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Appunti di Storia delle politiche culturali su domande e risposte dell'esame basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Bracco dell’università degli Studi di Milano Bicocca - Unimib, facoltà di Sociologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Sociologia delle politiche culturali docente Prof. F. Bracco

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anfore hanno una valenza narrativa, sono raffigurazioni più interessanti di una civiltà antica,

dalla mitologia alla vita quotidiana, dove vengono narrate le storie dei signori dell’epoca.

Gli aspetti funerari è un aspetto che si trova spesso nelle civiltà italiane che hanno nei confronti

degli avi una devozione particolare. Quest’idea di mettere insieme tanti corpi è legato ad una

questione sanitaria prima di tutto per le civiltà antiche la sepoltura si riferisce alla sepoltura di

personaggi abbastanza in vista di cui si lascia un monumento.

Un’altra cosa molto “italiana” è quella di disporre oggetti anche all’esterno per mostrare o

arricchire la collezione.

Nelle vetrine spesso si trovano didascalia che spiegano che cosa raffigurano o cosa potrebbero

raffigurare.

Paestum: sito archeologico che è un museo a cielo aperto che vede illustrare al visitatore una

civiltà. L’Italia aveva dei luoghi tutelato dall’UNESCO e molti di questi siti che sono una

categoria fragile.

Esistono anche parchi archeologici un po' più recenti, quest’idea del museo archeologico negli

ultimi decenni si è applicato ad esperienze storiche che noi non assoceremmo all’archeologia, ci

si riferisce alle civiltà industriali, che segna comunque una frontiera della museologia

contemporanea che vuole un presupposto cioè la grande industria così come la conosciamo ha

concluso un ciclo e ora si guarda a quella civiltà come se fosse un passato molto lontano. È una

concezione che è stata contestata da molti che si basa sull’idea che è possibile studiare il passato

industriale europeo come se fosse un passato archeologico. Come nel caso di Breda, questi

musei non brillano per fantasia mostrano cose un po' ovvie sarebbe bello associare altre cose

come ad esempio il prodotto che un macchinario produce. Quando si parla di musei di questo

tipo sono importanti le fonti audio visive. Tra il materiale iconografico potremmo mettere ad

esempio le tessere degli operai, non solo perché ci restituiscono i nomi di questi operai ma

anche la grafica. Sono spesso spazi che restituiscono l’ampiezza e la grandiosità. Ci sono casi in

cui un sito industriale viene lasciato a se stesso come le miniere che spesso sono diventati dei

parchi e dei musei interessanti che restituiscono una certa angoscia.

MUSEI STORIA NATURALE

Tipologia di museo + frequentata, + nota, + battuta. Mostra la tipologia e la varietà della flora e

della fauna, anche dal punto di vista storico. Il museo naturale è frutto anch’esso di una scelta

storica, le collezioni dedicate alla natura sono una elaborazione che sono partite dal ‘600, che poi si

sono trasformati nei musei odierni. Anche gli elementi + basici della vita sono sottoposti all’usura

storica. Nel ‘600 in seguito alle scoperte geografiche gli Europei vengono in contatto con specie e

animali mai visti prima. Necessità di collezionare e confrontare con la flora e la fauna locale. Museo

storia naturale: corrispondenza con il secolo delle scoperte scientifiche. Il museo moderno

contemporaneo ha la sua origine nel 17esimo secolo. I musei di storia naturale si trovano nei paesi

che hanno una lunga storia scientifica. Ci sono tradizioni che si rispettano nel tempo dei diversi

paesi.

Natural History MuseumLondra, uno dei musei di storia naturale più antichi. Scheletro del

dinosauro. Animali mummificati. Jurassik Park ha contribuito ad un boom degli ingressi ai musei di

storia naturale.

Parigi: gioca sui grandi spazi. Francia lunga tradizione di museografia e museologia. Musei molto

scenografici. Riprodurre in dimensioni reali la fauna e flora.

