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Disturbi dell'apprendimento e del comportamento – ADHD Appunti scolastici Premium

Appunti di Disturbi dell'apprendimento e del comportamentoADHD. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD, è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo. Esso include difficoltà di attenzione e... Vedi di più

Esame di Disturbi dell'apprendimento e del comportamento docente Prof. C. Epasto

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adhd

(Barkley, 1998).

Secondo lo studio di Faraone et al. (1998), non esistono sostanziali differenze

nel profilo cognitivo e psico-sociale dei tre sottotipi, se non nella maggior

presenza di problematiche scolastiche del gruppo con disattenzione prevalente. I

tre sottotipi sono comparabili per quanto riguarda il rischio di altre

patologie, le prestazioni ai test cognitivi di apprendimento.

Un risultato contrastante con quanto affermato da Faraone e collaboratori (1998)

lo ha ottenuto Nigg (in corso stampa) il quale ha somministrato una batteria

neuropsicologica ad un gruppo con DDAI-combinato e ad uno con DDAI-disattento.

La batteria indagava le cosiddette funzioni esecutive (Lyon et al., 1996) e in

particolare, l’inibizione comportamentale, l’interferenza, la pianificazione, il

set-shift e la memoria di lavoro. Dalla ricerca di Nigg (in corso di stampa) è

emerso che il sottotipo combinato ha un deficit specifico di inibizione

comportamentale (un concetto quasi sovrapponibile all’impulsività, Barkley,

1997), cioè questi bambini sembrano incapaci di interrompere un’azione malgrado

sappiano sia inappropriata. I DDAI-disattenti avrebbero soprattutto problemi di

pianificazione (misurato con il Test della Torre di Londra di Krikorian et al.,

1994) e di set-shift (misurato con il Trialmaking di Reitan. 1979). Inoltre i

soggetti disattenti hanno una prestazione deficitaria al test di Stroop

parola/colore che indaga la capacità di controllare le interferenze; in realtà

tale prestazione deficitaria sembra imputabile (il risultato è stato ottenuto da

analisi statistiche) più ad un disturbo di lettura che non di inibizione di

interferenze. Nessuna differenza esiste tra i due gruppi con DDAI e di controllo

alla prova di memoria di lavoro visuo-spaziale.

Ancor più interessante appare uno studio di Dane, Schachar e Tannock (2000) che

ha confrontato il livello di attività, attraverso le registrazioni di un

actigrafo, di tre gruppi di bambini: uno con DDAI-disattento, uno con

DDAI-combinato e uno di controllo. Nell’arco della mattinata i tre gruppi non

manifestavano livelli di attività differente, però nel pomeriggio i bambini con

DDAI erano più attivi rispetto a quelli di controllo. È da segnalare soprattutto

che non c’era alcuna differenza significativa tra i due sottotipi con DDAI

(disattento e combinato). Pertanto se è vero, che i bambini con DDAI sono più

attivi degli altri, non sembra altrettanto vero che ci sia una drammatica

differenza tra gli iperattivi e disattenti; inoltre sembra confermato che

l’iperattività sia una manifestazione che dipende da fattori temporali e

situazionali.

Questi risultati, apparentemente insoliti, trovano parziale supporto in un’altra

ricerca di Marks et al. (1999) i quali hanno applicato un actigrafo e

somministrato un Continuous Performance Test a bambini con DDAI, allo scopo di

individuare dei sottotipi che mostrassero differenze nelle prestazioni cognitive

e comportamentali. Marks e collaboratori (1999) conclusero che esistono quattro

sottotipi di DDAI: uno con disattenzione, uno iperattività, uno

disattenzione-iperattività e uno disattenzioneimpulsività.

Il risultato sorprendente è i soggetti del sottotipo con

disattenzioneimpulsività venivano valutati dai loro genitori come iperattivi,

sebbene secondo le misurazioni dell’actigrafo, questo non fosse vero. A nostro

modo di vedere il contrasto tra questi risultati può trovare parziale

spiegazione nell’eterogeneità dei campioni studiati: l’età dei gruppi erano

diverse (abbiamo già discusso dell’evoluzione dei sintomi del DDAI), i gruppi

erano stati diagnosticati con metodi diversi, per cui le suddivisioni in

sottotipi non erano completamente sovrapponibili.

Da un punto di vista squisitamente cognitivo, altre ricerche suggeriscono che i

bambini con disattenzione prevalente manifestano soprattutto difficoltà nelle

componenti di selezione e focalizzazione dell’attenzione, e sono meno accurati

nell’elaborazione delle informazioni (Barkley, DuPaul & McMurray, 1990); quelli

del sottotipo combinato commettono numerosi errori di perseverazione e hanno

difficoltà nell’inibire le informazioni irrilevanti per l’esecuzione di un

compito (Barkley, 1997).

In base a risultati emersi dalle valutazioni cliniche di un campione di 140

bambini con DDAI presso la Clinica del Maudsley Hospital di Londra, il prof.

Taylor ha proposto la suddivisione del DDAI in sei sottotipi. Il primo

sottogruppo (composto di 40 casi) presenta sia iperattività che comportamenti

oppositivi (a volte si trasformano in un vero e proprio disturbo della

condotta), molto probabilmente sono bambini che non sono stati accettati e

compresi dagli adulti, a causa del loro eccessivo movimento, sono stati trattati

con modalità ostili e aggressive, e questi ultimi, a loro volta, hanno appreso

un certo schema di comportamento. Il secondo sottotipo è composto di 26 casi che

presentano un’iperattività pervasiva (presente in tutti i contesti ambientali) e

vengono definiti ipercinetici; questi bambini presentano ritardi di maturazione

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AUTORE

Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Disturbi dell'apprendimento e del comportamentoADHD. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD, è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo. Esso include difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività. Questi problemi derivano sostanzialmente dall’incapacità del bambino di regolare il proprio comportamento in funzione... ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2005-2006

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Disturbi dell'apprendimento e del comportamento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Epasto Concetta.

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