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Il contratto

Il contratto ben presto venne utilizzato molto spesso, soprattutto per la sua semplicità,

poiché era sufficiente il consenso comunque espresso. Con l'espressione comunque

espresso si intende una stretta di mano, un sì, un d'accordo, un qualunque gesto o

espressione da cui era evidente la volontà di stipulare il contratto. Inoltre con il

contratto si poteva trasmettere tutto, sia beni immobili che beni mobili.

Tuttavia con il contratto non si trasmetteva la proprietà, ma si creava una

obbligazione per il venditore di trasmettere la res che non generava nessun effetto

reale. Gli effetti reali si trasmettevano solo con la mancipatio, in iure cessio e traditio.

Tra i tre strumenti idonei a trasmettere la proprietà il più semplice, come abbiamo

detto, è la traditio. Con la traditio si trasmetteva il dominium solo quando l'oggetto

erano le res nec mancipi.

Quando l'oggetto era una res mancipi si trasmetteva solo il possesso, ma non la

proprietà, per cui l'acquirente non poteva definirsi dominus. Per sanare la proprietà

dovrà intervenire l'usucapione.

Non potrà definirsi dominus fino a quando non interverrà l'usucapione

I termini per l'usucapione sono:

· per i beni che noi oggi definiamo immobili, il tempo utile per l’usucapione

erano 2 anni;

· per i beni che noi oggi definiamo mobili (es., lo schiavo di Gaio) il tempo era

di 1 anno.

RIASSUMENDO: LE RES MANCIPI SI TRASFERISCONO PER

MANCIPIUM O IN IURE CESSIO. LE RES NEC MANCIPI SI

TRASFERISCONO PER TRADITIO. SE SI FA LA TRADITIO DI RES

MANCIPI SI TRASFERISCE SOLO IL POSSESSO E NON LA

PROPRIETA'. QUESTA SITUAZIONE POTRA' ESSERE SANATA SOLO

CON L'USUCAPIONE.

Gaio ci dice che ad un certo punto, ma non specifica quando (usa l'espressione latina

olim, che in genere viene tradotta in 'una volta', intesa come nei tempi antichi, molti

decenni fa) si ha uno sdoppiamento della proprietà. Da una parte la proprietà ex iure

Quiritium, dall'altra la proprietà in bonis habere. Con quest'ultimo termine si fa

riferimento a quella situazione di possesso che viene tutelata dal pretore alla stregua

di una proprietà attraverso l'actio publiciana. Ora chiariremo meglio la proprietà in

bonis habere riprendendo il discorso sull'usucapione.

USUCAPIONE

Ma l'usucapione potrà esplicare i suoi effetti se nel periodo necessario affinché si

compia non interverrà nessun altro a rivendicare la proprietà. Nel caso in cui, invece,

intervengano terze persone a rivendicare la proprietà del bene ( e potrebbe succedere

nel caso in cui chi ha venduto non era il dominus del bene), il possessore per potersi

difendere deve utilizzare lo strumento dell'actio publiciana.

ACTIO PUBLICIANA

Di fronte al caso in cui il possessore sia stato disturbato da terzi che vantano diritti

nei confronti del bene, il pretore, nel II secolo .C. per riequilibrare la situazione,

elabora un'azione volta a tutelare il possessore: la actio publiciana, chiamata così dal

nome del suo creatore

L’ACTIO PUBLICIANA veniva esplicata nel caso in cui il possessore veniva

disturbato da chiunque, nel corso del possessio al fine di usucapire, dal momento

che era stata fatta una traditio di una res mancipi.

In pratica avveniva così:era stata fatta una traditio di una res mancipi, per cui era

stato trasferito solo il possesso del bene. L'acquirente-possessore, per poter diventare

dominus, e, quindi, proprietario del bene, doveva attende che fossero trascorsi i mesi

necessari per il compimento dell'usucapione. Ma nel frattempo poteva accadere che

qualcun altro, diverso dal dominus, avanzasse pretese sul bene, dichiarando magari

lui stesso di essere il dominus del bene. Quindi, davanti al giudice, troviamo il

possessore e il terzo (ma non il dominus) che rivendica la proprietà del bene. Il

possessore per difendersi dovrà far valere l'actio publiciana.

Con l'actio publiciana il giudice doveva verificare l'esistenza dei 3 presupposti, in

presenza dei quali dichiarava che era come se fosse avvenuto l'usucapione.

I 3 presupposti sono:

1) Che sia stato fatto un contratto di compravendita tra che ha effettuato la traditio

e che l'ha ricevuta.

2) Che sia stata fatta la traditio.

3) Che l'oggetto della traditio sia una res mancipi.

Se sono presenti tutti questi elementi contemporaneamente l'actio publicana

esplicherà i suoi effetti

Quindi il giudice inviterà chi ha tolto la possessio a restituire il bene, e se ciò non

fosse possibile, il condannato dovrà pagare una somma di denaro.

Tutto sulla base di una finzione, facendo finta che il possessore abbia USUCAPITO.

Tornando ora a chi ha in bonis il bene, appare evidente che con l'espressione in bonis

habere si intende chi ha il solo possesso del bene, ma riceve tutela dal pretore come


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suke

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher suke di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Brutti Massimo.

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