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Diritto pubblico

Appunti sotto consiglio del libro consigliato "Introduzione allo studio del diritto pubblico e delle sue fonti", lezioni in classe e slide basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. De Angelis dell’università degli Studi Foro Italico - Iusm. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Istituzioni di diritto pubblico docente Prof. C. De Angelis

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La forma di stato liberale di diritto, in Italia e in Germania, crollò dopo la 1 guerra mondiale

e venne sostituita da forme di stato autoritarie oppure totalitarie.

STATO DI DIRITTO E STATO LIBERALE. Stato di diritto è un concetto più giuridico, in

quanto si basa su alcuni pilastri necessari: separazione poteri, legalità, tutela diritti,

principio di uguaglianza giuridica. Lo stato liberale ha una dimensione ideologica liberista

dei rapporti sociali: centralità delle libertà negative (pretese di escludere ingerenze esterne

nella sfera personale dell'individuo).

4. LE FONTI DEL DIRITTO

Nel linguaggio giuridico fonte del diritto indica lo strumento di produzione del diritto. Fonte

del diritto è l'atto o il fatto abilitato dall'ordinamento giuridico a produrre norme giuridiche,

ovvero a innovare l'ordinamento giuridico.

Le fonti le possiamo dividere in:

– Fonti di cognizione quando sono gli strumenti di innovazione e produzione

dell'ordinamento giuridico, sono gli strumenti con i quali si viene a conoscere le fonti di

produzione. La più importante è la gazzetta ufficiale.

– Fonti di produzione, divisibili in fonti atto (costituzioni, leggi e decreti legge) che

indicano l'attribuzione a certi organi del potere di creare, integrare o modificare il diritto e

fonti fatto (consuetudini → indica un comportamento, un fatto, un uso ripetuto nel tempo in

una determinata società e fonti extra ordinem), che indicano tutti quei fatti esistenti,

concreti, consolidati che l'ordinamento riconosce avente valore normativo e di fonte e da

cui ordina e consente l'applicazione per il semplice fatto di esistere.

Per risolvere le antinomie normative ci soffermeremo su 3 concetti principali:

– Criterio della Gerarchia → nel conflitto tra le regole poste tra 2 fonti, prevale la regola

posta dalla fonte superiore. Per forza di un atto normativo si intende la sua capacità di

produrre nuovo diritto, di innovare l'ordinamento giuridico creando nuove regole (forza

attiva), nonché la capacità di resistere all'innovazione portata a un atto diverso (forza

passiva).

Si procede con l’ annullamento della legge, ossia la dichiarazione, da parte della Corte

Costituzionale, dell’illegittimità di una disposizione o di una norma, che viene annullata dal

sistema

normativo. Gli effetti dell’annullamento sono erga omnes ed ex tunc (da allora); ciò vuol

dire che riguardano tutti i cittadini e solo per i casi giuridici non ancora esauriti, che

possono essere messi ancora in discussione.

PIRAMIDE (dal basso) → FONTI TERZIARIE (consuetudini) → FONTI SECONDARIE

(regolamenti governativi ministeriali regionali e degli enti locali) → FONTI PRIMARIE (leggi

statali e regionali, atti del governo con forza di legge, referendum abrogativi) –> FONTI

COSTITUZIONALI (Costituzione e leggi costituzionali) → PRINCIPI SUPREMI.

Il principio di gerarchia consente di risolvere i conflitti tra regole giuridiche indicando che la

regola posta dalla fonte inferiore è destinata a soccombere dinanzi a quella posta dalla

fonte superiore.

– Criterio della Competenza → nel conflitto tra le regole poste da 2 fonti, prevale la

regola posta dalla fonte competente; tale criterio si applica quando una fonte superiore

(che si configura come fonte sulla produzione) attribuisce a fonti di produzione che hanno

determinate caratteristiche, la possibilità di disciplinare certe materie con l'esclusione di

tutte le altre.

