DISTRIBUZIONE DEL
REDDITO –
ISTITUZIONI
MONETA
TEMI DI ECONOMIA POLITICA
Guglielmo Forge Davanzati 1
IL DIBATTITO SULLA DEREGOLAMENTAZIONE DEL MERCATO DEL LAVORO
1.
Le politiche di deregolamentazione del mercato del lavoro sono spesso associate alla ricerca di una maggiore flessibilità
“
salariale e del contratto di lavoro
” .
FLESSBILITÁ è l abilità degli individui nel sistema economico e in particolare sul mercato del lavoro di abbandonare
= ’ , ,
schemi prestabiliti e di adattarsi a circostanze nuove
.
flessibilità numerica flessibilità funzionale
La distinzione tra e :
Riguarda la maggiore o Fa riferimento alla maggiore o
minore libertà per l impresa minore libertà di adattare il
’
di variare il proprio personale esistente alle mansioni
organico definite dalla programmazione
. aziendale
.
La flessibilità è una variabile multidimensionale che include una molteplicità di variabili quantitative e qualitative Pertanto
.
risulta impossibile misurare il grado di flessibilità
.
flessibilità una condizione che soddisfi requisiti di seguiti indicati
Si intenderà per :
flessibilità salariale è una condizione nella quale il salario può fluttuare liberamente in risposta a variazione
- : della domanda e o dell offerta di lavoro Tale condizione presuppone l assenza di
/ ’ . ’
interventi esterni al mercato che siano in grado di influire sul livello salariale
;
flessibilità del rapporto di lavoro si struttura nelle seguenti componenti
- : :
flessibilità numerica
cioè la libertà attribuita all impresa di assumere e licenziare il numero e la
: ’
tipologia di lavoratori che l impresa stessa vuole assumere o licenziare
’ ;
flessibilità funzionale
cioè la discrezionalità attribuita all impresa nel gestire l allocazione della forza
: ’ ’ –
lavoro all interno del processo produttivo senza vincoli su quando farlo e su come In particolare vi è
’ , . ,
flessibilità funzionale quando il datore di lavoro può destinare i propri dipendenti allo svolgimento di
mansioni anche inferiori rispetto a quelle per le quali sono stati assunti
.
L approccio neoclassico
1.2 ’
Secondo gli economisti neoclassici la flessibilità è uno strumento efficace per accrescere l occupazione
, ’ .
Sulla flessibilità salariale
-
a) Effetti sulla tecnologia il modello neoclassico si fonda sull ipotesi di rendimenti marginali decrescenti dei fattori
: ’
produttivi capitale e lavoro Se i rendimenti sono decrescenti all aumentare del salario reale medio
( ). , ’ :
I essendo sostituibili i fattori produttivi la singola impresa sostituisce lavoro con capitale
. , ;
II essendo la curva di domanda di lavoro negativamente inclinata si genera disoccupazione involontaria
. , ; 2
N K I I
è il numero di lavoratori è la quantità di capitale e due isocosti corrispondente a due possibili valori del
, , 1 2 I
salario reale Per un dato isoquanto al decrescere del salario l isocosto inizialmente collocato in con equilibrio in
. , , ’ , ,
1
I
E N E
e occupazione pari a ruota in determinando un nuovo equilibrio in con un livello di occupazione
1 1 2
, 2
N N questo risultato è generato dall ipotesi di rendimenti marginali decrescenti e di sostituibilità dei fattori che dà
2> 1
. ’ ,
luogo a isoquanti continui e convessi
. classico rendimenti crescenti
Consideriamo il caso opposto che chiameremo si consideri il caso dei generati dalla divisione
:
tecnica del lavoro
. w p ND
Per ipotesi nel mercato del lavoro si contratta il salario reale e la curva di domanda di lavoro è
/
, ( ) ( )
NS
negativamente inclinata La curva di offerta di lavoro è crescente a ragione dell ingresso nel mercato di individui con
. ( ) ’
salari di riserva progressivamente crescenti al crescere del salario corrente
. N w p
Per effetto della concorrenza in assenza di interventi esterni si raggiunge l equilibrio di pieno impiego In
*, / *
, , ’ ( ).
