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5/10/2015

L’IVA (= Imposta sul Valore Aggiunto)

In Italia è entrata in vigore nel 1972 con il Dpr n°633

Si chiama così proprio perché viene riscossa mano a mano che si forma il valore del bene.

Questo tributo è di matrice europea, e come tale lo ritroviamo in tutti gli altri Stati membri, con però

l’aliquota che varia in base allo Stato). Gli Stati membri

alcune differenze da stato a stato (come

sono tenuti a devolvere all’Unione parte del gettito del tributo, e devono inoltre garantire la corretta

applicazione e l’effettiva riscossione.

Il decreto legge 331/1993 convertito in legge 427/1993, non riguarda completamente la materia

tributaria, perché è un decreto “omnibus” dentro il quale ci sono tutti i provvedimenti (la parte

tributaria riguarda gli articoli dal 37 al 56). Tale testo è mirato alle operazioni intra-comunitarie, e si

è reso necessario in quanto nell'evoluzione dell'unione europea e nella progressiva apertura delle

frontiere tra stati sono venute meno le dogane nel rapporto tra gli stati.

Gli elementi essenziali dell’IVA sono gli stessi del tributo, e tali elementi trovano una loro

disciplina dei primissimi articoli di questi due testi normativi, Dpr 633 e legge 427/93, cominciando

nell’art 1 del Dpr

dal presupposto di fatto, mentre i soggetti passivi del tributo IVA sono individuati

633 sotto l’indicazione di operazioni imponibili e le operazioni intracomunitaria nell’art 38.

Le operazioni che rientrano nel “campo di applicazione” dell’Iva si distinguono in:

1) Operazioni imponibili

2) Operazioni non imponibili

3) Operazioni esenti

Operazioni fuori campo iva/escluse = sono le operazioni che non alcun rilievo ai fini

dell’applicazione dell’imposta quelle che comportano il sorgere del debito d’imposta e non

LE OPERAZIONI IMPONIBILI =

limitano il diritto di detrazione. Si dividono in:

a) Operazioni nazionali/interne b) Operazioni internazionali

- Cessione di beni - Acquisti paesi intra-EU

- Prestazioni di servizi - Importazioni paesi extra-EU

a) Le Operazioni Nazionali possono essere poste in essere da imprenditori o lavoratori autonomi

nel territorio dello stato, e possono essere cessioni di beni oppure prestazioni di servizi; quindi

devono avere 3 requisiti:

• 

Oggettivo cessioni di beni o prestazione di servizi

• 

Soggettivo solo imprenditori e lavoratori autonomi

• 

Territoriale nel territorio dello stato italiano

N.B: Se manca uno di questi requisiti non c'è un operazione IVA rilevante

I soggetti passivi non sono destinati a rimanere economicamente incisi dall'iva, perché sono di fatto

debitori del tributo, ma al tempo stesso il DPR 633 attribuisce al soggetto passivo 2 crediti:

il diritto di rivalsa (art 18) e il diritto di detrazione (art 19 e seg).

 Rivalsa: da al soggetto il credito dell'iva nei confronti del cessionario (il compratore) o

committente (compratore quando si parla di servizi). Facoltà di chiedergli otre al prezzo

anche un importo pari all'iva che lui deve pagare allo stato.

 Detrazione: si differenzia sia per il soggetto nei cui confronti è previsto sia perché l'importo

è determinato da un altro paramento. E' verso lo stato ed è un diritto di credito di importo

pari all'iva che il soggetto passivo abbia eventualmente pagato a un suo fornitore quando a

sua volta ha acquistato beni o servizi.

Il congiunto operare di tributo, rivalsa, detrazione, determina la neutralità del tributo rispetto al

soggetto passivo e determina la traslazione dell'iva verso il consumatore finale.

Esempio: IVA 20%   

A(produttore) vende a 100euro B(grossista) vende a 160euro C(dettagliante) vende a 240euro D(consumatore)

Debito IVA verso stato, credito verso il cliente e credito verso lo stato.

A = un soggetto passivo iva: pone in essere un contratto, e così ha un credito vs/Cliente B di 100; su questo A

diventa debitore verso lo stato di 20% di 100, ed ha diritto di chiedere a B 100 + 20% di IVA Quindi sorge

Iva/debito e Iva/credito, ed alla fine di ogni mese o trimestralmente bisogna valutare quanti crediti-debiti ho.

