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Domande psicologia dei processi di cambiamento (Stefanile)

Modello della Witte e motivazione

1) Secondo il modello della Witte, le variabili che vanno a influire sulla motivazione quali sono? Gravità e vulnerabilità, che determinano la minaccia, e efficacia della risposta ed autoefficacia che determinano la "soluzione".

Forza dell'atteggiamento

2) Un atteggiamento è più forte se: dipende da esperienza diretta, ecc.

Teoria del comportamento pianificato

3) Teoria del comportamento pianificato/Controllo percepito: l'ultima, più completa, lo introducono dopo il controllo comportamentale percepito. Il controllo percepito è l'innovazione rispetto alla teoria dell'azione ragionata: l'intenzione soggettiva di attuare un comportamento è data dall'atteggiamento nei confronti del comportamento, dalle norme soggettive e dalla percezione del controllo comportamentale.

Fear appeal secondo Witte

4) Per la Witte, cosa valutano le persone nei "fear appeal"? In un appello alla paura le persone valutano se la minaccia è effettiva e se realmente può colpirli, in più se la soluzione proposta dall'appello è efficace e loro sono in grado di attuarla.

Motivazione alla protezione

5) Secondo la Motivazione alla Protezione qual è la prima cosa che viene valutata? Efficacia.

Definizione di atteggiamento

6) Definizione di atteggiamento per Eagly e Chaiken: "tendenza psicologica che si esprime valutando una particolare entità".

Variabili del modello della Witte

7) Secondo il modello della Witte, le variabili che vanno a influire sui costi della risposta adattiva e viceversa sono: efficacia della risposta o alta efficacia e alta empatia (le persone formano forti intenzioni di voler agire = buona probabilità di passare all'azione).

Differenziale semantico

8) Cosa misura il differenziale semantico? -> a) sentimenti b) forza c) giudizio (coglie la componente emotiva, ma valuta anche la dimensione di potenza).

Credenze e atteggiamenti

9) Le credenze: a) sono meno specifiche degli atteggiamenti (il contrario: sono più cognitive e più specifiche) b) corrispondono sempre a fatti reali c) riguardano la visione del mondo delle persone.

Relazione tra autostima e ricezione

10) La relazione tra autostima e ricezione con l'accettazione è positiva tra autostima e ricezione e negativa tra autostima e accettazione.

Modello DRIVE

11) Qual è la novità che introduce il modello DRIVE? L'emozione media la conoscenza (vs il Modello delle Risposte Parallele).

Curva del modello DRIVE

12) Com'è la curva del modello DRIVE? È una relazione curvilineare (tra paura ed effetto persuasivo). Relazione lineare positiva tra accettazione del messaggio e alti livelli di paura. A U rovesciata.

Valori e credenze

13) Qual è la differenza tra valori e credenze? I valori sono ideali, principi guida che guidano la nostra vita, le credenze sono cognizioni riguardo al mondo. Inoltre i valori racchiudono gli atteggiamenti, che contengono le credenze. Quest'ultime sono più cognitive e più specifiche degli atteggiamenti quindi.

Accessibilità dell'atteggiamento

14) L'accessibilità dell'atteggiamento per Fazio è la facilità o la difficoltà con cui il legame tra l'oggetto e la sua valutazione torna alla memoria.

Funzione ego-difensiva

15) Spiegazione della funzione ego-difensiva: la funzione ego-difensiva la ricoprono quegli atteggiamenti utili per proteggere il sé. Difesa da emozioni sgradevoli che non si vogliono riconoscere consapevolmente, da verità psicologicamente scomode (insieme a conoscenza – utilitarismo – identità sociale – adattamento sociale – espressione di valori).

Struttura degli atteggiamenti

16) Struttura atteggiamenti: gli atteggiamenti hanno una componente affettiva, cognitiva e cognitivo-comportamentale. Dipende dalla prospettiva: secondo la "teoria aspettativa-valore" gli atteggiamenti hanno 2 componenti (la cognizione e l'affetto).

Misure dirette

17) Misure dirette: scala Likert, scala di Guttman, differenziale semantico e focus group.

Scopi e obiettivi di un intervento

18) Differenze tra scopi e obiettivi di un intervento: gli scopi sono generali e non misurabili direttamente, mentre gli obiettivi sono più specifici e misurabili attraverso uno strumento.

Risposta cognitiva vs elaborazione dell'informazione

19) L'approccio della risposta cognitiva a cosa si contrappone? Al paradigma dell'elaborazione dell'informazione.

Teoria del giudizio sociale di Sherif

20) Domanda sulla zona di accettazione. Secondo la "Teoria del giudizio sociale" di Sherif:

  • Zona di accettazione
  • Zona di rifiuto
  • Zona di non impegno

Nella zona di non impegno finiscono i segnali ambigui, che vengono quindi accettati. Nella zona di rifiuto finiscono per avere l'effetto boomerang.