tali circostanze la disoccupazione è unicamente volontaria coinvolgendo individui con salari di riserva superiore al salario
, ,
corrente
. Ns°
In presenza di interventi esterni si genera la disoccupazione involontaria graficamente è rappresentata dal segmento
, : ,
Nd° w p
se il salario è ed è naturalmente tanto maggiore quanto maggiore è la differenza fra salario imposto e
- / 0
, ; “ ”
salario di equilibrio ovvero è tanto maggiore quanto più pervasivo è l intervento pubblico e o quanto maggiore è il
, ’ /
potere contrattuale dei sindacati
.
b)
Effetti su profitti e investimenti flex w / p P I N
:
Flex indicatore della flessibilità salariale
= ;
P volume dei profitti
= ;
I investimenti
= ; 3
Se per flessibilità salariale si intende quanto inteso sopra è del tutto evidente che l eccesso di offerta di lavoro in un
, , ’
mercato concorrenziale non può che determinare una riduzione del salario unitario
.
salario e profitto
Il secondo anello pone una relazione inversa fra L aumento del profitto è visto come una precondizione
. ’
per l aumento degli investimenti nel senso che P costituisce una fonte di autofinanziamento per le imprese L aumento
’ , . ’
dei profitti può esercitare un effetto positivo sugli investimenti anche per il miglioramento delle aspettative imprenditoriali
.
L argomento ora presentato si presta alle seguenti obiezioni
’ : l aumento di P si risolva in un aumento di I
non vi è alcuna ragione logico teorica per essere certi che in
’
I. – ,
quanto non è detto che nuovi investimenti vengano effettuati in loco
;
l aumento degli investimento si traduca in un
non vi è alcuna ragione logico teorica per stabilire che ’
II. –
aumento dell occupazione potendo tradursi in un aumento della dotazione di capitale fisso La possibile contro
’ , .
obiezione è nell effetto di compensazione per il quale la disoccupazione è un fenomeno di breve
– ’ ,
terminedestinato a essere ridotto o annullato tramite il riassorbimento dei disoccupati nei settori che producono
,
beni capitale
.
c) Effetto sulle esportazioni Flex w P I N
: exp ort
La riduzione del salario derivante da una politica di flessibilità determina una riduzione dei prezzi dei beni esportati alla
,
quale farebbe seguito un aumento dei profitti delle imprese esportatrici dunque degli investimenti e dell occupazione
, ’ .
Ovviamente affinché i ricavi di vendita da esportazioni aumentino i prodotti che le aziende esportano devono essere
,
potenziali sostituiti da altri prodotti già presenti sul mercato
d) Effetti dei sussidi di disoccupazione sussidi di disoccupazione
nel pensiero neoclassico l erogazione di costituisce
: , ’
fonte di rigidità e di inefficienza Il principale argomento che viene utilizzato a sostegno di questa tesi è che i
.
sussidi riducono la convenienza per il lavoratore occupato a erogare il massimo livello di impegno
, , .
p
Il valore della produttività del lavoro è determinato congiuntamente
( ) :
K può
dalla dotazione di capitale fisso pro capite che determina ciò che il lavoratore fare
- – ( ) ;
H
dallo stock di conoscenze generali e specifiche delle quali egli dispine che determina ciò che il lavoratore
- ( )
sa fare
; e vuole
dalla motivazione al lavoroo effort che determina ciò che il lavoratiore fare
- , ( ) . p
Dati K e H all aumentare della differenza tra SALARI e SUSSIDI aumenta la produttività del lavoro
, ’ ( ).
s P I N
a seguito dell aumento del sussidio si riduce la produttività del lavoro si riducono i profitti gli investimenti
’ , , , ,
l occupazione
’ .
Sulla flessibilità del rapporto di lavoro
- La flessibilità numerica gli economisti neoclassici ritengono che l aumento del grado di discrezionalità delle
a) : ’
imprese con riferimento a scelte che riguardano le assunzioni e i licenziamenti accresca l occupazione Ciò a
, ’ .
ragione di due circostanze
:
la rimozione dei vincoli normativi sulla libertà di licenziamento avrebbe come l effetto l aumento della efficacia e
- ’ ’
della credibilità della minaccia del licenziamento stesso A ciò dovrebbe far seguito un aumento del rendimento
.
effetto di disciplina
dei lavoratori a ragione dell operare di un dunque della produttività dei profitti
, ’ ” ”, , ,
dell occupazione
’ .
