Lezione 2
Che cos'è una costituzione?
La costituzione è un insieme di regole fondamentali che caratterizzano un determinato stato in un determinato momento storico. La costituzione, nel diritto, è l'atto normativo fondamentale che definisce la natura, la forma, la struttura, l'attività e le regole fondamentali di un'organizzazione. La costituzione può essere scritta o non scritta; corta o lunga. Se è scritta può essere rigida o flessibile. È rigida se può essere modificata solo attraverso un procedimento di revisione aggravato rispetto alla modalità di produzione della legge ordinaria e se vi è un organo cui sia attribuito il compito di controllarne il rispetto. È flessibile se può essere modificata o derogata con legge ordinaria e non c'è un organo chiamato a controllarne il rispetto.
Che differenza c'è tra costituzione rigida e costituzione flessibile?
È rigida se può essere modificata solo attraverso un procedimento di revisione aggravato rispetto alla modalità di produzione della legge ordinaria e se vi è un organo cui sia attribuito il compito di controllarne il rispetto. È flessibile se può essere modificata o derogata con legge ordinaria e non c'è un organo chiamato a controllarne il rispetto.
Che cos'è un ordinamento costituzionale?
Ogni organizzazione sociale costituisce un ordinamento giuridico "ubi societas ibi ius". L'ordinamento giuridico è l'insieme delle regole vigenti all'interno di una organizzazione sociale, considerate in una prospettiva unitaria. L'ordinamento giuridico, inoltre, assume sé stesso come coerente e completo, nel senso che non ammette contraddizioni fra norme e non ammette alcuna la e completa sé, ricorso a all'analogia.
Quali sono i contenuti fondamentali delle costituzioni moderne?
Le costituzioni moderne vengono scritte per fissare limiti al potere di chi comanda e per riconoscere i diritti degli individui nei confronti dell'autorità. Esse hanno quindi due contenuti fondamentali: riconoscimento dei diritti; divisione dei poteri come strumento per garantire i diritti stessi.
Che differenza c'è tra ordinamenti di Civil Law e ordinamenti di Common Law?
Gli ordinamenti di Common Law sono un modello di ordinamento giuridico tipico dei paesi anglosassoni, nei quali le norme derivano prevalentemente dalla regolarità dei comportamenti dei consociati, accertati e verificati dai giudici. Gli ordinamenti di Common Law sono basati sui precedenti giurisprudenziali, che sono vincolanti, più che sulle norme scritte. Il giudice ha una funzione creativa di diritto. Invece, gli ordinamenti di Civil Law sono un modello di ordinamento giuridico derivante dal diritto romano, nel quale è prevalente l'importanza delle norme scritte. Il giudice interpreta ed applica le norme contenute nei testi normativi.
Spiegare la distinzione tra disposizioni e norme
Le disposizioni sono gli enunciati linguistici nei quali si articola un testo normativo, ma le formulazioni linguistiche potenzialmente suscettibili di diverse interpretazioni. Le norme sono il significato di quelli enunciati, che si ricava a seguito di una interpretazione, operata sulla base di più criteri (letterale, tecnologico, logico sistematico).
Lezione 3
Elencare e descrivere gli elementi che compongono lo stato
Lo stato è composto da un popolo; un territorio; un governo sovrano. Non costituisce uno stato un popolo privo di territorio, un popolo che, pur essendo stazionato su un territorio, non ha un governo sovrano in grado di controllarlo.
- Popolo: è la comunità di persone legate da un vincolo riconosciuto e istituzionalizzato, che fanno parte dello stato in quanto ne hanno la cittadinanza. Il popolo è quindi il complesso dei cittadini non solo le persone fisiche, ma anche le associazioni e le persone giuridiche aventi la nazionalità.
- Territorio: è lo spazio sul quale il popolo vive e su cui si esercita la sovranità dello stato, è costituito da: una superficie di terraferma delimitata dalle frontiere dello Stato; acque interne comprese entro i confini; mare territoriale, fissata da quasi tutti gli stati in 12 miglia marine; spazio aereo sovrastante e corrispondente sottosuolo; piattaforma continentale, cioè parte che circonda le terre emerse. Vi è poi un territorio mobile costituito dalle navi e dagli aerei mercantili e militari battenti bandiera dello stato; le sedi delle rappresentanze diplomatiche degli Stati all'estero.
