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Diritto romano: Domande frequenti aggiornato

Appunti di diritto romano sulle domande frequenti d'esame basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Caimi dell’università degli Studi di Genova - Unige, facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea magistrale in giurisprudenza . Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto romano docente Prof. J. Caimi

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ESTRATTO DOCUMENTO

Requisiti soggettivi e oggettivi del possesso:

 capacità giuridica patrimoniale

Per possedere è necessaria la e la

capacità di agire, quindi possono possedere i soggetti che

sui iuris

non siano furiosi o infanti;

 cose corporali in commercio;

Oggetto del possesso sono solo

 Si può possedere un edificio ma non le parti che lo compongono;

 Si possono possedere i singoli animali di un gregge;

Acquisto, conservazione e perdita del possesso:

 Acquisto; "acquistiamo il possesso con il corpo e con l'animo, non

con il solo animo o il solo corpo" (Paolo). Solitamente si acquista il

possesso con la e l'occupazione di una cosa abbandonata;

traditio

 Conservazione; basta poter prendere il bene mobile o recarsi

nell'immobile quando si vuole;

 Perdita; può derivare dalla consegna ad altri, dall'abbandono o da

eventi fortuiti es. naufragi.

Quasi-possesso:

--> "quasi-possesso è l'uso di una cosa incorporale;

cosa incorporale è l'usufrutto, le servitù e simili" (Teofilo). Il

quasi-possesso è anche detto possessio iuris.

L'usucapione: Ulpiano definisce l'usucapione come "l'acquisto del

dominio attraverso il possesso continuato di un anno o 2, a seconda che

si tratti di cose mobili o immobili".

acquisto attraverso il possesso.

L'usucapione è quindi buona fede

Giustiniano afferma che chi ha acquistato in una cosa da

qualcuno che non ne era il proprietario, in un anno avrebbe usucapito la

cosa: questo per evitare che la proprietà delle cose restasse incerta.

difetto nell'atto di acquisto

Qui Giustiniano evidenzia che il sta in 2

fatti: non è

- Il trasmittente dominus solenne

- Le non erano trasmesse con l'atto della

res mancipi

o della ma con una semplice

mancipatio in iure cessio traditio.

Durante l'usucapione, l'accipiente acquista il possesso e la proprietà

rimane al trasmittente fino all'acquisto della proprietà da parte

dell'accipiente.

Le 12 tavole disciplinano questo istituto col nome di Col tempo si

usus.

requisiti

precisarono 5 per usucapire:

Res habilis,

1) la cosa deve essere adatta all'usucapione. Non si possono

usucapire cose rubate, sottratte con la violenza, donativi ai governatori

delle province ecc.

2) il possessore usucapiente deve essere in buona fede.

Bona fides,

Questo requisito è richiesto all'inizio del possesso: se, successivamente

alla presa di possesso, l'usucapiente scopre che la cosa è di un altro, ciò

non gli impedisce di usucapire.

Non possono usucapire i ladri perché privi di buona fede. Il "marchio"

della mala fede si estinguerà solo quando la cosa sarà restituita al

proprietario.

3) il possesso (disposizione materiale della cosa) deve essere

Possessio,

ininterrotto. L'interruzione costringe l'accipiente a ricominciare.

4) non si usucapisce prima del trascorrere di 2 anni o 1 dal

Tempus,

momento in cui si è cominciato a possedere. L'usucapiente può unire il

tempo del suo possesso a quello del suo dante causa a titolo universale

(es. L'erede riceve uno schiavo in possesso dell'ereditando da 10 mesi,

ne diventa proprietario dopo 2 mesi).

5) il trasferimento deve essere oggettivamente

Iusta causa o titulus,

giustificato (iusta ad esempio una vendita). Costituisce giusta

causa,

causa il provvedimento magistrale o giudiziale con cui viene a taluno

assegnato il possesso di una cosa di altri (es. bonorum possessio).

