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Diritto pubblico

Il diritto pubblico studia la Costituzione e l’attività dei pubblici poteri, degli organi che esercitano potere pubblico. È nella costituzione che ci sono riferimenti alle attività di tali organi. Le forme di Stato declinano il rapporto tra poteri pubblici e cittadini. I poteri pubblici sono legislativo, esecutivo, giudiziario ed appartengono ad organi che li esercitano in rappresentanza del popolo. La disciplina di questi poteri si trova nella costituzione.

Poteri pubblici

Legislativo

Consiste nell’approvazione delle leggi in quanto fonti del diritto. L’organo che approva le leggi è il Parlamento, a livello statale, ed è un potere che presuppone gli altri. Appartiene al parlamento in quanto questo è espressione diretta del corpo elettorale e cioè che i suoi membri vengono eletti dai cittadini. È il Parlamento a dare fiducia al Governo. Se ad esercitare il potere legislativo è il Governo, si tratta di casi eccezionali.

Esecutivo

Consiste nell’esercitare la funzione di attuazione delle politiche dettate dal Parlamento. L’esecutivo può essere in qualsiasi momento sfiduciato dal legislativo.

Giudiziario

Attuato dalla Magistratura, composto da magistrati che divengono tali tramite concorso. È un potere sottoposto alla Legge. Spetta al Parlamento valutare se l’organo a lui sottoposto, il Governo, ha operato nell’interesse politico e collettivo.

Le forme di stato

Gli elementi costitutivi di uno stato sono i cittadini, inteso come popolo, il territorio, e la sovranità, intesa come capacità di esercitare poteri pubblici. Possiamo dire dunque che la sovranità è l’esercizio del potere pubblico nei confronti del popolo di un certo territorio.

La Forma di Stato si differenzia nel rapporto fra sovranità-popolo e sovranità-territorio. Con l’espressione popolo va dunque ricompreso l’insieme di individui legati fra loro e allo Stato dal vincolo della cittadinanza. Quest’ultima è lo status riconosciuto dalla Costituzione che si acquisisce in diversi modi: nascendo da padre o madre cittadini italiani; nascendo nel territorio della Repubblica italiana; tramite matrimonio ed il passare di un certo periodo; per naturalizzazione, cioè se si ha un genitore o un nonno italiani, essendo residenti in Italia da almeno 3 anni.

Con l’espressione territorio si indica il luogo sul quale lo Stato esercita la propria sovranità: terraferma, mare, territorio fluttuante e sottosuolo. La sovranità costituisce il supremo potere di comando: non vi sono poteri al di sopra né alla pari della sovranità che consiste anche nell’indipendenza da altri stati. L’esercizio della sovranità avviene principalmente attraverso le forme della democrazia rappresentativa ma anche mediante istituti di democrazia diretta (referendum, iniziativa legislativa popolare).

Rapporto sovranità-popolo

Declinato a seconda di come un popolo è presente nella sovranità:

  • Sovrapposizione fra popolo e sovranità: non c’è distinzione fra le due, comunismo.
  • Totale separazione fra popolo e sovranità: il popolo è del tutto sganciato dalla legittimazione ed esecuzione del potere pubblico. Assolutismo/totalitarismo. Il sovrano diviene tale o per ascendenza divina o scelto dal cittadino.
  • Forma intermedia, democrazia. Il potere è esercitato in nome del popolo e in rappresentanza del popolo.

Rapporto territorio-sovranità

Dipende dal livello di autonomia che hanno i vari enti a livello territoriale. Autonomia intesa come modalità di esecuzione dei poteri pubblici:

  • Stato accentrato, i poteri sono accentrati (Francia).
  • Stato federale, gli stati membri mantengono un certo potere politico (USA).
  • Stato intermedio o autonomistico, vi è un bilanciamento fra i poteri accentrati e quelli periferici (Italia).

Forme di governo

Si intende, come all’interno dello Stato è distribuito il potere fra i suoi organi. In USA esiste la forma presidenziale che è quella per cui due organi diversi hanno pari rappresentanza popolare e pari poteri; la garanzia è data da un reciproco condizionamento e controllo, non c’è quindi la presenza di un organo terzo a tal fine. Il Presidente prende il controllo solo in casi straordinari, inoltre detiene solo poteri esecutivi.