- Governo: è l'organizzazione dei centri di potere: struttura, organizzazione stabile che viene data al potere politico.
Quali sono le caratteristiche dello stato democratico costituzionale?
Caratteri dello Stato costituzionale, che si ispira al costituzionalismo liberaldemocratico:
- Si basa sul suffragio universale, la segretezza e libertà del voto, le elezioni periodiche, il pluralismo e il pluripartitismo.
- L’ordinamento si fonda su una Costituzione rigida (e in genere scritta), alla quale è sottoposto lo stesso potere sovrano.
- I diritti dell’uomo hanno il primato su ogni altro valore (nello Stato sociale, peraltro, alla tutela dei diritti civili e politici si aggiunge quella dei diritti sociali).
- È garantito il rispetto del principio di uguaglianza formale e sostanziale.
- La sovranità appartiene al popolo: il diritto e lo Stato trovano il loro fondamento nella volontà dei consociati.
- La principale tecnica di adozione delle decisioni politiche è il principio di maggioranza.
- È realizzata la separazione dei poteri.
- Il potere legislativo è attribuito ad Assemblee rappresentative (elettive).
- I diritti dei cittadini sono garantiti dall’attività di giudici indipendenti.
- È previsto il controllo di costituzionalità delle leggi ad opera dei giudici (controllo diffuso) oppure di appositi tribunali costituzionali (controllo accentrato).
- Vige il principio di laicità: la sfera politica è autonoma da quella religiosa, lo Stato non privilegia alcuna confessione ma le rispetta tutte.
Come vengono classificate le forme di stato?
Il rapporto che intercorre tra gli elementi costitutivi dello Stato, si distinguono due diversi profili:
- Con riguardo al rapporto tra governo e popolo e ai fini perseguiti dall'ordinamento, si distingue tra Stato Assoluto, Liberale, Democratico, Totalitario, Socialista, Confessionale;
- Con riguardo al rapporto tra territorio e Governo si distingue tra Stati Unitari, Federale, Regionali.
Stato assoluto
Stato assoluto è la prima forma dello Stato moderno, si afferma in Europa tra il XV il XVII secolo a seguito della dissoluzione dell’ordinamento feudale. È caratterizzato dalla legittimazione del sovrano di origine divina. dall’accentramento in capo al sovrano di tutto il potere pubblico, senza separazione tra le diverse funzioni; da una rigida divisione in classi sociali e riconoscimento all’aristocrazia di una condizione particolare di privilegi e immunità.
Lo stato liberale
Lo stato liberale nasce tra il XVIII e il XIX secolo, grazie all’avvento di una economia di mercato connessa allo sviluppo del modo di produzione capitalistico e grazie all’affermazione della borghesia sull’aristocrazia e sull’alto clero che si realizza con la Gloriosa Rivoluzione del 1689 in Inghilterra, la Rivoluzione americana del 1776, la Rivoluzione francese del 1789, le rivoluzioni europee del 1848. È caratterizzato:
- Dalla finalità prevalente dello Stato liberale che è quella di garantire l’autonomia e la libertà dell’individuo.
- Lo Stato è uno strumento per la tutela delle libertà e dei diritti degli individui.
- Lo Stato è titolare solo delle funzioni necessarie all’adempimento della suddetta finalità garantistica: esso pertanto si astiene dall’intervenire nella sfera economica (Stato minimo).
- Il potere politico è suddiviso tra soggetti istituzionali diversi, che si controllano reciprocamente (separazione dei poteri).
- Lo Stato riconosce e tutela i diritti di proprietà e di libertà (libertà personale, proprietà privata, libertà contrattuale, libertà di pensiero e di stampa, libertà religiosa, libertà di domicilio); tutte le libertà sono riferite esclusivamente all’individuo (principio di libertà individuale).
