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 Decreti Legislativi

La costituzione attribuisce attribuisce al governo poteri normativi di rango primario che sono

decreti legge e decreti legislativi che hanno la solita importanza e valore della legge ordinaria. La

potestà però non è autonoma del governo ma la costituzione vuole sempre l‟intervento del governo,

infatti il governo non può adottare decreti legislativi senza una legge di delegazione, mentre i

decreti legge usati per urgenze devono essere convertiti entro 60 giorni in legge dalle camere.

Il procedimento di delegazione è un procedimento duale svolto dal parlamento e dal governo. La

legge di delegazione deve conferire al governo il potere di avere atti aventi forza di legge. Va

individuato l‟oggetto e anche il limite entro la quale la delega deve essere ottenuta e svolta. Il

decreto legge è l‟atto che il governo emana in attuazione della legge di delegazione, deliberato dal

consiglio dei ministri e emanato dal presidente della repubblica.

 Decreto legge

Il governo può adottarli e sono momentanei ed equiparati alla legge ordinaria. Ma devono essere

misure concrete, infatti sono inseriti nella costituzione per essere usati nelle emergenze ad esempio

e non come veicolo per scansare il ruolo del parlamento. Se entro 60 giorni non viene convertito

dalle camere in legge, decade la sua funzione e valore. Non si può fare un decreto legge di un

qualcosa di cui sia stata già negata la conversione in legge, non si possono regolare i rapporti

giuridici con i decreti legge e non si possono reintrodurre cose che la corte costituzionale ha

dichiarato illegittime. Appena in mano al governo diventa un disegno di legge di conversione che

andrà alle camere dove potrà essere modificato con aggiunte e poi accettato. Questo sarà composto

da un solo articolo nel quale c‟è scritto nel contenuto della conversione in legge. Se il decreto

dovesse decadere, si può introdurre una legge regolatrice , per evitare danni a cittadini o vuoti

normativi in assenza di questo decreto.

 Referendum Abrogativo ( Rinvio )

E‟ un esercizio di potestà normativa che permette ai cittadini di abrogare leggi o parti di essere

ritenute in qualche modo a danno dello stato, nonostante l‟approvazione del governo.

 Fonti Legislative Specializzate

Qui dentro vi troviamo fonti diverse anche tra loro ma che hanno comune di rivolgersi a qualcosa di

specifico che non rientra da altre parti. Abbiamo infatti :

- Leggi di esecuzione dei patti lateranensi, che regolano i patti tra i due stati e che

andrebbero modificati tramite processo costituzionale se non ratificati da entrambe le parti;

- Leggi che disciplinano i rapporti tra stato e confessioni religiose tramite intese;

- Leggi che permettono di staccare una provincia da una regione etc;

- Leggi di amnistia o indulto.

 Le fonti espressione di autonomia degli organi costituzionali

Ogni camera, come prevedere l‟articolo 64 della costituzione, ha il proprio regolamento. I

regolamenti parlamentari sono atti fonte di rango primario a competenza riservata. Ci sono anche i

regolamenti parlamentari speciali che regolano il funzionamento di organi particolari delle camere.

 Regolamenti degli altri organi costituzionali

Organi come la corte costituzionale secondo la costituzione può avere un proprio regolamento che

ne stabilisca le funzioni. Così come per la presidenza della repubblica che può avere propri

regolamenti per l‟apparato amministrativo, non per tutto l‟organo. Così come si riconosce una certa

autonomia al governo, in quanto è quello che crea le leggi in rapporto con il parlamento.

 Le fonti regolamentari

I Regolamenti sono fonti secondarie del diritto, ovvero subordinate a quelle primarie. Ci sono dei

regolamenti dell’esecutivo che possono essere regolamenti governativi, ministeriali o

interministeriali. I regolamenti governativi sono approvati dal consiglio dei ministri e posti a

visione del consiglio di stato che deve approvarli entro 45 giorni. Ci sono regolamenti di esecuzione

per rendere l‟applicazione delle leggi più veloce, i regolamenti di attuazione per far applicare i

decreti legislativi, i decreti indipendenti per far creare una norma su una mancanza legislativa ,

quelli di organizzazione per organizzare la struttura e le mansioni e quelli di delegificazione che

servono per abrogare norme vigenti.

 Le fonti del diritto regionale

Le fonti del diritto regionale sono :

che per l‟approvazione ha due fasi una necessaria cioè viene proposto

- Gli statuti ordinari,

appunto un test e votato e approvato dalla maggioranza dei componenti regionali. La fase

messo ai voti sotto referendum ai cittadini. E‟ uno statuto a

eventuale è che venga

competenza specializzata e sovraordinato rispetto alle leggi regionali.

- Legge regionale, è approvata secondo gli statuti regionali e incontra i limiti che incontra

anche la legge statale. Infatti alle regioni spetta la potestà legislativa residuale, cioè in

materie che non spettano allo stato e al governo. La potestà legislativa concorrente delimita

invece i poteri tra stato e regioni.

- I regolamenti regionali, la potestà regolamentare spetta allo stato salvo eccezioni in materie

specifiche.

Ci sono anche degli statuti speciali ch sono approvati secondo legge costituzionale e sono presenti

in regioni con condizioni autonome come Valle d‟Aosta, Friuli e Trentino etc.

 Le fonti locali

è creato e votato ed è l‟atto fondamentale costitutivo dell‟organizzazione dell‟ente

Lo statuto

locale. C‟è un procedimento aggravato di approvazione e se non viene approvato a maggioranza si

rinvia la votazione nelle successive sedute per 30 giorni. Poi ci sono i regolamenti sono previsti in

ogni comune o ente come province ed è previsto questo diritto dalla stessa costituzione.

 Le fonti fatto

La consuetudine è la fonte fatto più riconosciuta ed è composta da due elementi :

- Il fatto che un comportamento venga ripetuto nel tempo;

- Che quel comportamento ripetuto sia giuridicamente riconosciuto.

Se non vi sono questi due elementi si parla di prassi, cioè una mera situazione non vincolante in

quanto giuridicamente non riconosciuta. Le consuetudini per essere valide devono essere secundum

legem, praeter legem ( cioè fuori norma ) ma mai contra legem altrimenti non è valida e viola le

disposizioni normative. Le fonti fatto in materia costituzionale integrano già il valore normativo

della costituzione e si parla di consuetudini costituzionali e si impongono a tutti gli atti legislativi

subordinati.

 Fonti di cognizione

Sono atti scritti non aventi forza normativa volta a far conoscere il diritto oggettivo. I testi unici ad

esempio lo sono e raccolgono tutti gli atti normativi preesistenti inserendoli in un unico testo. Tutti

gli atti normativi vengono poi pubblicati all‟interno della gazzetta ufficiale e entrano in vigore nei

15 giorni successivi alla pubblicazione stessa.

 Le fonti esterne riconosciute

italiano anche fonti a cui si riconosca un rinvio. Ad esempio l‟adattamento

Sono fonti del diritto

automatico della nostra struttura normativa che si adatta al diritto internazionale.

RIASSUNTO CAPITOLO 6 : I diritti fondamentali

Il catalogo dei diritti va arricchendosi tanto che si parla di prima, seconda , terza e quarta

generazione dei diritti. La formazione dello stato moderno è stata accompagnata dalla dichiarazione

di molti diritti come il bill of rights in Inghilterra nel 1689, ma la più importante fu quella chiamata

dichiarazione dei diritti dell‟uomo e del cittadino che portò alla formazione della rivoluzione

francese nel 1789. Si iniziarono così a formare i diritti civili ovvero quella sfera del cittadino che

riguarda solo lui stesso e sono libertà intoccabili come la libertà personale, di domicilio, economica,

proprietà, etc. Con l‟emergere del proletariato iniziarono a entrare i così detti diritti politici ovvero

il cittadino iniziava ad essere considerato all‟interno delle attività dello stato. Quindi i cittadini

ottenere il diritto di voto e di partecipazione, nasceva così lo stato pluriclasse distruggendo quello

monoclasse e passando dallo stato liberale a quello liberaldemocratico. Entrarono in vigore anche i

dome il diritto all‟istruzione, alla salute, all‟abitazione, al lavoro etc.

diritti sociali

In questo volume abbiamo scelto di usare la denominazione diritti fondamentali che raggruppa

tutti i tipi di diritti. Le distinzioni nette infatti non portano a niente, anzi confondono le idee. Per

intende il raggiungimento di quei diritti perseguiti dall‟onu per tutte le popolazioni.

diritti umani si

 Situazioni Giuridiche Soggettive

Viene usata la tecnica di tutela per garantire gli stessi diritti a tutti. Si affida infatti la tutela a

specifiche istituzioni che sono le autorità garanti. Sono soggetti di diritto coloro che godono della

capacità giuridica e infatti il nostro ordinamento riconosce come soggetto di diritto le persone

fisiche ma anche le persone giuridiche. La capacità giuridica per le persone fisiche si acquista alla

nascita, mentre quella di agire alla maggiore età. Un soggetto può venirsi a trovare in situazioni

giuridiche favorevoli ( come poteri etc) e non favorevoli ( come i doveri etc). Il potere giuridico è la

possibilità astratta di ottenere determinati effetti giuridici. Il diritto soggettivo si differenzia perché

è una situazione attuale e concreta e si dividono in assoluti cioè valevoli per tutti allo stesso

modo(vi sono inclusi i diritti fondamentali) e quelli relativi la cui soddisfazione è collegata solo al

L’interesse legittimo

singolo soggetto. serve a legalizzare un proprio interesse con cui un individuo

gode di poteri strumentali, ma questo a differenza del diritto soggettivo che è ora w subito, questo

non deve andare contro l‟interesse pubblico. Le situazioni giuridiche non favorevoli sono gli

obblighi ovvero che abbiamo verso qualcuno, i doveri che non sono collegati a qualcuno ma riferiti

al nostro comportamento e le soggezioni cioè chi è soggetto ad un potere.

 Cittadino e straniero

Bisogna chiarire chi sono i titolari delle situazioni giuridiche soggettive e infatti dobbiamo chiarire

il concetto di cittadini, straniero e di cittadinanza. Il concetto di cittadino nasce con la rivoluzione

francese con la quale si stabilì che non era cittadino chi appartiene alla comunità e non è straniero,

ma chi assolve ai diritti civili e politici e quindi il cittadino diventa cellula del paese. Si parla infatti

del concetto di Ius Sanguinis cioè avente cittadinanza per sangue e quindi per nascita oppure di ius

soli cioè che anche chi nasce sul territorio da figli straniere prende la cittadinanza.

Le legge del 5 febbraio 1992 disciplina come si prende o si perde la cittadinanza ovvero:

- Ha la cittadinanza chi secondo ius sanguinis nasce da genitori italiani o con cittadinanza

italiana oppure da ignoti oppure in uno stato di apolidia ( senza polis/cittadinanza);

- Per estensione di un coniuge che essendo italiano ne chiede richiesta per parente;

- Per concessione, a seconda di una presenza di requisiti come ad esempio chi è residente da

10 anni, etc etc.

Si ha sempre diritto alla doppia cittadinanza e si perde la cittadinanza per espressa rinuncia.

Importante è anche considerare che donna e uomo sono messi sullo stesso piano proprio volte a

garantire il massimo di tutela a coloro che sono in situazioni di apolidia. La legge è restrittiva nei

casi di richiesta di naturalizzazione. La costituzione stabilisce che:

- Non si può togliere la cittadinanza per questioni politiche;

- Il cittadino può essere estradato se ha compiuto reati in altri paesi, ma non per questioni

politiche ;

L‟italiano quindi fa parte della comunità europea ed è un cittadino europeo è quindi comunitario.

