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1. Funzione del bilancio d’esercizio?

Il bilancio d’esercizio è un documento di derivazione contabile mediante il quale gli

amministratori forniscono la rappresentazione della situazione patrimoniale e

finanziaria della società al termine del periodo amministrativo e del risultato

economico conseguito nell’esercizio.

Il bilancio d’esercizio svolge essenzialmente due funzioni: quella di informazione dei

terzi e quella di strumento di gestione.

È uno strumento di informazione dei terzi poiché il bilancio è pubblico; viene costituito

all’interno della società, approvato dai soci e successivamente depositato nella

Camera di Commercio e tutti i terzi interessati ad esso possono vederlo.

I terzi possono essere i soci (di maggioranza e minoranza), i creditori, banche, fornitori,

lavoratori dipendenti, erario, ma anche i concorrenti.

È uno strumento di gestione per gli amministratori, infatti grazie a questo si raggiungi

ungono effetti finanziari quali il calcolo dei dividendi e delle imposte d’esercizio.

Il bilancio non deve essere fatto solo dai due prospetti numerici SP e CE, ma deve

essere integrato dalla NI e affiancato dal rendiconto finanziario (anche se non

obbligatorio secondo la norma). 1

2. Chi redige e quando il bilancio d’esercizio?.

I soggetti coinvolti nella redazione del bilancio d’esercizio sono: l’Assemblea dei soci, il

Consiglio di amministrazione, il Collegio Sindacale e il Revisore Legale.

I soci apportano il capitale sociale e nominano il Consiglio di amministrazione che è

l’organo amministrativo della società. Nominano anche il Collegio Sindacale e il

Revisore Legale che sono organi di controllo.

Il consiglio di amministrazione ha l’obbligo di redigere annualmente il bilancio facendo

propri i risultati della contabilità, per questo si ha bisogno di un organo di controllo.

Il bilancio deve essere approvato due volte: per primo il Consiglio di Amministrazione

approva il progetto di bilancio, successivamente viene approvato dall’Assemblea dei

Soci. Tra l’approvazione del Consiglio di Amministrazione e quella dell’Assemblea dei

Soci intervengono il Revisore Legale e il Collegio Sindacale che controllano il progetto

di bilancio e scrivendo una lettera indirizzata ai Soci per confermare che il bilancio sia

a norma di legge o meno.

Entro un mese dall’approvazione finale il bilancio deve essere depositato nel Registro

delle Imprese.

3. Quali sono le norme di riferimento?

Le norme che disciplinano il bilancio sono 2: il Codice Civile per le società non quotate

in borsa e gli IAS ovvero i Principi contabili Internazionali che sono una legge sovra

europea e sono applicati solo dalle società quotate in borsa. Questo perché queste

società sono oggetto di osservazione da operatori nazionali e internazionali.

Il legislatore ha dato la facoltà alle società non quotate in borsa di poterli applicare.

La differenza sta nel fatto che applicando il Codice Civile si redige un bilancio con il

principio di prudenza e valutazione al costo, mentre applicando gli IAS non si tiene

conto del principio di prudenza e si fanno valutazioni al valore corrente di mercato.

2

4. La gerarchia delle norme civilistiche in materia di bilancio.

L’OIC, l’organismo italiano di contabilità, emana regole in singoli documenti dove

vengono spiegate le norme civilistiche e i principi di applicazione.

La gerarchia è la seguente:

Alla base abbiamo la “norma presupposto” ovvero il principio di continuità

 aziendale che è rintracciabile nell’art. 2423 bis comma 1. È alla base poiché se

non viene applicato non possono essere applicate nemmeno le altre norme.

Viene considerata l’impresa in condizioni di funzionamento quindi che l’azienda

continuerà la sua normale attività anche in futuro. Tutti i valori devono essere

determinati tenendo conto del futuro svolgimento dell’attività di gestione.

Si ha poi la “clausola generale” rintracciabile nell’art. 2423 nel comma 2.

 Prevede che il bilancio debba essere redatto con chiarezza e deve

rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria

e il risultato economico dell’esercizio.

La chiarezza deve essere rispettata nella rappresentazione dai valori in PS e CE

e nell’illustrazione dei valori in NI.