- I diritti degli individui sono garantiti dalla legge, vincolanti anche per la pubblica amministrazione e tutelate da giudici indipendenti; ogni limitazione della sfera di libertà riconosciuta a ciascun individuo deve avvenire per mezzo della legge; inoltre, tutta l’attività dei pubblici poteri deve trovare fondamento nella legge e non esistono potestà pubbliche non espressamente previste dalla legge (Stato di diritto; principio di legalità).
- La legge è formata dai rappresentanti della Nazione (i parlamentari), che devono agire liberi da mandati vincolanti da parte dei loro elettori, in quanto rappresentano l’intera nazione e l’intero popolo (principio rappresentativo e divieto di mandato imperativo).
- Base sociale ristretta ad una sola classe, la classe borghese, cioè ai soggetti con un certo livello di reddito e di istruzione, ai quali è riservato il diritto di voto (Stato monoclasse).
Lo stato democratico (o liberaldemocratico)
Lo stato democratico (o liberaldemocratico) si sviluppa come evoluzione dello Stato liberale e comincia ad affermarsi agli inizi del ‘900, quando l’estensione del suffragio ai ceti in precedenza esclusi determina l’allargamento della sua base sociale. Negli Stati democratici la tutela dei diritti civili, politici e sociali viene fissata in Costituzioni rigide: si parla dunque di Stato costituzionale, che rappresenta una evoluzione dello Stato di diritto. Mentre lo Stato di diritto si limitava a sottoporre gli organi statali alle leggi, lo Stato costituzionale sottopone lo stesso legislatore ad una “legge” superiore, la Costituzione.
Caratteri dello Stato costituzionale, che si ispira al costituzionalismo liberaldemocratico:
- Si basa sul suffragio universale, la segretezza e libertà del voto, le elezioni periodiche, il pluralismo e il pluripartitismo.
- L’ordinamento si fonda su una Costituzione rigida, alla quale è sottoposto lo stesso potere sovrano.
- I diritti dell’uomo hanno il primato su ogni altro valore (nello Stato sociale, alla tutela dei diritti civili e politici si aggiunge quella dei diritti sociali).
- È garantito il rispetto del principio di uguaglianza formale e sostanziale.
- La sovranità appartiene al popolo: il diritto e lo Stato trovano il loro fondamento nella volontà dei consociati.
- La principale tecnica di adozione delle decisioni politiche è il principio di maggioranza.
- È realizzata la separazione dei poteri.
- Il potere legislativo è attribuito ad Assemblee rappresentative (elettive).
- I diritti dei cittadini sono garantiti dall’attività di giudici indipendenti.
- È previsto il controllo di costituzionalità delle leggi ad opera dei giudici (controllo diffuso) oppure di appositi tribunali costituzionali (controllo accentrato).
- Vige il principio di laicità: la sfera politica è autonoma da quella religiosa, lo Stato non privilegia alcuna confessione ma le rispetta tutte.
Sono estranee al costituzionalismo democratico le forme di Stato totalitario, socialista, confessionale.
Stato totalitario
Stato totalitario: affermatosi nel XX secolo in alcuni Paesi nei quali l’avvento della democrazia di massa (basata sul suffragio universale e sui partiti politici di massa) non è stato accompagnato dall’accettazione dei valori del pluralismo. In questi Paesi la crisi delle istituzioni liberali è sfociata nell’affermazione di forme di Stato alternative allo Stato democratico, basate sulla negazione del pluralismo, sull’identificazione del partito unico con lo Stato, sulla concentrazione del potere in un unico organo (il Capo del Governo) e sulla possibilità per lo Stato di occuparsi di tutti gli aspetti della vita sociale e individuale, anche grazie alla soppressione delle tradizionali libertà liberali (da qui l’espressione “Stato totalitario”).
Stato socialista
Stato socialista: forma di Stato alternativa allo Stato democratico, affermatasi in Russia con la Rivoluzione sovietica del 1917 e nei Paesi dell’Est europeo dopo la Seconda guerra mondiale, che si ispirava alla concezione della lotta di classe propria delle teorie marxiste e leniniste.