Extracomunitario significa che proviene al di fuori della comunità europea. Straniero quindi è colui

che non è cittadino italiano ne apolide. La disciplina di regolazione delle regole migratorie etc è

regolato dal trattato di Shengen del 1990 e la legge Turco-Napolitano del 98 fu modificata dalla

Bossi Fini del 2002. Quindi allo straniero su suolo pubblico sono garantiti i diritti fondamentali e

a chi ha regolare permesso di soggiorno gli stessi diritti dei cittadini italiani e uguale a tutti i

lavoratori stranieri. La nostra carta costituzionale garantisce i diritti fondamentali a tutti ma in

alcuni casi è un po‟ “vuota” perché non specifica le categorie e quindi se non legifera il governo c‟è

una mancanza di norme e quindi certe situazioni non sono costituzionalmente garantite. Il Diritto

ma l‟Italia non ha ancora una legislazione organica

di asilo è riconosciuto come diritto soggettivo

su questo tema a differenza di altri stati. L‟estradizione dello straniero avviene se c‟è un genocidio,

l‟espulsione se non sono state rispettate le norme italiane e viene preposta dal prefetto e lo straniero

viene accompagnato alla frontiera. Lo straniero regolare può essere trattenuto in un centro di

accoglienza e poi rimandato nel suo paese. C‟è anche il respingimento alla frontiera fatto dalla

polizia di frontiera per non fare entrare le persone in modo non controllato.

 I diritti inviolabili nell‟articolo 2 della Costituzione

Secondo questo articolo la costituzione garantisce i diritti inviolabili dell‟uomo ed è proprio grazie

a questo che l‟ordinamento garantisce i diritti alle persone. I diritti inviolabili sono :

- Assoluti;

- Non cedibili ;

- Irrinunciabili ;

- Imprescrittibili, cioè non si cancelano.

Questi diritti sono riconosciuti a tutti anche ad un nascituro. La costituzione stabilisce il principio

invadere e quello pluralista cioè l‟uomo inserito

personalista cioè ambiti personali che nessuno può

nella società a cui va garantito l‟inserimento e i medesimi diritti degli altri individui. La corte

costituzionale ha stabilito che questo articolo deve essere valevole per tutto, compreso per il

E‟ un‟ articolo a fattispecie aperta.

legislatore che deve legiferare tenendo conto di questo.

 I diritti della personalità

Sono diversi e sono :

- Il diritto alla vita;

Diritto all’onore;

- Diritto all’identità personale;

-

- Diritto alla libertà sessuale;

- Diritto alla riservatezza (privacy).

 Doveri costituzionali

Nella seconda parte dell‟articolo 2 sono sanciti dei doversi come il mantenimento dei figli dello

studio etc, educazione, spese pubbliche, rispetto della patria e fedeltà ala Repubblica.

 Protezione internazionale

Il 900 è stato caratterizzato da un riconoscimento internazionale dei diritti ma ci sono delle

problematiche ovvero se questi trattati o simili siano applicabili alle legislazioni in essere oppure

quale sia la loro posizione nel sistema delle fonti. La corte costituzionale italiana ha sempre avuto

un atteggiamento oscillante tanto da recepire alcune volte le norme, altre volte no. Comunque se

viene recepito una norma internazionale questa viene inserita con legge di esecuzione e quindi

assumono norma di legge ordinaria.

 Diritti e vincoli europei

Documento fondamentale per la tutela dei diritti umani è la CEDU, cioè la convenzione europea dei

diritti dell‟uomo e delle libertà fondamentali. Infatti è nata così la corte europea dei diritti dell‟uomo

alla quale si possono operare ricorsi individuali. C‟è anche la carta dei diritti fondamentali

del‟unione europea e proprio grazie a queste carte sia l‟unione che gli stati vengono regolamentati.

Tutto questo sta creando un sistema di diritti nei quali gli individui si trovano riconosciuti.

 La libertà personale

La prima libertà garantita è la libertà personale ovviamente con i dovuti limiti ad esempio nel caso

coercitivo delle forze d‟ordine quando si tratta di ritiro di patenti etc. Ci possono essere delle misure

negative che incidono sulla persona fino a degradarla. La libertà personale non include però la

libertà morale, cioè quella libertà di creare e fare i propri comportamenti. Ci sono infatti delle

restrizioni della libertà personale che la costituzione prevede, ma solo in base ai termini di legge. Ci

sono dei limiti sostanziali alla penalizzazione, ovvero i reati vanno dichiarati in modo chiaro, la

legge non può ascrivere una colpa di qualcuno ad altri, la colpa va assunta per dolo o per colpa (cioè

negligenza), nessuno inoltre può essere punito con una legge entrata in vigore dopo i fatto compiuto

quindi non c‟è retroattività. Possiamo parlare del‟arresto in flagranza di reato e del fermo indiziati

di misure di prevenzione. Un‟ altra forma di

di reato. Possiamo parlare di misure di sicurezza e

restrizione è custodia cautelare oltre alla reclusione. Ovviamente ci sono dei principi di trattamento

del detenuto che devono rispettare la persona e quindi rispettare i principi umani. Un altro problema

però è il giudizio della pena che viene rimandato al grado di soggettività al giudice seguendo certi

principi di scala. Questo è un tema molto difficile.

 Libertà di circolazione

L‟articolo 16 della costituzione garantisce al cittadino di muoversi sul territorio liberamente,

stabilire dove lavorare e dove avere residenza e dimora. Il fatto che non parli di stranieri non

significa che ad essi va negata, anzi in questo modo viene rimandata al legislatore. Ai cittadini

comunitari spetta un regime particolare che prevede loro il libero movimento nei territori ue e di

trovare lavoro dove vogliono grazie agli accordi di Shengen.

La costituzione riconosce per la prima volta la libertà di circolazione, cosa che non prevedeva lo

statuto albertino. In costituzione c‟è il divieto assoluto di ogni restrizione per motivi politici.

Sempre questo articolo garantisce la libertà di espatrio in ogni momento e la possibilità di rientrare

nel territorio quando vogliono. Infatti l‟autorità amministrativa deve rilasciare il passaporto perché è

un diritto soggettivo oltretutto vicino all‟espatrio c‟è la libertà di emigrazione.

 Libertà di Domicilio

L‟articolo 14 della costituzione lo prevede e non va violato, è una proiezione spaziale della persona.

Solo tramite perquisizioni domociliari può essere invaso tale spazio, ma tramite un mandato

accettato perché si ritiene che nel luogo vi siano cose inerenti ad una certa indagine. La privata

dimora è dunque tutelata dalla stessa costituzione.

 Libertà di comunicazione

L‟articolo 15 garantisce a tutti di poter comunicare con una o più persone e quindi garantisce la

segretezza delle comunicazioni. Al momento c‟è la legislazione vigente in materia di intercettazioni

e simili prevede la richiesta del pubblico ministero per poter usare quei dati come indagine. Da non

molti anni c‟è il dubbio su come controllare le reti informatiche, anche per i problemi terroristici.

 Libertà di manifestazione e diritto all‟informazione

L‟articolo 21 della costituzione permette a tutti di poter manifestare liberamente le proprie idee

tramite i mezzi di diffusione. La libertà di espressione sarebbe parziale se ad essa non venisse

riconosciuta la libertà di scelta del mezzo. Ovviamente è garantito anche il diritto al silenzio e

inoltre possiamo dire che ci sono dei limiti espliciti come il buon costume e i limiti impliciti

calcolati a seconda delle situazioni. Ad esempio la costituzione nell‟articolo 33 parla proprio

dell‟arte e sostiene che l‟arte dipinta non deve avere censura ne subire controllo all‟inizio in quanto

l‟arte non ha pudore. Differente per le rappresentazioni teatrali che invece devono avere controlli. Il

concetto che sta alla base della libertà , però , è che la libertà di un individuo non deve mai

E‟ vietato oltretutto ogni apologia di reato

cancellare o sovrastare la libertà di un altro individuo.

come il vilipendio di stato o offesa alla costituzione o nazione. Ogni individuo, inoltre, ha la libertà

di informarsi e di essere informato tramite tutti i mezzi messi a disposizione. Anche se la

costituzione non prevede in modo esplicito questo diritto lo si intravede in modo giuridico

dall‟articolo 21. Però l‟unico mezzo che cita la costituzione come mezzo di informazione è la

stampa non cita nemmeno la radio ormai diffusa a quel tempo. La pubblicazione a mezzo stampa

non è soggetta al previo controllo delle autorità. La regolamentazione della televisione avviene per

la prima volta con la legge Mammì che garantiva un pluralismo nelle voci televisive e prevedeva

l‟inserimento di capitale privato anche ne settore pubblico etc. Venne anche istituita l‟autorità per le

garanzie nelle comunicazioni. Nel 2000 venne introdotta la legge della par condicio ma dichiarata

incostituzionale dalla corte costituzionale. Nel 2002 arriva la legge Gasparri che porta la R.a.i ad

essere S.p.a , un sistema integrato della comunicazione e poi si permette agli editori stampa di poter

entrare nel mercato televisivo.

 Libertà di religione e coscienza

Garantite da tutte le carte dei diritti, la libertà di fede e professione religiosa è importante anche per

società di atei etc. Chiunque può professare e agire secondo la propria coscienza in ambiti in cui la

legge non può obbligare o entrare.

 Libertà di ricerca scientifica

Nell‟articolo 33 la costituzione afferma la libertà di scienza e quindi la promozione della ricerca

scientifica. Anche nell‟ambito delle biotecnologie e di ricerca.

 Libertà di istruzione

Viene garantita dall‟articolo 33 della costituzione che garantisce la libertà di insegnamento volto a

dell‟individuo per la sua crescita e formazione. Alle scuole private viene

formare la personalità

riconosciuto il solito valore delle scuole pubbliche ma senza oneri per lo stato. Per la costituzione

le scuole devono essere aperte e ovviamente con corsi obbligatori fino all‟età di 8 anni minimo. Il

diritto all‟istruzione comprende anche il diritto allo studio cioè lo stato deve introdurre mezzi non

solo economici per permettere a chi ha problemi finanziare e non solo di portare a termine e

conseguire i propri studi. Per questo articolo le università hanno diritto a darsi ordinamenti

autonomi nei limite delle leggi statali e di introdurre sistemi e corsi di ricerca importanti per lo

sviluppo e la scienza.

 Libertà di riunione

Regolata dall‟articolo 17 della costituzione. Viene data ai cittadini possibilità di riunirsi e devono

intendersi riunioni di persone che perseguono lo stesso obiettivo. Le manifestazioni sono riunioni in

movimento. Assolutamente però queste devono svolgersi in modo pacifico e senza uso o portata di

armi. C‟è una differenza tra riunioni in luogo aperto al pubblico, cioè delimitato da strutture, nel

quale ognuno può entrare e partecipare ma senza avvertire le autorità per l‟organizzazione, invece

in un luogo pubblico serve previa autorizzazione.

 La libertà di associazione

La libertà di associazione venne da sempre osteggiata perché vista come un intrusione nel rapporto

stato e cittadino. Basta pensare alla repressione durante il periodo fascista. Alla fine con l‟avvento

repubblicano venne inserito l‟articolo 18 a queste dedicato. Differenti dalle riunioni perché hanno

un valore giuridico riconosciuto e l‟articolo 18 inserisce la libertà di associazione, la loro stessa

libertà e nessuno può essere costretto ad aderire alle associazioni. Le associazioni sportive etc che

sono obbligatorie non sono comunque ritenute illegali in quanto vogliono raggiungere un obiettivo.

L‟articolo 18 vieta l‟uso di associazioni per fini vietati per legge ai singoli. Sono vietate infatti le

associazioni segrete o quelle che operano a scopi politici come terroristi etc.