L'usucapione era istituto proprio dei cittadini; questi potevano

usucapire fondi solo se situati in territorio italico. I non

peregrini

potevano usucapire.

Per le province c'era un istituto simile all'usucapione, la longi temporis

chi possedeva un bene mobile o immobile da oltre un

praescriptio:

certo periodo e con i requisiti necessari, poteva opporre la rivendica al

proprietario. In questo caso si restava possessori ma perpetuamente in

grado di respingere la pretesa del proprietario se convenuti in giudizio

per la resitituzione.

L'usufrutto: diritto di usare e percepire i frutti di cose

L'usufrutto è il

altrui, fatta salva la sostanza della cosa stessa.

L'usufrutto è protetto con actio in rem.

E' un diritto a termine, e il termine massimo è la vita dell'usufruttuario

(100 anni se si tratta di persona giuridica).

Questo diritto può avere ad oggetto solo cose inconsumabili.

L'usufruttuario ha l'uso della cosa, cioé la disposizione materiale intesa

come semplice detenzione. Egli fa suoi i frutti della cosa: se la cosa non

produce frutti naturali ne acquisterà i frutti civili.

conservare il bene

L'usufruttuario ha dei vincoli: deve nello stato in cui

viene consegnato. Le spese di conservazione sono a carico

dell'usufruttuario.

Per diritto civile, l'usufrutto si costituisce del solo proprietario e con i

seguenti modi:

- l'alienante trattiene l'usufrutto del bene che trasmette

In iure cessio,

Legato a effetti reali

- Aggiudicazione

-

Modi di estinzione dell'usufrutto:

- Morte dell'usufruttuario

- Capitis deminutio

- Scadenza del termine

- Rinuncia attraverso in iure cessio

- Consolidazione (l'usufruttuario acquista la nuda proprietà).

L'azione dell'usufruttuario a tutela del suo diritto è un'actio in rem

simile alla vindicatio servitus.

Quasi-usufrutto, è l'usufrutto avente ad oggetto cose consumabili.

L'usufruttuario deve restituire al termine tanto denaro corrispondente

alla stima fatta di quelle cose.

Le servitù prediali: Secondo Marciano, le servitù possono essere:

A favore delle persone Servitù personali

- (es. uso, usufrutto) -->

A favore delle cose Servitù

- (es. servitù dei fondi rustici e urbani) -->

prediali

Il fondo servente (fundus è un fondo che ne serve un altro, in

serviens)

modo che quest'altro fondo riceva un incremento.

La moderna definizione di servitù prediale è pressocché la stessa: "Il

peso imposto sopra un fondo per l'utilità di un altro fondo

appartenente a diverso proprietario".

Si trattava di fondi urbani e rustici, compresi case e terreni, situati su

suolo italico.

La servitù è un diritto soggettivo patrimoniale appartenente al

proprietario del fondo dominante. Questo diritto è protetto con actio in

(actio o è un diritto reale di

rem confessoria vindicatio servitutis):

godimento su cosa altrui.

Tipi di servitù:

-->  Servitù rustiche, sono servitù di passaggio su fondo altrui. Si

distinguevano in 3 figure:

Passaggio

1) di persone, conduzione di giumenti/veicoli, passaggio e

conduzione insieme (iter actus via)

Derivare acqua

2) da una fonte e condurla, attraverso un fondo altrui,

sul mio (s. acquae ducendae)

attingere acqua alla fonte altrui

3) Diritto di (s. acquae haustus)

Più tarde:

- Servitù di pascolo

- Cuocere calce, prendere sabbia o creta, tagliare boschi

Servitù urbane, che riguardano gli edifici:

 non sopraelevazione

1) Servitù di (s. altius non tollendi) non

2) Servitù che dà diritto a che il vicino, con costruzioni o piante,

ostacoli la vista e non tolga la luce (s. ne prospectui officiatur, ne

luminibus officiatur)

far sporgere balconi/gronde sul fondo del vicino

3) Diritto di (s.

proiciendi) far cadere acqua piovana

4) Diritto di sul fondo vicino (s. stillicidi)

far passare i canali di scarico sul fondo altrui

5) Diritto di in direzione

delle fogne pubbliche (s. cloacae mittendae)

mantenere/inserire una trave

6) Diritto di nel fondo vicino (s. tigni

immittendi in parietem vicini).

