MUSEI
Il museo quando nasce come lo conosciamo noi oggi? Inizia con i grandi collezionisti, la collezione
privata è l’antenato del museo. Gli Uffizi nascono esattamente così, erano le opere d’arte dei
Medici. Tra il Rinascimento e il 700 nascono in musei moderni, così come il Louvre, occupando in
questo caso un luogo molto particolare, in origine una parte erano gli appartamenti reali e una parte
una caserma. Il museo moderno ha una nascita strettamente connessa con la nascita dello stato
moderno e con il concetto di nazione. Questa dimensione della fruibilità pubblica è un elemento
essenziale del museo contemporaneo.
CLASSIFICAZIONE MUSEI
1) Musei d’arte
2) Musei di scienze e natura: musei che espongono le meraviglie della scienza e della natura
(esempio: acquario di Genova, Planetari…)
3) Musei storici: si intende il museo che espone documenti riferibili alla storia di un gruppo, di
una nazione ecc.. (esempio Museo del Risorgimento, Altare della Patria…). Museo di
criminologia di Cesare Lombroso (sosteneva che una determinata conformazione del
cervello potesse influenzare il comportamento criminale)
Il museo delle scienze naturali è un museo storico che vede a stratificazione di documenti
naturali e ha lo scopo di mostrare specie diverse e di esporle al pubblico.
Esistono dei musei particolari, come gli ecomusei (indica un territorio
caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-
artistico). Non sono parte degli ecomusei, i parchi archeologici che possono
avere una configurazione museale ma il parco archeologico è di fatto un museo
a cielo aperto (si intende un'area, di solito acquisita dallo Stato, da una Regione
o altro ente locale, sottratta a usi liberi e generali per essere destinata alla
tutela e valorizzazione di un contesto di risorse culturali archeologiche).
MUSEI DEL RISORGIMENTO
Nel corso dell’800 il tema dell’Unità del paese e dello stato e della nazione diventano i temi
qualificanti. Noi siamo uno stato nazionale che basa la propria forza su un vincolo nazionale.
Esistono due concezioni nazionali nel corso dell’800:
1) Di tipo etnico: una nazione è tale quando sono legate da un vincolo biologico (di stirpe).
Questo tipo di concetto di nazione avrà degli sviluppi inquietanti nel corso del 900
(pensatori tedeschi).
2) una nazione è tale se esiste un vincolo culturale e dalla condivisione per un progetto per il
futuro..
Le storie nazionali europee sono diverse. L’Italia rappresenta un caso particolare. Il termine
“Italia” deriva dalla popolazione degli “itali”, popolo della Calabria. In questo contesto l’Italia
dell’800 non può accreditare una costruzione storica al pari delle altre, si può fare sfoggio delle
bellezze delle ere storiche ma questa grande storia diventa una difficoltà. Dopo il 1861 l’Italia
investe nella costruzione del racconto del Risorgimento. La retorica del discorso nazionale in
Italia si condensa ed estrinseca nei musei storici e il principale è la rete dei musei del
Risorgimento che a partire da Roma si diffonde in quasi tutti i capoluoghi di provincia che oggi
sono stati chiusi o trasformati in qualcos’altro. Oggi esistono vari musei del Risorgimento.
Che cosa si espone? La storia del Risorgimento x illustrare in modo edificante la storia degli
italiani per arrivare all’Unità. Cosa si espone? Bandiere, copie di trattati, divise, armi, cimeli
vari (scarpe, fazzoletti, pettine degli eroi del Risorgimento), quadri, busti… per non parlare di
altra fonte che sono le iconografie, stampe dedicate ad eroi del Risorgimento. I musei del
Risorgimento alla fine dell’800 inizi del 900 di fatto hanno raccolto buona parte del materiale
inerente a questa storia. 1911 viene inaugurato il Vittoriano o Altare della patria e venne
abbattuto un intero quartiere medievale per poterlo costruire. è un complesso monumentale
nazionale italiano situato a Roma in piazza Venezia, sul versante settentrionale del colle del
L’idea di quel
Campidoglio, opera degli architetti Ettore Ferrari, Pio Piacentini e Giuseppe Sacconi.
monumento risale alla morte di Vittorio Emanuele II che muore nel 1878 e immediatamente
parte l’idea di dedicargli questo monumento funebre, se non che il bando per i progetti e la
realizzazione del progetto impiega molti anni e alla fine l’architetto Sacconi si vedrà assegnato
il progetto e verrà inaugurato nel 1911. Cosa interessante è che quel monumento pensato come
tomba di Vittorio Emanuele non ha mai ospitato le sue spoglie (sono al Pantheon), 10 anni dopo
verrà chiamato Milite Ignoto, dentro al monumento si trova un museo. Il museo del
Risorgimento non è finito lì ha continuato a riempirsi di cimeli bellici fino alla Prima Guerra
Mondiale, ecco perché i musei del risorgimento custodiscono e custodivano cimeli della IGM. Il
Fascismo ci mette le mani aggiungendo cimeli delle rivoluzioni fasciste, dopo la 2GM questi
cimeli fascisti sono stati rimossi.
Perché esporre abiti storici? Fanno scena e fanno vedere come si viveva in un certo periodo,
anche per quanto riguarda l’igiene personale.