B vende a C e diventa debitore vs/Stato di 32 e creditore vs/Cliente e posso chiedere ad esso160 + 20%.

Quindi a fine mese ho un debito verso lo stato di 32-20=12

STATO ITALIANO IVA 20% CLIENTE

20 - 0 A(produttore) 100 + 20

32 - 20 = 12 B(grossista) 160 + 32

48 - 32 = 16 C(dettagliante) 240 + 48

/ D(consumatore) /

Soggetto di diritto (A,B,C) soggetto passivo dell'obbligazione, colui che deve pagare il tributo

Soggetto di fatto (D) colui che subisce l'onere economico senza avere rapporti diretti con lo

stato. Per questo è un tributo sofisticato perché rispetto ai normali tributi dove il contribuente di

fatto e di diritto sono la stessa persona qua viene creata una dissociazione che risponde a una serie

di finalità, così lo stato incassa mano a mano e dovrebbe prevenire fenomeni di evasione.

Frodi Iva hanno diverse cause giustificative e che vengono coinvolti i soggetti passivi di diritto.

Perché un soggetto passivo dell'iva dovrebbe evadere le imposte? Concorrenza di interessi in cui il

contribuente di fatto è il più interessato e c'è anche il concorrente interesse del imprenditore che in

quel modo evade iva e impose sul reddito.

 Requisiti delle operazioni imponibili nazionali:

 ELEMENTO OGGETTIVO: cessione di beni e prestazioni di servizi sono il presupposto di

fatto e sono enunciate nell'art 1. Nell'art 2 parla della cessione di beni e art 3 prestazioni di servizi.

2: I comma: “costituiscono cessione di beni gli atti a titolo oneroso che importano il

Art

trasferimento della proprietà, ovvero costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento su

beni di ogni genere.” Gli elementi essenziali sono quindi 2, deve esserci un'operazione a titolo

oneroso (uno da per ricevere qualcosa in cambio. es. vendita) e deve esserci un contratto che

trasferisce la proprietà o di un altro diritto reale (diritto di proprietà).

Art 3: I comma: “costituiscono prestazione di servizi le prestazioni verso corrispettivo, dipendendi

da: contratti d'opera, d'appalto, di trasporto, di spedizione, di agenzia, di deposito e in genere da

obbligazioni di fare, di non fare e di permettere”. Abbiamo 2 elementi caratterizzanti, deve trattarsi

di prestazioni verso corrispettivo (deve esserci uno scambio a titolo oneroso) con i quali c'è un

soggetto che si obbligare a fare, non fare qualcosa o a permettere.

 ELEMENTO SOGGETTIVO: (art 4 e 5 DPR 633/72)

L'art 4 stabilisce che “ per l'esercizio d'impresa si intende l'esercizio per professione abituale

ancorché non esclusiva , delle attività commerciali o agricole di cui agli articoli 2135 e 2195 del

codice civile..” Questa definizione contiene 2 requisiti essenziali, si richiede l'abitualità (no

operazioni una tantum, ma che si ripete nel tempo anche se non si fa solo quello) e deve svolgere

un'attività di tipo commerciale o agricolo

L'art 5 “si definisce lavoratore autonomo colui che eserciti per professione abituale ancorché non

esclusiva qualsiasi attività di lavoro autonomo sia singolarmente sia in associazione con altri

lavoratori” (contratto d'opera) 19/10/2015

 ELEMENTO della TERRITORIALITÁ:

La territorialità dell'Iva coincide con il territorio dello stato italiano, ma ci sono delle piccole aree di

esclusione, le quali sono situate al nord dell'Italia, al confine.

Gli art. 7 definiscono quando un'operazione viene considerata effettuata nel territorio. Il problema

non vi è per i beni, ma più per i servizi (ad. Es una consulenza) in quanto sono più difficili da

stabilire su un preciso territorio.

