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Dispense delle lezioni di diritto tributario Prof. Giovanni Girelli

b) regolamenti attuativi o integrativi;

c) regolamenti autonomi o indipendenti;

d) regolamenti delegati (in materie non coperte da riserva assoluta di legge ed in

virtù di specifica legge di autorizzazione).

In diritto tributario non possono esservi regolamenti autonomi o indipendenti, ma solo

regolamenti esecutivi o attuativi-integrativi.

Esempi: decreti ministeriali che approvano i modelli per le dichiarazioni dei redditi e

le istruzioni per la relativa compilazione.

Dai regolamenti vanno differenziati gli ATTI GENERALI.

Sono atti amministrativi che regolano, con riferimento a fattispecie particolari,

l’attuazione della norma tributaria o il modo di porsi dell’Amministrazione chiamata a

darvi attuazione.

Esempi: a) il Decreto Ministeriale che fissa le quote di ammortamento dei beni

strumentali; b) il Decreto Ministeriale (c.d. redditometro) che predetermina il reddito

derivante dalla disponibilità di beni o servizi considerati rilevanti.

LE FONTI LOCALI

Sono fonti promananti da Comuni, Province e Regioni.

EVOLUZIONE STORICA

RIFORMA MINGHETTI DEL 1865

Criterio di tendenziale separazione della finanza locale dalla finanza statale.

TESTO UNICO DEL 1931

Riconosciuto uno spazio alla potestà tributaria degli Enti locali (v. l’imposta sui

consumi). – –

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RIFORMA DEGLI ANNI SETTANTA

Riduzione dello spazio operativo degli Enti locali (soppressi i tributi istituiti nel

1931).

Devoluzione ad essi solo di quote di tributi erariali o del gettito di alcuni di essi (c.d.

FINANZA DERIVATA).

Facoltà di intervenire sulle aliquote.

LEGGE 8 GIUGNO 1990, N. 142

Art. 54: riconosciuta agli enti locali una potestà impositiva autonoma in materia di

imposte, tasse e tariffe.

LA DISCIPLINA INTRODOTTA DALLA LEGGE COSTITUZIONALE N.

3/2001

I punti salienti della disciplina:

- ai sensi del novellato art. 117 Cost., il coordinamento della finanza pubblica e del

sistema tributario rientra tra le materie di legislazione corrente, mentre prima era

riservato allo Stato.

L’art. 119 Cost., prevede che

- a) le Regioni, i Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno

autonomia finanziaria di entrata e di spesa,

b) tali enti dispongono di risorse autonome stabilendo ed applicando

tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i

principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema

tributario. “Delega al Governo in

Sul federalismo fiscale si rinvia alla L. 5 maggio 2009, n. 42

materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’art. 119 della Costituzione”.

– –

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LE FONTI COMUNITARIE

Si tratta di norme operanti nell’ordinamento tributario interno di uno Stato che però

derivano da un ordinamento autonomo distinto.

Quale, dunque, il fondamento costituzionale di operatività di tali norme?

Secondo una parte della dottrina:

L’ordinamento italiano si conforma alle norme di diritto internazionale

Art. 10 Cost.:

generalmente riconosciute.

Secondo la prevalente dottrina:

L’Italia consente in condizioni di parità con gli altri Stati alle

Art. 11 Cost.:

limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la

giustizia tra le Nazioni e promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte

a tale scopo. FONTI COMUNITARIE PRIMARIE

Disposizioni elaborate direttamente dagli Stati membri e contenute nel Trattato e negli

atti che lo modificano o integrano.

TRATTATO DI ROMA

include nell’ambito della “Politica della

del 25 marzo 1957, istitutivo della CEE,

Comunità”, alcune norme in materia di fiscalità:

a) divieto di discriminazione fiscale (art. 90 - ex art. 95): divieto di applicare a

prodotti degli Stati membri imposizioni maggiori di quelle applicate ai prodotti

nazionali similari;

b) divieto di beneficiare i prodotti esportati di un ristorno di imposizioni interne

superiore a quelle ad essi applicate direttamente o indirettamente (art. 91 - ex art.

96); – –

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imposta sulla cifra d’affari

c) obbligo di istituire in ciascuno Stato membro una

(art. 92 - ex artt. 97 e 98);

d) adozione da parte del Consiglio, delle disposizioni che riguardano

l’armonizzazione delle legislazioni relative all’imposta sulla cifra d’affari, alle

imposte di consumo ed ad altre imposte indirette, nelle misura in cui detta

sia necessaria per l’instaurazione ed il funzionamento del

armonizzazione

mercato interno (art. 93 - ex art. 99).

N.B.: l’art. 93 dispone solo in merito all’armonizzazione dei tributi indiretti.

trova giustificazione nel contesto storico in cui l’art.

Tale limite 93 ha assunto la sua

l’art. 17 dell’Atto

più recente formulazione (con Unico Europeo del 1986

modificativo del Trattato di Roma), cioè in occasione del passaggio dal mercato

comune (zona di libero scambio) al mercato interno (area economica integrata in

direzione di un’unione economica e monetaria).

Tale innovazione rendeva necessaria, dal punto di vista fiscale, la creazione di uno

attraverso l’eliminazione

spazio senza frontiere interne delle barriere doganali e

l’introduzione di un sistema di tassazione sui consumi quanto più neutrale possibile.

all’ di ricorrere all’uso delle direttive

Sempre in merito armonizzazione, possibilità

per favorire il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed

un’incidenza diretta sull’instaurazione

amministrative degli Stati membri che abbiano

o sul funzionamento del mercato comune (art. 94 - ex art. 100).

L’art. 94 del Trattato, sebbene abbia una portata generale, rappresenta la base

giuridica dei principali provvedimenti comunitari di armonizzazione fiscale in materia

di imposte dirette. – –

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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Girelli Giovanni.

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