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Domain Names, Diritto dell'informatica Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto dell'informatica sui domani names che integrano quanto spiegato al corso dalla Prof.ssa Perlingieri con ricerche personali, al fine di rendere l' argomento quanto più semplice possibile. Tra gli argomenti trattati: Qual’ è la funzione del DNS, a chi è affidato il governo del DNS.

Esame di Diritto dell'informatica docente Prof. C. Perlingieri

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I DOMAIN NAMES

Cos’ è il domain name?

Il nome a dominio è un indirizzo alfanumerico (che può essere composto da lettere, numeri e dal

segno dash (-)) che consente di identificare il computer (host) al quale collegarsi.

Il Domain name system (DNS) è quindi un sistema di nomi a dominio che permette di tradurre gli

indirizzi IP (Internet Protocol Adress), espressi in cifre, in una serie di lettere.

In particolare, il domain name è composto da tre parti:

I) il cd Top Level Domain (TLD), che serve ad individuare la nazione di origine del sito (es: .it/ .uk/

.fr/ .eu) ovvero ad identificare la tipologia del sito (es: .com/ .info/ .biz/ .aero/ .coop/ .museum);

II) il cd Second Level Domain (SLD), che consiste in una parola scelta liberamente dal titolare del

sito e che ne consente l’ individuazione da un punto di vista telematico; la libertà di scelta dell’

utente ha un limite consistente nell’ impossibilità di utilizzare una parola già scelta da altro titolare;

è questo livello, quindi, quello che ha creato più problemi;

III) la formula “www.”.

Qual’ è la funzione del DNS?

Questo sistema facilita l’ individuazione e la memorizzazione dell’ indirizzo dell’ utente desiderato;

in questo modo, esso incentiva lo scambio di dati tra i cibernauti.

A chi è affidato il governo del DNS?

Attualmente il governo del sistema è esercitato dall’ Internet Corporation for Assigned Names and

Numbers (ICANN); si tratta di un’ organizzazione no profit che provvede al controllo e alla verifica

degli standard tecnici relativi ai domini di primo livello (TLD).

A livello europeo opera poi l’ EURID (European Registry of Internet Domain names),

organizzazione che si occupa di gestire i nomi a dominio.eu di primo livello.

In Italia: erano due enti: la Registration Authority (RA), responsabile dell’

- Fino al 2004, c’

assegnazione dei nomi a dominio con codice.it e la Naming Authority (NA) che

regolamentava le procedure secondo cui doveva operare la RA.

- Dal 2004, la RA è divenuta parte del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di modo

che oggi l’ intera competenza sia in materia di registrazione che in materia di

regolamentazione dei nomi a dominio è affidata al cd IIT-CNR (Istituto di Informatica e

Telematica del CNR).

Inoltre, con l’ ingresso del codice delle comunicazioni elettroniche, adottato con d. lgs.

259/2003, sono state attribuite una serie di competenze in materia di nomi a dominio anche

al Ministro delle Comunicazioni (il quale, ai sensi dell’ art 15 del decreto, è chiamato a

vigilare sull’ assegnazione dei nomi a dominio e sull’ indirizzamento) e all’ Autorità per le

garanzie nelle comunicazioni (che è chiamata a varare il piano nazionale di numerazione e a

stabilire le procedure di assegnazione della numerazione al fine di assicurare la parità di

trattamento a tutti i fornitori dei servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico).

Quali sono i criteri per l’ assegnazione dei nomi a dominio?

Sia in Italia che in Europa, l’ assegnazione dei domini.it e.eu è regolata dalle regole di naming; si

tratta di regole di buona condotta, a base pattizia, elaborate da organismi privati, e in particolare,

dalle singole Authority, con cui si definiscono le condizioni e le procedure di registrazione dei nomi

a dominio all’ interno dei vari TLD.

Queste regole accolgono come principio generale quello della priorità cronologica delle richieste,

cioè il principio cd del “first come first served”.