--> Altra classificazione:

Servitù positive, fare

consistono in un del proprietario del fondo

 dominante

Servitù negative, consistono in un non fare da parte del

 proprietario del fondo servente.

Principii fondamentali:

- Non c'è servitù se il proprietario del fondo servente e di quello

dominante sono la stessa persona

- I fondi devono essere vicini

- Il fondo servente deve prestare utilità a quello dominante

- La servitù deve essere duratura

- La servitù è una qualità del fondo

- Può usufruire della servitù solo il proprietario del fondo dominante (e i

suoi legittimati)

- La servitù non può consistere in un fare

- Le servitù sono indivisibili

Modi di costituzione delle servitù:

Per il diritto civile: e

 mancipatio in iure cessio

Per il diritto onorario; si potevano costituire diritti analoghi alle

 servitù attraverso patti confermati da stipulazioni penali. Il pretore

proteggeva le servitù di fatto riponendo fiducia nella tolleranza del

proprietario del fondo servente.

Le servitù non sono corporali, quindi non sono possedibili e quindi non

sono usucapibili. Con l'avvento della dottrina del quasi-possesso fu

ammesso l'usucapione.

Modi di estinzione delle servitù:

Rinuncia, che in età classica si esprimeva con

 in iure cessio

Confusione, i fondi finivano per appartenere a un unico

 proprietario

Difesa delle servitù: chi riteneva di avere un diritto di servitù poteva

esercitare questa contro il proprietario del fondo servente

actio in rem

che si opponeva, con o

vindicatio servitutis actio confessoria.

Prima di procedere alla condanna, il giudice invitava il proprietario del

fondo servente a "restituire" (es. eliminare gli ostacoli).

Se il convenuto preferiva pagare, si verificava l'estinzione del diritto.

Il testamento

Il testamento: Nella cultura romana, la suprema volontà per eccellenza

era quella affidata al testamento. Esso è un atto (o apparato)

volontà

predisposto affinché l'ultima di un soggetto potesse essere

raccolta, memorizzata e attuata, preservandola il più possibile dalle

falsificazioni.

Tipi di testamento:

 Testamento "a comizi convocati", era quello che vigeva in tempo

di pace. Solo 2 volte all'anno erano convocate le assemblee

popolari, e il testatore dettava le sue ultime volontà davanti al

popolo.

 Testamento procinto; in tempo di guerra il cittadino dettava le

sue ultime volontà davanti al popolo in armi.

 Testamento per rame e bilancia; --> Al'inizio consisteva in una

vendita fiduciaria nella forma della in cui l'ereditando

mancipatio,

mancipava il suo patrimonio a una persona di fiducia dandogli il

mandato di trasferirne singole parti a persone determinate. Il

-->

fiduciario teneva il posto dell'erede In una fase intermedia era

orale, e si faceva di fronte a 5 testimoni maschi e puberi, al

fiduciario compratore del patrimonio e a un Si fingeva la

libripens.

solita vendita del patrimonio con pronuncia di parole solenni da

parte del fiduciario accompagnate dalla pesatura. Al fiduciario era

consegnato un simbolico pezzo in rame, poi l'ereditando

-->

proclamava oralmente gli eredi Nella fase più evoluta il

testamento per rame e bilancia aveva preso a differenziarsi perché

il testatore, anziché enunciare oralmente le sue ultime volontà,

documento scritto

esibiva un dove queste erano contenute. I

testimoni sigillavano poi le tavole.