 La famiglia

La costituzione riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, sia civile che

religioso. Ma non esclude le famiglie di fatto in quanto in realtà parla anche di bambini nati fuori

matrimonio a cui va garantito ogni diritto. Infatti nell‟articolo 2 riconosce le formazioni sociali e

dal

la stessa carta Ue demanda ai vari stati la legalizzazione delle coppie di fatto e delle coppie

nel 75 c‟è stata proprio una legislazione

omosessuali. Viene riconosciuta uguaglianza tra coniugi e

in merito. Oggi viene messa in discussioni l‟uso automatico del cognome del padre da applicare ai

figli.

 Proprietà privata

L‟articolo 42 sancisce le basi della costituzione economica, che deve appunto creare un sistema

organico. Infatti afferma che la proprietà è pubblica o privata senza limitarne grandezze etc. La

proprietà privata è garantita dalla legge che ne tutela i diritti e crea le leggi per regolamentarla.

Importante è creare una funzione sociale della proprietà privata. Si può anche espropriare un terreno

e infatti il proprietario viene privato delle attività e diritti che lo competono.

 Sindacati e diritto di sciopero

Nello stesso articolo 18 una disciplina di funzione è garantita ai sindacati che hanno una grande

L‟articolo 40 prevede il diritto di sciopero, a differenza del regime fascista che lo

sostanza sociale.

vietata e perseguitava. La serrata non è più punita legalmente, ma se l‟amministratore dovesse farla

sarebbe costretto a risarcire i lavoratori per il mancato lavoro. Si crea così e si afferma lo sciopero

economico che prevede scioperi per far valere i diritti ai lavoratori. Anche lo sciopero per finalità

politiche è stato accettato, a meno che non serva a sovvertire la costituzione o simili. Nel 1990 vene

stabilito i limiti negli scioperi del servizio pubblico che dovevano garantire a livello minimo i

servizi per non creare scompiglio a chi lavora e al sistema economico. In caso contrario vengono

sanzionati.

 Diritti al lavoro

L‟articolo 4 parla di diritto al lavoro e obbliga lo stato a provvedere a qualsiasi mezzo per

promuovere in modo effettivo tutto ciò. Il diritto al lavoro non è di per se utile per avere un lavoro

ma comunque è inviolabile. C‟è la libertà di scegliere e svolgere la mansione che l‟individuo vuole

e inoltre il diritto del lavoratore a non essere licenziato in modo arbitrario e ad avere una

retribuzione minima che consenta a lui e alla sua famiglia di vivere una vita dignitosa. Inoltre si ha

diritto alle ferie e al riposo settimanale retribuito.

 Il diritto alla salute

E‟ un diritto fondamentale dell‟individuo tanto da istituire un servizio sanitario nazionale per

controllare e curare tutta la popolazione perchè è un bene di tutti. E‟ un diritto primario della

persona e si ha il diritto a ricevere i trattamenti sanitari. La legge Basaglia nel 1978 cancellò i

manicomi. Oggi si discute sull‟accanimento terapeutico. Tutto questo viene garantito dall‟articolo

32 della costituzione.

 Diritto all‟assistenza e alla provvidenza

L‟articolo 38 garantisce l‟assistenza sociale ai singoli che non riescono a mantenersi e garantisce la

previdenza sociale ai lavoratori che sono in cinta o hanno altri problemi Questi diritti servono anche

per dare un controllo sociale e far funzionare meglio il sistema.

 Diritto all‟abitazione

Si ha diritto all‟alloggio? La costituzione ne parla nell‟articolo 47 e nonostante sia garantito da tutte

le carte dei diritti la costituzione non ne parla ma rimanda al legislatore che deve garantire il sistema

a tutti i cittadini.

 Diritti contro diritti?

Ci possono essere casi in cui ci siano delle incoerenze e i diritti vadano contro i diritti.

 Eguaglianza

La costituzione nell‟articolo 3 enuncia due cose fondamentali parla dell‟eguaglianza dicendo che

può essere formale, cioè tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di

razza,sesso etc e quella sostanziale che mette la repubblica dinnanzi ai suoi doveri richiamandola a

eliminare tutti gli ostacoli che non permettono l‟effettiva partecipazione degli individui alla realtà e

vita sociale. Tutto deve promuovere l‟eguaglianza. Infatti c‟è il divieto delle discriminazioni in

qualsiasi ambito

RIASSUNTO CAPITOLO 7 : Il potere politico e l‟organizzazione

La funzione di elaborare, individuare ed applicare le leggi viene divisa in carica diverse, proprio per

agevolare il sistema e la massima imparzialità dei poteri che non devono essere in mano ad un unico

governo od organo. Questa separazione dei poteri era stata teorizzata da Montesquie e da Locke. La

terzietà è importante ma non avviene questa divisione nel potere legislativo e amministrativo. La

capacità di esercitare le forme lecite di indirizzo politico viene chiamato forma di governo e viene

definizione di forma di governo : “la forma di

definito sistema politico ciò che lo influenza. La

governo attiene al modo come fra gli organi della comunità politica organizzata si distribuisce il

potere di indirizzarla verso determinati fini generali”.

 Forme di governo si è formata nel periodo dell‟800 ed è per questo che si da

La moderna classificazione dello stato

grande risalto al rapporto governo/parlamento etc. Quello che ha dato vita ai sistemi di oggi può

essere considerato il modello inglese che è una monarchia costituzionale e che oggi non ha la

costituzione scritta. Le origini del governo presidenziale possiamo considerarle collegate alla

nascita e al completamento degli U.S.A che ha la più antica costituzione risalente al 1787 e

prendendo ( credono loro..) spunto dall‟Inghilterra crearono un presidente che era separato dai

poteri del congresso. La separazione dei poteri è rimasta caratteristica odierna dei governi

presidenziali. Possiamo così schematizzare:

MONARCHIA COSTITUZIONALE

REPUBBLICA PRESIDENZIALE REPUBBLICA DIRETTORIALE

MONARCHIA ORLEANISTA

REPUBBLICA SEMI PRESIDENZIALE MONARCHIA O REPUBBLICA

PARLAMENTARE

Nel governo inglese, nel 700, entrò al governo la figura del primo ministro. La camera dei comuni

pose le basi di un tipo di governo, ovvero senza il voto e il sostegno delle camere il governo non

poteva andare avanti. Tanto che poi la camera dei comuni si iniziò a dividere in due parti, quella che

sosteneva e quella che non sosteneva il governo e il suo operato.

Negli altri paesi, con l‟inizio della restaurazione post rivoluzione francese si iniziò a prendere

d‟esempio il modello inglese ma quello che pensavano loro fosse basato sulla divisione dei poteri

con il re con la camera di nomina regia. Nel 1830 con la nuova costituzione di F.Orleans creando

una monarchia orleanista cioè il parlamento doveva rispondere sia al re che al parlamento. Fino ad

oltre la 1 guerra mondiale si protrasse l‟idea che il parlamentarismo dovesse essere basato sulla

divisione duale. Questo avveniva ovunque meno che in Inghilterra dove il parlamento era già

Monista. Fra la 1 e 2 guerra mondiale il costituzionalismo guadagnò molto fervore e si iniziò un

processo di razionalizzazione del parlamentarismo, ma ci furono anche modelli come Weimar che

L‟Austria o la Finlandia crearono un sistema nel quale c‟era un

nel 1919 rilanciò il dualismo.

presidente direttamente elettivo e nacque il parlamento semi presidenziale, dove il governo era

parlamentare. Si arrivò persino alla V repubblica francese, governo semi presidenziale con la figura

del forte ruolo del presidente.

 Tipologie di Governo  

Governo presidenziale : Presidente Assemblea corpo elettorale

E‟ una forma di governo monocratica e titolare del potere esecutivo è il presidente. Modello di

riferimento è quello degli usa nei quali il presidente viene eletto a sua volta da grandi elettori che

sono eletti in 50 stati. Vige un regime di separazione dei poteri e il corpo elettorale elegge altresì

anche il parlamento. C‟è un ruolo di cooperazione ma non può mai cadere nessuna carica, il tempo

deve essere portato a termine. Le leggi le fa il congresso e il presidente in materia ha potere limitato

e ha una volta sola il potere di veto e la legge viene rimandata al congresso che se vuole farla

passare deve rieleggerla ai 2/3 di maggioranza. Ci può essere il caso del governo diviso perché ogni

2 anni dall‟inizio mandato ci sono le elezioni di mezzo termine e quindi il presidente può trovarsi

con un congresso composto da altri membri del partito e che non lo sostengono e quindi deve

abbassarsi a trovare delle alleanze o simili. Non c‟è quindi la situazione come da noi del governo

dei partiti, ma il governo dei singoli. I singoli parlamentari godono di autonomia.

  

Governo parlamentare : Corpo elettorale parlamento governo Presidente

Si chiama così perché l‟esecutivo è considerato espressione del parlamento, è una forma di governo

che conosce molte varianti ed è molto diffusa specialmente in Europa. Il capo di stato ha il diritto di

nomina. Il governo rimane in vita se il parlamento vuole investire in quell‟esecutivo altrimenti cade.

Il presidente infatti ha il potere di sciogliere le camere per evitare una paralisi parlamentare che

affossi la crescita dello stato. Il capo dello stato generalmente ha rappresentanza cerimoniale o

limitate. E‟ un sistema collegiale, tipo da noi in Italia abbiamo in consiglio dei ministri. Questo

sistema è quello più sensibile al rapporto con i partiti. Ecco la differenza con il sistema

presidenziale. Il modello collegiale è chiamato modello Westminster, nei quelli emerge la figura del

primo ministro che da un indirizzo politico. La direzione sarà monocratica dove il primo ministro

sarà vero leader.   

Governo semi-presidenziale : Corpo elettorale Assemblea Governo Presidente

Si chiama così perché riporta caratteristiche del sistema presidenziale e del sistema parlamentare,

voleva con questo nome apporre maggiormente l‟accento sulla figura del presidente. Il

ma in realtà

modello è la Francia della V repubblica e qui il presidente ha tutti i poteri del presidente, presidente

del consiglio dei ministri e rappresentante all‟estero. Presidente e parlamento sono eletti dal popolo

in modo separato e il presidente ha il potere di condizionare il parlamento, come il parlamento di

L‟esecutivo non è monocratico ma duale ed è nomina

condizionare il lavoro del governo.

presidenziale. E‟ differente dal sistema presidenziale perché è un sistema a due testa, il presidente

può anche indire le elezioni anticipate.  

Governo Direttoriale : Corpo elettorale Parlamento Direttorio

E‟ un caso in cui il potere esecutivo è esercitato da un organo collegiale chiamato così in riferimento

alla Francia rivoluzionaria ed è eletto non dai cittadini, ma dal parlamento. Però il parlamento una

volta eletto il “direttorio” non può sfiduciarlo o invitarlo a dimettersi a differenza del sistema

come modello a quello svizzero in un cui l‟assemblea fedeale elegge il

parlamentare. Basta pensare

consiglio che ha la presidenza rinnovata ogni anno dai membri interni.

Negli anni sono state fatte tante proposte, come il governo del primo ministro oppure di premier

direttamente elettivo.