Washington: (dove è stato girato una notte al museo). Gli americani hanno una passione per i musei

per le scienze naturali, sono anche formidabili collezionisti. “retrobottega” del museo: dove sono

collezionate le farfalle. La catalogazione di specie non conosciute dalla scienza. Non tutto può

essere esposto, ma niente può essere buttato, vengono conservati. I musei di storia naturale

americani di solito espongono anche elementi storici (armi, vestiti di persone ecce ecc).

Milano. I musei sto nat risentono del periodo culturale dell’800. Positivismo: scansione razionale a

tutti i fenomeni: idea di accumulare e studiare nozioni di qualunque disciplina. Italia: far vedere il

reperto così com’è, un tutt’uno con la roccia. Introduzione dei minerali, che sono parte

dell’ambiente. Esistono dei musei soltanto dei minerali, però di solito vengono esposti nei musei di

scienza naturale. Abbiamo visto animali, flora, minerali, ma anche l’uomo, gli antenati dell’uomo.

Ci sono anche dei musei dedicati ad alcuni specie animali: acquari; altri musei di storia naturale:

musei della montagna in quota. Bolzano: mummia di Otzi, trovata tra il confine di Austria e Italia.

Musei relativi alle grotte. Pur essendo molto vecchi i musei, si sono aggiornati, usando tecnologia,

istallazioni, ecc.

MUSEI DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA – museo leonardo da vinci

prenderemo in esempio quello di Milano. Nascono in un clima culturale positivista prevalentemente

nell’800, hanno origini nel ‘600 e ‘700 quando la scienza ha il suo sviluppo più compiuto ed

importante. Si illustrano le meraviglie della scienza a beneficio di un pubblico più ampio. In molte

città europee si decide di collezionare oggetti scientifici, all’inizio erano collezioni private di

principi ad esempio e solo dal ‘600 in poi si afferma questa priorità espositiva. Che cosa si intende

per museo della scienza e della tecnica? Ricostruzioni storiche che mostrano lo sviluppo della

scienza in vari campi. Tutto ciò che documenti lo sforzo fatto dagli uomini, è una definizione molto

ampia che contiene spesso oggetti esposti o ipotesi narrative molto diverse, spesso i musei in varie

parti del mondo fanno scelte molto diverse. Quello di Milano tutt’ora è un cantiere sempre aperto

specie per quanto riguarda la didattica per i bambini. Insiste molto sui manufatti che l’uomo ha

costruito per migliorare la vita umana quindi non sorprende che un museo di questo tipo compaiano

oggetti di antiquariato. Qualunque oggetto potrebbe essere esposto ed esponendolo assume un

significato particolare. Lo stesso oggetto, contestualizzandolo in modo diverso, assume un

significato diverso. L’edificio fu pesantemente bombardato nella 2GM. Il museo ha moltissime cose

in riferimento a Leonardo Da Vinci che ha soggiornato a Milano per quasi 20 anni. Le sue bozze

sono sparse in giro per il mondo ma la maggior parte dei suoi oggetti sono conservati in questo

museo. Le macchine di Leonardo sono di varie tipo ma soprattutto militari, Leonardo si reca presso

gli sforza come un conoscitore dell’ingegneria meccanica ma non era così. In questi musei di punta

molto sulla grandiosità delle macchine. La cosa interessante è che l’ultima parte del museo conserva

dei pezzi di macchine che si riferiscono alla marina o all’aviazione. Il visitatore deve essere

consapevole del fatto del passaggio delle macchine nel tempo. Quello del volo è una vera e propria

ossessione in questo museo. Si vedono spesso delle locomotive in questi musei anche perché è

un’immagine simbolo della Rivoluzione Industriale. Il sommergibile nel museo ha fatto epoca

anche per il suo trasporto che è avvenuta 20 anni, la città venne bloccata per trasportarlo.

ECOMUSEI

tipo di museo di cui molto si discute, è una novità che parte dagli anni ’70 sulla scia di una nuova

museologia per lo più francese. Per ecomuseo si intende un’area che per ragioni naturalistiche,

architettoniche, storiche, acquisti una particolare rilevanza di memoria. Questi ecomusei seguono un

percorso espositivo particolare o quello museale o legato all’artigianato, è un distretto che include

zone abbastanza vaste, accomunate da un profilo culturale singolare. Una delle regioni che ha più

ecomusei in Italia è la Lombardia. Ci sono ecomusei votati alla valorizzazione di un prodotto

alimentare della zona ad esempio. È una tipologia di museo che ci sarebbe molto da discutere

perché c’è una definizione troppo larga e generica. In questo caso abbiamo l’ecomuseo

metropolitano a Nord di Milano. Che cosa caratterizza questo distretto? Il fatto di avere una storia

industriale molto forte, un’architettura civile di un certo tipo che va in qualche modo salvaguardato.

