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Urbanistica: piani e livello di piano

La pianificazione urbanistica è l’insieme degli indirizzi e degli strumenti pubblici atti a governare e sviluppare il territorio sia in area vasta che in ambito urbano. Un piano è un insieme di decisioni e regole operative attraverso le quali un soggetto o un gruppo conseguono un obiettivo; in urbanistica, le autorità competenti operano determinate decisioni atte a regolamentare la gestione urbana e territoriale da parte dei destinatari.

Livelli della pianificazione

I livelli della pianificazione vengono usati per suddividere ed identificare:

  • I soggetti operanti sul piano
  • Il territorio che il piano comprende
  • I contenuti e le tipologie

Ad ogni modo, la classificazione si intreccia in quanto: generalmente ad ogni porzione di territorio è associato un soggetto operante e inoltre le varie partizioni territoriali sono a loro volta comprese le une nelle altre.

Principali leggi che regolano la disciplina territoriale

  • Legge n. 1150 del 1942: La disciplina urbanistica si attua a mezzo dei piani regolatori territoriali, dei piani regolatori comunali e delle norme sull'attività costruttiva edilizia, sancite dalla presente legge o prescritte a mezzo di regolamenti.
  • Legge n. 431/1985: "Legge Galasso" (tutela paesaggistica e ambientale)
  • T.U. n. 490/1999: Codice dei beni culturali e del paesaggio

Abbiamo appurato che esistono piani di diverso livello; i piani sono distinguibili anche per "tipo" in rapporto all'oggetto, agli obiettivi ed al contenuto. La usuale distinzione è tra:

  • Piani territoriali urbanistici (Piani di area vasta):
    • Piani "generali": sono i piani che prendono a riferimento la generalità dei problemi di un territorio, possono concernere ogni aspetto del sistema territoriale.
    • Piani "settoriali": sono i piani che, indipendentemente dal loro livello, assumono a riferimento una o poche specifiche problematiche o fenomeni da governare o regolare.
    • Piani attuativi
  • Piani ambientali: atti a valorizzare la tutela del sistema ambientale.
  • Strumenti di programmazione territoriale urbanistica: regole a cui l’amministrazione può avvalersi per specifiche esigenze.
  • Programmi complessi: strumenti (in uso dagli anni '90) atti a creare un rapporto corale tra pubblico e privato. Coinvolgere il cittadino nelle scelte del territorio, sfruttando così il capitale privato.
  • Piani e programmi di settore con rilevanza territoriale e urbanistica.

Analisi della forma urbana

La forma fisica della città può essere analizzata a differenti scale di osservazione. Le componenti costitutive di base della forma urbana, siano esse volumi pieni o spazi aperti, si giustappongono nel paesaggio urbano dando luogo a forme insediative che, se osservate come aree sufficientemente estese, possono presentare particolari caratteri di unitarietà o omogeneità formale. In Italia, la storia dell’analisi della città, è presente nell’estesa e articolata tradizione di ricerche che ha avuto origine dagli studi di Saverio Muratori. Le parti urbane della città possono essere distinte in tessuti e forme aperte:

(A) Tessuti

Si indicano come tessuti: le morfologie dell’insediamento caratterizzate da una stretta correlazione tra la forma degli spazi stradali e l’insieme degli edifici, determinata dal fatto che i fronti edificati si dispongono lungo i bordi delle strade. I tessuti possono essere classificati in base a due caratteri morfologici fondamentali:

  • La conformazione dell’impianto: L’impianto è determinato dalla forma d’insieme della rete stradale, e può essere distinto in intricato, reticolare, radiocentrico, organico, lineare e a pettine in base ai significati che per ognuno di questi aggettivi:
    • Si parla di tessuto intricato compatto quando: la trama edilizia e lo spazio pubblico della circolazione sono fortemente complementari. La conformazione planimetrica della rete viaria, inoltre, è complessa e irregolare, e non riconducibile ad un modello geometrico, da qui l’utilizzo dell’aggettivo intricato. A Roma, in particolare, sono classificabili entro questa tipologia morfologica i tessuti dell’ampio settore urbano di Campo Marzio e del rione storico di Trastevere.
    • Un tessuto si definisce reticolare quando: la conformazione della rete stradale forma un reticolo. In un tessuto reticolare la grana viene distinta in fine, media o grossa a seconda della dimensione media dei corpi edilizi. In generale, i tessuti urbani reticolari non caratterizzano in modo univoco un particolare periodo della storia della città, essendo essi caratteristici di molteplici e differenti epoche storiche e culture urbane. (Fine-Centocelle, Media-Esquilino, Grossa-Tiburtino).
    • La presenza di una centralità morfologica, costituita in genere da una piazza centrale, determina la conformazione del tessuto definito radiocentrico: essa può essere originata da un preciso intento pianificatorio o progettuale, oppure dall’incidenza della conformazione fisica del sito naturale. A Roma, sono radiocentrici i tessuti urbani gravitanti sulle piazze Mazzini, Bologna e Re di Roma.
    • Nel tessuto organico, l’impianto si connota per una conformazione a flessi, priva di modularità geometrica nella trama viaria. Questa caratteristica forma del tessuto può derivare dalla conformazione altimetrica del sito, che ha richiesto strade curve per il superamento dei dislivelli, o può essere dovuta al fatto che il progetto complessivo dell’insediamento si è ispirato al modello progettuale della Città giardino. È un esempio di insediamento di progetto unitario con tessuto organico a grana fine la Città giardino Aniene a Roma, nota anche come quartiere di Monte Sacro.
    • Gli impianti lineari, molto usati in tempi antichi, consistono in una via principale, fiancheggiata da svariati isolati, che molto spesso viene usata da tramite tra la città vera e propria e la relativa zona periferica.
    • Gli impianti a pettine, consistono in una via principale a cui si affiancano strade secondarie ortogonali.
  • La grana: indica il grado di frammentazione della trama edificata che compone il tessuto, e viene definita sulla base della dimensione media dei lotti, come viene chiarito di seguito. La definizione del tipo di grana non dipende dalla dimensione complessiva degli isolati (aggregato di lotti circoscritti dalla viabilità, ma che al loro interno possono presentare viabilità secondarie. Può essere quadrato, rettangolare o irregolare), né dall’altezza degli edifici, ma unicamente da dimensioni in pianta di edifici/lotti.

(B) Forme aperte

Le forme aperte, a differenza dei tessuti, si caratterizzano per l’assenza di complementarità di forma tra la rete delle strade e la trama dei lotti e degli edifici. Le giaciture degli edifici, in questo caso, sono indipendenti dalla conformazione delle strade, e non costituiscono i margini di queste, in quanto la loro disposizione d’insieme è determinata da esigenze di circolazione stradale oppure da una particolare conformazione dell’impianto urbano. Esse caratterizzano soprattutto parti della città che derivano da progetti urbani unitari di epoca moderna e contemporanea, ispirati a modelli espressamente diversi alla forma tessuto dei nuclei più antichi. Esse, infatti, possono derivare da criteri di disegno urbano legati all’ottimale soleggiamento, alla ventilazione o alla circolazione stradale. Nella periferia di Roma sono riscontrabili numerosi insediamenti residenziali progettati in maniera unitaria con un impianto che adotta il principio delle forme aperte. Si tratta, in gran parte, di quartieri di edilizia residenziale pubblica edificati tra gli anni sessanta e gli anni ottanta, tra i quali si possono citare i quartieri di Casal de Pazzi, Nomentano, Tor Bella Monaca.

Analisi psico-percettiva della forma urbana

Il secondo metodo per analizzare la forma urbana è l’analisi psico-percettiva; ovvero interpretare come i cittadini vedono e vivono la realtà urbana. L’obiettivo è l’individuazione dell’immagine della città.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/20 Tecnica e pianificazione urbanistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher RichardVII di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica urbanistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Cappuccitti Antonio.
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