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ECOLOGIA URBANA

In quest’ultima parte del corso analizzeremo la popolazione umana, prevedendo ciò che succederà nei

prossimi decenni e nel prossimo secolo.

L’ecologia urbana tratta di tutti quei fenomeni che avvengono in ambito urbano.

La crescita della popolazione

La popolazione umana è rimasta stabile avendo una crescita moderata per migliaia di anni. Si vede che

rimane ben al di sotto del miliardo a livello globale fino a tempi molto recenti.

Nel corso del tempo ci sono state una serie di epidemie che hanno contribuito all’abbassamento del

numero della popolazione globale, un esempio è la peste nera che nel Medioevo ha decimato buona

parte della popolazione europea.

Nel grafico si può verificare che la crescita della popolazione umana ha subito un’impennata verso il 1800

con l’avvento della rivoluzione industriale,

periodo caratterizzato per l’appunto da una

forte produzione a livello industriale e

agricolo. Per non parlare che sempre in quel

periodo si è ottenuto con il tempo un

miglioramento della qualità di vita

dell’individuo, tramite soprattutto scoperte a

livello medico (es. antibiotici), che hanno

diminuito il tasso di mortalità e hanno

innalzato la vita media delle persone. Tutto

ciò nel complesso ha fatto si che nel giro di

pochissimi secoli la popolazione umana è

passata da circa 1 miliardo di persone a 8

miliardi di persone.

Dove va la popolazione mondiale?

I dati sono forniti dal

dipartimento degli affari

economici e sociali delle

nazioni unite, nell’ultima

edizione del World

Population Prospects.

- “Che cosa sta

succedendo alla

popolazione umana?” 1

Nel grafico si vede l’aumento della popolazione mondiale nel corso degli anni, facendo previsioni fino al

2100.

Le previsioni della popolazione umana si possono fare analizzando il tasso di crescita, quindi da come esso

va ci si può aspettare ciò che succederà alla popolazione (utilizzando i modelli visti precedentemente).

Si vede che nel dopoguerra c’è stato un baby boom per via della ricostruzione post-guerra a livello

globale: in alcune aree il tasso di crescita da quel periodo è cominciato a diminuire rapidamente mentre in

altri casi è aumentato. Comunque, globalmente si osserva un andamento negativo abbastanza stabile.

Nelle linee tratteggiate c’è un’area in verde che rappresenta delle barre di errore (con una probabilità del

95%), si vede quindi che il valore più probabile del numero della popolazione umana è atteso verso gli 11

miliardi seppur ci può essere un’oscillazione fra i 10 e 12-13 miliardi. Comunque, è più realistico uno

scenario di aumento quindi è più probabile che vengano superati gli 11 miliardi che il contrario.

La popolazione nelle varie parti del globo

Qui nel grafico abbiamo il numero (in termine di previsioni) della popolazione globale nel corso dei

decenni fino ad arrivare al 2100.

Possiamo notare che nella zona Europea del Nord America non si subirà un incremento significativo della

popolazione, anzi potrebbe aumentare leggermente intorno al 2030-2050 per poi diminuire leggermente

fino al 2100.

In Asia al contrario complessivamente ci sarà un decremento demografico probabilmente dovuto alla

mancanza di risorse parallela all’iniziale aumento demografico che in seguito determinerà un calo della

popolazione.

La bomba demografica al contrario l’avremo a livello dell’Africa sub-sahariana che passerà da una

popolazione di 1 miliardo circa (2019) a probabilmente quella di quasi 4 miliardi entro il 2100. 2

Qui invece vediamo la proiezione, il

trend a livello numerico della crescita dei

vari paesi riportato in grafico. Dove per

ogni paese abbiamo la relativa barra di

errore, cioè di oscillazione del numero

effettivo della popolazione entro il 2100.

Ovviamente possiamo vederne il trend

con il relativo andamento di

crescita/decrescita per ogni paese.

La stabilizzazione della stima del numero

della popolazione globale che otterremo

entro il 2100 è dovuta quindi alla crescita

della popolazione subsahariana

compensata dai decrementi della

popolazione asiatica meridionale.

Per questo le stime della popolazione

mondiale sono difficili da fare in quanto

dipendenti dalle varie aree geografiche

dipendenti a loro volta da vari fattori (politiche di contenimento delle nascite, livello di istruzione,

benessere sociale-economico, ecc. tutti questi fattori influenzano positivamente o negativamente il

tasso di crescita).

Questo grafico ci fa vedere l’aumento della proiezione della popolazione tra il 2019 e il 2050 in miliardi.

Quindi ci aspettiamo che la popolazione aumenti di circa 2 miliardi c’è la linea del 50% e si vede che

metà della crescita è dovuta ad un pugno di paesi (Nigeria, Pakistan, India, ecc.). 3

Quest’avvertimento ci serve

come monito generale per

quando si fanno previsioni

sulle dinamiche della

popolazione quando le

popolazioni analizzate sono

frammentate ed hanno

dinamiche molto

differenziate (vale sia per la

popolazione umana che per

quella di altri organismi), fare

delle previsioni medie lascia il

tempo che trova ed è

piuttosto rischioso.

Tant’è vero che se il grafico è

vero, se avessimo delle

risorse da impiegare per fare

un’azione concreta per la

popolazione umana, queste

azioni dovremmo farle in

questi paesi (Nigeria, India,

ecc.) che insieme rendono conto di metà della crescita della popolazione globale. Questo quindi ci dà

un’informazione pratica su dove andiamo a intervenire

L’inerzia demografica

Quest’immagine ci fa vedere la popolazione totale terrestre umana nel tempo tra il 2020 (poco sotto gli 8

miliardi) e il 2100 (11 miliardi circa). Questa curva è la speculare dell’altra, la medium variant: c’è una

previsione più alta e una più bassa (barra d’errore).