Questo tipo di ecomuseo vuole preservare e conservare luoghi meritevoli di diventare storia del

territorio. Si vedono cose molte diverse. Un museo che ha anche una varietà espositiva abbastanza

singolare, si va alle visite degli edifici industriali a dei luoghi chiusi dove vengono esposti oggetti

del tempo passato. È più vario di un museo normale perché gioca su modelli espositivi diversi.

L’ecomuseo per definizione ha testimonianze diverse su un territorio. Quello a Milano mostra anche

i rifugi anti aerei, quello della Breda è uno dei più grossi. È un luogo bersagliato dai

bombardamenti.

Esistono vari tentativi di fare un museo del lavoro ma ancora non esiste in Italia. Questo ecomuseo

di Milano, compensa un po' quest’assenza.

Esistono anche ecomusei la cui ragione di essere non è frutto di una forzatura congetturale ma

hanno una loro ratio, sono quelli legati al mondo antico e all’archeologia. In questo caso parlare di

ecomuseo non è una forzatura ma corrisponde ad un pezzo di storia. Come esempio possiamo

prendere l’ecomuseo degli etruschi stabilirono la loro civiltà nel Lazio, Toscana (una parte), un

po' di Emilia Romagna, una parte dell’Umbria, si sviluppano anche a sud oltre il Lazio come in una

parte della Campania. L’Etruria viene identificata con la Toscana e parte dell’Umbria. Qui si

alternano piani di lettura diversi come il reperto che viene conservato in uno spazio apposito ad altri

piani espositivo. Alcuni reperti vengono ritrovati casualmente.

CIMITERI MONUMENTALI

Negli ultimi anni, una decina di anni a questa parte, il re di puglia ha attirato l’attenzione di molti

operatori turistici. Dopo la 1GM in Italia e in Europa si attivano dei circuiti che sono costituiti da

famigliari e amici dei caduti che organizzano delle visite nei cimiteri monumentali. Si parla quindi

di reti famigliari che sono però attivate e agganciate a strutture organizzative che non sono

paragonabili al turismo attuale ma che forniscono strutture e mezzi lontane da questi parenti.

Durante la 1GM il tema della morte è molto presente. Durante la guerra viene dato eterno riposo ai

militari in cimiteri improvvisati. Subito dopo la guerra in Italia si cominciano a costruire grandi

cimiteri militari cioè dove riunire le salme sparse qua e là nella linea del fronte. Per le famiglie e gli

amici di ex combattenti far visita alla tomba del proprio congiunto è fondamentale. Le strutture che

lo fanno solitamente sono le associazioni degli ex combattenti che favoriscono il viaggio dei civili

in zone non sempre facilmente accessibili. Ci sono anche strutture più complesse come il Touring

Club cioè strutture che nascono con tutto un altro scopo ma che negli anni 20 si mettono a

disposizione per facilitare in qualche modo l’elaborazione del lutto. Quindi il turismo nei luoghi di

guerra non è una novità. In Italia gli anni del Fascismo il turismo di guerra raggiunge l’apice. Per

due fattori il primo motivo è che esiste ancora una generazione di vedove, orfani … che sentono la

necessità di visitare la tomba del proprio caduto. Un luogo della memoria dipende dal grado di

separazione che in qualche modo tiene insieme il luogo e le persone che lo visitano. Il secondo

elemento che favorisce questa forma di turismo è costituito dallo stesso regime fascista che affida

alla memoria della prima GM il centro della storia italiana. Soprattutto sul carattere della morte di

massa, ecco perché negli anni 20 e 30 il regime Fascista fa un’azione di bonifica sui cimiteri militari

(anche perché era una necessità di salute pubblica). Il fascismo fa molto di più e fa costruire grandi

sacrali militari che devono dare l’idea dell’imponenza, dello sforzo attraverso i grandi monumenti.