 Testamento pubblico; --> il testatore consegnava con preghiere

all'imperatore il suo testamento e questo veniva conservato

nell'archivio del (testamentum

magister libellorum principi

--> il testatore affidava la sua estrema volontà agli atti

oblatum)

giudici

dei (testamentum apud acta).

 Testamento olografo; scritto e firmato dal testatore ma non in

presenza di testimoni. Giustiniano respinse questo tipo di

testamento.

Potevano fare testamento i solo i liberi, cittadini, sui iuris.

Non potevano fare testamento gli impuberi, i furiosi (tranne che nei

loro momenti di lucidità mentale), i prodighi a cui era stata interdetta

l'amministrazione del patrimonio e i sordomuti dalla nascita.

suicidi

I potevano far valere il loro testamento solo se non si erano

suicidati per sottrarsi alla responsabilità di un crimine.

donne

Le potevano fare testamento con l'autorizzazione del tutore, ma

solo in un primo periodo.

prigionieri di guerra

I cittadini diventavano schiavi, per cui si applicava

finzione giuridica

la per cui il prigioniero sarebbe stato dichiarato morto

al momento della cattura (quando ancora era libero).

L'istituzione degli eredi nel testamento: Non potevano essere preteriti i

nati che, con la morte del testatore, sarebbero diventati Non

sui iuris.

potendo passare sotto silenzio, questi venivano diseredati nell'apposita

clausola.

Giustiniano limitò l'arbitrio dei testatori, rendendo possibile la

14 giuste cause di ingratitudine

diseredazione solo per dei figli (es. figlia

8

che faceva vita immorale; figlio gladiatore/ribelle ecc.) e dei genitori.

Se mancava l'istituzione di erede, il testamento era invalido.

L'istituzione di erede era (il testamento doveva iniziare con essa).

caput

Ogni rigore formale fu abolito da Costantino II.

Gli eredi potevano essere o estranei, uno o più, all'infinito. Doveva

sui

persona certa,

trattarsi di quindi no ad esempio "il primo che verrà al

mio funerale". A partire dal tardo periodo classico si ammisero le città, i

collegi, i poveri ecc.

Potevano essere istituiti eredi anche gli schiavi; in caso di istituzione di

questi serviva la clausola di manumissione ("S. sia libero, e se sarà libero

sia erede").

Non potevano ricevere per testamento stranieri, apolidi, condannati alla

deportazione e celibi, se non si fossero sposati rapidamente.

Le donne non potevano essere istituite dai cittadini di censo più

elevato.

Il figlio poteva essere sottoposto a sola condizione potestativa.

Se l'erede era uno solo, questo era (acquistava tutto il

ex asse

patrimonio, detto "asse ereditario"). L'asse era diviso in dodicesimi (12

12/12).

once, più eredi,

Se erano istituiti era necessario che il diritto spettante a

 ciascun erede fosse diviso dal testatore. Se ciò non accadeva tutti

diventavano eredi in egual misura.

più eredi erano istituiti con l'indicazione della parte,

Se e

 l'insieme delle parti esauriva l'asse, ognuno prendeva la sua. es.

Tizio istituito per 2/12 (sestante) e Caio istituito per 10/12

(destante).

alcuni eredi erano nominati con la quota e 1 senza,

Se

 quest'ultimo avrebbe ricevuto la parte che mancava per

raggiungere l'asse.

gli eredi senza quota erano più di uno,

Se tutti concorrevano nella

 parte mancante; e se tra gli eredi istituiti con quota si fosse

esaurito l'asse, questo si divideva in 2 parti: alla prima

concorrevano gli eredi istituiti con quota, alla seconda quelli senza

(in parti uguali).

Se tutti gli eredi erano istituiti con quota ma restava una parte

 libera, es. 3 eredi erano istituiti per 1/4 a testa, il 1/4 rimasto

libero accedeva agli eredi in proporzione della loro quota, e in

questo caso i 3 eredi ricevevano ciascuno 1/3 di 1/4.

quote erano eccedenti all'asse,

Se le esse si riducevano sempre

 pro rata.