Il momentum scenario

rappresenta l’inerzia

demografica, essa ci fa

capire come funzionano

le popolazioni.

Le popolazioni sono

oggetti molto complessi

e nella loro crescita

hanno un’inerzia. Se noi

riuscissimo con la

bacchetta magica a

ridurre la fertilità,

convincendo le persone

a non fare più di due 4

figli, scenario che dovrebbe garantire a livello globale una stabilità della popolazione sul lungo termine (in

quanto ogni coppia di genitori è rimpiazzata dai due figli successivamente) la nostra popolazione

crescerebbe in questo modo (momentum scenario) in quanto la popolazione ha un’inerzia. Questo perché

adesso sulla Terra ci sono molti giovani, e ciò da un’inerzia sulla popolazione, perché ci sono oggi giovani

che entreranno nell’età riproduttiva verso i 20 anni, e quindi se si fermassero i tassi di produzione al valore

di equilibrio la popolazione tenderebbe a crescere spontaneamente e questa cosa rende la gestione delle

popolazioni piuttosto complicata, quindi anche qui la lezione è che non basta vedere da quante persone

è fatta la popolazione, ma si deve vedere la struttura della popolazione (quanti giovani in età pre/post

riproduttiva, anziani, ecc.). Avere una popolazione con 100 individui anziani è diverso da avere una

popolazione con 100 individui ma giovani.

Cambiamenti nella classifica

Per rifinire la discussione sulla crescita della popolazione umana nelle diverse parti del mondo è

interessante guardare la classifica dei paesi più popolosi, che ci aspettiamo evolva nel corso del tempo.

Si vede l’evoluzione dei paesi nel tempo con le relative previsioni e il loro scalo di posizione in classifica nel

tempo.

Nel 2050 ci aspettiamo di osservare il soprasso dell’india sulla Cina, con la seconda che rimane stabile; ci

aspettiamo un passo avanti della Nigeria, ecc. [v. figura per capire] 5

Alcune complicazioni

Possiamo domandarci se 11 miliardi rappresenti un numero sostenibile... ma questo è solamente una

parte del problema:

Primo – la relazione tra popolazione ed impatto sugli ecosistemi non è

lineare: Tassi di crescita non uniformi, generalmente maggiori in aree

➢ ad alta diversità biologica.

L'impatto pro-capite non è uniforme nel tempo e nello spazio.

➢ Ciò significa che quando analizziamo come cambia la

popolazione (abbiamo da una parte la crescita della

popolazione, dall’altra il tempo), l’impatto pro-capite aumenta nel tempo in relazione alla crescita

della popolazione. Ogni individuo adesso consuma molto di più di uno stesso individuo di 100 anni

fa, quindi a parità di popolazione i consumi sono aumentati e di conseguenza l’impatto pro-capite

aumenta, assieme all’impatto globale sugli ecosistemi.

Il conto grossolano è che se oggi si bloccasse la crescita della popolazione della Terra ma si

alzassero i livelli di consumo a livello globale come abbiamo in Europa e Nord America, l’impatto

sugli ecosistemi aumenterebbe di 12 volte quello attuale, andando largamente al di fuori di ogni

possibile possibilità di sostenibilità.

Secondo - la sproporzione nella distribuzione della ricchezza a livello globale e locale genera instabilità

(politica e sociale) e promuove:

La distruzione delle risorse naturali. Nei Paesi in cui la priorità è sfamare le persone, la

➢ conservazione della biodiversità non può essere la prima priorità di nessun governo. Quindi si

generano meccanismi con un impatto fortemente negativo per la conservazione delle risorse

naturali e della biodiversità.

➢ La protezione dell'ambiente non è una priorità.

Quindi i due grandi temi contrapposti: sviluppo umano e conservazione delle risorse naturali non sono

aspetti da mettere in contrapposizione ma sono fenomeni inscindibili, due facce della stessa medaglia: non

si può risolvere un problema senza risolvere anche l’altro.

Accanto c’è un articolo fatto da un gruppo di

ricerca tedesco con conti alla mano. La

domanda è se la terra sia in grado di nutrire 10

miliardi di persone la riposta è ni. Cioè sì

purché si riesca a mettere mano ai modelli di

produzione, infatti ci spiega che la

trasformazione verso pattern di distribuzione di

consumo sostenibili permette di sostenere 10

miliardi di persone all’interno dei planetary

boundaries (limiti planetari) purché si rimetta

mano al modo con cui si produce il miglioramento in senso ecologico delle tecniche di produzione

alimentare può sfamare 10 miliardi di persone altrimenti non ce la possiamo fare. Quindi da una parte 6

nutriamo le persone, dall’altra distruggiamo l’ambiente in cui viviamo andando verso una situazione di

totale insostenibilità.

Il secolo dell’urbanizzazione

Che cos’è l’urbanizzazione? Essa è l’espansione spaziale dell’ambiente costruito, ambiente artificiale fatto

dall’uomo in cui al terreno nudo si sostituisce la pavimentazione. Nell’ambiente costruito si concentrano le

persone, le loro attività produttive, i consumi, i rifiuti prodotti, ecc.

La storia dell’urbanizzazione coincide con la storia dell’umanità, in quanto la storia dell’umanità è una

storia delle città e quindi dell’urbanizzazione.

Quindi la storia umana è una storia molto urbana.

Nell’antichità classica c’erano città, campagna (entrambe non così separate), i sistemi naturali erano

addomesticati; ma con la caduta dell’Impero Romano (il declino del mondo classico), comincia il declino

delle città, e quindi negli ambienti extraurbani i

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Scienze biologiche BIO/07 Ecologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher diegot.b di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ecologia con laboratorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Santini Giacomo.
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