Sicuramente questo principio, assicurando l’ unicità dell’ assegnazione (cioè garantendo che il

nome registrato non sia identico a quello già registrato da altro richiedente), garantisce la facile

individuazione dell’ indirizzo Internet; d’ altro canto però esso è di ostacolo alla realizzazione dell’

interesse dell’ eventuale omonimo che voglia anch’ esso registrarsi in Rete.

dell’ inidoneità “first come first served”

Ci si è ben presto accorti, quindi, del principio a risolvere

da solo i conflitti relativi all’ uso posizione dell’

del nome a dominio, come quelli relativi alla

fenomeno della cd “corsa all’ accaparramento

anonimo o al dei marchi rinomati”.

Ecco perché nel 2002 sono state introdotte, nelle regole di naming, nuove regole anti-

accaparramento, comportanti anche la possibilità di una rassegnazione del nome a dominio. In

particolare, due sono i fenomeni di accaparramento che queste nuove misure sono andate a colpire:

1) il fenomeno del “cybersquatting” (o “domain grabbing”), che consiste nella registrazione di nomi

a dominio identici a nomi famosi non ancora registrati in Rete (es: caso Armani) allo scopo poi di

rivenderli per trarne profitto oppure per calamitare un maggior traffico sul proprio sito web

sfruttando l’ avviamento del marchio rinomato oppure al fine di danneggiare l’ immagine del

titolare del nome famoso.

2) il fenomeno del “tipesquatting” , che consiste nella registrazione di un nome a dominio quasi

da un’ impresa famosa allo scopo di intercettare

identico (affini) a quello utilizzato come marchio

una parte del traffico indirizzato al sito ufficiale dell’ impresa; questa forma di accaparramento

sfrutta la circostanza che spesso gli utenti commettono errori nella digitazione degli indirizzi

Internet.

Per fronteggiare questi fenomeni si è prevista la possibilità di attivare la procedura di

rassegnazione, la quale consente, in casi ben determinati, la rassegnazione del dominio.it

contestato, dall’ originario assegnatario (resistente) al ricorrente.

Per poter esperire tale procedura sono necessari tre requisiti (alternativi) :

dev’ essere identico o tale da indurre

I) rischio di confusione, ossia il nome a dominio registrato

confusione rispetto ad un marchio sul quale il ricorrente vanti dei diritti;

contestato, ossia l’ assegnatario del nome a dominio

II) uso illegittimo del nome a dominio

contestato non deve avere nessun diritto o titolo in ordine al dominio; con riferimento a questo

secondo requisito si pone il problema dell’ omonimia : l’ utilizzo del nome a dominio da parte dell’

non può ritenersi uso illegittimo dato che il diritto all’ uso del proprio nome e

omonimo, infatti,

è protetto dall’ ordinamento in quanto espressione della personalità umana; ebbene, in

cognome

caso di omonimia la regola è sempre quella del principio del first come first served : ne deriva che

chi per primo ha ottenuto l’ assegnazione vanta un diritto ad utilizzare il proprio nome e cognome

come nome a dominio, anche per scopi commerciali; tuttavia, qualora il nome venga utilizzato a

scopi commerciali, questa regola deve fare i conti, nel nostro sistema, col divieto di utilizzare un

divieto previsto oggi, anche con riferimento ai nomi a dominio, dall’

segno identico o confondibile,

art 22, co1 del codice della proprietà industriale,d. lgs. 30/2005.

Quindi il conflitto tra omonimi si risolve nel senso che la parte che abbia registrato prima può

chiedere l’ inibitoria una volta dimostrato o l’ identità dei prodotti commercializzati o l’ ontologica

affinità tra gli stessi.

III) mala fede del primo assegnatario; in particolare, nelle attuali regole di naming si è stabilito che

la mala fede si presume quando ricorrono circostanze che inducono a ritenere che:

- il nome a dominio è stato registrato con lo scopo di trasferire il nome stesso al ricorrente o

ad un suo concorrente per un prezzo superiore ai costi sostenuti per la registrazione ed il

mantenimento del nome a dominio;

- il nome a dominio è stato registrato dal resistente per impedire al titolare di un segno

distintivo di utilizzare tale segno in un nome a di dominio e per svolgere attività di

concorrenza con quella del ricorrente;

- il nome a dominio è stato registrato dal resistente con lo scopo di danneggiare gli affari di un

concorrente o di usurpare nome e cognome del ricorrente;

- il nome a dominio è stato registrato al fine di attrarre utenti in Internet ingenerando

confusione con un nome oggetto di diritto riconosciuto dal diritto nazionale e/o comunitario.

