Il processo di Due Diligence
PARTE 1: I misuratori chiave per la valutazione dell’impresa oggetto
di DD (CCN, EBITDA e PFN)
1) sviluppo aziendale
In un contesto economico globale e altamente competitivo lo
crescita esterna,
viene più spesso conseguito attraverso processi di quali
acquisizioni/cessioni, fusioni, Join Venture… che nella pratica consulenziale prendono il
nome di M&A. Tra i servizi di consulenza vi rientra il supporto professionale a tutti i
soggetti coinvolti (acquirenti, venditori, finanziatori…) finalizzato ad ottimizzare
l’efficienza, l’efficacia, la tempestività e il potenziale di creazione di valore.
Nel contesto delle operazioni di M&A (specialmente nell’ambito della fase di FULL
ACCESS), vi trova collocazione la DD, cioè un intervento tipicamente svolto da un team
consulenziale al fine di analizzare in profondità una determinata realtà aziendale
oggetto di una potenziale transazione (dal punto di vista economico, finanziario,
contabile, strategico…). La valutazione dell’opportunità di investire risorse nel capitale
dell’impresa target
di rischio si sviluppa tramite un processo di analisi propedeutico
effettuate dalle società di consulenza
all’acquisizione, che si articola in diverse fasi
prescelta dal potenziale investitore, collaborando con la proprietà dell’impresa target e
del suo management e suoi consulenti (legali, fiscalisti…). Il lavoro svolto dalla società
di consulenza di norma viene svolto da un team di specialisti (del settore in cui opera
l’impresa target, legali, di finanza straordinaria…), dotati di competenza e
professionalità in gradi di fornire supporto al governo dell’intero processo di M&A; dalla
sua ideazione, alla sua progettazione, fino alla sua implementazione. È dimostrato che
l’efficacia di implementare un processo di DD della società consulenziale è dipendente
dalla capacità della società stessa di sviluppare un’adeguata conoscenza dell’impresa
target (la sua storia, i prodotti/servizi offerti, struttura economica e finanziaria,
equilibri eco-finanziari, capitale umano disponibile, coerenza della formula
imprenditoriale con la strategia adottata, punti di forza e debolezza, status fiscale e
legale, trasparenza contabile…). l’indipendenza e la professionalità
Tra i caratteri distintivi dell’attività di consulenza
acquisiscono un significato rilevante; in particolare l’indipendenza, che presuppone
che il consulente possa esprimere le proprie valutazioni in modo obiettivo (senza
influenze, come quella emotiva, politica o rapporti finanziari quali con banche
coinvolte nell’operazione o titoli dell’impresa target che ha acquistato), e
l’instaurazione di un rapporto di fiducia (non divulgazione, dato che la DD ti porta a
raccogliere info che possono essere utili per esempio per i concorrenti), sono requisiti
fondamentali nel processo consulenziale.
1.2) CCN Si
indica la solidità dell’equilibrio finanziario strutturale di un’impresa.
determina: “AC (liquidità + crediti commerciali +crediti finanziari a B + rimanenze) –
PC (debiti commerciali e finanziari a B)”. Si sottrae al Capitale Circolante Lordo (AC) le
Esprime la misura in cui le AC coprono le PC, da un altro punto di vista esprime il
PC.
grado di copertura con fonti a medio termine (Debiti a medio e PN) del FF originato
dagli investimenti in immobilizzazioni. Se il CCN>0 l’impresa è in equilibrio finanziario
strutturale, in quanto le fonti a medio termine garantiscono la copertura, oltre che
delle immobilizzazioni, anche dei livelli fisiologici dell’attività corrente (crediti vs
clienti, rimanenze…). Se il CCN<0 l’impresa è in una situazione d squilibrio finanziario
strutturale, in quanto parte degli investimenti in immobilizzazioni risultano coperti
impropriamente da passività caratterizzate da scadenza a BREVE. Talvolta, può essere
suddiviso in due componenti: 1) CCN operativo (Rimanenze + crediti com. – debiti
commerciali), che misura il FF corrente di liquidità originato dall’attività operativa di
approvvigionamento-produzione-vendita dell’impresa, e necessità di un
approfondimento per evidenziare l’effettiva entità e dinamica nel tempo di tale FF. A
tal fine, si elabora una rappresentazione mondializzata che permette di evidenziare
l’andamento nel tempo sia in valore assoluto, sia in relazione al fatturato (stagionalità,
picchi disomogenei), inoltre, in relazione al fatturato assume un maggior significato se
il CCN viene depurato dai debiti commerciali relativi all’acquisto delle immobilizzazioni
(che vanno in capitale strutturale, e non nel ciclo operativo); 2) CCN finanziario
(liquidità + crediti finanz. a breve – debiti finanz. a breve), misura l’entità della
liquidità disponibile nell’immediato per far fronte al FF corrente, non presenta
complicazioni.