Art 7bis: Cessioni di beni, che possono essere mobili oppure immobili

– si considerano effettuate nel territorio dello stato le operazione che hanno come oggetto beni

immobili

– si richiede che i beni mobili siano: nazionali, comunitario (europei) o in regime di temporanea

importazione, ed in più deve trovarsi fisicamente in Italia

Art. 7ter: Prestazioni di servizi

(questo argomento viene trattato dal 7ter al 7 settimo)

Si considerano prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato, quando sono rese:

a) a soggetti passivi stabili nel territorio dello stato (cioè, se chi riceve il servizio è stabili nel

territorio dello Stato, ed è implicito che chi effettua il servizi è un soggetto passivo

→ la territorialità è basata sul soggetto passivo che riceve il servizio

b) committenti non soggetti passivi da soggetti passivi stabili nel territorio dello stato

→ si vuole contrapporre la posizioni di chi presta il servizio e chi lo riceve; la territorialità è basata

sul soggetto passivo che presta il servizio

b) Le Operazioni Internazionali = fanno parte di esse:

 da chiunque effettuate → introdurre un bene nel territorio italiano proveniente da

le import

uno stato extra-europeo (Dpr 633 del 1972 art.1)

 di beni → introduzione di un bene proveniente da uno

gli acquisti/cessioni inter-comunitari

stato europeo (Decreto legge 331/1993 art.38)

Nella diversità tra operazioni europee ed extra-europee, vi è un elemento comune, e cioè il

principio di tassazione delle operazioni internazionali nel solo paese di destinazione del bene, dove

si suppone che il bene verrà immesso al consumo. Questo principio vale totalmente per le

operazioni extra-europee, mentre per le operazioni intra-comunitarie è applicato nella maggior parte

dei casi, ma con una deroga.

Ciò ci fa capire il motivo per cui le importazioni ed acquisti intra-comunitari (operazioni in cui

entra un bene dall'estero) sono imponibili; mentre non sono imponibili le operazioni che

bene è destinato ad un altro mercato) → questo perché si tassa nel

comportano l'uscita del bene (il

paese di destinazione del bene, in quanto in base al tipo di bene, ed in base ai diversi Stati di

destinazioni, si possono trovare aliquote diverse.

La detassazione dei beni in uscita viene attuata con 2 concorrenti meccanismi (entrambi vengono

attuati nel momento in cui il bene entra nel paese di destinazione):

 non imponibilità che porta il bene all'estero

 consentire la detrazione all'esportatore

 Importazioni = entrata in Italia di un bene proveniente da un paese extra-eu

Possono essere effettuate da chiunque (imprenditore e non).

Le operazioni nazionali sono formate da rapporti commerciali che intercorrono tra un soggetto nel

territorio italiano ed un soggetto fuori dal territorio italiano.

Le operazioni internazionali sono fatte da chiunque, non vi è qualcuna precisazione, possono essere

effettuate da privato, lavoratore autonomo, imprenditore.

(Ad Esempio: se uno studente va in USA, compra beni e li porta in Italia, egli diviene importatore)

N.B: su beni acquistati all’estero è possibile ottenere la restituzione dell’imposta per poi pagare solo

quella italiana. 20/10/2015

Esempio:

Svizzera (Iva 10%) - Italia (Iva 20%) B → da qui nascono 2 tipi di rapporti:

Il produttore A vende il bene per 100 al soggetto

a) Vs/Stato (debito di A Vs/Stato di 10-0=0)

b) Vs/Cliente (addebito in fattura di 100 + 10)

IMPORTAZIONI

STATO CLIENTE

10 - 0 = 10 A vende a B 100 100 + 10 = 110

Svizzera 10% 0 - 10 = 10 B vende a C(Italia) 300 300 non imponibile

Dogana --> bolletta doganale 300 + 60

140 - 60 = 80 C vende a D 700 700 + 140 = 840

Italia 20% D consumatore finale

Il soggetto B vende il bene (per 300) a C (in Italia)→ si ha un'esportazione, quindi operazione non

imponibile/aliquota zero (300 + 0).

 situazione di B Verso lo Stato: avrà un credito per 10 (0-10= -10

In dogana viene emesso un documento, detto Bolletta doganale, nel quale viene inserito il valore del

bene → 300 + 60 (20% dell'IVA del territorio italiano).

Per il soggetto C il documento Iva rilevante è solo la bolletta doganale, e non la fattura di B.

Il soggetto C vende il bene al consumatore D per 700.

C effettua una vendita nazionale, diventando così debitore nei confronti dello Stato per l'Iva, per

 –

140. situazione di C Verso lo Stato: 140 60(già incassati alla dogana)=80 (ciò che deve dare

ancora C)

 Esportazioni

Esempio: Italia (20%) - Svizzera (10%)

A vende a B per 100 + 20 (20& IVA); B vende il bene per 300 a C (bene senza aliquota--> 300+0).