– Criterio Cronologico → nel conflitto tra le regole poste da 2 fonti (di eguale grado

gerarchico e nello stesso settore di competenza) prevale la regola più recente.

Si chiama Abrogazione l'effetto che una norma successiva produce nei confronti di quella

precedente, e cioè il fenomeno per cui la norma successiva delimita temporalmente la

sfera di applicazione di quella precedente, purchè esse siano sullo stesso piano

gerarchico e sullo stesso settore di competenza. 3 tipi di abrogazione:

– abrogazione espressa, per dichiarazione espressa dal legislatore;

– abrogazione implicita, per incompatibilità tra le nuove disposizioni;

– abrogazione tacita, perchè la nuova legge regola l'intera materia già regolata dalla legge

anteriore.

Una distinzione importante riguardo le norme è quella in merito alle regole e ai princìpi:

- Regole : norme soggette ad applicazione categorica; in caso di conflitto tra regole, si

attuano

le procedure per le antinomie del diritto.

- Princìpi : norme aperte a diverse modalità applicative. Dai principi (generali) nascono le

regole (specifiche). In caso di conflitto tra principi, si cercherà di bilanciare , ovvero, di

applicare entrambi nella maggior misura possibile, trovando una sorta di compromesso.

Riguardo i princìpi c’è un’apposita ed importante sezione della Costituzione (art. 1/13), da

cui

possiamo vedere che la Costituzione Italiana è una costituzione rigida, basata sulla

necessità

di leggi scritte (quindi di ordinamento giuridico di tipo “civil law”, mentre altri

ordinamenti,basati su sentenze, sono di “common law”).

5. LE SINGOLI FONTI DEL DIRITTO

LA LEGGE.

Per legge si intende l'atto normativo, deliberato dalle 2 camere del Parlamento, in un

identico testo, promulgato dal Presidente della Repubblica e pubblicato sulla gazzetta

ufficiale.

Esistono 2 principi per comprendere la natura della legge come fonte primaria:

– principio del numero chiuso delle fonti primarie: esse sono solo quelle stabilite dalla

costituzione; da questo principio deriva il fatto che per creare nuove fonti che abbiano

forza attiva e o passiva primaria è necessaria una fonte costituzionale.

– Il secondo principio è che gli unici limiti che valgono per il legislatore sono quelli

stabiliti direttamente dalla Costituzione o da fonti pari ordinate.

Si ha una riserva di legge quando una norma della Costituzione riserva alla legge la

disciplina di una determinata materia escludendo, o ammettendo, solo in parte, che essa

possa essere oggetto di altre fonti normative.

Una distinzione è quella tra: riserva relativa (si ha quando la legge deve intervenire solo a

definire gli aspetti generali e qualificanti della disciplina, potendo altri aspetti essere deferiti

alla fonte regolamentare del governo) e riserva assoluta (dove l'intera materia deve essere

disciplinata da fonti primarie).

Nei tempi più recenti assistiamo alla moltiplicazione di leggi a contenuto tipizzato, sono i

casi di legge a cadenza annuale con contenuto specializzato, istituite da altri interventi

legislativi:

– LEGGE DI BILANCIO → legge a cadenza annuale espressamente prevista dalla

Costituzione, che impone alla camere di approvare ogni anno i bilanci e il rendiconto

consuntivo presentati dal governo (art. 81). il procedimento per la sua approvazione ha

caratteristiche particolari, ad esso partecipano commissione bilancio e tutte le altre

commissioni permanenti. Un'altra serie di disposizioni mira a tutelare le decisioni

governative; per questo è impedito che i caratteri della manovra vengano sostanzialmente

alterati e che l'approvazione si protragga a lungo tempo. Per raggiungere questo obiettivo

è prevista l'istituzione della sessione di bilancio, periodo in cui le camere sono impegnate

nella discussione e approvazione leggi bilancio e stabilità.

– LEGGE DI STABILITA' → ha lo scopo di attuare il programma di politica economica del

governo e di fissare il limite complessivo di entrate e spese, per l'attuazione del patto di

stabilità europeo.

