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Eclipse of Great Britain, Orde - Appunti

Appunti sulle lezioni del professor Maione riguardanti l'esame di Storia Contemporanea, traendo spunto dal libro scritto da Orde. La lezione analizza i seguenti argomenti: declino economico della Gran Bretagna dopo il 1880, la guerra, la posizione degli Usa, la successiva Prima guerra mondiale e gli accordi di pace.

Esame di Storia contemporanea docente Prof. G. Maione

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livello più basso: “Gli Usa devono fare nel mondo la stessa figura che assume la

GB”. O anche: “Gli inglesi ‘vogliono la terra’ secondo l’espressione gergale. E

qualsiasi pretesto per accaparrare”.

cercano

Questi sentimenti del resto somigliavano a quelli espressi dalla opinione pubblica in

molte altre nazioni, e derivavano soprattutto dalla visione del modo con cui la GB si

stava comportando nella occupazione dell’Africa.

La conquista delle Hawaii fu giustificata da Henry Cabot Lodge mostrando una

mappa nella quale le basi GB circondavano tutto il mondo, lasciando solo un varco

nel Pacifico. Vi era presso i governanti Usa il timore che la GB stesse considerando

l’acquisizione di basi in sud America. La mossa di Cleveland rispondeva a questi

timori.

I critici della mossa Usa non mancavano all’interno del Congresso. Uno di essi disse:

“La nostra iniziativa è fatta contro una delle maggiori potenze del mondo e da parte

di una nazione che deve ad essa prestiti per sostenere la sua moneta, che non ha

praticamente esercito e che ha solo una piccola flotta”. Altri dissero: Se accettiamo

questo precedente, qualsiasi stato americano che abbia confini con potenze europee

potrà fissarli a suo piacimento sapendo che gli Usa interverranno a suo favore. Il che

apriva una questione reale, che non sfuggì al maggiore teorico dell’espansione navale

Usa, l’Ammiraglio Alfred Mahan: Se inizia una lotta per l’influenza nel Sud

America, noi dovremo essere pronti ad assumerci dei pesi che per ora non abbiamo. E

ancora: C’è una Nuova Dottrina Monroe che per certi aspetti è l’esatto contrario del

suo predecessore. Essa “non può essere attuata se i cittadini della Repubblica non

che debbono sopportare nuove obbligazioni”.

sono pronti a capire

[Punto decisivo. L’aspirazione alla egemonia non è un fatto naturale. Non scaturisce

automaticamente dal fatto che una nazione ha raggiunto un alto livello dal punto di

vista economico, tecnologico, amministrativo. Comporta il passaggio a un altro tipo

di comportamento che deve essere giustificato presso l’opinione pubblica. Bisogna

poter dimostrare ad essa che i sacrifici che sarà chiamata a sopportare, sia intermini di

vite umane che di mezzi finanziari, saranno compensati dai vantaggio. Una

dimostrazione ardua da fare perché i vantaggi in termini di prestigio sono qualcosa di

troppo evanescente rispetto alla perdita di figli, fratelli e amici. Oltre che all’aumento

delle tasse o alla diminuzione delle spese civili. E i vantaggi economici ricadono

direttamente solo sulle classi ricche e solo col tempo si traducono in benefici anche

Per questo occorre una “mobilitazione delle coscienze” che

per i ceti medi e poveri.

riesca a fissare l’attenzione del pubblico sulla esistenza di un nemico. ]

Una seconda disputa sorse a proposito del Canale di Panama. Nel 1850 era stato

definito l’accordo detto di Clayton-Bulwer, in base al quale nessuna delle due

in cui l’istmo di

potenze avrebbe acquisito diritti esclusivi sul Canale nel caso

Panama fosse stato tagliato. Per anni i capitalisti Usa non mostrarono alcun interesse

nella costruzione del Canale, ma l’interesse sorse non appena fu creato il Canale di

Suez. La conquista di Cuba rese necessario un passaggio tra gli Oceani sicché il

governo Usa iniziò trattative informali nel 1899 per modificare il vecchio trattato. Il

principio di neutralizzazione fu riaffermato, ma ora gli Usa volevano l’esclusiva dei

lavori di costruzione. I GB furono divisi, Il Board of Trade pensò che il diritto di

passaggio fosse sufficiente e che per molti anni avrebbe giovato più alla marina

mercantile britannica che a quella Usa. I capi della Intelligence Militare invece erano

contrari perché vi videro (con ragione) una diretta minaccia alla supremazia navale

GB. Il Presidente Mc Kinley, sottoposto da pressioni del Congresso che minacciava

di abrogare unilateralmente il trattato, insistette presso i GB per una nuova

convenzione (la Hay-Pauncefote) che i GB furono costretti a sottoscrivere, ancora

una volta, perché impegnati nella guerra boera. Accadde così che questo importante

cedimento passò inosservato presso la stampa britannica e non venne neppure

discusso in Parlamento! Curiosamente furono più indignati gli americani i quali

pensarono che lo stesso fatto di aver chiesto alla GB un trattato significava una

violazione della Dottrina Monroe. In più un Canale neutralizzato avrebbe favorito le

marine maggiori, ossia, oltre alla GB anche la Francia e la Russia.