In Francia vi è la forma semi-presidenziale in cui Presidente e parlamento sono espressione della rappresentanza popolare, ed il governo è autonomo dal presidente. In Italia vi è la forma di governo parlamentare detta così perché la centralità è dell’unico organo legittimato dal popolo. Nella realtà tuttavia, vi è divergenza da come recita la Costituzione: spesso è il Governo a decidere l’indirizzo politico lasciando al Parlamento una semplice “presa visione”, disarmandolo della sua caratteristica potestà legislativa.

Indirizzo politico

Traduzione in atti di una determinata ideologia, quindi la realizzazione di determinati fini politici. Questo “capovolgimento” di gerarchie è infatti possibile con i decreti legge, che sono atti aventi forza di legge in casi d’urgenza, e con il porre la questione di fiducia sulle proposte del Governo. Di fatti, basterebbe una delle sole Camere che voti negativamente ad una proposta sulla quale è posta la questione di fiducia per costringere il Governo alle dimissioni.

Questo avviene anche tramite fenomeno della leaderizzazione per cui il popolo vota un certo partito grazie alla figura che lo capeggia; i membri del partito saranno membri poi del parlamento ed i leader comporranno il governo. In questo modo risulta impossibile esservi discordanza fra le due istituzioni.

Parlamento

È l’organo più importante in quanto eletto direttamente dal popolo. Le sue funzioni sono quella legislativa, la revisione della Costituzione, la formazione di altri organi costituzionali. Il termine parlamento indica congiuntamente due Camere, dei Deputati e Senato. Esse costituiscono due organi che se riuniti insieme ne costituiscono un terzo, il parlamento in seduta comune. La Costituzione prevede un bicameralismo paritario e perfetto in cui le due Camere sono in posizione di parità da un punto di vista di importanza del voto e di poteri. Gli elettori possono votare per il Senato solo almeno 25enni, maggiorenni per la Camera dei deputati.

Vi sono 630 deputati e 315 senatori, 5 dei quali lo sono a vita. Sono senatori a vita gli ex presidenti della Repubblica italiana e chi è nominato tale dal Presidente per aver portato lustro alla nazione. La legislazione delle Camere dura 5 anni per entrambe, ma si può incombere nella prorogatio quando le Camere sciolte continuano ad avere i poteri fino alla costituzione delle nuove. Al presidente della camera dei deputati è assegnato il ruolo di presidenza del parlamento in seduta comune, al presidente del senato è assegnato il ruolo di supplente di Capo dello Stato.

Il Parlamento è costituito da organi, i cui più importanti sono le commissioni: articolazioni interne alle Camere che curano l’istruttoria del procedimento legislativo. Possono esistere commissioni permanenti (degli Affari Esteri, Bilancio, Giustizia ecc.). Possono essere costituite commissioni temporanee per determinate materie e funzioni. Ad esempio può essere istituita la Commissione di inchiesta temporanea su quelli che possono essere fenomeni verificatisi nel paese, come quella sul Fallimento delle banche, Antimafia ecc.

La Giunta è una commissione particolare i cui membri sono nominati dal rispettivo Presidente e svolgono competenze relative al funzionamento del regolamento dell’assemblea. Una commissione è composta fra i 10 e i 20 componenti, i cui membri rappresentano il proprio gruppo parlamentare in proporzione a come li stessi coesistono in Parlamento.

Gruppo parlamentare

È la proiezione dei partiti politici in parlamento.

Come lavorano le commissioni

L’approvazione di una legge segue diverse fasi (ITER LEGIS):

  • Iniziativa: Il disegno di legge può essere proposto dai cittadini, dopo aver raccolto 50mila firme, dal singolo parlamentare, dal CNEL (Commissione Nazionale Economia e Lavoro), dal Governo. L’80% delle leggi approvate provengono da proposta del Governo.
  • Istruttoria: Fase in cui si acquisiscono dati ed elementi utili ai fini della decisione, attraverso la discussione della proposta e l’audizione di esperti nella materia. A seconda della procedura, l’istruttoria può concludersi in tre modalità diverse:
    • Procedura ordinaria: La Commissione opera in sede referente. L’istruttoria si conclude con una relazione della Commissione che sarà poi inviata alle Camere.
    • Procedura d’urgenza: La Commissione opera in sede redigente. L’istruttoria si conclude oltre che con una relazione, anche con una votazione e delle modifiche sul disegno di legge. A tal proposito le Camere hanno poteri emendativi limitati.
    • Procedura eccezionale: La Commissione opera in sede deliberante. Il disegno viene votato dalla Commissione e diviene direttamente legge senza passare per le Camere. La fase istruttoria coincide con la decisoria.
  • Integrativa dell’efficacia: Consiste nella promulgazione e pubblicazione. La promulgazione è il momento in cui il Presidente della Repubblica verifica che la legge non sia palesemente incostituzionale. Potrebbe accadere che la bocci e la rimandi alle Camere, le quali dovranno rivederla. Se le Camere (caso ancor più raro) dovessero rimandarla nello stesso testo, allora il PdR è obbligato ad approvarla. La fase della pubblicazione è quella in cui la legge viene pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana e generalmente, salvo diverse indicazioni, entra in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione stessa.