 Forma di governo in Italia

L‟ordinamento statutario del 1848 nacque con caratteri di monarchia costituzionale. Si iniziò però a

sviluppare in direzione del governo parlamentare. I presidenti del consiglio ritennero utile avvalersi

elettiva ma ritennero utile anche tenere cauto il potere regio per placare i

del ruolo dell‟assemblea

litigi che vi erano tra partiti e fazioni. Il ruolo della corona è sempre stato di intervenire nel rapporto

politico dello stato e quindi abbiamo sempre avuto un governo dualista di tipo parlamentare. Poi il

ruolo della corona venne distrutto durante il periodo fascista ma tornò durante la costituente tanto

che si creò una figura del presidente della repubblica non molto chiara sul suo ruolo e sui veri

con il tempo si capì che l‟importanza di eleggere il presidente del consiglio e di

poteri. Ma in realtà

sciogliere le camere era più di un semplice potere.

 Costituzione e prassi italiana

Tomasi Perassi fece un ordine del giorno durante la costituente nel quale dichiarava di volere un

governo dettato al parlamentarismo ma che mettesse delle disposizioni per evitare una

degenerazione. La nostra costituzione infatti è molto lacunosa sul tema. E‟ il presidente della

repubblica che elegge il presidente del consiglio e il governo necessita della fiducia delle camere. Si

può presentare anche una mozione di sfiducia, fatta da 1/10 dei parlamentari, ma non da presentarsi

subito ma dopo 3 giorni. Nella costituzione non è rinvenibile niente che porti vantaggi al presidente

del consiglio anche con i rapporti dei ministri etc, anzi. Basta vedere che il nostro sistema

parlamentare ha portato ad una frammentazione molto forte tanto da far diventare il governo a

direzione plurima dissociata, creando gruppi parlamentari, gruppi misti etc che ponevano i dictat al

governo portando ad una ingovernabilità. Basta pensare anche al periodo DC.

 Trasformazioni della forma di governo in Italia

Negli anni 70 il sistema elettorale entra in crisi e si inizia un processo di cambiamento anche se

che non fa certo superare la crisi degli anni 80. C‟era bisogno di sviluppo e stabilità e questo

tardivo

male si inseriva in situazioni di direzione plurima. Si iniziò a ricorrere ai referendum popolari e si

portò il sistema proporzionale a maggioritario in modo da iniziare un percorso di costruzione

bipolare. Questa logica negli anni si è talmente ingrossata da portare a personalizzare le campagne

elettorali e a dare maggiore importanza al presidente del consiglio tanto da orientare i governi verso

legislatura monocratica fondati su coalizioni decise prima grazie al voto.

RIASSUNTO CAPITOLO 8 : La sovranità Popolare

La sovranità appartiene al popolo, così è scritto nell‟articolo 1 della costituzione per garantire e

ribadire la sovranità popolare. Tanto che la nostra costituzione è molto originale con questa dicitura,

tanto che molti stati hanno preso ispirazione. Il popolo ha possesso della sovranità in senso

giuridico, ne mantiene sempre il possesso e non può mai cederla. Con il corpo elettorale è il

popolo stesso a scegliersi il destino decidendo chi lo dovrà rappresentare e quindi rispondere a

questioni politiche etc. Lo stato mantiene comunque la sua persona giuridica, ma la sovranità

popolare usa lo stato come uno strumento per la sua volontà. Il popolo ha molti mezzi per esercitare

il suo volere come appunto le elezioni , i referendum etc. Il popolo in senso giuridico è composto da

tutte quelle persone che sono legate tra loro da un vincolo giuridico che è la cittadinanza. Il popolo

è l‟insieme di tutti i cittadini, mentre la popolazione è composta da coloro che si trovano entro certi

limiti territoriali. Nazione è un concetto ancora diverso che non è un vincolo giuridico ma sociale e

a volte politico. Il vincolo di cittadinanza crea uno status giuridico infatti i cittadini hanno diritti e

doveri politici stabiliti anche dalla costituzione stessa.

 Il popolo che vota

L‟articolo 48 della costituzione parla proprio del diritto di voto, che fino al 1975 era per i

maggiorenni a 21 anni, oggi sceso a 18. Il voto è un dovere civico e ci sono delle restrizioni ad

esempio per chi non ha capacità di agire oppure con delle sentenze e così via. Il diritto di voto

all‟estero è disciplinato in forme speciali. Per la costituzione sono elettori tutti cittadini donne e

uomini che hanno raggiunto la maggiore età. Ci si chiede però se chi è sul territorio nazionale ormai

da anni che paga tasse e svolge la sua vita civica regolare, possa o non possa votare per

costituzione. La minoranza dice che può, la maggioranza no. Infatti secondo però delle direttive Ue

possono votare con votazione attiva e passiva tutti i residenti dei comuni alle comunali, non

possono però votare a quelle governativa. Ovviamente i cittadini dell‟unione europea. A chi viene

proibito il voto attivo ovviamente trova proibito anche quello passivo. C‟è un ufficio anagrafe nei

comuni che segue l‟aggiornamento di chi può e non può votare e invia la tessera elettorale in modo

automatico a chi ha compiuto la maggiore età. Per la costituzione il voto deve essere personale,

C‟è il riferimento al voto come dovere

segreto, libero e uguale( non è legittimo il voto plurimo).

civico è un compromesso tra forze costituenti che erano più presenti o meno sul territorio, essendo

la Dc meno presente sul territorio come forza trascinante chiese di inserire questo cavillo e infatti

fino al 1993 si prevedeva per le persone che non votavano di trovare il loro nome affisso su

bacheche e così via. Per gli italiani residenti all‟estero ci sono specifiche normative. In Europa

vengono allestiti seggi appositi ma in paesi come l‟America del sud no allora si prevede di fare il

voto su corrispondenza, anche se la costituzione vieta la non presenza al momento del voto. E‟

sembrata l‟unica clausola inseribile per superare questo problema.

 Il Popolo che elegge

La nostra rimane una democrazia rappresentativa, cioè eleggiamo qualcuno che rappresenti una

nostra volontà. Il popolo è sovrano e quindi forma il corpo elettorale e usa gli strumenti a sua

Potrebbero infatti benissimo esistere modalità diverse dall‟elezione. Il nostro sistema

disposizione.

elettivo ci permette di eleggere:

1) 630 deputati della camera;

2) 315 senatori;

3) Presidenti delle regioni e relativi consiglieri;

4) Sindaci e consiglieri ;

5) Presidenti delle province e consiglieri ;

6) Consiglieri di circoscrizione nei comuni oltre i 100 mila abitanti;

7) 72 parlamentari europei.

La nostra legislazione elettorale, che differisce da molte oltre così com‟è consono, prevede la

trasformazione dei voti dei cittadini in seggi. Questa legislazione indica le modalità di voto e i

tempi in cui dovranno svolgersi , come vanno presentate le candidature, come allestire i seggi

elettorali e così via. Quindi facendo un elenco :

- Modalità inizio elezioni;

- Disciplina elettorato attivo e passivo;

- Modalità esercizio di voto;

- Modalità candidature;

- Procedimento di tutte le fasi elettorali;

- Finanziamenti per le campagne elettorali;

Tutela all‟ordine.

-

 Formule e Sistemi elettorali

Un sistema elettorale o chiamato anche formule elettorale è un sistema che permette di trasformare i

voti del cittadini in seggi. Bisogna però distinguere tra elezioni monocratiche o collegiali. Nel

primo caso è semplice , se c‟è una sola persona basta decidere che vince chi riceve più voti tra i

uno solo. Oppure si può trovare un‟ alternativa ad esempio si elegge chi

candidati per eleggerne

riceve il massimo dei voti raggiungendo però con numero di votanti almeno una % stabilita e

stabilire cosa fare se nessuno lo raggiunge. Nel nostro caso ad esempio si fanno i ballottaggi. In

ogni caso comunque si è di fronte a un risultato maggioritario, chi vince è chi riceve maggior

numero di voti. Più complicato è nelle situazioni dell‟organo collegiale, ovvero si tende a formare

un governo che non sia rappresentato da un unico partito e da alcune zone, ma da tante liste che

hanno partecipato allo schieramento in modo da rappresentare anche il territorio. Si può ottenere

una maggioranza sia con formule maggioritarie che proporzionali. Nel caso maggioritario si dice,

per definizione, che vince chi ottiene più voti rispetto agli aventi diritto di voto. Quindi prende più

seggi, prende più posta in palio. Nel proporzionale invece si tende a dividere i seggi in base al

rapporto percentuale e a dividere i seggi con un mero calcolo matematico. Questo però non

garantisce la rappresentanza territoriale, anzi. Si può anche stabilire che un partito che non

raggiunga almeno una certa percentuale di voti non abbia diritto ad entrare con seggi rappresentati.

misti, come in Italia, dove c‟è un sistema con parti maggioritarie

Si possono formare anche sistemi

e parti proporzionale e il sistema si regge sulla presenza dei partiti. Questi sistemi si chiamano

sistemi misti.

 Elezioni Parlamentari

Il nostro è un sistema parlamentare misto e il sistema elettorale di camera e senato prevede che con

un sistema proporzionale venga previsto un premio con il quale si ripartiscono i seggi alla camera,

al senato invece c‟è una pluralità di premi, e si attribuisca comunque un numero minimo di seggi a

chi vinca. La struttura elettorale è identica per camera e senato ma essendo applicate a territori

diversi, porta ad ottenere risultati diversi. Alla camera i 617 seggi ( 1 alla V. D‟Aosta e gli altri ai

deputati esteri) sono suddivisi in 26 circoscrizioni e al Senato i 309 seggi ( 6 ai rappresentati

all‟estero) sono da suddividersi a livello regionale. Al Senato i seggi sono assegnati per un minimo

di 7 posti a tutte le regioni e poi i seggi sono calcolati i base al numero di abitanti secondo l‟ultimo

censimento.

- Sia alla camera che al senato concorrono liste di candidati e si vota per una delle liste alla

camera e al senato;

- Ciascuna forza politica può decidere di presentarsi in coalizione ma deve sapere che ogni

forza dovrà stipulare un programma unico e avere un capo unico della coalizione;

- Le liste sono formate da componenti di nomi non superiori al numero di circoscrizione;

- Sulla scheda di camera e senato non compaiono i nomi in lista che invece sono presenti sui

tabellari appesi, ma solo i simboli delle liste;

- Ci si può candidare sia nelle liste di camera e senato, ottenendo così più voto e controllo;

- Le liste sono bloccate, cioè prendono il seggio coloro che rispettivamente si trovano in lista;

Ci sono anche le soglie di sbarramento, per le coalizioni al 2 % e per le singole liste al 4%. Quindi

la ripartizione dei seggi avviene tra coloro che hanno superato la soglia di sbarramento. Si

ripartiscono i seggi nella coalizione a seconda di quanti voti raggiunto. In caso di non

raggiungimento del 2% si danno 340 seggi a chi ha preso più voti, dividendo i seggi mancanti alle

liste con meno voti e si stabilisce in che circoscrizione ogni lista ha i propri seggi rappresentati.

Questo per quanto concerne la camera. ma regionale. C‟è uno sbarramento liste

Al senato è come alla camera ma non a livello nazionale

all‟8% e coalizioni al 3%. Se una lista o più liste hanno ricevuto il 55% dei voti, il riparto è

proporzionale; se così non è la divisione avviene in maggioritario, cioè il 55 % dei seggi il prende

più voti. E‟ probabile che chi vinca al senato vinca alla camera, ma questo non è

chi ha ricevuto

detto; ci possono essere casi di creazione di un senato debole con una camera forte, ad esempio

nelle elezioni 2006. Nel caso della circoscrizione estero il sistema è proporzionale e si può

esprimere anche un nominativo. 12 seggi vanno alla camera e 6 al senato.