– LEGGE COMUNITARIA ANNUALE → essa disciplina il processo di formazione della

posizione italiana nella fase di predisposizione degli atti comunitari e dell'UE.

– LEGGE ANNUALE DI SEMPLIFICAZIONE → ha lo scopo di realizzare misure di

semplificazione normativa e amministrativa a livello nazionale;

– LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA → ha lo scopo di

rimuovere gli ostacoli regolatori, di carattere normativo o amministrativo, all'apertura dei

mercati, di promuovere lo sviluppo della concorrenza e di garantire la tutela dei

consumatori.

– LEGGE ANNUALE PER LE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE → volta a definire

gli interventi per la tutela e lo sviluppo delle medesime da adottare nell'anno successivo.

8. LE FORME DI GOVERNO

Per forme di governo s’intende la forma di organizzazione dei poteri riconosciuti e i

rapporti che si instaurano tra gli organi costituzionali dello Stato.

Indica le modalità con le quali la funzione di indirizzo politico (per funzione di indirizzo

politico si intende la determinazione delle finalità da perseguire da parte dei poteri pubblici

in un preciso momento storico) è ripartita tra gli organi costituzionali e le relazioni che

intercorrono tra questi.

Quando parliamo di forma di governo ci riferiamo a uno Stato in cui il potere sovrano viene

esercitato da più organi e c’è dunque una separazione. Poiché esistono più organi si deve

decidere: quale parte del potere ha ciascuno di essi e quali rapporti hanno fra di loro gli

organi.

Le forme di governo classiche sono: parlamentare, presidenziale, semipresidenziale e

direttoriale (Direttoriale qui un collegio composto da più persone funge da Capo dello

Stato e del Governo. ES. Svizzera c’è assemblea federale, un consiglio federale

formato da 7 membri e svolge funzioni di governo e di capo dello Stato, un governo

confederale)

La monarchia costituzionale è la forma di governo che si afferma nel passaggio dallo

Stato assoluto allo Stato liberale, una forma “attenuata” di monarchia dove il sovrano è

controllato più o meno da altri organi dello Stato. Si caratterizza per la netta separazione

dei poteri tra il Re ed il Parlamento, titolari rispettivamente del potere esecutivo e del

potere legislativo.

In Italia la monarchia sabauda divenne costituzionale con Carlo Alberto (1848, la

Costituzione del Regno d’Italia divenne Statuto Albertino, che poi fu costituzione del

Regno d’Italia dal 1861 al 1946, anno nel quale l’Italia divenne una Repubblica).

La monarchia parlamentare rappresenta la naturale evoluzione di quella costituzionale.

Se in quest’ultima il Re, seppur privo di potere legislativo e giudiziario, ha ancora quello

esecutivo, nel sistema parlamentare il re viene ridotto al essere una figura cerimoniale, il

rappresentante dell’unità nazionale.

Il passaggio tra le 2 forme di governo è sottolineato dall’istituto del voto di fiducia del

parlamento verso il governo, che sottrae progressivamente al monarca ogni discrezionalità

nella scelta del Primo ministro.

Se l’accoglimento di tale forma di governo fu il portato della transizione dallo Stato liberale

alla democrazia, la sua prima manifestazione storica si sviluppò quando ancora il

parlamento era eletto da un corpo elettorale in una condizione di oligarchia.

La durata vitalizia delle carica del Capo dello Stato è sostanzialmente l’unica differenza di

questo sistema dalla repubblica parlamentare.

Il Paese che per primo ha sperimentato il sistema parlamentare è stato l’Inghilterra. Lo

strumento su cui il parlamento ha potuto fare imporre il rapporto di fiducia è la

responsabilità penale dei ministri. Minacciando tale strumento il parlamento chiede

l’allontanamento dei Ministri sgraditi; a poco a poco il re prese a nominare ministri graditi al

parlamento dando un ruolo centrale allo stesso.