Theodor Roosevelt, allora governatore di New York disse le cose in modo esplicito:

il Canale ci è indispensabile per ragioni militari e possiamo perciò emendare il

trattato, visto che la GB in questo momento non è preparata a fare una guerra. Nel

ma con l’importante emendamento che

dicembre 1900 il patto fu votato dal Senato,

gli Usa si riservavano di utilizzarlo alla luce delle sue esigenze di difesa nazionale. Il

presidente accettò l’emendamento e lo comunicò a GB che lo accettò anch’essa

controllare l’area caraibica con una

pensando che rifiutarlo avrebbe significato dover

flotta superiore a quella Usa, distraendo così forze militari da altri scacchieri. Il voto

contrario del Senato costrinse a una nuova redazione del patto, che peraltro seguì

l’indirizzo ormai definito: gli Usa avrebbero avuto il controllo militare del Canale.

Stranamente, questo risultato fu festeggiato come una vittoria in GB e non negli Usa!

Una terza disputa sorse in occasione della corsa all’oro, quando furono scoperti

al confine con l’Alaska. Ora il caso

giacimenti nella regione canadese del Klondike,

del Venezuela era rovesciato perché la GB avrebbe dovuto fungere da arbitro. Per

evitarlo il nuovo presidente, Roosevelt, cercò di portarla per le lunghe. Un tribunale

fu finalmente costituito e insediato in Londra nel 1903. Il giudice inglese (gli altri due

erano canadesi e gli altri tre Usa) diede ragione agli Usa, essendo stato sottoposto a

pressioni insostenibili da parte di Roosevelt, il quale aveva fatto intendere che gli Usa

non avrebbero accettato nessuna altra soluzione se non la propria.

I casi del Venezuela, Panama, Klondike e, in aggiunta il ruolo del Canada, sempre

più mostravano che la GB non si sentiva in grado di considerare l’Emisfero

Occidentale come un’area nella quale fosse possibile mantenere un equilibrio di forze

militari con gli Usa. Sintomatico il fatto che mentre nei confronti delle altre potenze

europee si contrattava ogni aumento del potenziale navale in modo da mantenere la

superiorità esistente della GB, nei confronti degli Usa si permise che aumentassero la

Il Primo Lord dell’Ammiragliato

loro flotta senza contarli tra i loro potenziali nemici.

lo disse con chiarezza: Noi dobbiamo assicurarci di avere una flotta eguale a quella di

Francia e Russia sommate, ma non di Usa, Francia e Russia sommate.

[In una parola, quegli episodi dimostrano che mentre per gli Usa (Governo e opinione

pubblica) i GB erano dei potenziali nemici che ostacolavano l’espansione del paese,

per i GB gli Usa non lo erano].

Il sentimento anti inglese degli Usa venne meno a partire dalla guerra contro la

Spagna per Cuba del 1898. La GB, mentre le altre potenze europee avre3bbero voluto

intervenire per porre fine al conflitto, proclamò di essere al fianco degli Usa.

Roosevelt ricambiò il favore dicendo che contro i Boeri preferiva che vincesse la GB

e che la razza di lingua inglese prevalesse nel mondo come la più adatta a portare la

civiltà.

Quando nel 1898 gli Usa occuparono le Filippine togliendole ancora una volta alla

Spagna, la GB si pronunciò ancora una volta a favore di questa iniziativa. Qualcuno,

in G, osservò, in modo significativo: “Così, nel movimento Imperialista che ha

condotto gli Usa a imbarcarsi nella carriera delle annessioni, io vedo la promessa di

un guadagno piuttosto che di una perdita per la nostra nazione. E se anche non fosse

così, tuttavia troverei sempre causa di compiacimento nel fatto che la Repubblica

Americana ha ora cambiato strada in direzione della tradizionale politica della razza

anglo-Sassone”. Fu in effetti in questo periodo che i discorsi di tipo razziale sulla

superiorità anglosassone fiorirono in GB e di essi Kipling fu solo la punta emergente.