 Le elezioni regionali

L‟articolo 122 della costituzione stabilisce che è demandato alle regioni la decisione di come

svolgere le elezioni ovviamente nel rispetto delle indicazioni fondamentali stabilite dallo stato. Ci

possono essere tante tipologie di elezioni, quante sono le regioni. E‟ una legislazione regionale

transitoria che ha introdotto oltre alle liste provinciali anche una lista regionale a sostegno del

presidente, il quale è a capo di questa lista che ricopre 1/5 dei seggi disponibili. Vi si attinge a

questa lista proprio per attribuire un premio di maggioranza. Si vota su una sola scheda in un unico

turno per presidente e consiglio. Si può votare il candidato presidente, la lista che lo sostiene oppure

fare il voto disgiunto. Una volta eletto il presidente che riceve più voti si elegge non meno del 55%

dei seggi a favore delle liste sostenute ed è questo il premio. Si combina elezione diretta del

presidente con elezione di tipo proporzionale. In questo modo si può garantire la governabilità.

 Elezioni comunali e provinciali

Come dice l‟articolo 117 della costituzione queste elezioni sono materie delle stato ed è

caratterizzata da elezione diretta. Per i comuni si parla di comuni minori, con meno di 15 mila

abitanti, o maggiori con più di 15 mila. Poi abbiamo le province. Tutte e tre le formule hanno un

sistema volto a garantire ai tre organi una larga maggioranza senza pericolo di minoranze per chi

eletto. Nei comuni maggiori abbiamo :

- Scheda unica per eleggere consiglio e sindaco il quale è collegato obbligatoriamente ad

un'unica lista;

- Si può votare per il sindaco, per la lista e inserire il nome di preferenza;

- Per essere eletti si deve avere la maggioranza assoluta, in caso contrario si va al ballottaggio

e dopo la vittoria a questo si ottiene il 60% dei seggi.

Nei comuni minori:

- Qui si vota una volta sola e vince chi riceve più voti e viene eletto i 2/3 dei seggi a favore

della lista del candidato e i restanti seggi divisi con i restanti candidati.

Per la provincia è molto più simile ai comuni maggiori, solo che qui si parla di collegi uninominali.

Non si può fare voto disgiunto ne scegliere una preferenza.

 Elezioni Europee

La nostra legge europea è una delle più vecchie del nostro ordinamento. I 72 seggi sono ripartiti in

base agli abitanti delle 5 circoscrizioni scelte. E‟ richiesto che una lista ottenga il massimo dei voti,

non un quoziente da raggiungere. Ci sono le preferenze ma è ovvio che essendoci zone meno

popolose il rischio che quei candidati non passino è alto, basta vedere che Sardegna e Sicilia sono

della stessa circoscrizione.

 Il Contorno

- Le liste vengono presentate e devono essere sottoscritte da un totale di firme per essere poi

portate al tribunale e validate;

- Ci sono disposizioni che regolano le spese elettorali da fare, la regolazione delle tv e delle

testate, la tipologia delle spese elettorali, i rimborsi e i limiti etc.

- Inoltre accesso di parità ai mezzi di informazione.

 Trasformazione delle leggi elettorali

Dal 1993 si sono introdotte modifiche volte a modificare la legislazione proporzionale e creando un

qualcosa che accomuna le diverse formule in vigore. Infatti le elezioni sono fatte così per creare un

sistema bipolare, per facilitare la governabilità, tutte prevedono uno sbarramento che ovviamente

può variare e quindi sono tutti sistemi definibili misti. Però siccome non si poteva modificare la

costituzione non è cambiato il modo di voto del governo, infatti il cittadino vota una lista di partiti

divisi in schieramenti. Differente invece nel caso delle regioni,comuni e province. Sulla questione

nazionale prima avevamo una legge che creava il governo tramite voto sui colleggi, dal 2005 invece

con premio di maggioranza.

 Con i referendum il popolo delibera

Visto che la costituzione è nata dalla costituente che nacque proprio dal referendum del 46 , che

decise di optare sulla repubblica e non sulla monarchia, è ovvio che nella costituzione venne inseriti

referendum è la proposta di un quesito che viene posto all’attenzione popolare

i referendum. Il

il quale va votato provocando effetti diversi. Ci sono referendum che hanno un carattere

meramente consultivo, che comunque non va ignorato e alcuni invece che hanno carattere

decisionale. Il referendum consiste che diventa valevole per tutti la decisione presa a maggioranza,

senza cambiamenti. Importante è che i referendum da costituzione possono essere proposti da base

solo dall‟alto.

popolare a differenza di altri ordinamenti dove sono proponibili

Ci sono vari tipi di referendum che sono: E‟ un tipo di referendum confermativo o

- Referendum Costituzionale art.138 cost.

approvativo. Una legge costituzionale se non passa alla maggioranza assoluta dei 2/3 nella

seconda votazione viene posto a referendum popolare e possono richiedere il referendum

500 mila elettori, 1/5 dei componenti della camera e senato o 5 consigli regionale. L‟ufficio

centrale per il referendum poi decide sulla legittimità della richiesta e poi il Pres. Della

Non c‟è un quorum elettorale e se

repubblica previa deliberazione del consiglio dei ministri.

vincono i si passa altrimenti no. Sono stati usati due volte nel caso del 2001 e del 2005

durante il governo Berlusconi. Ovviamente entrambi bocciati, volevano modificare la parte

V del titolo 2 della costituzione e l‟altro uguale.

Fu l‟unico tipo di referendum scelto dalla costituente

- Referendum Abrogativo art. 75 cost.

per limitare il potere parlamentare. Furono però posti anche dei limiti ovviamente e parte

con la domanda “ si vuole abrogare..” una parte o una intera legge alla quale i

sempre

cittadini rispondono si o no. Possono richiederlo 500 mila elettori o 5 consigli regionali. Il

referendum abrogativo riguarda qualcosa di natura legislativa da abrogare e va garantita la

legittimità del procedimento. Sono inammissibile per costituzioni leggi tributarie, di

bilancio, di indulto e sui trattati internazionali. Questo per permettere al legislatore di

procedere. NE sono poi stati aggiunti altri di limiti come su leggi costituzionali etc. Ulteriori

vincoli sono sulla formulazione del quesito che ovviamente deve essere chiaro e coinciso e

con una domanda secca. Infatti più domande vanno divise in modo da poter dare la scelta a

chi vota. E‟ essenziale l‟omogeneità della richiesta. Quindi omogenea, chiara e univoca. Un

altro divieto è quello di porre referendum su leggi elettorali che servono sul proseguimento

dell‟azione legislativa. Il processo referendario è così diviso :

- Richiesta referendum;

- Verifica ammissibilità ;

- Presidente della Repubblica firma;

- Se il referendum è valido e supera il quorum si cancella la legge in caso di vittoria;

- In caso contrario è un nulla di fatto.

Ci possono essere referendum per modificazioni territoriali come inserimento di un comune o

provincia in un‟ altra regione, referendum per approvare statuti regionali, e così via.

Il primo referendum lo si ebbe nel 74 dopo che la Dc e il governo approvarono una legge per

riconoscere i referendum. F così che entrò il divorzio in Italia. Tutt‟oggi ci sono problemi di

legittimità cioè c‟è un dibattito su scegliere l‟ammissibilità di richieste, del rispetto delle scelte

referendarie e così via. E‟ un lungo dibattito.

L‟associazionismo partitico permette al popolo di partecipare esprimendo preferenze e voti.

L‟articolo 49 della costituzione riconosce ai cittadini la possibilità di associarsi liberamente. Negli

ultimi anni i partiti però hanno sempre più potere diventando una vera e propria casta e prendendo

anche finanziamenti. Ci sono altri strumenti dati al popolo come la petizione che però non ha quasi

l’iniziativa legislativa popolare

mai avuto effetto e ovvero raccogliendo 50 mila firme si mandano

poi ad una delle due camere con una legge proposta e verrà valutata.

RIASSUNTO CAPITOLO 9 : Il parlamento

I parlamenti contemporanei sono organi di natura elettiva, legati al tipo di ordinamento dello stato.

In questo capitolo andremo a capire come sono nati i parlamenti moderni, da quali basi.

Inizialmente vi erano delle specie di assemblee che iniziarono a modificarsi in qualcosa che noi

conosciamo dall‟Inghilterra. Il parlamento inglese si era diviso in due camere stabilendo un sistema

bicamerale. Il re aveva comunque avuto sempre il potere esecutivo, ma piano piano si iniziò ad

intaccare il sistema a vantaggio del parlamento. Con il suffragio universale il parlamento diventava

sempre più rappresentazione del popolo, anche grazie alla nascita dei partiti di massa. Piano piano

iniziò a nascere anche il governo che divenne un comitato direttivo che forniva le dritte e le

mansioni al parlamento. Con l‟avvento degli stati costituzionali il parlamento dovette cedere la sua

definizione di sovrano, cedendola come ad esempio nella nostra costituzione al popolo.

 Il parlamento in Italia fino alla Costituente

Il nostro parlamento è il diretto erede del parlamento regio dell‟Italia monarchica che a sua volta si

era formato sulla base del parlamento subalpino istituito nel 1848. Quello monarchico prevedeva la

cioè la camera e l‟altra di

formazione di due camere, una di rappresentanza nazionale

rappresentanza regia il senato. Il governo infatti si è sempre rivolto alla camera per essere sostenuto

mentre suggeriva al re chi eleggere e inserire all‟interno del senato. Si formò così un

bicameralismo che però non era paritario. La camera durante il fascismo conobbe il cancella mento

di questa e con la sostituzione della camera dei fasci che serviva per essere completamente

controllata dal governo. All‟assemblea costituente infatti si pose il problema di come dovesse essere

il futuro parlamento, se basarsi su una bicamerale o su una camera sola. Il problema da vedere era

anche che ruolo attribuire alle due camere. Il timore per i monocameralisti era quello di avere una

delle due camere controllate dal governo, ma la costituente levò questo dubbio introducendo la

sovranità popolare per entrambe le camere. Si formò così un bicameralismo perfetto, perché le due

camere hanno più o meno i soliti ruoli, ma questo permette proprio un maggior controllo

dell‟attività governativa e della forza popolare. Il problema del paritario però si pone sul fatto che il

senato solo chi ha compiuto 25 può votare. Forse qualche disparità tra le due camere c‟è.

 Com‟è composto il parlamento italiano?

Il parlamento italiano è un organo costituzionale complesso formato da due camere, Camera e

Senato nelle quali si può essere eletti rispettivamente a 25 e 40 anni e che possono essere votati

rispettivamente da chi ha compiuto 18 anni e 25 anni. L‟elezione avviene a suffragio universale,

proprio per ribadire che il popolo è sovrano, e diretto cioè non si votano asseble che poi andranno a

decidere, ma il nostro voto incide subito sulla decisione. La legge 65 cost. prevede che ci siano dei

termini di ineleggibilità come ad esempio casi di doppia carica etc e quindi il cittadino non può

essere eletto. I senatori a vita sono scelti in un numero di massimo 5 persone dal presidente della

repubblica, gli altri invece sono generalmente i presidenti della repubblica che una volta finita la

carica prendono quel posto, anche se non di obbligo. Il voto dei senatori a vita può risultare

importante , basta vedere il governo Prodi 2006 o quello Berlusconi del 1994. Ci sono anche i seggi

dati alle circoscrizioni estero, nelle quali solo italiani che vivono all‟estero possono partecipare e

solo italiani che vivono all‟estero possono votare. Tutto questo mostra come il bicameralismo sia

perfetto e le due camere siano pressoché identiche tranne per i numeri di componenti.