Se il Parlamento inizia ad assumere valore: distinguere tra parlamento monista e dualista,

il parlamentarismo pluralista e il legame con il sistema dei partiti, il parlamentarismo e le

sue variabili e meccanismi razionalizzazione del potere, parlamentarismo maggioritario e

compromissorio.

PARLAMENTARISMO DUALISTA E MONISTA. In conseguenza di tale evoluzione, si

venne a determinare una situazione nella quale il governo aveva una doppia fiducia,

essendo legato sia al re che al parlamento (forma di governo parlamentare dualista 

questo sistema si è affermato in Inghilterra nel 18 secolo ed è avvenuto in Italia con lo

Statuto Albertino. Il dualismo riflette l’equilibrio sociale tra monarchia e parlamento

borghese).

Fu in un momento successivo che giunse a maturazione la forma di governo parlamentare

monista: in essa il Re perdeva ogni possibilità di incidere sulla composizione del Governo,

che è determinata unicamente dalla volontà del parlamento. E’ un sistema in cui il governo

ha un rapporto di fiducia solo con il parlamento ed il capo dello Stato è relegato in un ruolo

di garanzia.

Il principale strumento per esprimere tale trasformazione del ruolo del capo dello Stato è la

controfirma; essa ha assunto una funzione di trasferire al Governo, controfirmante, la

responsabilità politica per gli atti del capo dello Stato ed ha comportato il sostanziale

spostamento al Governo di funzioni importanti.

Il Parlamento è diventato così monista perché la direzione politica si è concentrata nel

sistema Parlamento-Governo, intimamente legati grazie al rapporto di fiducia!

SISTEMA DEI PARTITI E FORME DI GOVERNO. Quanto più le ali estreme sono radicali

tanto più un sistema di governo difficilmente si regge (partiti anti sistema). Pertanto il

sistema funziona basandosi su una molteplicità di poli politici (sistema multipolare).

Quando un sistema si permea su due grossi poli complessivi di partiti (sistema bipolare) la

competizione elettorale è vissuta come competizione tra poli alternativi. Quindi emerge

dopo le elezioni una maggioranza che esprimerà il Governo. Perciò il sistema bipolare può

avere modalità di funzionamento simile a quelle di un sistema bipartitico, dove esistono

due soli partiti (Whigs and Tories) che si alternano nella gestione. Tra forma di governo e

sistema dei partiti esiste un rapporto di condizionamento reciproco.

LE FORME DI GOVERNO NELLA DEMOCRAZIA PLURALISTA. Nella democrazia

pluralista il funzionamento della forma di governo è influenzata dalla presenza di una

pluralità di partiti e gruppi organizzati. Più esattamente il funzionamento ed il rendimento

non possono essere considerati solo delle regole costituzionali (costituzione formale) ma

dal concreto attuarsi ed operare delle istituzioni (costituzione materiale).

Si usa dire che le norme costituzionali sulla forma di governo sono a fattispecie aperta.

Le principali forme di governo nel sistema di democrazia pluralista:

- il sistema Parlamentare e le sue varianti diffuso soprattutto in Europa; questa forma di

governo si caratterizza per l’esistenza di un rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento

dove il primo costituisce emanazione permanente del secondo, il quale può costringerlo

alle dimissioni votandogli la sfiducia.

Se il Parlamento è bicamerale (modello Italia) il voto deve essere dato dalle due camere,

se la fiducia o no viene data solo da una camera il sistema è detto monocamerale.

- il sistema Presidenziale, prevalente negli USA; il potere esecutivo si concentra nella

figura del Presidente che è sia capo dello Stato sia del governo. Eletto direttamente dai

cittadini, egli forma il suo governo che non ha bisogno di fiducia parlamentare in quanto ha

già fiducia dei cittadini attraverso il voto.

Il Parlamento è eletto dal Presidente ed è il solo titolare del potere legislativo. Il Presidente

non può modificare le leggi se non affidandosi a deputati a lui vicini che agiscono secondo

i desideri del capo dello Stato; la potestà legislativa non può essere delegata al governo.

