Anne Orde, Eclipse of Great Britain 1895-1956
Introduzione
Il declino economico della GB dopo il 1880 è indiscutibile. Passò dal 23% delle manifatture mondiali al 18,5% nel 1900, mentre gli Usa aumentarono dal 14,7% al 23,6% e la Germania dall’8,5% al 13,2% (ma superiore alla GB nel 1913). Certo, si trattò di un declino relativo perché la GB continuò a crescere e nel 1953 aveva ancora il reddito pro capite secondo solo agli Usa. Tuttavia, il declino relativo indica l’impossibilità di mantenere la supremazia mondiale.
Il dominio inglese consisteva di conquiste territoriali e potere informale. Dal punto di vista delle prime, la GB raggiunse la sua massima espansione alla fine della prima guerra mondiale, coprendo il 25% della superficie terrestre ed eguale quota della popolazione mondiale. Si è discusso a lungo sulla effettiva utilità di questo impero per la GB. Vale la pena di sottolineare tre punti.
Effettiva utilità dell'impero
Primo. La GB non gestiva direttamente tutte le parti dell’Impero perché i Dominion erano indipendenti. L’India acquistò autonomia fiscale nel 1919. In Medio Oriente, prima l’Egitto, poi l’Iraq e la Palestina erano amministrati nella forma di mandato, dunque semi/autonomi.
Secondo. Dal punto di vista militare, nell’Impero gli asset superavano le passività fino agli anni venti perché la situazione in Europa non richiedeva impiego eccessivo di truppe per difendere le colonie, mentre queste fornivano personale militare. Poi la situazione si rovesciò col cambiamento degli equilibri in Europa e nel mondo. La difesa navale cadde quasi completamente sulle spalle della GB. Negli anni trenta si calcolò che la GB non era in grado dal punto di vista finanziario di difendere simultaneamente l’intero Impero e Commonwealth.
Nota. Quando si parla di passaggio di consegne, bisogna sempre non dimenticare che l’egemonia GB era di natura diversa da quella Usa. La loro egemonia era molto costosa perché comunque basata sulla gestione diretta di alcuni almeno tra i territori coloniali. Gli Usa non erano interessati, per ideologia e per vantaggi materiali, alla gestione territoriale diretta e perciò spendevano di meno.
Terzo. Se i vantaggi economici e militari sono discutibili, elementi immateriali avevano il loro peso, come il prestigio e l’influenza. La GB pensava nel 1945 di mantenere l’Impero sulla base di un passaggio graduale di colonie allo stato di dominion. In effetti, i dominion che dapprima erano sei divennero 10 e poi nel 1970 erano 29. Peraltro, il prestigio GB in Asia dopo il 1945, cosa che fu evidente per l’esclusione della GB dal trattato ANZUS. In Medio Oriente si sperava di far evolvere l’egemonia in un rapporto paritario con leadership GB, ma il nazionalismo fece fallire questo progetto [e non solo il nazionalismo]. Infine, nei '60, la fine dell’area della sterlina, la decolonizzazione in Africa e Caraibi, il ritiro ad est di Suez, fecero della GB una potenza di secondo livello. [Il che non vuol dire regionale, ma, paradossalmente, mondiale di secondo livello!]
Confronto con gli Usa
Nel frattempo gli Usa passavano da una quota del 24% nelle manifatture mondiali al 45% nel 1953, mentre il reddito pro capite si moltiplicava per 5 dal 1928 agli anni '60. Dopo il 1942, gli aiuti economici furono esplicitamente usati per allineare le medie potenze alla politica Usa. Ma prima di quella data, gli Usa scelsero volontariamente di non tradurre il loro peso economico in peso politico e militare. Le spese belliche erano l’1,5% nel 1938 contro 8, 17 e 25 rispettivamente di GB, Germania e Giappone. Gli uomini in armi erano 200 mila, cioè la metà di GB e un quarto della Germania, che avevano la metà della popolazione. Vero è però che gli Usa non avevano bisogno di una forza terrestre bensì di una navale. Nel 1907 erano al 3° posto nel mondo per navi da guerra. Negli anni venti cercarono apertamente di superare la GB, per quanto questo disegno fosse perseguito più attraverso i negoziati per la limitazione che con la competizione, che pure era sullo sfondo.
Nota. Il potere navale non significava solo una delle armi in una eventuale guerra, oppure la protezione degli interessi commerciali. Per le superpotenze significava il global reach, la possibilità di intervento in tutti i punti di crisi. La superiorità marittima nel primo dopoguerra era la base costituente del primato militare.
Il futuro dell’Impero GB fu materia di discussione tra le due potenze e dopo la guerra la possibilità che un Impero, sia pure riformato, potesse essere riconosciuto fu accettata dagli Usa che non si proposero di perseguirne la dissoluzione. Peraltro cresceva di anno in anno il numero di stati clienti degli Usa e nel contempo questi continuavano a esporre una ideologia anti-imperiale.