[E’ un comprensibile paradosso il fatto che i discorsi sulla superiorità razziale

anglosassone si affermassero proprio quando i veri “anglosassoni”, gli inglesi erano

D’altronde, quando si trattava di definire in che cosa consistesse questo

in declino.

carattere anglosassone, non si trovava altro che l’affinità linguistica. Tutti i discorsi di

superiorità razziale del resto nascono quando si dubita fortemente di tale superiorità.]

Negli Usa l’idea di superiorità anglosassone aveva aspetti diversi rispetto alla GB.

Intanto si sapeva che gli abitanti di origine GB erano al terzo posto dopo gli irlandesi

Ma l’aspetto più curioso era

e i tedeschi nel 1850 e poi diminuirono costantemente.

che presso gli Usa il vanto per le origini GB e l’antipatia per la GB erano del tutto

compatibili. Cabot Lodge, che del resto era irlandese, scrisse libri per vantare le

origini GB degli Usa e il fatto che i tre quarti delle persone eminenti nel suo paese

condividevano quella origine. E tuttavia era un nemico giurato della GB nella

weltpolitik. Dopo gli anni 80 fu l’ondata di immigrati italiani, slavi ed ebrei a creare

il bisogno di una fittizia superiorità anglo sassone, considerata come baluardo

culturale contro l’imbarbarimento della razza. Ma in parallelo, tutte le azioni concrete

della politica e della diplomazia erano rivolte contro l’idea di una alleanza con la GB

e piuttosto a favore di iniziative anti-GB.

Il ritiro strategico e navale dall’Emisfero Occidentale continuò ininterrotto nel primo

decennio del 900. Peraltro, da parte Usa, l’egemonia nel continente americano non

veniva estesa (salvo rare eccezioni) all’idea di competere con la GB in altri

scacchieri del mondo. Lo stesso Mahan diceva che una competizione navale con la

GB era priva di senso e che non conveniva agli Usa avere alcuna base nel

Mediterraneo o in altri capisaldi dell’Impero britannico. Gli eventi post 1898

più temibile l’ostilità di Giappone e Germania, mentre

indussero a credere che fosse

più logica l’alleanza con la GB piuttosto che la competizione.

Frattanto la situazione delle economie cambiava. La GB, tradizionale esportatrice di

capitali in Usa, cominciò a dovere accettare prestiti, la prima volta dopo la guerra dei

sette anni. Cosa più importante, le esportazioni Usa in GB superarono quelle GB

verso Usa. A differenza che nel caso della Germania, non vi fu alcun allarme

pubblico per questa svolta, considerata come inevitabile. Nessun libro denunciò

l’invasione dei manufatti Usa, così come era accaduto per i manufatti tedeschi. Vi

furono bensì poche voci che gettarono l’allarme, ma più come oggetto di cartoons

che di serio dibattito. L’idea di una Unione doganale Europea diretta contro gli Usa

fu immediatamente respinta.

Vi fu un solo caso nel quale ebbe luogo un incidente diplomatico/commerciale,

quello delle navi passeggeri del Nord Atlantico. L’acquisto di alcune linee da parte

della Casa Morgan, creò sconcerto in GB.

Molti americani, al volgere del secolo cominciarono ad aver coscienza del fatto che il

loro paese sarebbe diventato una potenza mondiale. Theodor Roosevelt,

naturalmente fu tra i primi: “Gli Usa diventeranno sempre più il fattore di equilibrio

nell’intero pianeta”. In questa prospettiva mediò nella guerra russo/giapponese e nella

Conferenza di Algesiras. Ma è degno di nota il fatto che il Senato sconfessò questa

“E’ tradizione della politica estera Usa di non

iniziativa con la esplicita motivazione:

nelle contese tra stati europei” [Molto importante!!!]

immischiarsi

Tuttavia la considerazione di Roosevelt non contrastava con la sua idea che l’Impero

GB fosse per il momento il fattore più importante di stabilità mondiale e che

bisognasse sostenerlo dove possibile. Durante la prima guerra mondiale, un ufficiale

americano a una cerimonia in GB sostenne che gli Usa avrebbero aiutato la GB con

tutte le lo risorse, ma fu severamente redarguito dai suoi superiori.

Nel complesso si può dire che per i GB l’ascesa della potenza Usa non fu vista, prima

del conflitto mondiale, come un fattore pericoloso al punto da doverci dedicare una

apposita discussione strategica. E, dal punto di vista Usa, dopo alcuni episodi di

con l’Impero GB ed essergli

frizione, si giunse a concludere che si poteva convivere

alleato piuttosto che competitore.