 Durata in carica almeno che non ci sia lo stato di guerra come sancito dal‟articolo

Le camere durano in carica 5 anni,

60 della costituzione e che all‟articolo 78 della stessa da tale funzioni alle camere di poter deliberare

lo stato di guerra. C‟è comunque il divieto di proroga perché non verrebbe rispettato il principio di

cambio al potere. Poi per dare continuità lavorativi le camere continuano a lavorare anche dopo le

elezioni, ma ad esempio non si possono indire le elezioni 45 giorni prima della cessione delle

camere e la prima riunione deve avvenire entro 20 giorni dalle elezioni stesse.

 Parlamento in seduta comune

Serve solamente per questioni elettive e le due camere si riuniscono insieme alla camera e devono

eleggere il presidente della Repubblica oppure metterlo in stato di accusa; eleggere i membri del

consiglio superiore della magistratura ; eleggere 1/3 dei membri della corte costituzionale. Il

parlamento in questo caso è presieduto dal presidente della camera che richiama alla votazione del

presidente della Repubblica.

 Disciplina Costituzionale delle due camere

C‟è un diritto parlamentare che regola le due camere che si forma da fonti costituzionali. Le regole

principali sono che si elegge un presidente di ogni camera eletto nella rispettiva camera; ogni

camera adotta un proprio regolamento e lo fa a maggioranza assoluta, questo per garantire il

massimo di autonomia di entrambe; Le sedute sono pubbliche almeno che non si usi il caso di

quelle segrete che però sono rare e vengono redatte in sintesi o in modo completo stenografate, il

pubblico infatti può assistere; le votazioni sono di solito assunto con la maggioranza dei voti, ma si

deve raggiungere un numero legale di presente, quindi la metà più uno, sennò il voto è nullo; al

senato una delibera è accettata se si raggiungere la maggioranza di coloro che partecipano al voto,

astenuti compreso, infatti se un parlamentare che si astiene vuole dare risultato alla posizione

conviene non presentarsi in aula ; i componenti del governo hanno diritto ad assistere le sedute e il

dovere presentarsi ogni volta che sia richiesto.

Inoltre sullo status giuridico del parlamentare:

- Si può essere eletti solo ad una camera;

- Sono le camera a decidere se dimettere o no il parlamentare per casi di corruzione etc;

Ogni parlamentare rappresenta l‟intera nazione;

-

- Ogni parlamentare riceve un indennità stabilita dalla rispettiva camera;

- Gode di immunità come insindacabilità cioè i parlamentari non possono essere chiamati a

rispondere su come votano e su come dicono le cose; inviolabilità i sindacati non possono

ricevere nessun divieto di libertà personale;

 Organizzazione delle camere

Le due camere sono organizzate in modo sostanzialmente identico. Gli organi delle camere sono :

che viene eletto a maggioranza qualificata, rappresenta all‟esterno

- Il presidente, le camere e

ne dirige i lavori, ordinando anche lo svolgimento delle sedute; per le cose amministrative

viene aiutato anche dai questori. Generalmente il presidente è stato eletto fra i membri

del‟opposizione, cosa interrottasi nel 1994 da quando è invece membro della maggioranza.

- Ufficio di presidenza, è composto in modo da rappresentare tutti i parlamentari e lavora su

compiti di compatibilità, interni, etc. decide l‟orario di sedute, il calendario e così via.

- Conferenza dei presidenti di gruppo,

Composto dai capigruppo e assiste il presidente in tutto ciò che concerne lo svolgimento dei

lavori. Il governo può inviarvi un proprio rappresentante e in base al tempo disponibile la

maggioranza approva ciò che concerne il programma di governo. La conferenza delibera a

all‟unanimità alla camera e a maggioranza qualificata al senato.

- Le giunte. Quella del regolamento segue il lavoro del presidente e ne consiglia modifiche;

quella delle elezioni controlla le regole di votazione e di elezione di parlamentari che magari

sono corrotti; quella delle autorizzazioni a procede, come prevede l‟articolo 68 cost. , che

decide se deliberare sull‟indagine di un parlamentare da parte dei magistrati .

come sostiene l‟articolo 72, svolgono un ruolo importante

- Commissioni permanenti, per lo

svolgimento delle varie attività parlamentari, quelle fisse oggi sono 14 e ricoprono vari ruoli

come quella costituzionale , della giustizia, difesa, bilancio, etc. La loro composizione

rispecchia la formazione parlamentare ovvero ci sarà una maggioranza di componenti

composta dai parlamentari della maggioranza e una minoranza dai parlamentari di

minoranza. La maggioranza elegge i presidenti i quali svolgono un ruolo molto importante,

ovvero è quello che convoca le commissioni e ne dirige i lavori. Inoltre ogni camera può

fare una commissione speciale oppure una commissione di inchiesta. Ci sono anche molte

commissioni bicamerali, cioè miste, come la commissione su questioni regionali etc.

nell‟articolo 70 e sono lo

- I gruppi parlamentari, sono richiamati dalla costituzione

strumento di organizzazione dei partiti politici all‟interno delle camere. Gli aderenti devono

dichiarare a che gruppo appartengono e se non lo fanno confluiscono ne gruppo misto. Ogni

gruppo deve essere formato minimo da 20 parlamentari alla camera e 10 al senato.

All‟interno dei gruppi misti è permessa la composizione di componenti politiche. Ci sono i

presidenti dei gruppi che dirigono i lavori e fanno valere le richieste e regolano il tempo di

all‟interno del proprio gruppo.

aula e chi deve parlare scegliendolo

 Funzioni delle camere

Nella costituzione non c‟è un preciso catalogo delle funzioni del parlamento, ma ci si basa sulla

storia parlamentare italiana e dalla parte II sull‟ordinamento della Repubblica. Il termine funzione

può essere spiegato sia in termini giuridici che istituzionali. Nel primo caso si guarda ai poteri e alle

due camere è dato il potere legislativo che comunque non è esercitata solo dallo stato come dice

l‟articolo 117 cost. , e viene dunque esercitata collettivamente dalle due camere come dice l‟articolo

70 cost. Nel‟altro caso come dice l‟articolo 94 cost. , ogni camera avvalendosi del proprio

regolamento svolge delle funzioni. Ci sono così la funzione di indirizzo, di controllo e di

informazione.

 Il procedimento legislativo

Questo consta di diverse fasi :

- Fase di iniziativa, con la quale si presentano progetti legislativi e ne hanno titolo il governo,

consigli regionali, il popolo e ciascun membro delle camere. I parlamentari possono

presentare il progetto solo alla camera a cui appartengono, gli altri invece a entrambe. Il

governo ovviamente presenta un proprio progetto accordandosi con entrambi i gruppi delle

camere e dei relativi parlamentari per migliorare il processo legislativo.

- Fase istruttoria, che viene affidata alle commissioni. Non è una fase che può essere evitata,

essendo richiamata dalla stessa costituzione. I progetti vengono presentati e discussi in

commissioni specifiche e le altre commissioni sono comunque chiamate a dare un giudizio.

Il ruolo delle commissioni ovviamente dipende dal procedimento legislativo scelto.

che si svolge con 3 procedure diverse. Durante l‟esame della proposta si

- Fase deliberativa,

può passare da un procedimento all‟altro. (A) Procedimento ordinario dove il presidente

illustra il progetto e la commissione ha un ruolo istruttorio perché prima lo discute , lo

esamina articolo per articolo, e poi crea un testo che invia all‟assemblea. (B) Il

procedimento misto consiste che la commissione può redigere un testo semi definitivo,

quindi senza discussione alle camere e quindi prendere o lasciare. (C) Infine vi è il

procedimento in sede legislativa ovvero si può benissimo far passare un progetto senza

passare dalle assemblee, almeno che governo o 1/5 del parlamento non si opponga. Lo

prevede l‟articolo 72 della costituzione. Per alcune materie questa modalità è da escludere.

Se ovviamente il procedimento scelto è quello ordinario c‟è una

- Discussione in aula. all‟esame e votazione

discussione generale, e salvo deliberazione in contrario si passa

articolo per articolo. Seguono anche le dichiarazioni di voto da parte dei rappresentanti dei

gruppi.

Si manda il messaggio all’altra camera,

- in caso di approvazione viene mandato un

all‟altra camera che dovrà approvare il progetto così com‟è perché in caso di

messaggio

modifica dovrà essere rivotato dall‟altra camera.

- Promulgazione da parte del presidente della repubblica che dovrà firmare o meno il

progetto, per poi andare in pubblicazione.

- Le camere prevedono progetti speciali in situazioni di urgenza come la conversione di

decreti legge o esami di progetti di legge costituzionali o di bilancio.

C’è la legge finanziaria

- che dura circa 2 anni e mezzo e il governo presenta entro il 30

entro il 31 Dicembre dello stesso. C‟è una

Settembre di ogni anno il progetto da approvare

presentazione del documento di programmazione economico-finanziaria alla quale vanno

presentati disegni di legge collegati. Ormai i governi usano questo strumento per inserire

tutto e di più, per fare un pacchetto unico, usando maxi emendamenti.

- La legge comunitaria è lo strumento con la quale di permette di adeguare il nostro

ordinamento all‟ordinamento europeo e ogni anno infatti il governo entro il 31 Gennaio

presenta alle camere il disegno di legge.

- Legge di semplificazione permette di racchiudere in un'unica legge diverse leggi ed articoli

in modo da semplificare l‟assetto normativo e ridurre quindi le spese.

 Le procedure di indirizzo

Le camere concorrono a determinare l‟indirizzo politico e quindi cooperano con lo stesso governo,

nel caso della maggioranza. Le camere usano diversi strumenti, come ad esempio rapporto

fiduciario, ovvero votazione sulla mozione di fiducia al nuovo governo ma anche mozioni di

sfiducia presentate dall‟opposizione. Gli strumenti delle camere sono :

- Le mozioni sono lo strumento per fare una deliberazione su diversi argomenti ed ha lo

stesso iter di un normale progetto di legge. Le camere le fanno per chiedere al governo di

muoversi in una certa direzione piuttosto che in un'altra, ma possono anche crearne alcune

dirette alle camere stesse e questo ha un segnale molto forte.

- Risoluzione è identico alle mozioni solo che si distingue per essere usato a fini conclusivi di

un dibattito o di una richiesta a governo che porta appunto a conclusione di un dibatti.

- Ordini del giorno sono di significato ridimensionato, ma sono presentati in corso

dell‟esame di un progetto legge o mozione rivolti appunto al governo.

Ogni camera ovviamente può muoversi nei limiti del rapporto con governo e maggioranza. Il

governo si adopererà in modo che tutte le cose provenienti dalla maggioranza siano di indirizzo

governativo. Se invece un atto di indirizzo è proposto dall‟opposizione la maggioranza farà in modo

di accantonarlo o sostituirlo. L‟opposizione può presentare progetti di legge che difficilmente

verranno approvati e forse nemmeno discussi in aula. Ma almeno possono far sentire le proprie idee

agli elettori.

 Controllo e informazione

Le procedure di informazione e controllo sono diverse. Abbiamo :

- Le interrogazione sono a risposta immediate e al governo viene fatta una domanda alla

quale rispondono solitamente i ministri competenti in modo orale o scritto. Chi ha posto la

domanda ha facoltà di dire se la risposta è soddisfacente e di replicare in pochi minuti, ma

senza aprire un dibattito.

- Le interpellanza invece sono diverse, sempre richieste al governo ma qui si chiede come

mai il governo ha agito in una certa maniera oppure come intende agire su una certa

questione. Si possono chiedere anche mozioni in modo da creare un dibattito. Al termine di

tutto ciò la camera detta i suoi indirizzi.