Questa netta divisione tra Presidente e Parlamento si riflette nell’insindacabilità politica

reciproca: il Parlamento non può licenziare il Presidente il quale a sua volta non può

sciogliere le camere.

E’ il principio cardine della Divisione dei Poteri che garantisce democraticità di questa

forma di governo.

Durata mandato presidente 4 anni, durata parlamento 2 anni.

- il sistema semipresidenziale, in specie la Francia. Qui il governo si trova a dipendere

dalla fiducia di 2 organi, il pres della repubblica e il parlamento. Il Primo ministro viene

nominato dal Presidente, ma necessita, insieme al resto del suo esecutivo, della fiducia

parlamentare.

La struttura è quindi diarchica del potere di governo: il pres della Repubblica e il primo

Ministro. L’uno è legato all’investitura popolare senza rapporto di fiducia con il parlamento

e l’altro è nominato dal Presidente ma deve avere la fiducia anche dal parlamento.

Quindi il Presidente nomina il primo ministro, sottopone a referendum progetti di legge,

nomina 3 membri del consiglio, presiede le riunioni del consiglio dei ministri ecc..

Obiettivi: diminuire la rigidità del sistema presidenziale senza avere problemi legati alla

partitocrazia quando non esiste una maggioranza forte. Questo sistema fa sì che il

presidente abbia possibilità di indirizzare il governo e non essere solo un garante al di

sopra degli altri.

LA RAZIONALIZZAZIONE DEL PARLAMENTO. Dopo la parentesi totalitaria gran parte

degli stati si dotarono di modelli razionalizzati per ciò che riguarda il funzionamento del

Parlamento. Scopo è la stabilità del Governo. Occorre dire che la nostra costituzione

prevede una scarsa forma di governo parlamentare mentre ad esempio quella tedesca

prevede una specie di Parlamento che dà risalto al capo del Governo, il Cancelliere

federale. In particolare il cancellierato prevede che il cancelliere sia eletto senza dibattito

dalla camere politica (il Bundestag) su proposta del presidente federale e se il candidato

non viene eletto la camere ne indica un altro ed eleggerlo nel 14 giorni successivi.

Obiettivi: consentire formazione Governo e forte legittimato del parlamento.

Lo strumento interessante nel sistema cancellierato è la sfiducia costruttiva, in base alla

quale la camera politica può votare la sfiducia al cancelliere solo se contestualmente

elegge, a maggioranza assoluta, un successore. In questo modo si evita la crisi al buio,

crisi di governo che si aprono senza sbocchi politici. Tuttavia tale istituto è stato usato con

scarsi effetti (1972-82).

PARLAMENTO MAGGIORITARIO E PARLAMENTARISMO COMPROMISSORIO.

Quello maggioritario si caratterizza per la prevalenza del governo e un sistema bipolare o

bipartitico. Lo stretto legame tra il capo del Governo e la sua maggioranza definisce una

stabilità della legislatura.

L’elettore vota per il rappresentante di collegio ma indirettamente in quel rappresentante si

riconosce un partito o una coalizione che ha già indicato chi assumerà la carica di Primo

ministro.

Il Governo dispone di una maggioranza per farsi approvare i suoi disegni di legge sicchè

costituisca il comitato direttivo del parlamento. ES. Il sistema Westminster nel regno unito.

Quello compromissorio è caratterizzato da un modello multipolare e multipartitico. E’ il

Parlamento il nucleo di accordi partitici; il governo non è indicato indirettamente dal

popolo, ma è frutto di una concertazione anche oscura tra i partiti.

Il capo del Governo e i suoi ministri hanno fiducia a tempo nel senso che sono legati dal

vincolo compromissorio dei partiti che possono appoggiare il governo direttamente o

indirettamente. Paesi dove vige questo sistema sono l’Olanda, Danimarca, Belgio. Questo

sistema si fonda quindi su una garanzia del pluripartitismo e da una debolezza del

Governo.