Capitolo 2.

Risorse e responsabilità: la Prima Guerra Mondiale e gli accordi di pace.

Con la 1ma GM gli Usa si mutarono da potenziale grande potenza a effettiva. Anche

se non superiore alla GB che sembrò uscire dalla guerra ancor più forte di quando vi

era entrata, con i suoi competitori distrutti e l’alleata Francia fortemente indebolita

[Si può forse affermare che la 1ma GM servì a eliminare la Francia dal rango di

grande potenza, così come la 2da GM eliminò da quel rango la GB]

La dipendenza finanziaria dagli Usa non fu considerata come un dato permanente e i

territori dell’Impero si espansero al loro punto di massimo. In particolare in alcune

aree del pianeta la supremazia GB appariva come intangibile.

registrarono un disappunto da parte dei GB per l’atteggiamento

I primi anni di guerra

Usa, che essi si aspettavano più simpatetico, vista la violazione tedesca della

neutralità del Belgio. D’altronde l’atteggiamento del governo Usa rifletteva quello

dell’opinione pubblica, quale espresso da un sondaggio d’opinione tra i direttori dei

giornali che mostrò come su 367, ben 242 erano neutrali, 20 pro governi centrali e

solo 102 per l’Intesa. l’opinione

I giornali GB cominciarono pian piano a montare

pubblica contro gli Usa. I quali per parte loro criticavano aspramente il blocco navale

che impediva anche ai neutrali di commerciare coi nemici dell’Intesa. La tesi

britannica riguardante i cosiddetti “diritti dei belligeranti sul mare” fu sempre per gli

Usa motiva di malcontento e uno dei maggiori punti di frizione anche nel dopoguerra.

Fino all’inverno del 1916 la grande maggioranza degli Usa rimase contrario a un

intervento nella guerra.

Il 22 febbraio 1916, il Memorandum House-Grey stabilì che gli Usa avrebbero

convocato una grande Conferenza Mondiale per la Pace e che se gli Imperi Centrali si

fossero rifiutati di aderirvi, gli Usa avrebbero dichiarato guerra alla Germania. Ma

L’intesa non fu entusiasta di questa iniziativa, anche perché le sorti della guerra non

erano sfavorevoli ad essa in quel momento.

Irritati da questo rifiuto della mediazione, gli Usa reagirono facendo passare in

Congresso misure per l’aumento della flotta militare e contro la tesi dei diritti dei

belligeranti.

I GB reagirono con cautela anche perché diventava sempre più evidente che senza i

finanziamenti Usa la guerra non poteva continuare. Come scrisse Keynes, su 5

milioni di sterline spese ogni giorno per la guerra, circa 2 milioni dipendono da

prestiti Usa. Mc Kenna ribadì: Siamo così in difficoltà nel reperire fondi che il

governo Usa sarà presto in grado di imporci la sua volontà. E quanto questa tesi fosse

realistica lo si vide quando Wilson ammonì i banchieri a non concedere facilmente

non era sicuro l’esito. In GB si vide in questo una leva per far

prestiti dei quali

accettare la mediazione Usa. Vinte le elezioni alla fine del 1916 con forte

maggioranza, Wilson si sentì pronto a una nuova iniziativa, ma il Cancelliere tedesco

Bethman-Hollweg lo anticipò chiedendo egli stesso una Conferenza di Pace. La Nota

di Wilson agli alleati di fatto ricalcava questa richiesta e l’Intesa si trovò a discutere

su come evitare una tale prospettiva. Balfour, subentrato al Foreign Office nel nuovo

governo di Lloyd George che sostituì quello di Asquit, rispose che solo una vittoria

degli alleati avrebbe assicurato una pace durevole basata sulla riforma del sistema

internazionale. Ma Wilson replicò nel gennaio del 1917 con un discorso basato sulla

tesi della “Pace senza vittoria”.

Questa posizione si rivelò tuttavia irrealistica perché risultava evidente che le potenze

belligeranti, non avrebbero accettato la mediazione di una nazione che si era tenuta

lontana dal conflitto. Perciò, a seguito della dichiarazione tedesca della guerra

sottomarina senza restrizioni, Wilson compì un primo passo verso la guerra

rompendo le relazioni diplomatiche con la Germania. Finalmente, il 2 aprile Wilson


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e politiche dell'organizzazione
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiakka87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Maione Giuseppe.

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