Le commissioni possono chiedere audizioni cioè chiamano il governo o chi per lui a rispondere su

argomenti di politica amministrativa, oppure relazioni sull‟esecuzione di leggi oppure creare

indagini conoscitive con una serie di audizioni. Secondo l‟articolo 82 della costituzione si possono

fare commissioni di inchiesta che hanno gli stessi poteri e limitazioni dell‟autorità giudiziaria e

hanno per oggetto materie di pubblico interesse. Queste possono servire anche per vicende su cui

bisogna ancora fare luce o casi mai risolti. Possono essere istituite da ciascuna camera oppure

mediante legge, il tutto per dare anche un aspetto e un valore bicamerale.

 Altre funzioni delle camere

Hanno anche funzioni amministrative e giurisdizionali. Esercita l‟autodichia cioè la giurisdizione

domestica su ricorsi personali dei dipendenti delle camere. Oppure ad esempio oltre ad avere

autonomia di bilancio, amministrativa e contabile ad esempio la regolamentazione del sistema audio

televisivo è deciso non dalla rete ma da una commissione parlamentare apposita.

 Sistemi di votazione e Lavori

I lavori parlamentari sono improntati alla programmazione infatti dal 1997 esiste proprio una legge

estesa dalla sola votazione di bilancio a tutto il resto, ed è quello del contingentamento dei tempi

che detta entro quando devono concludersi le assemblee su un certo argomento. I calendari sono più

o meno rispettati anche se ovviamente i casi di deroga sono molto frequenti. Sulle modalità di

votazione possiamo dire che è cambiato rispetto a prima perché ora lo scrutinio segreto è ridotto e

avviene sempre lo scrutinio palese. Obbliga così i gruppi ad assumersi le responsabilità senza fare

imboscate al governo. Le opposizioni usano il metodo dell’ostruzionismo non potendo infatti mai

vincere o quasi sulle votazioni essendo in minoranza, usano tutti i mezzi possibili per rallentare una

votazione o un processo di creazione di legge. Si presentano infatti migliaia di emendamenti, si

chiede una conta della presenze e si obbliga in questo modo la maggioranza ad essere presente in

parlamento fisicamente.

 Il Governo in parlamento

La posizione del governo negli anni si è rafforzata rispetto al parlamento, rimanendo comunque una

delle forme governative meno potenti rispetto agli altri paesi. Infatti il parlamentarismo necessita

per costituzione di una stretta collaborazione tra maggioranza e governo. La costituzione al governo

l‟articolo 64 si dice che i membri del governo possono

conferisce poche prerogative, con

partecipare ed assistere e parlare a qualsiasi riunione ; il 72 permette al governo di eseguire il

procedimento ordinario quando vuole ; il 77 gli attribuisce la facoltà di fare decreti d‟urgenza ; il 94

chiarisce che il governo non ha obbligo di dimettersi se ad una votazione va sotto e che gli pone

degli strumenti per non essere sotto attacchi a sorpresa. Una cosa non trovò legislazione nella

Questa è quando c‟è

costituzione, la questione di fiducia. un annuncio formale del governo che

chiama alla votazione su un tema per questo importante per il proprio indirizzo e nel caso la fiducia

non passi il governo si dimetterà. Oggi infatti il governo può contate sul fatto di dettare i 4/5

dell‟agenda parlamentare e di avere il sostegno della maggioranza che lo sostiene. Il voto di fiducia

è diventato ormai un modo per eliminare la discussione e far approvare in blocco un emendamento

o disegno di legge. Il governo, in sintesi, anche in Italia inizia ad avere i poteri per poter governare

in modo stabile.

 Parlamento e altri organi o soggetti

- Con il presidente della Repubblica , viene eletto in sede comune dal parlamento, promulga

le leggi del parlamento e può essere messo in stato d‟accusa dal parlamento.

- Corte costituzionale i cui membri, cioè i giudici costituzionali, sono eletti per 1/3 dal

parlamento e l‟articolo 136 prevede che possano controllare l‟attività governativa e

sostenere se una norma è incostituzionale o meno

- Potere giudiziario , elegge 1/3 dei giudici del consiglio superiore della magistratura e

controlla l‟operato del ministro della giustizia su come regola e fa funzionare l‟apparato

giudiziario e di controllo ;

- Regioni era prevista dalla costituzione una commissione sulle regioni e si sono creati dei

regolamenti parlamentari per colmare una lacuna del nostro ordinamento in attesa di una

riformazione del sistema che preveda l‟inserimento di parlamentari regionali nel parlamento.

Si ricorda che le Regioni possono proporre una proposta di legge alle camere.

- Unione Europea sottrae poteri al governo perché alcune funzioni normative vengono

intraprese dall‟Unione stessa. In entrambe le camere c‟è una commissione permanente ue

per controllare le varie attività per esaminare e accettare le normative.

RIASSUNTO CAPITOLO 10 : Il Presidente Della Repubblica

Ogni ordinamento statale ha una figura istituzionale che lo rappresenta all‟estero e nello stato stesso

nella sua interezza. Questa figura è il capo dello stato, fin da tempi antichi identificato con il

monarca, infatti era per definizione il re. Oggi non è più così e in rari casi come la Svizzera questo è

un organo collegiale. Quasi sempre il capo dello stato è un organo monocratico cioè costituito da

una sola persona. Il capo dello stato può essere (A) presidente della Repubblica eletto dal corpo

elettorale o da un organo collegiale eletto a sua volta che può essere in parte o del tutto elettivo ; (B)

monarca di estrazione ereditaria, ad esempio nel caso di figlio o figlia. In Europa ci sono ancora

molte monarchie ma nel tempo hanno perduta la loro importanza e forza perché mancano di

legittimazione rappresentativa. Oggi comunque il ruolo del capo dello stato assume funzioni

meramente rappresentative.

 Elezioni e Durata in carica

Viene eletto dalla seduta comune delle due camere e da 58 delegati delle regioni, come dice

l‟articolo 83 cost. , con maggioranza qualificata. Per le prime tre votazioni si usa una maggioranza

qualificata, dopo di che invece una maggioranza assoluta. La maggioranza qualificata prevede il

voto a favore per minimo i 2/3 degli aventi diritto al voto. Vennero inclusi i rappresentanti delle

regioni durante la costituente per fare in modo di ricevere il più possibile una legittimazione a

livello nazionale. L‟articolo 84 dice che per essere eletti in questa carica si deve avere minimo 50

anni, godere dei diritti politici e civili e non ricoprire altre cariche. La sua durata in carica è 7 anni,

come dice l‟articolo 85, ed è di notevole lunghezza. Questo permette in qualche modo di svincolarlo

da legami politici con parlamento e non e di essere un rappresentante di tutti. In caso di problemi e

quindi di assenza del presidente della repubblica prende il suo posto temporaneamente il presidente

l‟impedimento del ricoprire la carica è per

del Senato e questo viene chiamato supplenza. Se però

forze maggiori come morte o dimissioni si rivà alle elezioni, come sancito dal‟articolo 86. Il

presidente del Senato ovviamente ricoprendo questa carica deve darsi una regola, perchè è

provvisoria e deve concordare con il presidente della Repubblica sulle azioni da svolgere, specie se

politiche. Dal 48 ad oggi si sono dimessi 4 presidenti. Ogni presidente che cessa la sua carica per

qualsiasi motivo, salvo opposta richiesta, diventa senatore a vita, salvo appunto rinuncia come

sancito dall‟articolo 59.

 Attribuzioni del presidente della Repubblica

Il capo dello stato per la costituzione, come dice l‟articolo 87 , è un organo di garanzia nazionale.

Solo questo come definizione si trova nella carta costituzionale e quindi tutto il resto gli va

attribuito riconducendoci alle attribuzioni giuridiche affermate dal 48 in poi. L‟articolo 89 sancisce

che gli atti del Presidente Della Repubblica non sono validi se non sono ratificati da un membro del

governo. Questa si chiama controfirma. La controfirma viene fatta dai ministri competenti. Per un

difetto di scrittura infatti da 60 anni c‟è un dibattito se al presidente della repubblica spettino certi

poteri o no. Infatti nell‟articolo sopra citato ad un certo punto si parla di ministri proponenti, ma

poco dopo competenti. Evidentemente c‟è un errore. Per la corte costituzionale la controfirma

assume un diverso valore a seconda del tipo di atti di cui rappresenta il completamento. I poteri

attribuiti al presidente dalla costituzione sono i seguenti :

- Sulla rappresentanza esterna accoglie i rappresentanti esteri, dichiara lo stato di guerra,

firma trattati ed effettua visite all‟estero(art.87) ;

- Sul parlamento nomina fino a 5 senato a vita; scioglie le camere, tranne negli ultimi sei

mesi del suo mandato nei quali non può;indice le elezioni ; può mandare messaggi alle

camere ;

- Funzione legislativa promulga le leggi di governo; può rinviarle ; accetta la presentazione

dei disegni legge del governo alla camera ; emana gli atti di governo aventi forza di legge;

- Funzione esecutiva nomina il presidente del consiglio e su proposta di questo nomina i

ministri, conducendoli al giuramento sulla costituzione; accetta le dimissioni del governo;

presiede il consiglio supremo della difesa ;

- Sovranità popolare indice oltre alle elezioni delle nuove camere anche i referendum e

dichiara l‟abrogazione della legge posta sotto referendum se la richiesta passa;

- Esercizio della giurisdizione nomina i giudici della corte costituzionale e presiede il

consiglio superiore della magistratura e può concedere la grazie e commutare le pene.

Come abbiamo potuto vedere molte attribuzioni sono di tipo regio, come la presidenza del Csm.

Alcuni atti che può compiere senza controfirma sono ad esempio le esternazioni, ovvero opinioni su

qualcosa non riconducibili alla sua carica. E‟ comunque da usare con cautela perché ovviamente

anche se ne ha facoltà il richiamo della sua carica è sempre alto. Rimane il fatto che il Presidente

di poteri nelle sue mani per controllare l‟attività

della Repubblica ha una buona quantità

governativa, come appunto il rimandare una legge approvata etc. Può esercitare il potere di grazia,

che è stata concessa a molti anche se negli ultimi anni è diminuita, in quanto è un eccezionale

Ovviamente c‟è un apparato amministrativo con il segretario generale della presidenza

strumento.

della repubblica e altri lavoratori, circa 1000 , che regolano varie attività. Ne 2008 si è calcolato una

spesa di 240 milioni per il Quirinale.

 Le responsabilità

L‟articolo 4 dello statuto albertino prevedeva che il re era sacro e inviolabile, cosa che non c‟è nella

nostra costituzione ma che effettivamente può essere riconosciuto. Infatti ovviamente il presidente

per essere tutelato e garantire l‟autonomia è comunque superpartes. L‟articolo 90 infatti prevede che

il presidente ha una forma di irresponsabilità per i suoi atti, tranne che nel caso di attentato alla

costituzione e di alto tradimento. Il parlamento in sede comune e la corte costituzionale

l‟unico giudice nei confronti del presidente. Su azioni al di fuori della sua carica il

rappresentano

presidente della repubblica è un comune cittadino che viene sottoposto alla normativa vigente. Il

che ne dichiara l‟effettività,

procedimento dello stato di accusa avviene per mezzo del parlamento

poi rimandato a decisione alla corte costituzionale che prendendo tutti gli atti e le indagini deciderà

sul da farsi. Ci può essere l‟archiviazione per infondatezza oppure una relazione di conclusione e

quindi una sospensione cautelare del capo dello stato. Il giudizio della corte costituzionale si divide

in : - Fase istruttoria ovvero si raccolgono tutti i dati;

- Dibattimento discussione tra le parti ;

- Decisione ovvero se ci sarà assoluzione o condanna.

La sentenza è definitiva e non potrà essere impugnata, tranne che nel caso di revisione. La nostra

carta mostra ancora caratteri di ambiguità non essendo del tutto completa sul tema. Oltretutto la

costituzione non prevede limiti alla rielezione del presidente, cosa invece forse da inserire, anche se

ormai per consuetudine ogni 7 anni si cambia il presidente.