Il governo

Il rapporto fra Parlamento e Governo si basa sulla fiducia. La legittimazione del Parlamento proviene dal corpo elettorale, quella del Governo è indiretta poiché dipende dalla fiducia del Parlamento. Il Governo a cui viene a mancare la fiducia è un governo dimissionario e svolge “funzioni correnti” in attesa della formazione di un altro governo. Possiamo dire quindi che formazione e crisi sono circolari: un governo si forma quando il precedente è in crisi, ed un governo in crisi lavora in attesa della formazione di un altro. Dire che un governo si forma “dopo le elezioni” non è propriamente vero, in quanto un governo si forma quando il precedente è in crisi, ed ovviamente la crisi può avvenire anche durante la legislatura. Ad esempio il Governo Monti. Nell’ordinamento italiano la legislatura è pari a 5 anni.

Formazione del governo

La fiducia al Governo è espressa con la preferenza del 50%+1 dei parlamentari. La costituzione si esprime poco a riguardo, si tratta di una procedura che si basa sulle consuetudini costituzionali, cioè comportamenti che si sono consolidati nel tempo e rispettati.

Le consultazioni presidenziali individuano l’avvio del procedimento di formazione del Governo: il Presidente della Repubblica attua queste consultazioni con personalità istituzionali, che possono essere Presidenti delle Camere, ex-presidenti della repubblica, maggiori esponenti dei gruppi parlamentari, al fine di individuare la personalità idonea papabile per il raggiungimento di una maggioranza parlamentare. È anche compito del Presidente individuare l’esistenza di una maggioranza, che se non rinvenuta, dà luogo a due possibili situazioni:

  • Il mandato esplorativo, cioè una delega data al presidente della Camera o del Senato di individuare una maggioranza.
  • Un pre-incarico al soggetto ritenuto in grado di poter ottenere la maggioranza che ha il compito di impegnarsi in prima persona per poi eventualmente essere formalmente confermato tramite maggioranza a Presidente del Consiglio.

È ritenuto preferibile che non sia il Presidente ad addentrarsi troppo nelle questioni così interne al Parlamento, al fine di chiarificare una maggioranza, poiché si rischierebbe di incrinare quella posizione di terzietà, neutralità e garanzia che gli è affidata. Scelte come pre-incarico e mandato esplorativo servono anche per “prender tempo” in attesa di una chiarificazione della maggioranza parlamentare. Se all’esito di queste situazioni non dovesse esserci ancora maggioranza espressa, il Presidente della Repubblica ordina lo scioglimento anticipato delle Camere. Se invece la maggioranza dovesse esser chiara, il Presidente non può far altro che constatarla e procedere alla nomina del Presidente del Consiglio.

L’incarico viene conferito oralmente dal Presidente della Repubblica al nuovo Presidente del Consiglio, il quale svolgerà una funzione strumentale alla nomina: predisposizione del programma, accordi con le forze politiche che partecipano alla composizione e coalizione del governo. La nomina dei ministri avviene per scelta del Presidente della Repubblica, dopo l’individuazione degli stessi da parte del Presidente del Consiglio, con dei decreti firmati dallo stesso Presidente del Consiglio che firma anche l’accettazione delle dimissioni del governo uscente. Tutti i componenti del Governo, immediatamente dopo la nomina devono prestare giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica, accettando così la nomina ed esprimendo fedeltà ai valori repubblicani. Il governo dimissionario resta in carica fino a che il governo in attesa di fiducia non ottenga la fiducia, appunto, in Parlamento.

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giob10 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Falletta Pietro.
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