In dogana il bene avrà un valore pari a= 300 + 30 (10% IVA).

C vende a D per 700euro + 70(% IVA)

 –

il debito di C Verso lo Stato: 70 30 = 40

ESPORTAZIONI

STATO CLIENTE

20 - 0 = 20 A vende a B 100 100 + 20 = 120

Italia 20% 0 - 20 = 20 B vende a C(svizzera) 300 300 non imponibile

Dogana --> bolletta doganale 300 + 30

70 - 30 = 40 C vende a D 700 700 + 70 = 770

Svizzara 10% D consumatore finale

 Operazioni Inter-comunitarie

Con l'abolizione delle dogana all'interno dell'UE.

L'art 38 Comma II - DPR 331: costituiscono acquisti inter-comunitari le acquisizioni derivanti da

titolo oneroso della proprietà di beni o di altro diritto reale sugli stessi, beni spediti o trasporti nel

territorio dello stato, da altro stato membro dal cedente nella qualità di soggetto passivo di imposta,

ovvero dall'acquirente o da terzi per loro.

Elementi costitutivi:

1) Elemento oggettivo: atti a titolo oneroso dei trasferimenti della proprietà del bene o di altro

diritto reale di godimento

2) Elemento soggettivo: nelle operazioni intercomunitarie si richiede che sia chi vende sia chi

compra deve essere un soggetto passivo ai fini IVA

3) Elemento territoriale (esplicitato nell'art. 2): il bene fisicamente si sposti dallo stato estero

allo stato Italiano → similitudine con le importazioni

N.B: a) Devono sussistere tutti e 3 gli elementi sempre.

b) Se chi acquista è un consumatore finale non si ha un acquisto intracomunitario, perché

manca elemento soggettivo

Esempio –

Francia (10% IVA) Francia (20%)

Il soggetto A vende a B per 100 (+20 per IVA); B vende a C per 300 (+IVA perchè è ad aliquota zero).

INTRACOMUNITARIE

STATO CLIENTE

10 - 0 = 10 A vende a b 100 100 + 10 0 110

Francia 10% 0 - 10 = 10 B vende a C (Italia) 300 300 non imponibile

Italia 20% (60 - 60 = 0

140 - 0 =140) C vende a D 700 300 + 60 = 360

200 - 60 =140 D consumatore finale 700 + 140 = 840

L'acquirente imprenditore deve, nel momento in cui riceve la fattura che diventa non imponibile, fare

l'integrazione della fattura emessa da B (300+60) Diventa una fattura a debito verso l'erario.

Doppia registrazione della fattura: fattura emessa e fattura ricevuta. La compensazione viene fatta in sede di

liquidazione (mensile o trimestrale) tra iva a debito e iva a credito entro il 16 del mese successivo.

N.B : Questo meccanismo lascia fuori una parte delle operazioni, quando chi compra non è un

soggetto passivo. 27/10/2015

DIRITTO DI RIVALSA E DI DETRAZIONE

Sono due diritti di credito che la legge attribuisce al soggetto passivo dell'Iva e che hanno l'effetto di

neutralizzare l'Iva per il soggetto passivo e di muovere l'Iva fino al consumatore finale.

Mentre il diritto di rivalsa è un diritto di credito nei confronti del cliente, quindi un rapporto tra

privati, il diritto di detrazione è un credito nei confronti dello stato.

 Diritto di Rivalsa:

È il diritto del soggetto passivo del tributo di richiedere ad un altro soggetto una somma di danaro

pari al tributo di cui è debitore.

Art. 18 Comma I del Dpr 633/72: "il soggetto che effettua la cessione di beni o prestazione di

servizi imponibile deve addebitare la relativa imposta, a titolo di rivalsa, al cessionario o

committente". l’aliquota, l’ammontare dell’imposta e

= esporre nella fattura

*Addebitare a titolo di rivalsa

dell’imponibile, non parla chiaramente di diritto perché è presupposto e sottostante. L’esercizio del

diritto fa sì che colui che riceve la fattura con l’Iva esposta abbia un diritto di detrazione.

Cosa succede quando non viene emessa fattura? Come funziona la rivalsa?

L’ art 18 dice che nei casi in cui non è obbligatoria l'emissione della fattura (vendita al dettaglio art

22) e quindi non c'è un formale diritto di rivalsa, il prezzo o il corrispettivo si intende comprensivo

dell'imposta e, se ai commercianti al minuto è però richiesta la fattura in questo caso deve essere

emessa scorporando l'iva dal prezzo di vendita.