1.2.2) PFN si intende la differenza tra liquidità immediate e differite (cassa e
banche attive, titoli a breve e crediti finanziari); è un valore finanziario di sintesi, che si
determina: “liquidità + crediti finanziari a B e M termine – debiti finanziari a B e M
Si tratta di una grandezza, normalmente negativa, che indica l’ammontare
termine”.
complessivo del FF necessario ad estinguere tutti i debiti assunti dall’impresa (esclusi
quelli commerciali) al netto della liquidità e dei crediti finanziari , che permettono di
pagare nell’immediato o nel breve termine. Se positiva, vuol dire che l’impresa è in
grado di estingue tutti i suoi debiti col solo utilizzo di fonti interne (liquidità e crediti
finanziari). Nelle operazioni di M&A rappresenta l’ammontare netto dei debiti finanziari
che l’investitore si accolla al momento dell’acquisizione del capitale azionario
dell’impresa target, e ciò spiega il perché ai fini della determinazione del prezzo di
la PFN si sottrae all’Enterprise Value
transazione, dell’impresa oggetto di acquisizione.
Nell’implementazione di un processo di DD occorre effettuare indagini analitiche al
fine di individuare la reale PFN, attraverso un’interpretazione gestionale approfondita.
impegni finanziari
Ad esempio, è tipico che gli (debiti) possono derivare da: 1) debiti
concessi dai fornitori oltre il livello fisiologico (in questo caso il fornitore finanzia
l’impresa, il debito non si ritiene più commerciale, perché oltre alla concordata
dilazione commerciale); 2) operazioni off-balance sheet (cioè non immediatamente
contratti di leasing stipulati e non
rilevabili dalla situazione patrimoniale, quali
conclusi, quindi la parte restante da pagare è un finanziamento di conseguenza va
anticipazioni ricevute da società di factoring per crediti da cedere pro-
sottratto, e
solvendo, che è un debito finché non si incassa il credito, e quindi può essere richiesta
l’anticipazione in qualsiasi momento). Inoltre, assume interesse analizzare l’evoluzione
della PFN nel corso dell’anno e delle principali voci che la compongono, per capire ad
esempio se vi sono caratteri di stagionalità gestionale, e per eventuali rettifiche.
1.2.3) EBITDA (MOL) ed EBIT (RO); cenni alla valutazione del capitale
azionario delle imprese tramite il METODO DEI MULTIPLI è bene
ricordare che l’Ebitda si ottiene dal valore aggiunto meno il costo del lavoro, mentre
l’Ebit si ottiene sottraendo all’Ebitda gli ammortamenti (cui ottengo il MON) e gli
L’Ebitda
oneri/proventi accessori e finanziari. esprime il valore del RO al lordo degli
ammortamenti e accantonamenti, quindi la redditività disponibile per la copertura
delle quote di competenza dei costi pluriennali (gli ammortamenti e accantonamenti
appunto) e per la remunerazione del capitale proprio (dividenti) e di finanziamento
(oneri finanziari). Tale risultato è fondamentale per valutare un’azienda, perché non
risente della discrezionalità che caratterizza le politiche di ammortamento e
accantonamento. Inoltre, dal punto di vista finanziario fornisce una misura sintetica
del cash flow operativo generato dalla gestione operativa corrente, il quale esprime il
flusso di risorse monetarie che l’impresa è in grado di auto-generare
(autofinanziamento) attraverso la gestione operativa corrente. Inoltre, misura la
consistenza della moneta generata dal ciclo operativo, cioè la moneta che l’impresa è
potenzialmente in grado di estrarre dal suo fatturato. Il Metodo dei Multipli nella
per
pratica consulenziale utilizza queste due grandezze come base di partenza
determinare il valore (e quindi il prezzo) del capitale netto (equity o shareholders
value) misurazione del EV
delle imprese oggetti di operazioni di M&A, attraverso: 1) ,
cioè il valore complessivo delle seguenti grandezze: “Immob. Materiali + Immob.