Se queste condizioni vengono provate il nome a dominio verrà cancellato e riassegnato al legittimo

titolare.

Come avviene l’ assegnazione dei nomi a dominio?

L’ assegnazione dei nomi a dominio può avvenire mediante il sistema asincrono, cioè mediante

invio di documentazione cartacea ovvero mediante il sistema sincrono, destinato a soppiantare il

primo a partire dal 1° luglio 2010.

Con il passaggio dal sistema asincrono a quello sincrono la figura del Mantainer, fornitore di servizi

in modalità asincrona, è progressivamente scomparsa e ad essa si è venuta sostituendo quella del

Registrar, che ha un contratto attivo con il Registro in base al quale può registrare i domini.it ed

eseguire le altre operazione in tempo reale.

A chi è affidata la gestione delle controversie in materia di assegnazione dei domini.it?

La gestione della controversia può avvenire avvalendosi di arbitri ovvero di Prestatori del Servizio

di Risoluzione extragiudiziale delle Dispute (PSRD), come la Camera arbitraria di Milano.

Una compiuta regolamentazione di tali forme di composizione della lite alternative al ricorso al

giudice è contenuta nel Regolamento di risoluzione delle dispute (che costituisce parte integrante

Il sistema di risoluzione delle controversie, però, dev’ essere oggi

delle regole di naming italiane).

interpretato anche in relazione alle nuove regole introdotte dal d. lgs. 28/2010 (il quale ha operato

una profonda riforma del processo civile introducendo forme di mediazione sia in materia civile che

commerciale): alla luce di tale intervento legislativo, quindi, occorre contemplare, anche per le

nomi a dominio, il ricorso all’ istituto della mediazione.

controversie in materia di assegnazione di

Problema: il soggetto leso dall’ indebito uso del nome a dominio può agire anche nei confronti del

fornitore dei servizi (provider o registrar)? In altre parole, si può ritenere sussistente in capo al

fornitore dei servizi telematici un dovere di controllo circa l’ assenza non solo in Italia, ma anche

all’ estero, di marchi o di nomi a dominio simili o identici a quello di cui si chiede la registrazione?

Secondo un primo orientamento, che pare trovare conforto nella recente regolamentazione della

responsabilità del provider contenuta nel d.lgs. 70/2003, non sarebbe configurabile un simile

obbligo di controllo; secondo un altro orientamento, più restrittivo, invece, potrebbe imputarsi la

responsabilità del danno al fornitore dei servizi. Ciò che è indubbio è che il provider può essere

ritenuto responsabile del danno quando abbia agito in mala fede o con dolo nella richiesta di

assegnazione.

Qual’ è la natura giuridica del nome a dominio?

Sicuramente il nome a dominio può essere qualificato come bene in senso giuridico secondo il

combinato disposto degli artt 810 (“Sono beni le cose che possono formare oggetto di diritti”) e 814

(“Si considerano beni mobili le energie naturali che hanno valore economico”) cc: infatti, è

indubbio che esso possa costituire oggetto di diritti e che, normalmente, sia suscettibile di

valutazione economica.

In particolare, esso rientra nella categoria dei beni immateriali.

La regolamentazione dei nomi a dominio esclude che i privati possano vantare un diritto di

proprietà sugli stessi; la proprietà di tali beni, infatti, è detenuta esclusivamente dalle autorità di

governo del DNS (quindi, in Italia, dalla RA). In questo modo si tutela l’ interesse pubblico a

abusi nell’ uso di nomi a dominio perché si prevede la possibilità di sospendere o

reprimere

revocare l’ assegnazione del nome qualora la registrazione non risulti meritevole.

I domain names sono segni distintivi?

Prima dell’ entrata in vigore, nel 2005, del Codice della proprietà industriale (d. lgs. 30/2005), il

problema principiale in ordine ai nomi a dominio è stato quello di stabilire se andassero qualificati


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AUTORE

giusyci

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giusyci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'informatica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Perlingieri Carolina.

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