L’Art. 18 Comma II stabilisce che il prezzo si considera inclusivo dell'Iva.

N.B: Trasmissione telematica dei corrispettivi--> scontrino non valido ai fini fiscali

 Diritto di detrazione:

è un diritto di credito che il soggetto passivo ha nei confronti dello Stato. È accompagnato da una

disciplina molto minuziosa, che definisce al dettaglio il contenuto di tale diritto.

Disciplinato dalle disposizioni contenute nell'Art. 19 -19.bis1-19.bis2 19ter.

(→ limitazione riguardo

Il diritto di credito, in questo caso, è individuato nell'Art 19 Comma I

l'inerenza): per la determinazione dell'imposta dovuta, è detraibile dall'ammontare dell'imposta

relativa delle operazioni effettuate; quello (l'ammontare) dell'imposta assolta o dovuta dal soggetto

passivo, o a lui addebitata a titolo di rivalsa, in relazione ai beni ed ai servizi importati o acquistati

nell'esercizio dell'impresa, arte o professione.

Secondo dall'art 19 quindi esistono 3 diverse ipotesi nelle quali nasce il diritto di detrazione (in base

a come viene fatto l'acquisto c'è un modo diverso di come viene messo in atto il diritto):

 → quando viene pagata direttamente (importazioni)

Imposta assolta

 → imposta che non è necessariamente pagata (acquisto intra

Imposta dovuta - comunitario,

in quanto in questo cosa il soggetto passivo integra la fattura e la registra in due registri:

registro delle fatt emesse, e ciò rende dovuta l'imposta, dando il diritto di portarla in

detrazione, e registro acq)

 → si ha diritto di detrazione quando l'imposta è dovuta a titolo di

Imposta addebitata

rivalsa (operazioni interne)

Fattura deve essere relativa ad acquistati/importazione di beni o servizi effettuati nell'esercizio

impresa, arte o professione → devono riferirsi all'attività svolta, in caso contrario l'Iva non è

detraibile.

Art 19 Comma II (limita ulteriormente il diritto di detrazione): non è detraibile l'imposta relativa

all'acq o importazione di beni/servizi afferenti operazioni esenti o comunque non soggette

all'imposta.

Questo II Comma, pone quindi un obbligo di verificare di cosa si è fatto di questi acquisti o

importazioni, stabilendo che se essi generano a valle delle operazioni esenti o esenti ad imposta,

l'Iva non è detraibile.

Operazioni esenti → operazioni che di per se sarebbero imponibili, però per una scelta legislativa

(di agevolazione o dettata da altri ragioni) sono dichiarate esenti da imposta, e si tratta di un elenco

di operazioni contenute nell'art. 10 del DPR 633/72 (ad esempio prestiti di denaro).

L’Art 10 n°18 stabilisce che: sono esenti le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione in

conformità alla legge.

Operazioni comunque non soggette ad imposta → ovvero operazioni che non comportano

l'applicazione dell'imposta. In esse sono comprese: le operazioni esenti, le operazioni non

imponibili (esportazioni e cessione comunitaria di beni), le operazioni fuori campo Iva, ovvero

quelle che non sono soggette ad Iva in quanto mancano alcuni degli elementi essenziali

(territorialità, soggettività e oggettività). 2/11/2015

 Cosa succede quando si rende esente un'operazione di emissione al consumo di

bene/servizio?

Esempio 1:   

A = produttore B = grossista C =dettagliante D= consumatore

Questi legami comportano relazioni con: Stato e Clienti

 –

A vende a B per 100 + 20 di IVA Stato: 20 0

 –

B vende a C per 300 + 60 di IVA Stato: 60 20 = 40

Se: a) la vendita di C vs D è imponibile ad IVA: C vende a D per 1000 + 200 IVA

 –

Stato: 200 60 = 140

b) lo Stato stabilisce che l'op è esente: C vende a D, ed il bene andrà al consumo per 1060

