventi per oggetto beni, crediti di prestito e rischi specifici.

LA PRODUZIONE ECONOMICA NON RAPPRESENTA IL FINE DELL'IMPRESA, MA LA FUNZIONE CARATTERISTICA CHE ESSA SVOLGE NELL'ECONOMIE DI MERCATO. Produzione di redditi: Il fine delle imprese è la produzione di redditi, in particolare la produzione di remunerazioni del lavoro e del capitale di rischio. Il fine dell'impresa è perseguito da prestatori di lavoro e dai conferenti di capitale proprio (entrambi hanno massimo rilievo per la formazione e per il governo dell'impresa). Il fine dell'impresa è la produzione di redditi, mentre la produzione economica è il mezzo che permette di produrli.

Le condizioni di produzione

L’attività di produzione si attua con l’impiego di condizioni di produzione (fattori di produzione). Il complessivo insieme delle condizioni include ogni elemento o circostanza che direttamente o indirettamente contribuisce a rendere possibile, a facilitare, od ostacolare, la produzione economica d’impresa. Si identificano elementi materiali e non, elementi d'ambiente ed elementi interni all'azienda. Ad esempio: materie prime, immobili, impianti, lavoro operativo, beni pubblici e beni liberi.

Le condizioni primarie di produzione sono considerate condizioni fondamentali per ogni impresa e la cui natura e modalità di apporto all’impresa sono tali da suscitare nelle persone che le conferiscono interessi economici primari nei confronti dell’impresa

  • Il lavoro di ogni specie
  • Il risparmio (capitale di rischio risparmiato o capitale proprio)

Le due condizioni fanno capo alle due categorie che compongono il soggetto economico d’impresa, ovvero le persone che hanno interessi economici primari nell’impresa e hanno il conseguente diritto-dovere di governare l’impresa stessa.

Le persone e i gruppi di persone

La persona umana e l' 'homo oeconomicus'

Le teorie economiche sono fortemente caratterizzate dalle ipotesi in merito alle persone, ai gruppi di persone e ai loro comportamenti.

  • Le scienze economiche rappresentano l’essenza economica della persona umana con l’immagine dell’homo oeconomicus, soggetto autonomo ed egoista, orientato esclusivamente alla massimizzazione dei propri redditi e della propria ricchezza. (tranne l'aspirazione al tempo libero utile anche per godere della ricchezza accumulata)
  • La persona umana nella sua totalità:
    • La persona svolge attività economica come mezzo per realizzare i fini di persona.
    • La persona è membro di gruppi, istituti, collettività, in generale di società umane. I fini, i valori e i bisogni individuali sono influenzati da tale condizione. Le scelte economiche non sono di singola persona, ma di persona in quanto membro di tali società umane.
    • Le scelte vengono compiute secondo razionalità limitata.
    • Le persone condividono i valori di solidarietà, lealtà e progresso operando in contesti retti secondo giustizia.

Il principio di massimizzazione del benessere individuale

Le persone agiscono in modo tale da massimizzare il proprio benessere individuale (non solo materiale) con un comportamento previdente, coerente e razionale nel tempo. Le azioni delle persone sono soggette a vincoli di reddito, di tempo, di memorie, di capacità analitiche, di disponibilità di risorse e opportunità economiche e non economiche. Tali opportunità sono per lo più determinate dall'azione privata e collettiva di altre persone e organizzazioni.

Le scelte delle persone sono influenzate dalle loro preferenze o gusti; le preferenze sono certamente influenzate da:

  • Bisogni umani fondamentali (o biologici)
  • Le caratteristiche dei beni e delle esperienze fruibili in un certo momento
  • Il capitale personale: le esperienze personali passate
  • Il capitale sociale: i comportamenti delle persone che compongono la rete di conoscenza e di controllo sociale della persona, incluso, l'insieme di valori e di regole denominabile cultura. (determinato dalle scelte delle persone)

Il capitale umano complessivo acquista importanza nelle economie evolute, dove perdono rilievo i bisogni fondamentali. Scelte delle persone, capitale umano e preferenze sono legati da una relazione dinamica; i gusti sono invece relativamente stabili e uniformi: le variazioni nelle scelte di acquisto sono prevalentemente influenzate dalle variazioni dei redditi disponibili e dei prezzi dei beni (non dalle variazioni dei gusti). Nel processo di soddisfacimento dei bisogni hanno ruolo fondamentale anche l’attività svolta all’interno delle famiglie e l’interazione tra membri della famiglia: viene così evidenziato il ruolo delle società di persone (in questo caso la famiglia) nei processi economici.

I processi decisionali individuali: la razionalità limitata

Lo studio dell'economia è per molti versi lo studio delle scelte dei soggetti che svolgono l'attività economica e la teoria dei processi decisionali dei suoi attori è perciò una parte rilevante della teoria economica. La teoria dei processi decisionali coinvolge tre modelli (delle scelte individuali):

Il modello di razionalità assoluta

Modello di prima approssimazione, secondo il quale un soggetto che debba prendere una decisione si trova in una situazione così riassumibile:

  • Problema e obiettivo sono perfettamente chiari
  • Le informazioni alle possibili scelte alternative sono immediatamente e gratuitamente disponibili
  • Sono noti i possibili futuri “stati del mondo”
  • Le alternative sono simultaneamente confrontabili
  • Il decisore è unico e isolato
  • Viene scelta l’alternativa migliore

Tutte le ipotesi si realizzano, ma solo parzialmente. Le persone scelgono secondo razionalità, ma la loro razionalità non è perfetta; è razionalità limitata.

Il modello di razionalità limitata

Elaborato da Herbert Simon, modello secondo il quale le decisioni scaturiscono da processi iterativi e sequenziali, ottenendo come risultato una scelta finale soddisfacente. Schematicamente: Il decisore parte da un certo insieme di attese iniziali che tramite una prima ricerca esplorativa lo portano ad individuare qualche possibile soluzione. Il decisore successivamente esamina e valuta una prima possibile soluzione e la rivaluta con le attese. Esamina altre possibili soluzioni e le alternative vengono valutate una ad una in sequenza. Sceglie infine una soluzione quando il processo di analisi eccede le risorse disponibili.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofiabbuzzoni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università "Carlo Cattaneo" (LIUC) o del prof Reboa Marco.
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