Re di Puglia è uno di questi cimiteri militari più grande in Italia se non in Europa, inaugurato nel

1938. È da notare che oltre la metà dei corpi qui sepolti non ha nomi né cognomi. Esiste una

percentuale molto alta di dispersi di guerra. Che cosa può indurre a ricostruire l’identità? In primo

luogo posso stabilire la nazionalità tramite la divisa che indossano, può fornire anche altri dettagli

come il corpo di appartenenza, la provenienza geografica ma sul nome e il cognome ci sono più

problemi perché non indossavano medagliette in metallo come nella 2GM, invece nella 1GM i

soldati avevano una piccola custodia con dentro un pezzo di carta con dentro le generalità del

soldato ma essendo di carta spesso deperivano. I militari spesso portavano addosso cartoline od

oggetti con sopra inciso il loro nome. Per le famiglie in lutto spesso c’è un lutto nel lutto per il fatto

di non avere una tomba su cui piangere una perdita. Il sacrario militare come Re di Puglia viene

incontro a queste esigenza, è un luogo di raccoglimento dove ricordare il proprio congiunto. Re di

Puglia è uno di quei luoghi per cui la fotografia non rende giustizia, ci si sente piccolissimi di fronte

a questo monumento che segue il pendio della collina per arrivare in alto dove ci sono 3 croci.

La tradizione di tumulare i soldati non è una novità perché in Europa si faceva già nel corso del 700

e 800. L’idea di dare una sepoltura patriottica è strettamente legata all’idea di identità nazionale, e

poi perché il soldato ottocentesco è un soldato di leva e che quindi è costretto a diventare militare e

quindi in caso di morte merita tutti gli onori possibili. Spesso a qualche anno di distanza dopo il

raggiungimento dell’unità d’Italia le tombe di questi patrioti sono diventati essi stessi monumenti.

Cimitero greco a Riccione: un piccola legione di greci che entra a far parte delle truppe alleate ma

che ha avuto a Riccione una presenza non da poco ed esiste questo cimitero di soldati greci. Perché

questi paesi una volta terminata la guerra non riporta indietro i loro caduti? È costoso il trasporto di

decine e centinaia di salme in patria.

Cimitero indiano a Forlì: gli indiani venivano spesso usati nello sminamento della bonifica del

terreno, missioni particolarmente difficili.

Anche i tedeschi sono in Italia, questo in virtù di un accordo fra l’Italia e la Germania ovest negli

anni 50. Ci sono stati comuni che non volevano saperne di concedere territori per farne cimiteri

tedeschi. Questo della Futa è il cimitero più grosso dei cimiteri tedeschi in Italia. Costruito ex novo

a metà degli anni 50 e raccoglie le salme di tedeschi che erano sparsi in vari cimiteri militari lungo

la Linea Gotica. È un luogo un po' sperduto sull’appennino toscano, c’è un’associazione che se ne

occupa non di volontari e dipende dalla cancelleria cioè dal governo centrale.

Cimitero di Pomezia: altra zona calda dei tanti fronti italiani. Cimitero tedesco. Il cimitero militare

tedesco spesso fornisce degli elementi di spiegazioni soprattutto per i tedeschi che si recheranno a

visitare i caduti.

Anche la vegetazione ha un significato nei cimiteri militari. Sono presenti salici, cipressi, pini

marittimi, alloro e quercia che alludono alla forza.

Cimiteri italiani all’estero: italiani non sono morti in Italia ma prevalentemente fuori dalla nazione.

Pensiamo agli italiani internati dal ‘43 in poi nei campi di concentramento, nelle fabbrica. Ce n’è

uno a Francoforte, El Alamein (Egitto) si trova in mezzo al deserto ed è un edificio molto

commemorativo, questa è stata una delle battaglie più dure in Nord Africa. Ce n’è un altro a Bligny


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viola235

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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze del turismo e comunità locale
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher viola235 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia delle politiche culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Bracco Francesco.

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