 Stato: impone di non detrarre l'IVA

OPERAZIONI ESENTI

STATO CLIENTE

20% 20 - 0 = 20 A vende a B 100 100 + 20 = 120

60 - 20 = 40 B vende a C 300 300 + 60 = 360

molto margine sulla Vendita finale

Si elimina il debito, il bene va al consumo

esente. 1000 + 200 = 1200

200-60 = 140 C vende a D 1000

C non ha diritto di detrazione, non va al quindi 1060

consumo a 1200, ma a 1060 per far sì di togliere

il costo che C aveva avuto dell'acquisto D consumatore

finale

Esempio 2:

A → B → C → D  –

A vende a 700+140 di IVA Stato: 140 0 = 140 (soldi che lo Stato incassa)

 –

B vende a 900+180 di IVA Stato: 180 140 = 40  –

Se: a) il bene è imponibile: C vende a 1000+200 di IVA Stato 200 180 = 20

b) il bene è esente: C vende il bene a 1180

Lo Stato stabilisce che venga reso esente solo il valore che si forma nel passaggio a valle e non a monte.

L'agevolazione è sempre minore di quello che può apparire.

STATO CLIENTE

20% 140 - 0 = 140 A vende a B 700 700 + 140 = 840

180 - 140 = 40 B vende a C 900 900 + 180 = 1080

poco margine vendita finale

Si elimina il debito, C vuole 1000 + 200 = 1200

mantenere i margini di guadagno 200 - 180 = 20 C vende a D 1000 quindi 1180

e trasla il costo dell'Iva al

consumatore finale D consumatore finale

REGOLA dell'INDETRAIBILITÀ ANALITICA (da Art. 19 Comma II)

= verificare cosa si è fatto di tutti gli acquisti.

Richiede la ricostruzione di ogni singola operazione fatta, devo quindi andare su ciascuna

operazione di acquisto di bene/servizio ed analizzare che cosa ho fatto.

nell’Iva (Art. 19 Comma V),

Per far ciò si utilizza un sistema forfettario detto Pro-Rata Iva:

“ai contribuenti che esercitano sia attività che danno luogo ad operazioni che conferisco il diritto

alla detrazione, sia attività che danno luogo ad op esenti, il diritto alla detrazione dell'imposta

spetta in misura proporzionale alla prima categoria di operazioni e il relativo ammontare è

19 bis.”

determinato applicando la % di detrazione di cui all'art

Presupposto posto da tale articolo: il contribuente deve svolgere sia attività che generano detrazione

(operazioni imponibile e non) sia attività che generano operazione esenti. Si presume che ciò che è

avvenuto a valle sia avvenuto a monte in misura proporzionale.

L’Art 19 bis stabilisce che: la % di detrazione di cui all'art 19 Comma V è determinata in base al

rapporto tra l'ammontare delle operazioni che danno al diritto a detrazione effettuate nell'anno e lo

stesso ammontare aumentato delle op esenti effettuate nell'anno medesimo, si va in questo modo a

determinare la % di iva detraibile, la quale si determina mediante il rapporto tra due unità: al

numeratore si mette l'ammontare complessivo delle operazioni che danno il diritto di detrazione,

quindi le operazioni imponibili + le operazioni non imponibili; mentre al denominatore metto

l'ammontare delle operazioni imponibili, non imponili ed esenti.

Ottenuta questa %, la applico sul totale degli acquisti.

PRO-RATA IVA

A A1 A2 A3

STATO CLIENTE

Totale 80 - 0=80 Totale 400 + 80=480

B

Totale 120 - 72 =48 C C1 C2 % detraibilità =

imp 600+120 non imp 300 esente 100 (600+300)/(600+300+100) = 90%

L’Art comma 1 seconda parte: “Il diritto di detrazione sorge quando l'imposta

19 diviene esigibile e

può essere esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in

è sorto”. L'imposta diventa esigibile quando l'operazione si considera

cui il diritto alla detrazione

effettuata ai sensi dell'art 6 che detta regole precise.

L'art 6 distingue tra cessione di beni e prestazione di servizi, per le cessioni di beni distingue a sua

volta nel comma 1 tra cessione di beni immobili e mobili. Per i beni immobili l'operazione si

considera effettuata alla data di stipulazione dell'atto che comporta il trasferimento della proprietà

del bene o la costituzione o il trasferimento di un diritto reale di godimento. Per i beni mobili,

invece, la data di effettuazione è la consegna o spedizione del bene, quindi richiede qualcosa di più.

La vendita non richiede quale elemento costitutivo la consegna del bene (contratto ad effetti reali).