I legati: sottrazione di eredità

Il legato è una fatta perché il testatore

vuole che una porzione di ciò che spetterebbe all'erede a titolo

universale vada a un altro.

I legati erano inizialmente di 4 tipi: do,

1) (rivendicazione), si lasciavano con le parole "io

Per vindicationem

io lego a Tizio il servo Stico". Questo tipo di legato era tale da costruire

il diritto sulla cosa in capo al legatario. Potevano essere oggetto di

questo tipo di legato solo le cose del testatore tranne le cose fungibili.

In caso contrario il legato era inefficace.

2) (obbligazione a carico dell'erede), la formula è del

Per damnationem

mio erede sia obbligato a dare a Tizio il servo Stico".

tipo "il Questo

tipo di legato creava un obbligo in capo all'erede di dare una cosa al

legatario. Poteva avere ad oggetto anche una cosa non del testatore,

ma di un erede o di un terzo. mio erede sia

3) (per obbligazione di permettere), "il

Sinendi modo

obbligato a promettere che Tizio prenda e abbia per sé il servo Stico".

Il testatore creava un obbligo in capo all'erede di lasciare che il legatario

prendesse una cosa del testatore o dell'erede stesso.

prenda prima il servo

4) (per precapienza), "Tizio

Per praeceptionem

Stico". Consentiva al legatario di "prendere prima", "prelevare" una

cosa. stessa natura

Giustiniano impose la a tutti i legati: in questo modo, se

era lasciato qualcosa a qualcuno, il legatario poteva difendere il suo

diritto indifferentemente con l'azione personale o l'azione reale.

Legati e fedecommessi, anche se diversi nella forma, si unirono nel

decadimento delle forme solenni e nel prevalere su di esse della volontà

del testatore.

L'oggetto del legato doveva essere in commercio ma poteva anche

trattarsi di cose future (es. i futuri nati della schiava).

Se era legata una cosa gravata di pegno o ipoteca, il legatario poteva

esigere dall'erede che fosse liberata (pagando il creditore garantito).

Un legato che avesse ad oggetto le schiave e i loro nati, in caso di morte

della schiava, si restringeva ai nati.

Se era stato legato un gregge, il legato era utile anche se il gregge fosse

stato ridotto a una sola pecora.

I legati potevano essere costituiti o "puri" (sottoposti a condizione,

termine, onere). Il legato sottoposto a condizione è il cosiddetto "legato

di pena".

Diritto di accrescimento:

--> se era lasciato un legato a una sola

persona, quando questa non venisse al legato, il legato sarebbe

comunque diventato caduco e rimasto nell'eredità.

Potevano ricevere un legato quelle persone che erano capaci di ricevere

per testamento. Poteva essere lasciato un legato anche a un coerede.

certa",

Il destinatario del legato doveva essere "persona conosciuta dal

testatore. Il testamento si poteva anche aprire con i legati.

Poteva essere gravato di legato solo l'erede testamentario, non il

legatario.

Quando si trattava di eredi volontari, il legato sarebbe stato acquistato

solo all'accettazione. Se nel frattempo il legatario fosse morto non

avrebbe potuto lasciare il legato ai propri eredi.

Anche se l'eredità era stata accettata, il legato non poteva essere

acquistato se la condizione era ancora pendente.

Secondo l'antico diritto, la revoca doveva essere espressa con parole

do non lego").

contrarie a quelle adoperate per il legato (es. "non

eccezione di dolo,

All'erede era consentito di paralizzare, con la

richiesta del legato da parte del legatario qualora fossero insorte tra

testatore e legatario forti inimicizie (o il testatore avesse manifestato

volontà contraria).

legge Falcidia

La faceva divieto di legare più di 3/4 dell'eredità a titolo di

legati, disponendo quindi che fosse riservata agli eredi la quarta parte

dell'eredità. Se gli eredi erano più di 1, a ognuno spettava 1/4 della sua

quota.