Si può obiettare
:
I essendo la minaccia di licenziamento non credibile in regime di pieno impiego in base a questa
. ,
logica in regime di pieno impiego si avrebbe la minima produttività il che appare controfattuale
, : ;
II l effetto di disciplina opera soltanto laddove il lavoratore ha una ragionevole speranza che il contratto
. ’
venga rinnovato diversamente il suo rendimento è sostanzialmente indipendente dal grado di
: ,
flessibilità contrattuale
. 4
La rimozione dei vincoli normativi su assunzioni e licenziamenti potrebbe esercitare un effetto positivo sulle
- aspettative imprenditoriali inducendo le imprese ad assumere In questa ipotesi è solo sapendo di poter licenziare
, . ,
che le imprese assumono
.
b La flessibilità funzionale si ritiene che l aumento della discrezionalità attribuita all imprenditore nella gestione dei
) : ’ ’
movimenti interni all impresa dunque nella modifica anche continua delle mansioni dei suoi dipendenti accresca
’ , ,
la produttività totale dei fattori dunque la produzione e i profitti giacchè l imprenditore conoscendo la
, , , ’ ,
struttura del processo produttivo meglio del legislatore è in grado di allocare la forza lavoro in modo efficiente
, -
all interno dell impresa
’ ’ .
IUS VARIANDI visto che l imprenditore conosce meglio dello Stato come allocare in modo efficiente le risorse
: ’
all interno dell impresa ne consegue che
’ ’ :
mobilità int erna efficienza P I N
Teorie microeconomiche non neoclassiche
1. 3
Tali teorie sono datate e sostengono che la FLESSIBILITÁ sia inefficace perché non accresce l occupazione ed
’80 – ’90 ’
è svantaggiosa per le imprese
.
Le principali teorie in quest ambito sono
’ :
teoria dei contratti impliciti
la l imprenditore si impegna a pagare un salario monetario stabile nel tempo
- : ’ .
Diversamente il salario tenderebbe a crescere nelle fasi di espansione e a ridursi nelle fasi di recessione In
, .
cambio della stabilità del salario l impresa offre la garanzia del non licenziamento ai propri dipendenti Questa
, ’ .
tipologia contrattuale è conveniente per entrambi i contraenti
. 5
teoria dei salari di efficienza
la si ritiene che l aumento del salario oltre il livello corrente accresca la
- : ’ , ,
produttività del lavoro e dei profitti Ciò per l operare dei seguenti effetti
. ’ :
effetto nutrizionale
;
effetto motivazionale
;
aumento della capacità di spesa in istruzione
;
aumento del costo opportunità del licenziamento dovuto all aumento della differenza fra salario e
– , ’
sussidio
.
In base a questa ipotesi la funzione del profitto può essere scritta come
, :
P w N wN
w
che massimizzata rispetto a dà
,
, :
d / dw 1
SOLOW CONDITION
Quest ultima è definita come e stabilisce che l impresa cessa di aumentare il salario quando è
’ ’
massima la differenza fra produttività e salario
. 6
w p w
è il salario di efficienza che massimizza il profitto per lavoratore cioè che massimizza la differenza Né
* -
, .
w
l impresa né i lavoratori occupati hanno convenienza ad accordarsi per un salario diverso da *
’ , .
teoria degli insiders outsiders
la in questa teoria si pone l accento sugli interessi divergenti dei lavoratori
/
- : ’
occupati insiders e dei disoccupati outsiders
( ) ( ):
a) obiettivo degli outsiders è essere assunti mentre quello degli insiders è di conservare il proprio posto
,
di lavoro con salario immutato
, ;
b) al crescere dell occupazione si riduce il salario reale unitario
’ ;
c) gli insiders dispongono un potere contrattuale nei confronti dell impresa superiore a quello di cui
’
skills
dispongono gi outsiders a ragione del possesso di abilità specifiche ai processi produttivi dell impresa
, ( ) ’
stessa
in base ai primi due punti gli occupati non vogliono che l impresa assuma nuovi lavoratori poiché il loro
, ’
salario sarebbe ridotto In base all ipotesi c essi possono di fatto impedire al datore di lavoro di assumere minacciando
. ’ ), ,
di dimettersi in tal caso l impresa perderebbe lavoratori altamente produttivi e dovrebbe sostenere costi di qualificazione
( , ’
dei nuovi assunti Segue che occupazione e salario tendono a rimanere stabili non avendo nessuna delle parti
). , ,
convenienza a modificare le variabili in gioco
.
teoria del decent wage o del giusto salario
la es se consideriamo equo un salario di al mese
- : . 1000€ ,
avrà una cattiva reputazione l impresa che darà salari si ridurrà domanda e profitti
’ <1000€ ( ).