Per i servizi il momento di effettuazione dell'operazione è costituito dal pagamento del

corrispettivo. 4 comma “se anteriormente al verificarsi degli eventi nei precedenti commi sia stata

emessa fattura o sia pagato in tutto o in parte il corrispettivo l'operazione si considera effettuata o

con emissione di fattura o riceve pagamento di un acconto”. 3/11/2015

 Cosa succede quando un'operazione interna è posta in essere da un soggetto che però non è

stabilito in Italia ma in un altro Stato? Come sono regolate?

(Es: imprenditore francese che ponga in essere cessione di beni o prestazioni di servizi in Italia)

L’Art 17 DPR 633/72 prevede che laddove è possibile anche sovvertendo le regole si cerca di

trasferire dal soggetto estero gli obblighi iva all'eventuale compratore italiano. È' espressa con la

formula REVERSE-CHARGE (inversione contabile) = si invertono le parti e si cerca di trasferire

tutti gli obblighi al soggetto destinatario nell'ipotesi in cui sia stabilito in Italia.

Quando si può attuare? quando entrambi sono soggetti passivi.

dell’art 17: specificano quali regole bisogna seguire quando il soggetto passivo

Comma 2-3-4 sia

non residente nel territorio dello stato.

IL RAPPRESENTANTE IVA: Quando il soggetto italiano è consumatore finale il soggetto

passivo estero può nominare un rappresentante iva in Italia che diventa coobbligato solidale del

soggetto passivo non residente. Il soggetto passivo nomina un rappresentante fiscale che pone in

essere le operazione dovute nel territorio italiano. stato può rivalersi anche su

Da notare che lo

questo rappresentante.

*Obbligazione solidale = più debitori che devono pagare lo stesso importo; l'adempimento di uno libera tutti.

Si va a distinguere se il soggetto passivo estero è intra o extra europeo:

 Se è extra-europeo il soggetto passivo che compra è obbligato ad emettere un'autofattura, va

registrata sia a credito che a debito.

 Se invece il soggetto passivo che pone in essere un operazione interna è un non residente in

italia ma in un altro stato europeo, quindi è intra-europeo, il documento di partenza

corrisponde ai requisiti iva e quindi si segue lo stesso modello applicativo degli acquisti

intracomunitari. L’Art 35 ter “possono avvalersi

Quando si può fare la diretta identificazione? stabilisce che:

dell'identificazione diretta i soggetti non residenti che esercitano attività di impresa in un altro stato

membro dell'unione o in un paese terzo con il quale esistono strumenti giuridici che disciplinano la

reciproca assistenza in materia di imposizione indiretta”. Quando siamo in presenza di

un'identificazione o di un rappresentante ciò permette anche l'esecuzione dei diritti (detrazione).

Se il soggetto estero ha in Italia una stabile organizzazione (sede fissa attraverso la quale opera in

Italia) diventa soggetto passivo in Italia.

(Esempio: un architetto americano fa ristrutturazione in Italia; se l'architetto svolge questo lavoro

dal suo studio di New York siamo in una situazione di reverse-charge con autofattura di chi ha

commissionato la ristrutturazione, se invece chi commissiona è un consumatore finale allora il non

residente dovrà identificarsi ai sensi dell'art 35 ter oppure nominare un rappresentante iva in Italia;

ma se lo studio apre una succursale in Italia e svolge questo lavoro avvalendosi di questa struttura,

questa diventa una stabile organizzazione e diventa un soggetto passivo in Italia, deve aprire partita

iva ecc...)

L’Art 17 comma 5 prevede una deroga che opera anche quando l'imprenditore è nazionale

In deroga al 1 comma “per le cessioni

(residente in Italia) prevede l'applicazione del reverse-charge.

imponibili di oro, al pagamento dell'imposta è tenuto il cessionario, se soggetto passivo d'imposta

Stato.”

nel territorio dello

Il comma 6 amplia i settori a cui si applica ciò (edilizia, appalti, vendita computer, cellulari ecc..).

Ciò succede perché nei settori elencati si assiste ad una più massiccia evasione dell'imposta.

STATO CLIENTE

A (subappaltatore)

20 - 0 = 20 100 + 20 = 120

vende a B per 100

il reverse-charge viene B (appaltatore) vende

30 - 20 = 10 150 + 30 = 180

applicato B a C per 150

C (committente)


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Professioni contabili
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher s.a.r.a.h di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Vanz Giuseppe.

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