Testamento di Antonio Silvano: Antonio Silvano era un soldato

ausiliario di cavalleria, probabilmente egiziano di origine greca (il

documento è infatti sottoscritto in greco).

Silvano, militare in servizio, non si serve del regime privilegiato vigente

da tempo per i militari, che li esenta dall'osservanza delle forme esterne

e interne (per il contenuto): siccome il testamento privilegiato ha

validità fino all'anno successivo al congedo e poi va rifatto secondo il

regime ordinario, Silvano preferisce fare testamento una volta per tutte

secondo questo regime.

clausola 13

La attesta il rispetto della formula: si dichiara l'avvenuto

compimento della Tutti i partecipanti al rituale

mancipatio familiae.

sono commilitoni del testatore.

clausola 12

La è di auspicio che non sorgano intrighi circa le disposizioni

testamentarie.

clausola 1 figlio illegittimo,

Nella Silvano istituisce erede il considerato

erede

ai fini della successione erede volontario e non Egli è

suus.

universale di tutti i beni del patrimonio, derivanti sia dalle attività

militari che da quelle civili. commilitone clausola 7:

Dei beni militari si occupa un nella egli dovrà

consegnare i beni alla madre dell'erede, che li consegnerà al figlio

impubere al termine della tutela.

clausola 2 superflua diseredazione cumulativa;

Alla c'è la superflua

perché Silvano non aveva eredi in potestà

sui

clausola 3

Alla c'è la diseredazione del figlio qualora non accetti entro i

100 giorni successivi all'apertura del testamento. Come sostituto

4) fratello.

(clausola Silvano nomina il proprio

clausole 6-10 4 legati

Nelle Silvano dispone per vindicationem

fratello, moglie

consistenti in lasciti di denaro. I legati sono rivolti al alla

illegittima, commilitone procuratore capo militare.

al e al

clausola 11, manomissione di uno schiavo,

Nella Silvano dispone la

sottoposta alla condizione civile che lo schiavo abbia correttamente

amministrato il patrimonio del defunto padrone e lo abbia consegnato

nelle mani del figlio (se pubere al momento della successione) o al

commilitone procuratore che li dovrà consegnare alla madre dell'erede.

Gli schiavi

Come si poteva uscire dalla schiavitù? Le manomissioni degli schiavi:

liberto.

Lo schiavo che riacquista la libertà è detto Si poteva tornare

manomissioni,

liberi attraverso le atti compiuti dal padrone che oltre

alla libertà attribuivano allo schiavo anche la cittadinanza.

Le manomissioni sono 3:

1) Il padrone iscrive il servo nelle liste dei cittadini redatte in occasione

del censimento (manumissio censu); testamento

2) Il padrone dispone la libertà dello schiavo nel suo con

una formula del tipo "Stichus servus meus liber esto";

in libertà"

3) Davanti al magistrato si simula una "rivendica nelle forme

della in iure cessio.

manomissioni pretorie,

Ci sono poi le dichiarazioni non formali di voler

liberare un proprio schiavo. In questo caso allo schiavo era concesso

vivere da libero, anche se giuridicamente restava schiavo.

Con la manomissione, i liberti acquistavano libertà e cittadinanza, anche

ingenui

una certa capacità giuridica, ma non essendo (nati liberi)

avevano una minorazione sul piano del diritto privato e del diritto

pubblico.

Schiavitù e peculio: Gli schiavi non sono soggetti del diritto e sono

considerati alla stregua di cose (res Sono uomini solo per il

mancipi).

diritto naturale, per il diritto civile devono sottostare alla del

potestas

padrone, che aveva su di loro diritto di vita o di morte.

Si poteva essere schiavi per nascita (entrambi i genitori schiavi o madre

schiava) o perché si era stati fatti prigionieri in guerra. I cittadini romani

fatti schiavi dai nemici perdevano tutti i loro diritti (ma per l'istituto del

se tornavano in patria erano reintegrati nella situazione

postliminium,

giuridica).