 Nella Prassi

Il capo dello stato si può considerare una riforma ambigua. Perché dovrebbe essere il garante

nazionale ma i poteri che gli da la costituzione ne permettono una certa influenza politica. Il

problema della controfirma infatti mette al centro il fatto che il presidente deve attuarla per tutti gli

atti presidenziali senza dividere il ruolo e il lavoro. Non essendo a costituzione molto chiara si può

capire come mai negli anni i vari presidenti si sono comportati in modi molto diversi tra loro.

Giovanni Gronchi fu il primo a delineare un cambiamento per fare un governo che rispondesse più

al presidente che ai partiti. Ma non ci riuscì per la compattezza dei partiti. Sandro Pertini fu il

primo presidente mediatico e si può dire inoltre che dovette intervenire molte volte, vista la crisi

partitica in corso. Con Scalfaro i poteri presidenziali si potettero vedere realmente, basta pensare

alla caduta del governo Berlusconi del 94 etc. Ciampi fu il presidente più acclamato sia per le scelte

che per la figura che rivestiva. Ha fatto uso limitato del potere di rinvio e inoltre non accettando la

nomina di nuovo, impostò un vero e proprio politico, impostando così una cosa non detta dalla

costituzione, ma sancita dalle sue parole. Il presidente ha il potere di scioglimento ma non può

esercitarlo negli ultimi 6 mesi di carica. Il potere di convocare le elezioni anticipate è molto

importante. Nella movimentata legislatura del 2006 di Prodi Napolitano dovette intervenire diverse

volte per risolvere la crisi di governo. Lo scioglimento è importante per poter garantire una vera

attività legislativa, senza che il governo rimanga fermo per mesi in uno stato di crisi.

RIASSUNTO CAPITOLO 11 : Il Governo

Secondo la tradizionale tripartizione dei poteri, il governo detiene il potere esecutivo, anzi il

governo è il potere esecutivo ovvero quella facoltà di porre in essere attività immediate,cioè

concrete che hanno effetto sullo stato. Ha anche il potere di amministrazione, ovvero regolare con

norme e tempi le varie attività, strutture e funzioni e quindi prendere in modo continuo le decisioni.

Il governo è l‟organo che maggiormente realizza opere pubbliche. Il governo moderno inizia a

nascere in Inghilterra quando nel 700 accanto al re iniziano a comparire figure di funzionari e poi si

afferma la figura del primo ministro. Nel XX secolo prendono però forza i partiti di massa che

mettono il governo e quindi l‟esecutivo in una situazione di debolezza, improntando il sistema

parlamentare sul partitismo. Con l‟avvento del suffragio universale prendono voce tutti gli strati

sociali. Il problema della funzionalità di governo rimane un problema in Italia fino ai giorni nostri,

così come in altri paesi. Durante la costituente non si pensò a questo problema, anzi in pratica si

rafforzò lo stato dei partiti. Il parlamento è diventato il luogo di rappresentanza dei partiti. E il

– partiti è il nostro tallone d‟Achille giuridico. In Italia l‟esecutivo non è

rapporto governo

meramente tale, anzi si può dire che il governo comunque detiene i poteri esecutivi ed è titolare

dell‟iniziativa legislativa, ovvero più o meno tutto ciò che propone viene approvato. Il governo

negli anni è stato rafforzato dalla creazione di un bipolarismo del sistema politico. Il governo è

inoltre il vertice del‟apparato amministrativo e ogni branca amministrativa ha al suo vertice un

ministro che ha il dover di far funzionare la macchina amministrativa. Il governo oggi detiene più

flessibilità e continuità in modo da permettere un operatività migliore per il bene del paese.

 Composizione del governo italiano

L‟articolo 92 della costituzione dice che il governo è un organo complesso composto infatti da un

organo collegiale e da una pluralità di organi individuali :

- Presidente del Consiglio dei ministri ;

- Ministri;

- Consiglio dei ministri.

La disciplina del governo si trova nel titolo III della parte II della costituzione. Nella costituzione

molto sintetici tanto da rendere un po‟ confuso il ruolo

solo 5 articoli parlano del governo, ma sono

di questo organo. Dal 1988 infatti sono state introdotte delle leggi per disciplinare meglio il ruolo. Il

problema è che i costituenti non ritennero necessario di rafforzare il governo e questo ha portato a

molte crisi di governo negli altri, non permettendo all‟esecutivo una certa forza di scelte ed azione.

L‟articolo 95 della costituzione ci dice come sono divisi i ruoli e infatti :

- Il Presidente del consiglio ha il compito di dirigere la direzione della politica di governo,

sulla quale ha responsabilità politica;

Deve mantenere l’unità dell’indirizzo politico e amministrativo ;

- Può promuovere l’attività dei ministri;

-

- Il suo potere chiave è la nomina dei ministri;

- Può porre la fiducia alle camere;

- Controfirma gli atti deliberati dal consiglio e presenta alle camere i disegni di legge

d’iniziativa governativa;

- Può apporre il segreto di stato e nomina i servizi di intelligence;

Promuove e coordina le azioni dell’ Ue in Italia.

-

Ha sede in palazzo Chigi e si chiama Presidenza Del Consiglio.

Il consiglio dei Ministri del quale poco dice la costituzione, invece determina la politica generale

del governo , regola eventuali conflitti tra ministri e regola qualsiasi deliberazione su attività

politiche. Infatti;

- Decide in merito al voto di fiducia ;

- Decide su quale indirizzo di politica internazionale e comunitaria intraprendere;

- Decide sulla presentazione di disegni di legge e atti normativi ;

- Decide sulle nomine ad amministrare enti pubblici ;

di atti amministrativi;

- Decide sull’annullamento

- Crea ricorsi su leggi , ad esempio regionali, che vanno contro le legge dello stato.

C‟è un regolamento su come devono riunirsi, su quando convocare riunioni e discussioni e come

decidere l‟ordine del giorno ed è un regolamento adottato dal presidente del consiglio.

Infine abbiamo i ministri che sono al vertice delle rispettive amministrazioni e rispondono degli atti

del consiglio dei ministri e dei singoli atti dei loro enti. Quando viene formato un governo si

possono nominare ministri che non abbiano alcun ministero per facilitare il lavoro del presidente

del consiglio. Questi sono i ministri senza portafoglio che siedono a pari degli altri ministri.

Ci sono altri organi di governo, ovvero;

- Vicepresidenti del consiglio dei ministri;

- Sottosegretari di stato alla presidenza del consiglio;

- Viceministri;

- Comitati interministeriali :

- Il consiglio dei ministri può nominare commissari straordinari di governo.

 Come si forma il Governo?

Il nostro governo nel nostro ordinamento non è un organo a durata fissa perché questo dipende dalle

elezioni parlamentari. Come prevede la costituzione il governo si costituisce per nomina del

presidente del consiglio da parte del presidente della repubblica al quale verrà proposta dal primo

una lista di ministri da eleggere( art. 92 cost. ). Come dice l‟articolo 94 il governo deve ottenere la

fiducia di entrambe le camere, e deve presentarsi ad esse entro 10 giorni per ricevere la fiducia. La

costituzione è molto striminzita a riguardo e molto generale, in questo modo si obbliga comunque il

presidente a scegliere una personalità in grado di ricevere la fiducia il più possibile. Avvengono così

E‟

le consultazione presidenziali nelle quali si fanno vari incontri per capire la situazione politica.

una prassi sempre usata anche se non è sempre stata uguale sia come tempi che come forma. Se alle

elezioni il risultato mette una maggioranza partitica forte e coesa le consultazioni durano poco, in

appunto un‟ accordo.

caso contrario invece possono durare molto per trovare Il presidente della

repubblica non da subito l‟incarico ma da l‟incarico di formare il governo alla personalità

prescelta con riserva, in modo che prima lui sondi il terreno e il presidente della repubblica rimane

Darà l‟incarico nel momento in cui in volta definitiva il presidente con riserva gli

con il suo potere.

darà una lista di ministri da eleggere. Dopo questo viene eletto e ci sarà la fiducia parlamentare, in

dalle camere. Da sempre c‟è

modo che prima vi sia una formazione che deve essere poi accettata

stata l‟influenza dei partiti anche se negli ultimi anni è via via diminuita. Alla fine l‟articolo 93

prevede il giuramento con il quale i membri di governo promettono fedeltà alla repubblica e

rispetto della costituzione. All‟inizio però il governo eseguirà cose di ordinaria amministrazione,

poi dovrà nominare i sottosegretari, stenderà il programma e lo presenterà alle camere alle quali

verrà posto un voto di fiducia da votare, chiamata mozione di fiducia. La votazione avviene a

scrutinio palese e ad appello nominale. La fiducia quindi di entrambe le camere completa il

processo di formazione governativa.

 La responsabilità del Governo

Il governo risponde del proprio operato a vario titolo e deve essere sempre garante del proprio ruolo

di unione con il parlamento che ,come prevede l‟articolo 94, può sfiduciarlo in ogni momento,

oppure negando la fiducia quando è il governo a sollecitarla. Tutto ciò che viene fatto è sottoposto a

giudizio dell‟opinione pubblica. Nella responsabilità penale dobbiamo dividere tra reati commessi

dal presidente del consiglio e tra coloro che svolgono l‟esercizio delle funzioni. L‟articolo 96

prevede che le indagini preliminari siano date a un collegio composto da tre magistrati che sono

estratti a sorte ogni 2 anni, gli atti vengono trasmessi alle camere alle quali si chiede

l‟autorizzazione a procedere e viene deliberata dalle camere di appartenenza e può essere negata

l‟autorizzazione solo se a maggioranza assoluta si reputi che l‟imputato abbia agito a livello

costituzionale per il bene del paese. Prima era la corte costituzionale a giudicare ma con u

referendum abrogativo si cancellò tale norma che per molti paralizzava il lavoro della corte. Salvo

quanto previsto dal‟articolo 96 una legge del 2003 sancì che il presidente del consiglio non potesse

essere sottoposto a processi penali per fatti antecedenti alla carica e una nuova legge di sospensione

dei processi venne rifatta durante il governo Berlusconi 2008.

 Come cessa dalle funzioni il governo

Il governo cessa dalla sua funzione quando un nuovo governo giura nelle mani del Presidente Della

Repubblica. C‟è anche la situazione di crisi di governo avviene con la dimissione del presidente

del consiglio. C‟è anche il di governo, ma si

rimpasto che non è una chiusura dell‟azione

sostituiscono più ministri e se un ministro si dimette si chiama ad interim l‟incarico di reggere un

ministero. Se però viene approvata una mozione di sfiducia il governo deve dimettersi. Ma è lo

stesso governo che può porre la questione di fiducia e il voto contrario equivale ad una mozione di

I governi in carica si sono sempre dimessi all‟indomani

sfiducia. Basta pensare al Governo Prodi.

della nuova entrata dell‟esecutivo ed è una norma di correttezza. La nostra costituzione per i

ministri non parla di revoca ma si pone la sfiducia individuale che venne legittimato dalla corte

costituzionale da una sentenza del 1996. Questo strumento venne introdotto per coprire un‟assenza

nella costituzione per poter dare uno strumento al presidente del consiglio.

 Il governo e i rapporti con altri organi

, c‟è un rapporto fiduciario tra governo e parlamento al cui interno il lavoro

- Il Parlamento

del governo è fondamentale per la stabilità;

- Presidente della Repubblica è sempre informato sulle attività parlamentari e firma tutti gli


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Brescia - Unibs
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Brescia - Unibs o del prof D'Andrea Antonio.

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