Immateriali + Immob. Finanziarie + CCN operativo”. Esso viene determinato
moltiplicatori calcolati,
attraverso l’applicazione di “tipici” di settore, effettuando per
il rapporto tra EV ed alcune grandezze
imprese simili di attività svolta e dimensioni,
economiche significative, quali: fatturato, utile netto, ebit ed ebitda tutte in
condizioni fisiologiche (cioè quei valori effettivamente sostenibili, che l’impresa è in
grado di mantenere nel tempo indipendentemente da fenomeni di natura non
ricorrente, eventi estranei alla gestione caratteristica e da mutamenti nei principi
sottrarre la PFN (spesso
contabili utilizzati o politiche di bilancio adottate); 2)
rettificata) all’EV, al fine di ottenere come risultato lo Equity/Shareholders
Value dell’impresa target multipli
. Generalmente si procede a calcolare i di mercato
per un campione di imprese simili ed elaborarne una media per poi applicarla
all’impresa oggetto di valutazione. Il risultato che ne emerge, al netto della PFN,
costituisce il valore dell’equity dell’impresa oggetto di valutazione. Tuttavia, le
maggiori problematiche da tenere presente sono: 1) l’individuazione del campione di
imprese realmente simili all’attività svolta, alla dimensione, allo stadio di sviluppo e al
mercato di riferimento, eliminando elementi distorsivi; 2) qualora le imprese del
campione siano quotate in borsa e l’impresa target non lo sia, il valore/multiplo
premio di
individuato dovrà essere scontato di percentuale (20-30%), definita
liquidità , che permetta di escludere il maggior valore attribuibile ai titoli scambiati su
un mercato regolamentato.
Il moltiplicatore applicato all’Ebitda e all’Ebit, per determinare EV, è
normalmente variabile tra 5 e 10. valore
È importante che l’ebitda/ebit sia un
fisiologico normalizzare il reddito d’impresa
, cioè da elementi positivi/negativi
caratterizzati da straordinarietà, occasionalità o influenzati da politiche di bilancio
(quali ad esempio: particolari politiche fiscali, imputazione di costi quali pubblicità e/o
R&S, formazione del personale che in realtà è un investimento da capitalizzare…),
normali”,
determinando la redditività aziendale conseguibile in condizioni “ depurata
dagli effetti eccezionali e/o estranei alla anormale gestione; ed è fondamentale la
Il potenziale investitore
collaborazione del management dell’impresa target. “
(Private Equity Investor) è interessato alla normalizzazione dell’EBITDA, in quanto
rappresenta il punto di partenza per la determinazione del valore dell’impresa target e
quindi la negoziazione del prezzo della transazione, e fornisce indicazioni sintetiche
circa la redditività fisiologica dell’impresa target” . Tra i componenti (positivi/negativi)
oggetto di rettifica, ricordiamo; 1) one-off items (solitamente costi legati alle logiche
economiche della vecchia proprietà/management, come costi di una campagna
pubblicitaria non capitalizzata. Non sono frequenti, possono ripresentarsi, ed è bene
compare più esercizi al fine di valutarne la frequenza); 2) non recurring items
(elementi manifestati in passato, che non lo saranno più in futuro, come ricavi di una
commessa passata che non sarà rinnovata); 3) movimenti anomali dei
fondi/riserve (accantonamenti a fondi che sottovalutano o sopravvalutano alcuni
costi di competenza, come i fondi rischi su crediti inferiori alle perdite future su crediti
prevedibili); 4) movimenti connessi ad effetti di operazioni straordinarie (come
l’acquisizione di un ramo d’azienda da parte dell’impresa target, alla fine dell’esercizio
devono essere riportati su base annuale); 5) extraordinary o exceptional items
( elementi reddituali straordinari non correttamente classificati tra le voci di natura
straordinaria, come la cessione di una ramo d’azienda); 6) particolari politiche di
bilancio (come gli ammortamenti, adottate dal management della target al fine di
risultati contabili economici migliori rispetto a quelli realmente conseguiti); 7)
valori NON di mercato
movimenti connessi ad operazioni a “ ” con
controparti correlate
“ ” (cioè terze parti che hanno interessi palesi sulla target, e
con la quale la target ha posto in essere una qualche operazione contrattuale. Di solito
partecipate o partecipanti,
si tratta di società e devono essere identificate al fine di
valutare la congruità economica delle operazioni riconducibili ad uno stesso soggetto
economico. Spesso è una voce decisiva per la normalizzazione del reddito, perché
generano elementi reddituali anomali di difficile identificazione ma di consistenza
economica importante. Ad esempio, società immobiliare cui è azionista il proprietario
della target, alla quale corrisponde un canone di affitto annuo INFERIORE a quello di
la mancata rilevazione di costi/ricavi di competenza
mercato); 8) (come le
gli errori di contabilizzazione
fatture da ricevere/emettere); 9) .