Il museo storico come tutti i musei è un’istituzione attiva che si sviluppa, cambia anche la
selezione dei materiali e il modo di raccontare un certo avvenimento. Sotto il periodo fascista
cercarono di inserire nella sequenza dei cimeli del Risorgimento della Guerra Mondiale anche
cimeli del Fascismo e questo è un modo per costruire un percorso, molto politico, il museo è
qualcosa che cambia e si evolve.
Oggi i musei storici hanno introdotto nuove tecniche come le proiezioni di filmati d’epoca. È un
modo per avvicinare un pubblico giovane.
Si diffonde l’idea che un oggetto appartenuto ad un eroe del Risorgimento sia un oggetto sacro.
Questa sacralizzazione della politica del Risorgimento viene toccata con Mazzini (venne
mummificato) il suo corpo diventa una sacra reliquia custodita a Genova.
VITTORIALE
Ci sono casi di musei di storia particolari come ad esempio il Vittoriale (casa di D’Annunzio)
che è un luogo di pellegrinaggio già subito dopo la morte del personaggio in quanto questo si
prestava alla mitizzazione della propria figura. Questa villa che divenne il suo ritiro dopo il
1920. Nel 1920 Giolitti arrivò ad un accordo con lo stato iugoslavo che contenderebbe all’Italia
la città di Fiume, da quel momento inizia il declino politico di D’Annunzio e a fargli da
concorrente arriva Benito Mussolini, che lo omaggia ma in realtà lo metterà da parte e
D’Annunzio decide di ritirarsi volontariamente in questa villa. Al momento della sua morte la
residenza dannunziana diventa subito oggetto di culto e viene lasciato come il “vate” l’aveva
lasciata. Questo impianto conservativo del Vittoriale si è conservato fino ai giorni nostri. Questo
è anche l’atteggiamento che ha guidato l’attuale formazione del Vittoriale che sovraintende la
formazione del luogo, di recente sono stati fatti dei restauri ma cercando di lasciare le stanze
esattamente come erano. È una dimora reliquia e si vuole trasmettere al visitatore l’esatta vita
che faceva D’annunzio quando era ancora in vita. Far vedere l’abbigliamento di D’Annunzio
serve anche a far vedere anche un dato elementare ovvero mostrare la statura di quest’uomo.
MUSEI CRIMINOLOGI – MUSEO CESARE LOMBROSO
Ci sono musei che mostrano il crimine dove ci sono oggetti di varia natura e si notano le
imprese criminali nella storia. Ciò include anche la possibilità di mostrare gli strumenti usati in
passato per punire i colpevoli; dalla ghigliottina ecc. è un museo che vuole colpire il visitatore. I
musei criminologici insistono nella somatica di quelli che venivano considerati pazzi e
diventano un corredo essenziale che accompagnano i criminali in tutta la loro vita. Questi
venivano individuati su una descrizione generica, la polizia scientifica quando vengono
introdotte la impronte digitali che ci rendono ognuno di noi, unici. La criminologia ha fatto
passi da gigante come l’uso del DNA per scrutare la scena del crimine.
Il museo Cesare Lombroso di Torino è il museo criminologico più importante del mondo, si
trova spesso in mezzo a polemiche in quanto conserva il teschio del criminale Di Lella.
Lombroso studiandone il cranio disse che la criminalità fosse attribuibile alla forma di questo.
Lo scopo del museo non ha carattere razzista e un esempio di museo storico adatto per far capire
una cosa fondamentale in quanto il museo storico non è un’esposizione volta ad accreditare
un’idea politica o culturale, fare un museo come questo caso, non vuol dire sposarne le tesi che
sono ormai ampiamente superate dalla criminologia contemporanea, ma in questo caso serve a
far vedere come si ragionava in merito al crimine e alla delinquenza dell’epoca. Fare un museo
storico non vuol dire sposare le idee che sono lì contenute.
La Germania è un paese chiave nel processo di museificazione e l’ultima prova di una
museificazione tedesca fu mettere in “scena” gli orrori della Shoah, questi musei hanno la
funzione di educare e formare le generazioni successive. Il museo del Lombroso ha esattamente
questa funzione. Inoltre studiò a lungo i tatuaggi che caratterizzavano i carcerati e i marinai. Il
suo museo ha ricevuto un po' di modifiche, vi si aggiunge anche lo scheletro dello stesso
Lombroso che lascia in testamento che il suo scheletro doveva essere esposto nell’allestimento.
MUSEO STORIE NAZIONALI – CASE MUSEO
Il museo delle storie nazionali tendono a proporre al visitatore un percorso narrativo sostenuto
anche dalla ricerca scientifica che deve restituire al visitatore la complessità di una storia.
Esempio i musei dedicati alla Shoah dove lo scopo è raccontare al visitatore le sue controversie.
Spesso sono musei che hanno un corredo di didascalie, pannelli illustrative che puntano a quel
sensazionalismo.
Ci sono altri tipi di musei storici come ad esempio le “case museo dei personaggi illustri”, non
sono rare in Italia ( È un'abitazione trasformata in museo dove gli arredi, i cimeli e gli oggetti di uso
personale e quotidiano fanno parte del percorso espositivo, oltre ad eventuali opere di altro genere
. L’idea è quella di rendere omaggio al
quadri, sculture, collezioni di oggetti d'arte eccetera)
letterato o al politico però di solito sono musei che hanno obiettivi formativi abbastanza limitati.
Il museo del
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