LA REPUBBLICA PARLAMENTARE. Il Parlamento è l’unica istituzione a detenere la

rappresentanza della volontà popolare, in quanto tale elegge in modalità differenti sia il

governo che il presidente.

Il presidente ha funzione di garanzia verso le parti politiche e di rappresentanza dell’unità

nazionale. Il parlamento si rapporta con il governo tramite il voto di fiducia, in questo modo

ha il controllo sull’agire dell’esecutivo con la possibilità di revocarlo e nominarne un altro.

Il giudizio sull’operato viene espresso dai cittadini tramite il rinnovo dell’assemblea

legislativa; tale forma di governo è dominante in Europa.

ES. L’ITALIA Parlamento è diviso in Camera dei deputati e Senato della Repubblica e

viene eletto ogni 5 anni dai cittadini. Esso detiene il potere di nomina del presidente della

Repubblica e di concessione o revoca della fiducia al governo.

Il pres della Repubblica viene eletto ogni 7 anni dal parlamento in seduta comune tramite

voto segreto e con la maggioranza qualificata. Egli ha il potere di sciogliere le camere e di

nominare il governo ma non può essere sfiduciato dal parlamento, anche se in seguito a

gravi violazioni può essere metto sotto accusa. La sua eventuale destituzione viene decisa

dalla corte costituzionale.

Il governo è composto dal pres del Consiglio e dai vari ministri; una volta nominato dal

pres della Repubblica esso deve presentarsi alle camere per ottenere la fiducia. Nel caso

il governo sia sfiduciato il pres della repubblica può nominarne un altro o decidere di

sciogliere le camere qualora non fosse possibile trovare un’altra valida maggioranza

parlamentare.

IN SINTESI…

Tutte le forme di governo parlamentare nella democrazia pluralista hanno:

- RAPPORTO FIDUCIA GOVERNO – PARLAMENTO

- ELEZIONE POPOLARE DIRETTA DEL PRIMO MINISTRO

- ELEZIONE CONTESTUALE DI PRIMO MINISTRO E PARLAMENTO

- UN GOVERNO DI LEGISLATURA

PARLAMENTO

La forma di governo italiana è quella parlamentare, pertanto un ruolo estremamente

importante nella politica è svolto dal Parlamento :

STRUTTURA

Il Parlamento italiano ha una struttura bicamerale perfetta : è costituito da due camere,

la Camera dei Deputati e la Camera del Senato della Repubblica, aventi funzioni

identiche.

La Camera dei Deputati è composta da 630 membri; per votare alla Camera dei Deputati

si deve

essere maggiorenni (18 anni) e si può diventare deputati a 25 anni.

La Camera del Senato è composta da 315 senatori a cui vanno aggiunti i senatori a vita

(titolo

conferito a cittadini che hanno illustrato la patria per meriti altissimi o che sono Presidenti

emeriti della Repubblica; vengono nominati dal Presidente della Repubblica, che ne può

nominare un massimo di 5 durante il suo mandato); per il Senato si può votare a 25 anni e

si può diventare senatore a 40.

Il Parlamento in alcune occasioni si riunisce in seduta comune , presso la Camera dei

Deputati (che

ha sede a Palazzo Montecitorio), presieduta dal Presidente della Camera, per le seguenti

ragioni:

- eleggere, assistere al giuramento e, in caso mettere in discussione il Presidente della

Repubblica (per l’elezione partecipano anche i rappresentanti delle Regioni)

- eleggere i Giudici della Costituzione

- Eleggere i 16 giudici aggregati

STATUS PARLAMENTARE

I parlamentari godono di alcune prerogative descritte dagli articoli 67,68 e 69 della

Costituzione:

- Art. 67, DIVIETO di MANDATO ESECUTIVO: ogni membro del Parlamento rappresenta

la

Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Ciò vuol dire che i

parlamentari

possono cambiare fazione politica durante il loro mandato senza che esso venga

revocato.