Caratteri:
- Dittatura del proletariato, abolizione della proprietà privata e attribuzione allo Stato del dominio di tutti i mezzi di produzione.
- Abolizione del mercato a favore di una economia collettivistica, libertà riconosciute solo se funzionali alla costruzione di una società socialista.
Stato confessionale
Stato confessionale: ordinamento che non accetta il principio della separazione della sfera religiosa da quella civile; il potere statale si fonda su basi religiose. In passato avevano queste caratteristiche gli Stati confessionali ispirati alla fede cristiana; oggi le hanno alcuni Paesi islamici.
Classificazione delle forme di stato in base al rapporto tra territorio e governo
- Stati unitari: conservano una rigorosa centralizzazione delle funzioni. Il potere sovrano appartiene ad un unico ente.
- Stati federali: composti dalla riunione di più Stati, i quali conservano parte della propria sovranità ma affidano il resto dei loro poteri ad un governo federale, distinto dal governo dei singoli Stati, a capo del quale vi è un presidente federale. Lo Stato federale e gli Stati federati hanno ciascuno una propria Costituzione. La Costituzione federale si pone come fonte di legittimazione di tutti i poteri pubblici, anche di quelli degli Stati federati.
- Stati regionali: intermedi tra Stato unitario e Stato federale. Si hanno quando uno Stato unitario amplia la sfera delle autonomie locali, che sono titolari di una propria potestà legislativa, di competenze amministrative e autonomia finanziaria.
Come si ottiene la cittadinanza italiana?
La cittadinanza può essere acquistata o perduta sono disciplinati dalla legge 91 del 1992. Il principio fondamentale per l'attribuzione della cittadinanza è quello del diritto del sangue (ius sanguinis) contemperato però con il principio del diritto del territorio dove si nasce (ius soli) e con quelli del diritto di scelta (ius election) e della comunicabilità del diritto di cittadinanza di un membro della famiglia all'altro (ius communicatio).
È cittadino italiano per nascita il figlio, anche adottivo, di padre o di madre cittadini italiani, ovunque sia nato (ius sanguinis); Chi è nato in Italia da genitori entrambi ignoti o apolidi, o che non comunicano la loro cittadinanza al figlio secondo la legge dello stato al quale questi appartengono (ius soli).
- Può acquistare la cittadinanza italiana: lo straniero o l’apolide, del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado siano stati cittadini per nascita, a certe condizioni (se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano o assume pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all’estero, e, in entrambi i casi, dichiara preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana; se, al raggiungimento della maggiore età, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica e dichiari, entro un anno dal raggiungimento, di voler acquistare la cittadinanza italiana) (ius electionis).
- Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzione fino al raggiungimento della maggiore età, se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data (ius electionis).
- Il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se residente all’estero, salvo casi di preclusione per subite condanne o per comprovati motivi di sicurezza, e qualora, al momento dell’adozione del decreto che concede la cittadinanza, non sia intervenuto lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi (iuris communicatio).
La cittadinanza può infine essere concessa con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’interno:
- Allo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita, o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni.
- Allo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno cinque anni successivamente all'adozione.
- Allo straniero che ha prestato servizio, anche all’estero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato.
- Al cittadino di uno Stato membro delle Comunità europee se risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio della Repubblica.
- All’apolide che risiede legalmente da almeno cinque anni nel territorio della Repubblica.
- Allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica.
Descrivere la forma di Stato dell'Italia
La Repubblica italiana è uno Stato sociale che si ispira al costituzionalismo liberaldemocratico e ha le caratteristiche dello Stato costituzionale. Con il riconoscimento dei diritti politici a tutti i cittadini maggiorenni favorisce l’organizzazione dei cittadini in partiti politici e in sindacati, al fine di tutelare meglio i ceti più deboli: nascono i partiti di massa.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Domande esame Diritto pubblico
-
Domande esame Diritto pubblico
-
Domande esame Diritto pubblico
-
Simulazione esame Diritto pubblico