La verità attiene al calcolo economico dei valori in bilancio che possono essere

soggettivi e oggettivi. I valori oggettivi sono quantità certe, i valori soggettivi

possono essere stime o congetture. Le stime sono previsione di futuri

accadimenti dei quali si può trovare un riscontro ex post quindi si ha una

possibilità di verifica, le congetture sono assunzioni ipotetiche senza possibilità di

verifica ex post.

Un bilancio chiaro e veritiero è anche tecnicamente corretto.

Il bilancio deve essere sempre chiaro e veritiero e se le informazioni richieste

dalla legge non sono sufficienti per raggiungere questo obiettivo si devono

fornire informazioni complementari (art. 2423 comma 3). Se invece l’applicazioni

di alcune norme porta il bilancio ad essere incompatibile con la

rappresentazione chiara e veritiera quella norma non deve essere applicata, si

ha quindi una deroga generale(art. 2423 comma 4).

3

Si hanno infine i principi di redazione del bilancio: il principio di competenza, il

 principio di substance over form, il principio di prudenza e il principio di

coerenza. I principi di redazione del bilancio sono rintracciabili nell’art. 2423 bis

nel comma 1, con la relativa possibilità di deroga nel comma 2.

Si hanno infine le regole operative: il calcolo economico che consiste nella

 valutazione di tutte le voci del bilancio grazie ai criteri di valutazione esposti

nell’art. 2426, affiancati dai documenti dei principi contabili nazionali. Si ha poi

la rappresentazione dei valori grazie alle norme 2424 e 2425 sugli schemi di SP e

CE e infine la spiegazione dei valori nella nota integrativa regolata dagli art.

2427 e 2427 bis.

PRINCIPI DI REDAZIONE Deroghe

2423 BIS

Competenza Comma 1 num. 3+4 Generale: art.

2423 obbligatoria

Prudenza Comma 1 num. 1+2+5 comma 4, 4

Substance over form Comma 1 num. 1 cautele

Coerenza Comma 1 num. 6 Specifica art. 2423

bis facoltativa

Norma presupposto comma1

continuità comma 2, 3

Clausola generale Art. 2423 comma 2 cautele

4

5. Articolo 2423- bis del Codice Civile: commentare il principio della competenza

economica ed il rapporto esistente tra competenza e prudenza.

L’articolo 2423-bis del CC contiene nel 1° comma i principi di redazione del bilancio,

nel 2° la possibilità di derogare a tali principi.

Il principio della competenza economica è rintracciabile nel comma 1, numero 3 (+4)

poiché questo prevede che si deve tener conto degli oneri e dei proventi di

competenza dell’esercizio indipendentemente dalla data dell’incasso o del

pagamento. Ci si riferisce alla competenza economica che si basa sul principio della

correlazione tra costi e ricavi relativi alla gestione, non tenendo conto dei flussi

monetari.

Il principio di prudenza invece è rintracciabile nel comma 1, numeri 1, 2 e 5. Viene

applicato dagli amministratori per determinare con cautela il risultato economico

d’esercizio. È strettamente collegato a situazioni di rischio e incertezza nella quali

occorre una valutazione soggettiva, che deve quindi essere fatta con cautela.

La stretta connessione tra i due principi può essere vista nel numero 2 che prevede

che si possono iscrivere in bilancio solamente gli utili effettivamente realizzati alla data

di chiusura dell’esercizio, e nel numero 4 dove si deve tener conto dei rischi e delle

perdite di competenza dell’esercizio anche se conosciuti dopo la chiusura di questo.

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6. L’articolo 2423-bis, al punto 1, prevede ch e “la valutazione delle voci deve essere

fatta secondo prudenza e nella prospettiva di continuazione delle attività”. Si

commentino i due principi di redazione del bilancio.

I due principi ai quali ci si riferisce sono il principio di prudenza e il principio di

continuità.

Il principio di continuità, che è il principio base nella redazione del bilancio, è detto

anche norma presupposto. Questo perché se questo principio non viene applicato

non possono essere applicate nemmeno le norme successive. Prevede che l’azienda

debba essere in condizioni di funzionamento ovvero che continuerà la sua normale

attività anche in futuro, poiché l’azienda è considerata un istituto economico

destinato a perdurare nel tempo. Infatti tutti i valori devono essere determinati

tenendo conto del futuro svolgimento dell’attività di gestione.