Fattori principali dell'appello alla colpa

21) Uno dei fattori principali dell'appello alla colpa è: rimorso? (l'empatia?)

Elaborazione per Petty e Cacioppo

22) Definizione di "elaborazione" per Petty e Cacioppo: "misura in cui l'individuo pensa o modifica mentalmente le argomentazioni".

Credibilità e persuasione

23) La credibilità porta sempre e comunque a persuasione? No.

Modello unimodale di Kruglanski

24) Modello Unimodale di Kruglanski (VS Dualistico Euristico-Sistematico): unico processo di elaborazione che varia per durata, dipende sempre da motivazione e abilità cognitiva. Il soggetto sottoposto ad un messaggio ricerca prove che sono rilevanti se possono essere introdotte in un sillogismo come premessa minore, queste sono poi associate ad una premessa maggiore che rappresenta le conoscenze che il soggetto già possiede. Processo unico di cambiamento dell'atteggiamento, varia per durata in relazione alle condizioni in cui si trova il ricevente e si applica allo stesso modo a qualsiasi tipo di info il ricevente giudichi rilevante.

Effetto recency

25) Effetto recency: ricordo migliore dell'ultimo elemento presentato.

Ruolo dell'umore

26) Ruolo dell'umore a) positivo b) neutro c) negativo (attiva l'elaborazione approfondita). Può fungere da segnale periferico, indirizzare l'elaborazione, fungere da filtro per l'elaborazione degli elementi successivi, può influenzare i criteri di valutazione, influire sulle capacità cognitive. Associando l'oggetto di atteggiamento a stimoli che indicano umore positivo in una persona si dovrebbero ottenere da questa atteggiamenti positivi verso quello stesso oggetto. Ma non sempre l'umore esercita il suo effetto principale dal momento che risulta interagire con quello relativo alla qualità dell'argomentazione. L'umore influenza la motivazione ad elaborare il contenuto del messaggio.

Risposta cognitiva ed elaborazione cognitiva

27) Approccio risposta cognitiva ed elaborazione cognitiva del messaggio: l'impatto persuasivo di un messaggio è determinato dalle risposte cognitive che il ricevente formula quando anticipa, riceve o riflette una comunicazione.

Sovraesposizione alla pubblicità

28) Cosa provoca la sovraesposizione alla pubblicità? Provoca noia, tedio, irritazione, usura (wear-out) nei bambini; negli adulti invece favorisce il pensiero sull'oggetto (mera esposizione).

Teoria della motivazione a proteggersi

29) Rogers e le principali variabili del modello Teoria della motivazione a proteggersi: un soggetto è motivato ad attuare comportamenti protettivi quando: percepisce il problema come realmente grave, si sente vulnerabile al problema, percepisce i comportamenti raccomandati come efficaci per risolvere il problema, si sente in grado di attuare il comportamento raccomandato.

Conclusioni esplicite

30) Le conclusioni esplicite sono efficaci quando sono efficaci per rinforzare la posizione iniziale del soggetto, e sono più efficaci in caso di soggetti con bassa scolarità. Aiutano le persone a comprendere il messaggio, minimizzano la probabilità che la persona sarà confusa dalla posizione del comunicatore. Ma è meno efficace quando i riceventi sono molto intelligenti e ancora, se il ricevente è molto motivato rispetto al tema potrebbe essere più efficace che la conclusione venga autoformulata.

Definizione di vividezza

31) Definizione di vividezza: concretezza, capacità di interessare sul piano emotivo, di provocare immagini ed essere percepita vicina in senso spaziale, temporale o sensoriale.

Dissonanza cognitiva

32) Definizione dissonanza cognitiva: insorgenza di uno stato di attivazione negativo a causa dell'incongruenza sul piano psicologico di due pensieri o di un atteggiamento con un comportamento. Un negativo e spiacevole stato che si verifica ogni volta che una persona ha 2 cognizioni che sono psicologicamente incoerenti.

Cambiamento degli atteggiamenti

33) Dissonanza cognitiva: quando permette il cambiamento degli atteggiamenti? Quando cadono nella latitudine di rifiuto.

Corrispondenza funzionale

34) Corrispondenza funzionale. Matching effect per quello che significa per il soggetto (es: scarpe della Nike).

Affidabilità della fonte

35) Una fonte è affidabile quando viene percepita come onesta, se sembra obiettiva, disinteressata, senza intenzione di manipolare o ingannare. "Lo dice una persona degna di fiducia, quindi sarà vero". Il ricevente accorda la propria fiducia solo se la sorgente sembra obiettiva, disinteressata, senza intenzione di manipolare o ingannare. Effetti sul livello di persuasione di two sided message ("bilaterali", messaggi che indicano i pro, ma anche i contro): apparentemente contrari agli interessi della fonte. Quando il ricevente percepisce che si sta dicendo la verità su una comunicazione, che è competente e mostra fiducia visto che sta esprimendo un contenuto che non è finalizzato solo al proprio interesse. Competenza, affidabilità, buona volontà sono le caratteristiche di una fonte credibile.