Nota. Gli Usa, se si fossero comportati come un agente razionale (ma chi si è mai comportato così nella storia?) avrebbero dovuto porsi una domanda cruciale: è utile l’Impero britannico dal nostro punto di vista, o è dannoso? E poi, dannoso in che senso? Il caso di Suez nel '56 è esemplare. Gli Usa si oppongono in primo tempo, ma poi ammorbidiscono la critica agli europei e si sostituiscono ad essi. La risposta alla domanda cruciale è: vale la pena mantenere l’Impero in alcune situazioni regionali se (e solo se) è più “costoso” per gli Usa intervenire direttamente. La storia della Guerra Fredda dimostra che gli Usa hanno sempre avuto bisogno di alleati regionali, e dunque l’utilizzo della GB aveva senso in quest’ottica. D’altra parte, se la GB continuava a comportarsi con mentalità coloniale, bisognava dissuaderla. Che vuol dire mentalità coloniale, e in che cosa gli Usa non si comportavano secondo essa? La GB vuole mantenere Suez a tutti i costi, ma data la situazione non può, e dunque è meglio secondo gli Usa che ceda. Viceversa, il possesso di Panama non comporta reazioni forti, dunque può essere mantenuto. Il passaggio di consegne desiderato dagli Usa era la riduzione della GB a junior partner. Ma questo accade quando il passaggio non avviene attraverso uno scontro diretto. Sarebbe avvenuto senza Hitler? Questa è la domanda alla quale non si può rispondere.
Cause del declino GB e ascesa Usa
Le cause del declino GB e ascesa Usa sono molte: generale declino europeo [cosa mai vuol dire?!!!], cambiamenti economici, nazionalismi, ecc. Ma furono soprattutto le due guerre mondiali a determinare il precipitarsi degli eventi. [Su questo sono d’accordo]
Bisogna chiedersi perché la seconda guerra mondiale, che per la GB rappresentò una perdita di risorse, per gli Usa fu proprio il contrario, ossia l’occasione per mobilitare quelle risorse che la Grande Depressione aveva lasciato inattive. Per sostenere una guerra dal punto di vista dei mezzi bellici occorrono due cose: la disponibilità di alcune materie prime strategiche e il know how per produrre i macchinari bellici necessari. Che cosa impedì alla Germania, o alla GB o al Giappone di produrre (sto inventando) 3000 aerei all’anno mentre non lo impedì agli Usa? Bisogna studiare bene la questione per individuare le reali strozzature. Devo assolutamente testare, e al più presto, la convinzione generica per cui gli Usa vinsero perché avevano inventato la produzione di massa dell’auto. Fu più importante il fatto che gli Usa avessero una capacità di produrre reddito (attraverso il modo di produzione fordista) superiore agli altri, oppure il fatto che direttamente il modo di produzione fordista permettesse di produrre più aerei, carri, ecc.?
Riferimenti bibliografici
- Michael Chalmers, Paying for defense. Military spending and British decline, 1985
- Alan Dobson, Us wartime aid to Britain, 1986
- Richard Gardner, Sterling Dollar Diplomacy, 1956
- Christopher Hall, Britain, America and the arms control 1921-37, 1986
- Duncan Hall, North American Supply, 1955
- H.B. Lary, The Us and the world economy, 1943
- Julian Lewis, Changing Direction. British Military Planning for Postwar Strategic Defense, 1988
- Arthur Marder, From Dreadnought to Scapa Flow. The Royal Navy in the Fisher Era, 1904-19, 5 vols, 1961-70
- Maurice Matloff, Strategic Planning for Coalition Warfare, 2 vols 1941-44, 1953-59
- Avron Offner, “The British Empire: a waste of money”, Economic History Review, 1993
- George Peden, British Rearmament and the Treasury, 1979
- R.S. Sayers, Financial Policy 1939-1945, 1956
- Robert Shay, British rearmament in the thirties, 1977
- Susan Strange, Sterling and the British Policy. A Political Study of an International Currency Decline, 1971
Capitolo 1: La GB e l’affermazione dell’egemonia nell’Emisfero Occidentale 1895-1914
Gli ultimi anni del 19° secolo videro importanti cambiamenti sulla scena mondiale. Gli europei presero a scannarsi sempre più in Africa e Asia mentre emergevano Giappone e Usa. La GB dovette compiere dolorosi aggiustamenti nella sua politica mondiale. L’espansione in Africa avvenne a costi sempre più alti. Gli affari europei richiedevano sempre più intervento diretto. Intese furono comunque realizzate con Francia e Russia per spartizione territori extra europei. Si cominciò a cercare intese con Giappone e Usa. La GB accettò senza recriminare l’egemonia Usa in Nord America e nel Centro. Ma non nel Sud America.
Il primo scontro avvenne nel 1895 a proposito del contestato confine tra Venezuela e Guiana inglese. Gli Usa dissero che in base alla Dottrina Monroe erano autorizzati a fare da arbitri nella disputa. La GB respinse come troppo estensiva questa interpretazione. Il presidente Cleveland in un messaggio al Congresso affermò che avrebbe deciso egli stesso quale fosse il giusto confine. Questo sembrava implicare l’uso della forza e si temette una guerra. Ma nel gennaio del 1896 il governo GB accettò l’idea di arbitrato e la crisi fu superata. Il confine di fatto fu stabilito secondo le richieste inglesi, ma pochi all’epoca...
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Britain Explored
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Britain in Close-up
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The Future of Multi-Ethnic Britain - Schema
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