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Analisi di laboratorio sugli alimenti zootecnici

Le analisi di laboratorio effettuate sugli alimenti ci permettono di stabilire quali sono i componenti e in quali quantità sono presenti. I componenti principali, sia per alimenti zootecnici che non, sono: l’acqua, stabilita con la determinazione, per mezzo di una stufa a 105°C per 3-24h, della sostanza secca che conterrà tutti gli altri elementi.

La sostanza secca (SS) si divide in organica (C, H, O, N) e inorganica (minerali). La materia organica si divide in: composti azotati sia proteici che non proteici (EI), entrambi stabiliti con la mineralizzazione della sostanza organica, che include: urea, ammine, aminoacidi, e proteine. Determina le proteine crude (CP), tra cui glucosio, pectine, amido, altri zuccheri carboidrati non strutturali, ovvero di rapida degradazione; carboidrati strutturali che, insieme alla lignina, facente parte dei emicellulose, cellulosa e composti fenolici, sono definiti NDF fibra neutro detersa tra cui e lignina (ADF fibra acido detersa) a lenta degradazione.

La stima della parete vegetale è importante per capire l’indice di digeribilità = (ingerito - escreto) / ingerito x 100. Il contenuto di lignina rappresenta infatti un limite alla degradazione ruminale, poiché rallenta lo svuotamento del rumine e l’ingestione di nuovo alimento. Tra i composti fenolici ci sono i tannini, solitamente non analizzati.

Altri componenti della sostanza organica sono: i lipidi semplici e composti, analizzati come estratto etereo: trigliceridi, acidi grassi, fosfolipidi, cere e pigmenti (EE), tra cui; le vitamine liposolubili e idrosolubili che non vengono analizzate. La sostanza inorganica, o ceneri determinate con muffola a 550°C, si divide in minerali macro e micro-essenziali e non essenziali, definiti anche ceneri (ASH).

Nelle analisi di laboratorio manca il valore energetico degli alimenti che indica quanta energia otteniamo dagli alimenti attraverso la combustione/ossidazione dei principi nutritivi, che risulta diversa in ogni specie animale a seconda dell’efficienza alimentare proteica ed energetica. Nei ruminanti, l’efficienza energetica è misurata attraverso l’energia lorda totale degli alimenti ingeriti e degli avanzi: feci, urine, latte e metano prodotto dagli scambi respiratori.

Stabilire i componenti ci permette di conoscere le caratteristiche chimiche degli alimenti e formulare razioni di qualità e quantità adeguate ai fabbisogni nutritivi degli animali; l’alimentazione è un pilastro fondamentale dell’allevamento bovino e della produzione di latte ad Alta Qualità. Oltre a stabilire dei valori, le analisi di laboratorio devono avere alcune caratteristiche: è necessario che siano ripetibili, veloci, economiche ed elaborate in accordo con procedure standardizzate, per ciò si utilizzano delle macchine apposite.

I parametri sono delle stime, non dicono la verità assoluta e per questo devono avere un’ottima precisione ed accuratezza per ridurre al minimo gli errori casuali e sistematici.

Caratteristiche dei foraggi più importanti

Per foraggio si intende l’intera parte vegetativa di una pianta destinata, dopo alcune trasformazioni, ad alimentare il bestiame, perciò ricchi di parete vegetale; nel foraggio rientrano anche frutti e semi. Nonostante il maggior valore nutritivo dei foraggi freschi, è molto meglio usare i foraggi conservati perché il prodotto fresco è molto variabile nella composizione qualitativa, sarebbe troppo costoso per l’azienda e mal si adatta ad un sistema di razionamento miscelato come l’unifeed.

I foraggi vengono insilati o subiscono processi di fienagione o disidratazione, così da poterli raccogliere al momento ideale e utilizzarli al meglio nelle razioni moderne; questi derivano da graminacee e leguminose. I principali sono: mais, cereali, erba medica, trifoglio, loiessa, bieta, colza, ma i più importanti sono: il Silomais, ovvero la pianta intera insilata del mais, caratterizzata da un alto contenuto di energia ed elevata digeribilità dell’amido, legate ad un’ottima produzione e adattamento pedoclimatico ad un basso costo e con la possibilità di meccanicizzarne totalmente la produzione; ha anche un’ottima versatilità presentandosi in forma di Silomais, granella secca e pastone.

Il mais è il cereale annuale più importante al mondo per l’alimentazione umana e zootecnica; è in grado di utilizzare l’azoto organico derivante dai reflui (concimi). La sua trinciatura deve avvenire quando contiene almeno il 33% di sostanza secca e si effettua a 15cm dal suolo per evitare l’imbrattamento con la terra, che potrebbe essere motivo della presenza di spore di clostridi che trasmetterebbero aflatossine nel corpo dell’animale e, di conseguenza al latte, rovinandone la qualità e proibendone l’utilizzo alimentare.

L’erba medica è la leguminosa foraggera più diffusa in Italia e coltivata in prato, contiene il doppio delle proteine rispetto alla soia e il triplo del pisello proteico. Si tratta di una pianta miglioratrice in quanto, dopo la sua coltivazione, lascia nel suolo grandi quantità di sostanze e azoto organici utili alle colture successive; per questo motivo si adotta una rotazione leguminosa-cereali. La loiessa è una graminacea foraggera di alta produzione e coltivata in erbaio, in rotazione con il prato di erba medica perché necessita di azoto. Viene somministrata come insilato o fieno ed è caratterizzata da alta NDF digeribile e basse proteine 10%.

Concentrati energetici

I concentrati energetici vengono somministrati insieme ai foraggi come complementari, con la funzione di integrare la razione poiché forniscono molta energia con piccola quantità di prodotto. I concentrati energetici possono essere nella forma di granelle intere o sfarinate, i prodotti utilizzati sono: il mais, principalmente la specie indentata, sottoposto ad un processo di fioccatura per aumentarne la superficie intaccabile dai microrganismi ruminali. Il mais contiene il 70% di amido e può essere lavorato come pastone integrale con il 50% di sostanza secca, granella con il 65% di sostanza secca o macinato ad umido per ottenere germe, crusca e amido.

Altri concentrati energetici sono il frumento tenero, l’orzo perlato pesante o leggero, la segale, l’avena, il triticale, il sorgo, la patata per la quale bisogna fare attenzione alla presenza di solanina nella buccia (alcaloide glicosidico tossico), la manioca facendo attenzione alla linamarina (glicoside cianogenico) e la carruba. I concentrati energetici derivano anche da sottoprodotti vegetali o animali, ovvero prodotti di rifiuto delle industrie agro-alimentari (molitoria, dello zucchero, dell’alcool, dell’olio, della caseificazione e della macellazione) come la crusca, il cruschello, il tritello, la farina, il disteller e le trebbie, le polpe e il melasso da barbabietola, il pastazzo di agrumi e le macromele derivanti da succhi, oli vegetali di olivo, girasole, soia, canapa, lino, arachide, cocco, ricino e palma.

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Scienze biologiche BIO/13 Biologia applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Micalamon di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biologia animale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Tamburini Alberto.
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