L approccio keynesiano
1.4. ’
Secondo tale approccio la flessibilità è controproducente ai fini della riduzione della disoccupazione In quanto segue si
, . ,
produce a dimostrare questa conclusione a partire dalle seguenti assunzioni generali
:
a) salario monetario
la contrattazione fra datori di lavoro e lavoratori ha ad oggetto il non il salario reale
, ;
b) il salario ha natura duale è costo di produzione ma anche elemento della domanda aggregata per il tramite
: ,
dei consumi
.
b
Dall ipotesi discende immediatamente che le decisioni di occupazione da parte delle imprese non sono prese sulla base
.
’
della tecnica con la quale operano e dunque dei costi ma principalmente sulla base della domanda attesa per i beni da
, ;
esse prodotti È così possibile stabilire la seguente relazione
. :
e
AD N 7
Ciascuna impresa fronteggia una quota di AD ed effettua le proprie scelte di occupazione sulla base delle aspettative
sulla domanda dei beni che essa produce
.
Occorre tener conto che parallelamente la riduzione del salario spinge le imprese ad accrescere l occupazione un
, ’ ,
determinando dell offerta aggregata AS
’ ( ).
L aumento di AS e la contemporanea riduzione di AD si trasferisce in una riduzione del livello generale dei prezzi e
’ ,
salario reale
una tendenziale la rigidità del .
La collettività delle imprese trarrebbe vantaggio dalla crescita della domanda aggregata nessuna impresa ha interesse a
,
contribuire a determinare tale risultato
.
A B
Sia la singola impresa e l insieme delle altre imprese si escluda il caso di collusione fra A e B e si ammetta che
’ ,
wage maker
sia A sia B siano - .
L aumento dei salari monetari per i dipendenti di A accrescerebbe la domanda aggregata essenzialmente a beneficio delle
’ ,
imprese B
.
Pur essendo conveniente elevare la domanda nessuna ha interesse a iniziare ovvero tutte hanno interesse a che siano le
, ,
altre a iniziare così che l aumento dei salari non ha mai luogo
, ’ .
Nel modello keynesiano la flessibilità salariale non accresce l occupazione
: ’ . endogenamente
Pur ammettendo perfetta flessibilità del salario monetario in questo modello il salario reale risulta essere
, ,
rigido
.
Il livello di occupazione non è determinato nel mercato del lavoro ma dipende dall ampiezza della domanda aggregata
, ’ .
La flessibilità in uscita nell approccio keynesiano
1.4.1. ’
La flessibilità in uscita può ridurre l occupazione
’ .
Il modello è fondato su queste ipotesi
:
la propensione al consumo c si riduce al crescere della probabilità di licenziamento a La riduzione della
- ( ) ( ).
propensione al consumo costituisce una risposta razionale all introduzione di misure di flessibilità in uscita
’ .
La produttività del lavoro p cresce al crescere della probabilità di licenziamento a a ragione dell operare
- ( ) ( ), ’
dell effetto di disciplina
’ .
Una maggiore flessibilità in uscita riduce la propensione al consumo dunque la domanda aggregata
, ,
dunquel occupazione Parallelamente sia a causa della riduzione della domanda sia a causa dell aumento della
, ’ . , , ’
produttività del lavoro si rende necessario un numero minore di occupati
, .
CAPITALE UMANO CRESCITA E OCCUPAZIONE
2.
Capitale umano mercato del lavoro e crescita economica
2.1. ,
Per capitale umano si intende l insieme delle conoscenze generali e specifiche delle quali un individuo e o un sistema
&rsquo
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Distribuzione Mista
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Distribuzione Normale
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La distribuzione del reddito sul territorio
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Distribuzione normale