Gli schiavi possono compiere atti giuridici, i cui effetti ricadono sui

padroni. Possono compiere solo atti produttivi di acquisto e non atti

che creano obbligazioni. Gaio afferma che, attraverso i servi, la

situazione del padrone può essere solo migliorata e mai peggiorata. Gli

schiavi possono essere parte creditrice in un contratto.

Con le azioni ed era possibile pretendere

institoria exercitoria

direttamente dai padroni l'adempimento dell'obbligazione contratta

dagli schiavi in veste di o

institores magistri navis.

Si diffuse l'uso di concedere agli schiavi la libera amministrazione di un

complesso di beni detto questi beni erano dati dal padrone o

peculio:

dai risparmi dei servi stessi. La titolarità di questi beni è del ma

dominus,

la disposizione è concessa agli schiavi.

I padroni possono detrarre dal eventuali crediti vantati verso i

peculio

loro schiavi.

Se uno schiavo commetteva un delitto, l'obbligazione sorgeva in capo al

padrone: questi poteva pagare o consegnare lo schiavo alla parte offesa

tramite l'istituto della (dazione alla pena), che si

noxae deditio

effettuava facendo dello schiavo.

mancipatio Il pretore

L'editto del pretore: L'editto pretorio era una particolare forma di

pretore.

editto programmatico, che orientava l'attività del

Il pretore poteva applicare sia il diritto vigente che introdurre nuovo

strumenti di protezione processuali.

Scopo del pretore era mantenere l'aequitas, e quindi garantire pari

condizioni ai cittadini in sede processuale.

Nel tempo si è consolidato un insieme di norme ripetute da ogni

pretore (edictum un editto trasmesso in via quasi

tralaticium),

ereditaria da un pretore al proprio successore. Nel 133 l'imperatore

tralatizio.

Adriano lo cristallizzò nella forma dell'editto

L'editto pretorio emanato dal pretore poteva essere di 2 tipi:

Editto perpetuo, emanato pubblicamente, valeva per l'intera

 carica del pretore. E' stato uniformato da Adriano.

Editto repentino, veniva emanato per sopperire a occasioni

 particolari.

urbano peregrino,

I pretori, e hanno la facoltà di emanare ordinanze

editto.

che prendono il nome di Poiché i pretori hanno l'esercizio della

procedura civile.

giurisdizione civile, il loro editto riguarda la

L'editto contiene schemi-tipo detti "formule", tra cui si può scegliere la

più adatta alla lite concreta. Le formule sono suggerite ai pretori

(uomini politici che restavano in carica per un anno ed erano poco

giuristi.

preparati di diritto) dai

E' perpetuo l'editto annuale, mentre ogni provvedimento preso dal

pretore è detto "decreto".

Processo formulare: processo formulare

Il prende piede nel II secolo

per poi svilupparsi nel III secolo. Grazie ad esso, 2 litiganti in conflitto

procedura delle formule

potevano fare ricorso alla nuova e recarsi al

tribunale del pretore per consultare l'editto, dove tali formule erano

scritte.

Prima di cominciare è opportuno precisare che indicheremo con

AA --> l'attore

Aulo Agerio,

NN --> il convenuto

Numerio Negidio,

Nelle Istituzioni Imperiali si fa una classifica dei tipi di azioni:

Azioni e azioni

1) in rem in personam

Azioni

- servivano a recuperare una cosa già nostra

in rem,

Azioni

- permettevano di conseguire una cosa non ancora

in personam,

nostra

Azioni civili e azioni pretorie

2)

Azioni civili,

- derivano dal diritto civile

Azioni pretorie,

- derivano dalla giurisdizione pretoria

Entrambi i tipi potevano essere sia che

in rem in personam

Azioni reipersecutorie, penali e miste

3) azioni reipersecutorie,

Con le AA chiedeva una cosa, ad esempio una

somma data a mutuo:

azioni penali

- Le perseguivano la pena

azioni miste,

- Le secondo Gaio, erano quelle azioni che, ad esempio,

prevedevano il raddoppiamento della condanna se NN negava, ed erano

quindi intese per metà reipersecutorie e per metà penali.