Basso automonitoraggio

36) Basso automonitoraggio: persone con più congruenza tra atteggiamenti e comportamenti, perché tendono a dare più importanza ai valori e quindi a non cambiare il proprio atteggiamento/comportamento in base a chi hanno davanti.

Efficacia del linguaggio

37) Il linguaggio: quando è più efficace? Un linguaggio più acceso determina nel destinatario... Se è potente un discorso risoluto (comandi) o degradante (degrada i membri del pubblico) può provare reattanza. Se è intenso, quindi uso di metafore, linguaggio vivido ecc può essere molto efficace nel determinare cambiamento ma a condizione che i membri del pubblico non siano troppo coinvolti personalmente nella questione (in questo caso importante sarà l'argomentazione) e che il comunicatore venga considerato credibile. Aumenta l'efficacia in chi è già d'accordo.

Target della comunicazione

38) Definizione di target: riceventi della comunicazione persuasiva.

Mera esposizione

39) Mera esposizione: semplice esposizione ripetuta ad uno stimolo, che ne aumenta la piacevolezza agli occhi del ricevente.

Modello euristico-sistematico di Chaiken

40) Modello Euristico-Sistematico di Chaiken: di fronte a un messaggio ambiguo, se sono congruenti portano al Sistematico (interdipendenti), che attenua l'Euristico (prevale il Sistematico). Giudizio di validità di un messaggio attraverso elaborazione sistematica delle info e euristiche; capacità cognitive e motivazione; euristica deve essere accettabile, affidabile e disponibile, effetti indipendenti e interdipendenti; fattori situazionali e personali; principio del minimo sforzo e principio di sufficienza; motivazione alla difesa e alla gestione dell'impressione.

Modello delle risposte parallele di Leventhal

41) Leventhal Modello delle Risposte Parallele: la percezione di uno stimolo esterno come minaccioso mette in moto due processi paralleli: controllo del pericolo (è un processo di problem solving) e controllo della paura.

Fear appeals e livelli di paura

42) "Fear Appeals" relazione curvilinea (a quale livello di paura funziona? medio) Per Levethal intermedi, altrimenti elevati (es: igiene mentale bassi). A livelli molto alti o molto bassi di paura l'effetto dell'appello è minore. Aumentando la tensione aumenta anche il cambiamento provocato fino a un punto ottimale oltre il quale avviene l'inverso, quindi livello di paura medio, né troppo forte né troppo debole. Un appello alla paura per essere efficace deve avere un livello medio perché altrimenti si mette in atto un atteggiamento per il controllo della paura invece del controllo sulla minaccia, e quindi di conseguenza si ignora il messaggio verso il cambiamento.

Argomentazione bilaterale

43) Effetti persuasivi dell'argomentazione bilaterale: l'argomentazione bilaterale è più persuasiva in caso di soggetti con alta scolarità.

Focus group

44) Focus Group: metodo di intervista di gruppo usata per misurare in modo diretto gli atteggiamenti.

Distrazione e argomentazione

45) La distrazione è efficace se l'argomentazione è: a) forte b) debole c) fonte credibile d) competente.

Persuasive Health Model (PPM)

46) Il Persuasive Health Model (PPM) è un modello della Witte per costruire fear→appeal. PHM campagna tailored.

Atteggiamento e predisposizione ad agire

47) Atteggiamento come predisposizione ad agire per chi? -> Fishbein e Ajzen.

Approccio di Yale e messaggi

48) Secondo l’approccio di Yale per chi non concorda con l’argomento è meglio che usi un messaggio: a) unilaterale b) bilaterale c) loss frame d) gain frame.

Messaggi per persuadere sull'HIV

49) Per persuadere le persone a usare un test dell’HIV che messaggio è meglio usare? a) Loss frame b) gain frame c) unilaterale d) bilaterale.

Misure fisiologiche

50) Le misure fisiologiche sono -> misure indirette.

Risposta cognitiva

51) Approccio della risposta cognitiva -> reazioni soggettive.

Approccio di McGuire

52) Approccio di McGuire -> è necessario ci siano tutte e 6 le fasi.

Euristiche

53) Cosa sono le euristiche? -> scorciatoie mentali.

Bias di conoscenza

54) Bias di conoscenza (knowledge bias): cosa succede se viene violato? -> aumenta la credibilità della fonte. Quando una fonte sostiene una posizione diversa, disattesa, viene considerata credibile. Il bias di pubblicazione (reporting bias) si ha quando il ricevente percepisce che il comunicatore ha app

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher VenoricaL di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di psicologia della persuasione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Stefanile Cristina.
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