Il principio di prudenza è rintracciabile nell’art. 2423 bis comma 1 numeri 1) secondo il

quale il bilancio deve essere redatto secondo prudenza, numero 2) secondo il quale

devono essere inseriti in bilancio solo gli utili effettivamente realizzati alla data di

chiusura dell’esercizio e numero 5) secondo il quale gli elementi eterogenei devono

essere valutati separatamente.

Grazie al principio di prudenza valuti i ricavi nel CE al valore effettivamente realizzato,

non quello presunto; i costi nel CE inseriti anche a valori presunti (quindi se c’è una

perdita anche solo possibile la percepisco); le attività nello SP vengono espresse al

minore valore possibile e le passività nello SP vengono espresse al massimo valore

possibile.

Questo principio viene applicato dagli amministratori per determinare con cautela il

risultato economico d’esercizio. È strettamente collegato a situazioni di rischio e

incertezza nella quali occorre una valutazione soggettiva, che deve quindi essere

fatta con cautela. 6

7. Il principio della competenza economica nella redazione di bilancio.

L’articolo 2423-bis del CC contiene nel 1° comma i principi di redazione del bilancio,

nel 2° la possibilità di derogare a tali principi.

Il principio della competenza economica è rintracciabile nel comma 1, numero 3 (+4)

poiché il n. 3 prevede che si deve tener conto degli oneri e dei proventi di

competenza dell’esercizio indipendentemente dalla data dell’incasso o del

pagamento. Ci si riferisce alla competenza economica che si basa sul principio della

correlazione tra costi e ricavi relativi alla gestione, non tenendo conto dei flussi

monetari.

Il n.4 prevede che si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza

dell’esercizio anche se conosciuti dopo la chiusura di questo; è quindi strettamente

legato al principio di prudenza.

8. Il principio di substance over forma.

L’articolo 2423-bis del CC contiene nel 1° comma i principi di redazione del bilancio,

nel 2° la possibilità di derogare a tali principi.

Il principio di substance over form, ovvero della sostanza che prevale sulla forma è

rintracciabile nell’art. 2423 bis numero 1) che prevede che bisogna tener conto della

funzione economica dell’elemento dell’attivo e del passivo considerato. Non bisogna

guardare l’operazione solo dal punto di vista formale, ma devo indagare a cosa c’è

dietro all’operazione stessa, cosa c’è oltre ai documenti.

7

9. Il principio di coerenza.

L’articolo 2423-bis del CC contiene nel 1° comma i principi di redazione del bilancio,

nel 2° la possibilità di derogare a tali principi.

Il principio di coerenza è rintracciabile al comma 1, numero 6).

Tale principio prevede che i criteri di valutazione non devono essere variati da un

esercizio all’altro, questo per consentire la comparabilità dei bilancio nel tempo e fra

le aziende dello stesso settore. Qui è prevista una deroga specifica (nel comma 2 art.

2423-bis) in alcuni casi eccezionali è possibile derogare la norma e variare i criteri di

valutazione. È una deroga facoltativa e specifica che si riferisce solo ai criteri di

valutazione. Per derogare bisogna seguire 3 cautele: bisogna essere in presenza di un

caso eccezionale, che non accade ogni anno e in ogni situazione poiché deve essere

un evento mai successo prima e irripetibile. Bisogna motivare la deroga nella nota

integrativa e infine spiegare gli impatti ciò spiegare cosa sarebbe successo se avessi

mantenuto inalterati i criteri di valutazione.

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10. Il sistema di deroghe del Codice Civile.

Sono previste due tipologie di deroghe dal codice civile.

La prima è rintracciabile nell’art. 2423 comma 4, che è una deroga generale e

obbligatoria. Infatti se applicare una norma volesse dire andare contro gli obiettivi di

correttezza, verità e chiarezza del bilancio questa non viene applicata.

Per effettuare questa deroga abbiamo 4 cautele da rispettare: deve essere un caso

eccezionale, che non è mai accaduto prima e che

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher reghenziedoardo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità, bilancio e principi contabili e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Mazzoleni Alberto.
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