Università degli Studi della Valle d’Aosta
Facoltà di Psicologia
Anno accademico 2013-2014
Disturbi d’ansia
Disturbi dell’Asse I
Gli individui sono infelici, tristi, tendono a preoccuparsi,
autocritici, provano senza colpa e di rimosso.
A cura del prof.Massimo Vigna-Taglianti
L’ansia
l’ansia rappresenta uno degli affetti
Nel processo evolutivo di ogni individuo,
centrali nella regolazione dei rapporti interpersonali ruolo
, oltre a svolgere un
fondamentale nella costruzione di un Sé coeso agire in maniera
e capace di
adattiva agli stimoli dell’ambiente esterno.
I fenomeni anomali sono: ansia, irritabilità, fobia, ossessione, paura/panico,
con aspetti di normalità e anche di necessità
Diventano disturbo per: gravità, durata, stress situazionale inadeguato,
disfunzionali a livello sociale.
Si è soliti distinguere:
un’ansia normale o adattiva: caratterizzata da una reazione proporzionata
• alle situazioni di pericolo;
un’ansia patologica: in cui si ravvisa una reazione di allerta non
• proporzionale alla natura dello stimolo, ovvero una «paura in assenza di un
pericolo evidente».
Quindi è un’azione inadeguata che porta ad affrontare in modo non
appropriato e inefficace i problemi che la provocano.
Ulteriore distinzione si fa tra ansia di:
tratto
- : tendenza nel tempo, forse da sempre, ad affrontare tutte le
vicissitudini della vita con costante eccessivo grado di ansia;
stato
- : esperienza contingente dell’ansia, in un particolare momento,
reazione a circostanze di evocazione immediata. 2
p. Massimo Vigna-Taglianti
Sintomi di ansia sono:
Irritabilità;
• Panico;
• Nausea;
• Difficoltà a concentrarsi;
• Sudorazione;
• Incapacità di rilassarsi;
• Tremore;
• Pelle fredda.
•
Per poter fare una diagnosi di disturbo d’ansia è importante fare un colloquio
con lo psichiatra per capirne le origini, in quanto l’ansia è multi-determinata.
3
p. Massimo Vigna-Taglianti
TEORIA FREUDIANA
conflitto inconscio
I disturbi d’ansia sono il prodotto di un , provocato dalla
spinta verso la coscienza di pulsioni, che crea nel soggetto una sensazione di
pericolo imminente, in risposta alla quale l’Io ricorre ai cosiddetti «meccanismi
di difesa» (come per esempio la rimozione).
Nel 1894 Freud parla di nevrosi di angoscia e ne distingue 2 forme:
Diffuso senso di inquietudine o di paura che ha origine da un pensiero o
1. desiderio rimosso, curabile attraverso l’intervento psicoterapeutico.
Senso sopraffacente di panico, accompagnato da manifestazioni di
2. attivazione del sistema nervoso autonomo (sudorazione, diarrea, aumento
nevrosi attuale
dei ritmi cardiaci e respiratori, senso soggettivo di terrore); .
Per Freud non dipende da fattori psicologici ma è data da un accumulo di
libido in assenza di attività sessuale.
Nel 1926
Sulla base del modello strutturale, ansia come risultato di un conflitto
• psichico tra desideri inconsci sessuali o aggressivi provenienti dall’Es e le
corrispondenti minacce di punizione da parte del Super-Io.
Quindi l’ansia viene vista come:
Manifestazione sintomatica di confitto nevrotico;
• Segnale adattivo per allontanare la consapevolezza di tale conflitto.
•
L’ansia è un segnale di pericolo nell’inconscio. In base al segnale l’io attiva
meccanismi di difesa per sopprimere il pericolo. Se l’io non riesce ad attivare le
difese ne deriva un’ansia interna. 4
p. Massimo Vigna-Taglianti
Gerarchia evolutiva dell’ansia
La gerarchia evolutiva dell’ansia serve al clinico per determinare le cause
dell’ansia.
Ansia che proviene dal Super-Io: sentimenti di colpa o tormenti della
1. coscienza dovuti al fatto di non condurre una vita all’altezza di uno
standard interno di comportamento morale;
Fase edipica: ansia focalizzata su un danno o perdita potenziale dei
2. genitali per mano di una figura genitoriale vendicativa, percepito come
lesione fisica;
Timore di perdere l’amore o l’approvazione di un altro significativo,
3. all’origine da un genitore;
Paura di perdere l’oggetto: ansia di separazione;
4. Angoscia persecutoria;
5. Angoscia di disintegrazione paura di perdere il senso di sé e dei
à
6. propri confini con la fusione con un oggetto oppure paura che il
proprio sé si frammenti a parola la propria integrità in assenza di
risposte da parte di altre persone del proprio ambiente.
In particolare negli ultimi 3 punti persistono e possono essere motivati con
facilità in situazioni traumatiche o di stress. 5
p. Massimo Vigna-Taglianti
Il contesto
miscela di ansie
Ciascun individuo di fatto ha una unica e caratteristica
Ø Ansia primaria: produce un effetto disorganizzato per il pz;
Ø Ansia segnale: può essere adattiva;
Ø fattori biologici
Evidenze empiriche collegano lo sviluppo di ansia a e
Ø genetici
; versione più corta del gene
Individui con una coinvolto nel trasporto
Ø della serotonina possono avere una maggiore ansia, associata ad un
temperamento nevrotico, rispetto a quelli che hanno una versione più
lunga del gene;
Studi empirici mostrano come i pazienti siano affetti con maggiore
Ø probabilità da due o più disturbi d’ansia, piuttosto che dalla forma pura
di una specifica entità diagnostica;
Il trattamento di un paziente dovrà affrontare più di un disturbo
Ø d’ansia. 6
p. Massimo Vigna-Taglianti
Disturbi d’ansia
Disturbo da attacchi di panico;
Ø Fobie;
Ø Disturbo ossessivo-compulsivo;
Ø Disturbo post-traumatico da stress;
Ø Disturbo acuto da stress;
Ø Disturbo d’ansia generalizzato.
Ø 7
p. Massimo Vigna-Taglianti
Disturbi da attacchi di panico
Si caratterizza per la presenza di un’improvvisa e intensa paura, la cui
durata varia da alcuni secondi a qualche minuto, ma causano al paziente
considerevole angoscia. Esso si accompagna a sintomi somatici come
sudorazione, tremori, ta
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