La rettifica dell’EBITDA e dell’EBIT è, spesso, indispensabile ai fini dell’aggiornamento
dei valori economici di bilancio, qualora la valutazione dell’impresa target debba
avvenire in un momento in cui l’ultimo bilancio disponibile continente informazioni già
“vecchie” (ad esempio di 6-9 mesi), quindi è necessario disporre di informazioni
aggiornate, perché fondare le proprie stime su informazioni datate può essere
rischioso soprattutto con imprese che si trasformano velocemente (tipo quelle
tecnologiche) o che non redigono bilanci trimestrali. Formula:
[(Ebitda*moltiplicatore) = EV, EV-PFN = Equity/Shareholders Value
1.2.4) Altri metodi operativi di valutazione dello Shareholders Value
aziendale che possono essere alternativi o utilizzati anche in combinazione tra
loro e con quello dei multipli, in sede di implementazione di operazioni di M&A. Tra di
essi trattiamo:
Il Metodo Patrimoniale determina lo SV sulla base del valore Patrimoniale
Netto contabile, rettificato sulla base dei valori effettivi di mercato (il settore in cui
Tale
vi opera) attribuibili ai diversi componenti dell’attivo e del passivo patrimoniale.
metodo tende a sottostimare il valore dell’equity d’impresa perché esclude dal
processo valutativo il valore dell’avviamento valore
. Inoltre, aiuta a determinare il
minimo, al disotto del quale non è razionale collocarsi (cioè di un valore acquisibile
dall’investitore semplicemente trattenendo la differenza tra il valore rivendibile dei
singoli elementi costituenti il patrimonio aziendale e l’importo complessivo delle poste
valore di mercato” e
debitorie gravanti su tale patrimonio). In sintesi, si guarda al “
si compara al “valore contabile”
, e può determinare: un valore congruo, oppure
una rettifica in aumento (ad esempio Marchi, terreni, fabbricati… che valgono di più
rispetto a quanto contabilizzato) o in diminuzione (debiti verso fornitori assimilati
come finanziamenti, vanno a confluire nel patrimonio netto, riducendolo, in quanto
sono debiti verso la proprietà, la quale è disposta ad azzerare in sede di stipula della
transazione).
Il Discounted Free Cash Flow (DFCF) metodo finanziario che si basa sul
presupposto che l’EV sia pari al valore attualizzato di tutti i flussi di cassa netti (FCF)
che l’impresa sarà in grado di generare in futuro, cioè alla sua capacità di generare
VT (Terminal Value).
liquidità, più un I flussi da attualizzare sono i flussi di cassa della
gestione operativa stimati in futuro (prospettici), al netto dell’imposizione fiscale, dei
Il tasso di
fabbisogni per investimenti in CCN operativo e in immobilizzazioni.
attualizzazione costo del
dipende da una serie di fattori, sintetizzabili nel concetto di
capitale (la sua determinazione dipende sia dal costo del capitale di debito, sia dal
Valore Terminale
rendimento del capitale di rischio investito). Infine, si aggiunge il (il
n),
valore del complesso aziendale alla fine dell’anno che si calcola attualizzando il
FCF+1, n+1, g”.
cioè dell’anno per un periodo indefinito ad un tasso di crescita “ In tal
caso il valore dello Equity/Shareholders Value si ottiene sottraendo all’EV la PFN
Rettificata.
Il Metodo Reddituale determina EV attualizzando i flussi di reddito operativo
(EBIT) prospettici, a cui si somma, anche in questo caso, il VT. La valutazione che ne
deriva assume una valenza direttamente fondata sulla “competenza economica” dei
Valore Terminale
flussi di ricchezza prodotta. In questo caso il s