- Art. 68, INVIOLABILITÀ PARLAMENTARE: immunità da arresti o monitoraggi (se non

autorizzati dal Parlamento o se colti in flagranza di reato) ma non dall’avvio di processi

penali,

nei confronti dei parlamentari (quest’ultimo punto è stato aggiunto dopo il processo “mani

pulite” del 1993)

- Art. 69, INDENNITÀ PARLAMENTARE: i membri del Parlamento ricevono un’indennità

stabilita dalla legge e godono i particolari benefici.

PREROGATIVE DELLE CAMERE

Le camere del Parlamento italiano godono di particolari privilegi, stabiliti dal regolamento

interno ad

esse:

- Autonomia regolamentare : ogni camera, redigendo un proprio regolamento,

amministra il

proprio lavoro secondo la volontà dei membri interni.

- Autonomia finanziaria : le camere decidono autonomamente l’ammontare delle risorse

necessarie allo svolgimento delle proprie funzioni.

- Immunità della sede : decisione su chi può essere ammesso all’interno degli edifici in

cui si

svolgono le sedute (compito svolto dal Presidente della Camera)

- Giustizia domestica : le controversie relative allo stato giuridico ed economico dei

parlamentari sono sottratte al giudice comune e sono riservate agli organi interni al

Parlamento (in altre parole, si ha un sistema autonomo per la giustizia e quindi un giudice

proprio)

ORGANIZZAZIONE INTERNA

La disciplina dell’organizzazione interna del Parlamento è dettata dalla Costituzione e dai

regolamenti parlamentari, per cui abbiamo:

- Organi necessari , previsti dalla Costituzione (Presidente, Ufficio di Presidenza,

Commissioni

referenti

- Organi previsti dai regolamenti (giunte, gruppi, proiezione parlamentare dei partiti,

conferenza dei capigruppo)

Le camere sono elette per una durata di 5 anni, periodo denominato legislatura , e non

possono

essere prorogate se non in caso di guerra. Possono essere sciolte dal Presidente della

Repubblica,

ma non negli ultimi 6 mesi del proprio mandato ( semestre bianco ), a meno che esso

non coincida

pienamente o in parte con gli ultimi 6 mesi di legislatura.

FUNZIONE LEGISLATIVA

Funzione che serve a produrre leggi attraverso il processo legislativo ordinario ( iter legis

), che

comprende 3 fasi:

1) Fase iniziativa

Proposta di un disegno di legge, che può essere promossa da:

- Governo: ogni sua proposta di legge deve essere autorizzata dal Presidente della

Repubblica

- Parlamentari

- Corpo elettorale (cittadini): devono presentare alla camera una proposta sottoscritta

almeno

da 50 mila elettori

- Consigli regionali

- CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro)

2) Fase deliberativa

Assegnazione, da parte del Presidente della camera cui è pervenuto il progetto di legge,

alla

commissione parlamentare competente “ratione materiae” (per materia); a seconda del

ruolo della

commissione abbiamo:

- Commissione referente : discute il testo articolo per articolo e vota il dispositivo finale;

in

caso positivo, il testo passa alla camera, dove si attua lo stesso procedimento fino

all’articolo

finale.

- Commissione redigente : accelera il processo, poiché si crea già il dispositivo finale

che

deve essere solamente discusso dalla camera.

- Commissione legiferante : discute ogni articolo e vota la legge finale senza passare per

il

Parlamento, che viene quindi sostituito.

Se il Parlamento ritiene necessario discutere la legge, si procede in ogni caso con la

commissione

referente.

3) Fase integrativa dell’efficacia

Promulgazione e pubblicazione della legge da parte del Presidente della Repubblica

; egli può

decidere di non promulgare una legge, e di motivare tale scelta al Parlamento affinché

attui delle

modifiche. Il Parlamento può attuare o meno le modifiche suggerite, e la legge, anche se

immacolata, deve essere obbligatoriamente promulgata dal Presidente della Repubblica

(in quanto la funzione

legislativa è prioritaria del Parlamento).