Azioni di stretto diritto,

4) con queste azioni il giudice doveva attenersi

rigorosamente a quanto descritto nella formula, senza possibilità di

apprezzamenti personali

Azioni di buona fede,

5) azioni in cui è permesso al giudice il libero

potere di stimare, in base al criterio del buono e dell'equo, quanto

debba essere restituito all'attore

Azioni arbitrarie,

6) azioni che dipendevano dall'arbitrio del giudice (es.

se NN, secondo il giudice, soddisfaceva AA, egli evitava la condanna)

Si fa inoltre distinzione tra i processi:

--> giudizi formulari svolti tra cittadini, a Roma, nel

Iudicia Legitima,

raggio di 1 miglio, con giudice unico

--> si fondavano sull'imperio del magistrato

Iudicia Imperio Continentia,

e riguardavano tutti gli altri casi.

La formula: La formula era un piccolo scritto, redatto con la

in iure

termini

collaborazione del magistrato, che fissava i della controversia

tra le parti. Grazie ad essa il giudice riceveva la controversia già

giuridicamente impostata.

La formula era redatta in base alle formule tipo contenute nell'editto

del pretore. 2 periodi

La struttura sintattica delle formule tipo era composta da

ipotetici: "Se pare che NN debba dare ad AA 10.000 sesterzi [...], il

giudice condanni NN a favore di AA; se non pare lo assolva".

nomina del giudice

La formula si apriva con la (es. che

Titius iudex est),

poteva essere preceduta da una La serviva per

praescriptio. praescriptio

limitare l'oggetto del giudizio al fine di evitare che questo fosse dedotto

per intero quando la controversia riguardava un solo punto.

Alle parti della formula si aggiungono e

exceptio arbitratus de

In tutto la formula ha quindi 6 parti, che raramente si

restituendo.

trovano tutte insieme in una formula (parole di Gaio):

 pretesa dell'attore: certa

che descrive la --> E' quando

Intentio,

l'oggetto della domanda è una certa cosa o una determinata

incerta

somma di denaro; --> E' quando la determinazione

dell'oggetto della pretesa era demandata dal giudice. In questo

caso l'intentio era preceduta dalla che indicava la

demonstratio,

causa del rapporto giuridico invocato.

 imponeva al giudice di condannare o assolvere.

Condemnatio,

Questa parte mancava solo nelle formule pregiudiziali (praeiudica)

che servivano unicamente ad accertare un fatto (es. se Tizio sia

liberto di AA).

 clausola propria dei giudizi divisorii, consentiva al

Adiudicatio,

giudice l'assegnazione delle singole porzioni della divisione (in

questo caso la condemnatio serviva per regolare i rapporti di dare

e avere tra i proprietari)

 è utilizzata dal convenuto per addurre determinati fatti

Exceptio,

che, se provati, lo avrebbero fatto assolvere.

 (clausola arbitraria o restitutoria), è una

Arbitratus de restituendo

clausola che figurava solo nelle formule delle azioni arbitrarie.

Subordinava la condanna al fatto che il convenuto non avesse

"restituito" secondo l'ordine del giudice.

Azioni pretorie fittizie, in factum, trasposizione dei soggetti: Secondo

azioni pretorie

la struttura della formula, le potevano essere:

(l'attore esprimeva la sua pretesa non in

 In factum conceptae

termini di diritto ma esponendo un fatto);

Con trasposizione di soggetti; ad esempio con

 l'actio institoria

diventa possibile pretendere direttamente dai padroni

l'adempimento dell'obbligazione contratta dagli schiavi in veste di


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9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Docente: Caimi James
Università: Genova - Unige
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher djgalactogirl di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Caimi James.

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