Entro 30 giorni la legge deve essere pubblicata dal Presidente della Repubblica sulla

Gazzetta

Ufficiale, e dopo un periodo di 15 giorni (vacatio legis) la legge entra in vigore a tutti gli

effetti.

FUNZIONE DI CONTROLLO E INDIRIZZO

La funzione di controllo si esplica in mozioni, risoluzioni e ordini del giorno, nonché negli

strumenti

conoscitivi delle interrogazioni e delle interpellanze.

Mozioni : mezzo attraverso cui viene indirizzato il governo verso determinate direzioni;

possono

essere mozioni di fiducia o di sfiducia, rivolta o all’intero governo o ad un singolo ministro.

Programma dei lavori: serve a regolamentare l’attività del Parlamento e a garantire un

ruolo alle

componenti di maggioranza e opposizione.

- Programma : elenco degli argomenti da trattare alle camere, approvato con il consenso

dei

gruppi parlamentari ( ¾ di quorum alla Camera, consenso unanime al Senato), oppure

predisposto dal Presidente della camera in questione

- Calendario : specifica il programma e indica le materie trattate nelle singole sedute

- Ordine del giorno : organizzazione dei lavori parlamentari per ogni singola seduta

Interpellanza e interrogazione: attuano il controllo politico del Parlamento sul Governo.

- Interpellanza : domanda rivolta, in assemblea, da uno o più parlamentari, al Governo,

circa i

motivi o gli intendimenti della sua condotta su una questione di particolare rilievo o di

carattere generale. Se la risposta del Governo non è soddisfacente, il relatore può

presentare

una mozione avente lo stesso oggetto e provocare una discussione ed un voto da parte

dell’Assemblea; il cui significato indirizzerà l’attività del Governo.

- Interrogazione : domanda che uno o più parlamentari possono rivolgere al singolo

ministro o

al Governo circa la veridicità di un fatto e sui provvedimenti che il governo intende adottare

o

ha adottato; il ministro interpellato può rispondere per iscritto o oralmente, e, in

quest’ultimo

caso, la risposta avviene durante il question time , durante il quale il parlamentare

interessato può esprimere la propria opinione riguardo la risposta del ministro.

FUNZIONE DI INCHIESTA

Costituzione di commissioni di inchiesta , con lo stesso potere delle autorità giudiziarie,

che servono per stabilire responsabilità politiche riguardo determinati fatti.

FUNZIONE DI REVISIONE COSTITUZIONALE

Serve a modificare la Costituzione ; si può procedere tramite l’iter ordinario di modifica

di una legge, ma è necessario che il Parlamento discuta il testo per due volte, tra le quali

devono passare 60 giorni; nella seconda lettura, la modifica costituzionale deve avere un

quorum dei . Nel caso non ci fosse il quorum, avviene l’approvazione per maggioranza

assoluta; tuttavia, può a tal proposito essere chiesto da di ciascuna camera un

referendum confermativo , il quale non necessita un quorum di partecipazione, ma solo

di merito. Il referendum confermativo è diverso da quello abrogativo . La differenza

principale sta nell’oggetto

del referendum, che nel confermativo è una legge costituzionale o di revisione; inoltre nel

referendum abrogativo è presente sia un quorum strutturale che di merito (partecipazione

del 50%+1 degli aventi diritto al voto). Il referendum abrogativo origina da una raccolta di

500 mila firme certificate, le quali dovranno essere depositate presso la Corte di

Cassazione, che ne verificherà la legittimità. Di seguito la Corte Costituzionale decide

circa l’ammissibilità del referendum, che si basa su dei parametri espressi dall’ art. 75 , il

quale vieta il referendum abrogativo in caso di: leggi di bilancio, trattati internazionali, stato

di guerra, princìpi sul lavoro. Una volta verificata la conformità con l’art. 75, e quindi


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie e Sportive
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher karkriss di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foro Italico - Iusm o del prof De Angelis Carmine.

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